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CRM in Italia: un confronto pubblico-privato


Nato in ambiente privato, il CRM - Customer Relationship Management - solo da poco è stato adottato anche in ambito pubblico assumendo la denominazione di Citizen Relationship Management.
Nel CRM il focus è tutto sull’attenzione al cliente, attenzione che può essere declinata in diversi modi: ascolto, feedback, centralità, orientamento, passione. Ciò che appare accomunare pubblico e privato è proprio il focus sulla relazione di servizio, in un’ottica di miglioramento, personalizzazione e soddisfazione delle aspettative dei clienti/cittadini. Ciò che, invece, differenzia il citizen dal customer è la finalità. Istituzionale in un caso, più orientata al profitto nell’altro.

In un'ottica di confronto pubblico/privato è, allora, particolarmente interessante quanto emerge dal Benchmarking 2004 del Customer Management Forum, un progetto di ricerca, comunicazione e innovazione sui temi Customer Care e del CRM in Italia, promosso da Irso,
in collaborazione con Butera e Partners, Tesi, Inps, IC Service (Gruppo InfoCamere), Vodafone, Poste Italiane e Intouch (Gruppo Europ Assistance).

Premessa

159 aziende e amministrazioni pubbliche indagate, per un totale di 341
contact center attivi (il 15% degli installati a livello nazionale*) e 24.349 postazioni (il 24% delle installate*), per un totale di quasi 1,3 miliardi di telefonate e oltre 6 milioni di e-mail: questi i dati di riscontro dell'indagine di benchmarking per il 2004. Una nota a questo proposito: l'indagine ha rilevato che
sono ancora pochissime le realizzazioni di strutture preposte al public care all'interno delle pubbliche amministrazioni; gran parte degli enti hanno infatti attivato dei centralini telefonici piuttosto che veri e propri contact center.

A differenza delle precedenti edizioni, l'indagine di Benchmarking 2004 non si è fermato all'analisi delle strategie decisionali, ma ha focalizzato l'attenzione su come queste strategie sono state implementate. Di fatto, tutte le dimensioni proprie del CRM sono state prese in considerazione: strategia clienti, processi e operations,
gestione e sviluppo delle persone.

*Fonte: Datamonitor, 2003 (Indagine Customer Management Forum)

Alcuni dati di sintesi per la PA

La Pubblica Amministrazione rappresenta una quota significativa del campione indagato: ben il 23%, ripartite tra enti locali (46%), Camere di Commercio (24%), enti centrali (16%), ed altri enti (14%). Il peso della Pubblica Amministrazione nel campione dimostra come molti enti, centrali e locali, stiano puntando sul CRM per migliorare e innovare la gestione della relazione con i clienti e con il territorio.

Secondo uno schema ormai consueto in questo tipo di indagine, sono state distinte quattro categorie

Esordienti
una bassa strategia di servizio, una bassa attenzione alle risorse umane e da una bassa capacità operativa e orientamento ai processi di servizio: sono quelle amministrazioni pubbliche che muovono i primi
passi nel CRM:

Operational Vision
  un elevato orientamento ai processi ed una bassa strategia di servizio: sono enti che realizzano soluzioni innovative ma non del tutto funzionali alla strategia
dell’ente;

HR gap
  una elevata attenzione ai processi e alla strategia di servizio, ma una bassa attenzione alle risorse umane: enti che non puntano sulle Risorse Umane per innovare la relazione con i cittadini;

Customer Centric
  un elevato livello ed da una elevata coerenza tra le tre
dimensioni del modello con una propensione e una
capacità dell’organizzazione a muoversi verso lo sviluppo integrato e duraturo di soluzioni
innovative nella gestione delle relazioni con clienti

Il grafico di seguito riportato mostra il differente approccio delle quattro categorie nel 2003 e nel 2004:


Fonte: Indagine Benchmarking 2004

Gli elementi possitivi deducibili da questo primo dato sono molti: in estrema sintesi si può dire che la PA ha fatto enormi progressi per avvicinarsi ai livelli minimi di servizio ai clienti (gli esordienti sono passati dal 37,8% del 2003 al 60% del 2004); e, sebbene, gli enti dotati di forte orientamento al cittadino (customer centric) siano solo l'8,1% rispetto al 28,3% dell'intero campione studiato, resta comunque un graduale aumento della percentuale tra il 2003 e il 2004.

Approfondimenti
Il Rapporto Benchmarking 2004 del Customer Management Forum (pdf)
 
 
 
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