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biometric-vicine
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Tecnologie
Biometriche: riconoscimento univoco e autenticazione certa
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La richiesta continua di maggiore sicurezza ed affidabilità in
tutti i settori della nostra vita quotidiana, compresi i servizi offerti
dalla Pubblica Amministrazione, sta spingendo ormai da tempo il mondo
dell'ICT verso le frontiere di quelle che comunemente si chiamano tecnologie
biometriche, ovvero tecnologie che da una parte permettono un riconoscimento
univoco e di conseguenza un'autenticazione certa, ma che dall'altra portano
alla luce componenti fortemente problematiche di tipo tecnico, giuridico,
e sociale.
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Un
processo lungo un secolo
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L'idea
alla base del riconoscimento di un individuo a partire delle sue caratteristiche
fisiche (iride, impronte digitali, geometria della mano e del volto
etc.) o comportamentali (voce, firma, etc.) non è nuova, e i
primi tentativi scientifici risalgono ad oltre un secolo fa. Tuttavia
il primo sistema informatico in grado di valutare, codificare, immagazzinare
e, quindi, riconoscere le caratteristiche fisiche di un soggetto venne
commercializzato alla fine degli anni '70 e utilizzava come parametro
di riferimento la lunghezza delle dita. Da allora sono stati fatti molti
passi in avanti e le tecnologie biometriche, uscendo dall'esclusività
del campo investigativo, si stanno lentamente facendo largo nei contesti
più diversi, fino ad arrivare al documento personale: lo scorso
26 ottobre il Consiglio europeo per gli affari interni e la giustizia
ha infatti approvato l'inserimento delle impronte digitali come secondo
riferimento identificativo biometrico, dopo il viso, sul futuro passaporto
europeo.
Le recenti linee guida pubblicate dal CNIPA e il convegno "La biometria
entra nell'e-Government, tenutosi lo scorso 23 Novembre a Roma, hanno
infine accreditato la biometria come uno degli strumenti più
utili per aumentare l'efficienza e la sicurezza anche nella Pubblica
Amministrazione.
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Le
applicazioni della biometria
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Oggi le
applicazioni che utilizzano tecnologie biometriche sono rivolte a garantire
sicurezza rispetto all'accesso a luoghi e a procedure informatiche (accesso
fisico e accesso logico). Non solo, quindi, assicurarsi che l'accesso
fisico ad alcune aree o edifici sia consentito solo alle persone autorizzate,
ma anche garantire la sicurezza per quanto concerne l'accesso logico
a strutture informatiche riservate. Queste procedure si intrecciano
in modo inevitabile con il processo di informatizzazione che sta coinvolgendo
il mondo delle amministrazioni. Attraverso l'utilizzo incrociato di
biometria e carta di accesso, per esempio, le Pubbliche Amministrazioni
possono erogare i servizi in modalità on line consentendo:
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a)
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solo ed esclusivamente al personale autorizzato di accedere a
banche dati o a procedure di particolare criticità;
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b)
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al cittadino di farsi riconoscere in maniera univoca dall'amministrazione,
e quindi di ricevere un servizio, semplicemente collegandosi alla
rete. |
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L'impegno
del CNIPA
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Proprio
per questi motivi di fondamentale importanza nel percorso verso la Società
dell'Informazione, il CNIPA
- Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione
- ha ritenuto necessario approfondire gli aspetti tecnici e normativi
relativi alla biometria. Nel Luglio 2003 è, così, nato
il gruppo di studio sulle tecnologie biometriche, mentre nel marzo 2004
è stato costituito il gruppo incaricato della redazione delle
linee guida sulle tecnologie biometriche, pubblicate lo scorso settembre,
e il Centro di Competenza sulla Biometria.
Le linee guida hanno lo scopo di accompagnare le pubbliche amministrazioni
in tutte le fasi di realizzazione di un progetto in cui siano coinvolti
sistemi biometrici:
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Biometria:
tra sicurezza e privacy
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Ma come
conciliare la richiesta di standard di sicurezza elevati con il fatto
che il dati biometrici, potendo essere considerati informazioni concernenti
una persona fisica (cfrt. Documento sulla biometria del Gruppo
dei Garanti Europei, sono soggetti alle norma in materia di tutela
della privacy? La posizione del Ministro Stanca, intervenuto a proposito
al convegno dello scorso 23 Novembre, è che non esiste contraddizione
tra tecnologie digitali e privacy, anzi è proprio grazie all'innovazione
tecnologica che siamo in grado di protegge di più noi stessi
e i nostri dati. "Si tratta solo" - precisa un comunicato
stampa - "di trovare il giusto equilibrio. Il rapporto e l'equilibrio
tra tecnologie digitali e privacy è una sfida di qualità
della democrazia".
