|
Un
intervista con Pietro della
Torre , responsabile Programma Digitale Terrestre Enterprise
Digital Architects
|
|
Come "Architetti Digitali", il tema dovrebbe toccarvi da vicino.
Qual è l'obiettivo di Enterprise DA rispetto al DTT?
|
|
Forte
dell'esperienza derivata dai progetti ICT e soprattutto considerando le
dotazioni tecnologiche già presenti nel Digital Solution Center,
Enterprise ha inaugurato di recente il nuovo Centro per l'Interattività
della Televisione Digitale dedicato alla progettazione e all'esercizio
di applicazioni per la TV Digitale Terrestre. Il Centro, struttura unica
nel suo genere in Italia, dispone di un team dedicato di 20 persone e
permette a Enterprise di configurarsi non solo come partner per lo sviluppo
di servizi applicativi della DTTV ma anche e soprattutto come Operatore
di Centro Servizi. Nel modello di riferimento delle Televisione Digitale
Terrestre (area in cui siamo attivi da oltre un anno), Enterprise Digital
Architects si pone come punto di unione fra le esigenze delle Pubbliche
amministrazioni e dei broadcaster, con speciale attenzione anche ai bisogni
dei singoli cittadini
|
|
Il nome ci è ormai familiare ma in concreto non riusciamo ancora
ad immaginarlo. Cos'è, spiegato in parole semplici il digitale
terrestre?
|
|
La
TV digitale terrestre rappresenta un salto evolutivo molto forte rispetto
alla TV attuale; il beneficio più rilevante è dato dall'interattività.
Con la TV digitale è infatti possibile accedere via etere ad applicazioni
e servizi ed effettuare transazioni e disposizioni attraverso un apposito
canale completamente interattivo. Per accedere ai servizi di TV digitale
è necessario un apposito set-top box, che serve alla decodifica
del segnale televisivo digitale ed all'esecuzione delle applicazioni interattive.
Questo apparato si collega all'antenna televisiva domestica, al televisore
e - nella generazione attuale di apparecchi - anche alla presa del telefono
di casa. Le applicazioni e i dati possono essere scaricati su set-top
box via etere (ossia trasmesse in broadcast a tutti gli utenti) o via
canale interattivo (quando è il singolo utente a richiederle).
I dati e le informazioni personalizzate (quindi relative alle interazioni
degli utenti) viaggiano sul canale interattivo.
|
|
È
un nuovo modo di ricevere la vecchia TV, o c'è qualcosa di più
profondo?
|
|
La televisione non è più uno strumento dall'utilizzo passivo
ma si arricchisce di servizi interattivi che sono sostanzialmente di due
tipi: servizi contestuali ai programmi televisivi e servizi indipendenti
dagli stessi programmi. Per il cittadino il beneficio più rilevante
è dato dal ricevere a casa servizi PA e informazioni varie. Infatti,
le Pubbliche Amministrazioni hanno l'opportunità di fornire servizi
di pubblica utilità mediante la televisione realizzando così
la fruibilità dal salotto di casa e soprattutto avvicinando concretamente
le istituzioni al singolo utente. Tenendo conto che la familiarità
dell'utenza rispetto al mezzo può facilitare la diffusione di una
cultura tecnologica e che ovviamente la televisione è presente
nel 99% delle case.
|
|
Dal
suo punto di vista il Digitale Terrestre è realmente una tappa
obbligata per la completa realizzazione della Società dell'Informazione,
così come lo è stata Internet o la tecnologia UMTS?
|
|
Più
che tappa obbligata, parlerei di ulteriore opportunità: il cittadino
può usufruire della possibilità offerta dalla televisione
di accedere ai servizi pubblici, mentre la PA ha un ulteriore strumento
per rendersi vicina ai propri utenti. Parlerei dunque della DTTV come
di un ulteriore canale di comunicazione che si aggiunge a quelli già
disponibili. Chi vuole ne può usufruire dal salotto di casa, con
la massima comodità.