L'intervento di Claudio Manganelli, Componente del CNIPA e chairman
del convegno procede esattamente sulla stessa linea, affermando che
la tecnologia, ed in particolare la biometria, "è un utile
strumento per la diffusione dell'e-Government" proprio perché,
assicurando maggiori garanzie per l'autenticazione nell'accesso a documenti
e processi riservati, permette l'erogazione di servizi nel pieno rispetto
della regolamentazione
sulla protezione dei dati.
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L'Italia:
per una volta è all'avanguardia
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Il nostro
Paese è tra i primi posti per quanto riguarda sperimentazioni,
livello tecnico e ricerca. Basti pensare che due tra i più ambizioni
progetti di e-Gov finanziati dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie,
ovvero il Passaporto Elettronico e la Carta di Identità Elettronica,
sono stati pensati in modo da poter contenere riferimenti biometrici
che consentano l'associazione univoca tra carta e possessore. A questi
esempi vanno poi aggiunti due progetti paralleli, portati avanti dal
Ministero della Giustizia ed il Ministero della Difesa, per il rilascio
di carte multiservizi di tipo "biometrico" per i propri dipendenti.
La CIE.
La Carta di Identità Elettronica contiene, dal punto di vista
degli aspetti biometrici, il template (l'insieme dei valori estratti
da un campione biometrico ai fini del riconoscimento) e l'immagine dell'impronta
digitale del legittimo titolare. Il template, pur consentendo il riconoscimento
attraverso il confronto con un dispositivo di acquisizione, non permette
la ricostruzione dell'impronta originale, salvaguardando quindi la sicurezza
del cittadino ed eliminando anche la necessità di banche dati.
Carta Multiservizi della Difesa (CMD). Parallelamente alla politica
di e-Government impostata dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie,
altre amministrazioni hanno sentito la necessità di un documento
elettronico che garantisse elevati standard di sicurezza. Primo fra
tutti l'Esercito, stretto dalla necessità di fornire alla Commissione
Governativa "Mandelli" i dati anagrafici e sanitari del personale
impiegato nei Balcani. È proprio da questa prima esperienza di
informatizzazione dei dati che nacque il progetto di una smart card
personale, divenuta poi vera e propria carta multiservizi contenete
firma digitale, i template delle impronte di due dita e i dati sanitari
(emergency card).
Passaporto Biometrico. Il progetto, sotto la responsabilità
del Ministero dell'Interno e degli Affari Esteri, prevede l'introduzione
di identificativi biometrici, quali immagine del viso e impronte digitali
di due dita, sul documento di viaggio per mezzo di un chip a radio frequenza.
Permesso di Soggiorno. Al contrario degli altri documenti, il
permesso di soggiorno elettronico prevede la realizzazione di una banca
dati, nonostante tutte le attività di trasmissione siano state
predisposte in modalità cifrata, per salvaguardare comunque la
sicurezza dei dati del titolare.
Accesso fisico all'aeroporto di Fiumicino. Già presentato
a FORUM P.A. 2004, nel maggio scorso, nell'ambito dell'iniziativa Scenari
PA, il progetto ha comportato l'installazione di dispositivi per
il riconoscimento biometrico facciale presso un varco staff del terminal
A, utilizzati per quattro mesi da circa 3.300 operatori. Il progetto
è stato il primo test su larga scala compiuto in un aeroporto
e ha avuto il merito di verificare la reale maturità della soluzione
tecnologica proposta e di permettere l'acquisizione di un importante
bagaglio di esperienza su procedure che presto diverranno obbligatorie
in diversi ambiti.
Il ruolo
di primo piano dell'Italia nel campo di questa nuova frontiera tecnologica
è riconosciuto anche a livello internazionale: l'Italia è
stata inserita, insieme a Gran Bretagna, Canada, Germania, Corea del
sud e Stati Uniti, in uno dei gruppi di lavoro per l'individuazione
di standard universali
ISO per la biometria.
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Il
futuro della biometria nella PA
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Le linee
guida dello scorso settembre sono solo il primo passo nell'esplorazione
dei complessi rapporti che legano tecnologie biometriche e pubbliche
amministrazioni. Per il primo trimestre del 2005 è, infatti,
prevista la pubblicazione di un secondo documento, destinato ai referenti
tecnici (informatici ed amministrativi) delle pubbliche amministrazioni
coinvolti nell'attività di sviluppo e valutazione dei sistemi
biometrici. "Il documento si baserà" commenta Alessandro
Alessandrini Responsabile dell'Ufficio Osservatorio del mercato del
CNIPA, "sulla individuazione di casi reali, intesi come scenari
di utilizzo di particolare interesse. Per ogni caso tra quelli individuati,
verrà presentato il percorso progettuale seguito, dalla fase
di individuazione delle criticità alla stesura del capitolato
di gara, fino alle modalità di valutazione delle soluzioni offerte
e al monitoraggio delle prestazioni".
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Approfondimenti
Nel
parliamo con il CNIPA
Le
linee guida per le Tecnologie Biometriche
Brevi note sulle tecnologie biometriche
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