|
|
A
che punto siamo per quanto riguarda la diffusione capillare non solo della
tecnologia di ricezione, ma anche di quella di trasmissione? Gli investimenti
messi in campo, pubblici e privati, sono adeguati alle possibilità
del mercato?
|
|
La diffusione dei Set top box è molto alta. Basti pensare che fino
ad oggi grazie al contributo del governo sono stati venduta 700.000 pezzi
e si pensa di arrivare al milione di decoder entro l'anno. La copertura
trasmissiva è al momento di oltre il 50% della popolazione ma molto
deve ancora essere fatto per la copertura territoriale, considerando tempi
diversi di reazione e disponibilità per i vari broadcaster. Peraltro,
nella Finanziaria di cui si discute in queste settimane, si ripropone
l'incentivo sul decoder.
|
|
Digitale
terrestre come canale di erogazione di servizi. Ci potrebbe spiegare meglio
cosa potrebbe offrire un'amministrazione e in che modalità?
|
|
Le
amministrazioni pubbliche da molto tempo perseguono l'obiettivo di migliorare
il rapporto con i cittadini, e fare in modo che questo rapporto sia sempre
meno "burocraticizzato" e sempre più diretto. I servizi
che attualmente sono erogati dallo sportello o via telefono oppure i servizi
fruibili via Web possono essere fruiti mediante la tv. I servizi di pubblica
utilità sono i candidati più adeguati. L'applicazione è
richiamata dal telecomando che diventa così uno strumento di accesso
e navigazione al servizio. Inoltre l'interazione con il centro servizi
è realizzata mediante il canale telefonico e permette di scambiare
dati nel rispetto della sicurezza e della privacy dei dati personali.
A titolo di esempio si può pensare alla prenotazione di visite
mediche direttamente dal proprio salotto. Enterprise ha realizzato per
l'ospedale Pediatrico Bambino Gesù un'applicazione attualmente
on-air su Rai-Utile per la prenotazione delle visite pediatriche. Ma i
servizi possibili sono innumerevoli.
|
|
Una
nuova tecnologia comporta anche nuove professionalità e nuove competenze.
Come viene affrontata la situazione all'interno della vostra Azienda?
|
|
Con
un gruppo di lavoro dedicato al programma digitale terrestre, composto
da persone con varie competenze diversificate. Questa multidisciplinarità
consente di coprire ogni esigenza di progetto dall'offerta al delivery.
Inoltre, Enterprise ha sviluppato una propria metodologia strutturata
chiamata ARM (Analize, Realize, Manage) che rispetto alla metodologia
classica di sviluppo, si arricchisce di passi analitici mirati alla realizzazione
di servizi applicativi per il canale digitale terrestre. Ad esempio, lo
studio creativo (creative brief), l'analisi del flusso informativo (site
flow) e la composizione funzionale delle videate (wireframe). Infine sono
disponibili in azienda aree specifiche per la DTTV: la factory tecnologica
dove si effettua l'analisi, progettazione, sviluppo, certificazione e
test delle applicazioni ed il Digital Solution Center dove sono gestite
e monitorate le applicazioni in esercizio.Enterprise, poi, partecipa a
tutti i principali tavoli di confronto: è, infatti, attiva nei
vari progetti di lavoro della Fondazione Ugo Bordoni e dell'associazione
"Ambiente Digitale", nell'ambito della quale collabora ad analisi
di modelli di business, design dei servizi e standardizzazione delle interfacce
uomo-macchina. Infine, collabora con vari produttori di set-top box ed
ha contatti con diversi broadcaster a livello nazionale e locale. Il confronto
ha permesso l'implementazione di componenti applicativi per l'integrazione
con broadcaster in possesso di tecnologie eterogenee. Si può dunque
dire che per Enterprise Digital Architects la Tv digitale Terrestre è
una logica conseguenza, grazie alle conoscenze e competenze già
presenti in azienda.
|