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Cooperazione applicativa per i servizi all'impiego

ne parliamo con

Gilberto Pichetto Fratin - Assessore all'Industria, Lavoro e Bilancio della Regione Piemonte

Come nasce la collaborazione con la Regione Liguria e perché proprio sulla Borsa Lavoro?
 
         
         

La collaborazione con la Regione Liguria su Borsa lavoro viene da lontano, già si era operato fin dal 1998 sulla condivisione di strumenti di redazione e reperimento delle informazioni e delle documentazioni, anche a valenza normativa, inerenti il lavoro e la formazione professionale, INFOL@V ne era un esempio pratico.
Successivamente la Regione Liguria, all'interno della Progettazione Interregionale sul "Nuovo Modello dei servizi al Lavoro" che vedeva il Piemonte quale Regione capofila e promotrice insieme a Veneto, Lombardia, Friuli V.G. di un nuovo modo di operare sull'intero Sistema Informativo, chiese di poter esplorare fra tutti i sistemi regionali anche quello piemontese. L'iniziativa, peraltro, ha avuto successo, al punto che disponendo di una Convenzione sul "l'interscambio di esperienze e supporti finalizzati allo sviluppo, alla realizzazione, all'avviamento ed alla gestione di sistemi informativi innovativi per la pubblica amministrazione" siglata dalle Regioni Liguria, Valle d'Aosta e Piemonte, si è pensato di estendere alla Valle d'Aosta la collaborazione sin qui attivata.

Come premessa di contesto qual è la situazione dell'occupazione nel territorio piemontese?  
         
         

La situazione piemontese appare segnata in questa fase dalla crisi industriale, che colpisce soprattutto il settore automobilistico e il tessile-abbigliamento, e a cui il sistema Piemonte ha reagito sia sul piano difensivo, con un ampliamento della copertura degli ammortizzatori sociali disponibili, sia in termini di politiche attive del lavoro, con una serie articolata di interventi nell'ambito del "Progetto Piemonte", oltre che con iniziative di diversificazione produttiva e di rilancio del settore turistico e con l'avvio di grandi opere infrastrutturali. I dati di carattere generale diffusi recentemente dall'ISTAT evidenziano peraltro in Piemonte una buona tenuta dell'occupazione: le perdite del settore industriale sono compensate dalla spinta espansiva ravvisabile principalmente nelle costruzioni, nel ramo turistico-alberghiero e nei servizi alle persone; la disoccupazione permane sostanzialmente stabile, poco al di sopra del tasso, relativamente basso del 5%. Gli interventi volti a contrastare la crisi, quindi, hanno funzionato finora con buona efficacia, ma ovviamente i problemi potrebbero aggravarsi se non si innesca un'inversione di tendenza.
Con tutto ciò, le imprese, anche quelle industriali, dichiarano frequenti difficoltà di reperimento di manodopera, sia specializzata che generica, in relazione ai fenomeni legati alla dinamica demografica (calo della natalità e quindi del numero dei giovani in entrata sul mercato del lavoro, progressivo invecchiamento della popolazione attiva), alla scarsità dell'offerta di lavoro dovuta ai livelli piuttosto bassi di disoccupazione, e agli orientamenti soggettivi dei lavoratori. Questi vincoli possono costituire un rilevante ostacolo allo sviluppo del sistema economico: per contrastare questa tendenza, è necessario da un lato ricercare una maggiore coerenza tra attività di carattere formativo e fabbisogni professionali delle imprese, e dall'altro sviluppare efficaci strumenti di incontro fra domanda ed offerta di lavoro: in questa direzione si muove la Borsa del Lavoro, che si pone appunto l'obiettivo di consentire un più incisivo raccordo fra imprese e lavoratori.

Che rapporto c'è tra il SIL e la Borsa Lavoro? Esiste una propedeuticità dell'uno rispetto all'altra?  
         
         
La Borsa del Lavoro del Piemonte al momento agisce separatamente dal Sistema Informativo Lavoro a valenza adempimentale, anche se è già predisposta per leggere trasparentemente in modo automatico, i dati trattati nel SIL non appena si rilascerà la versione definitiva (prevista a fine marzo 2005).
Quali difficoltà si incontrano nella realizzazione di una Borsa Lavoro on-line?  
         
         
La difficoltà maggiore consiste nel consentire l'arrivo sull'applicativo
di dati certificati, sull'identità delle persone fisiche che immettono i dati o per conto proprio (lavoratori e imprese individuali) o per conto di imprese o enti pubblici e privati d'intermediazione delle domande offerte di lavoro. Tutti, a regime dovranno essere riconosciuti dal Sistema di interscambio anagrafico e a tutti verrà rilasciato un certificato digitale IRIDE 2 che attesta l'identità del soggetto mantenendone l'anonimato (se si vuole) in fase di proposta (annuncio e curriculum).
L'altra difficoltà, infatti, consiste nel mantenere un dignitoso livello di privacy consentendo comunque la contattabilità (via e-mail e/o via sms).
La numerosità delle interazioni sul Sistema e la rimozione dei dati ritenuti obsoleti costituiscono una sfida alla quale si ritiene comunque di poter tranquillamente rispondere.

Per affermare il concetto di Borsa Lavoro è necessario un cambio radicale di mentalità all'interno delle amministrazioni?  
         
         
Direi di si. Lo strumento non supplisce a quelle che sono le necessarie condivisioni di dati attinenti le persone, le imprese e le descrizioni e classificazioni delle professionalità e delle competenze richieste e/o acquisite.
Inoltre la BLdP richiede che tutti gli attori del Sistema pubblico o privato compartecipino, condividendo le risorse informative, pur mantenendone il dominio, la riserva o l'esclusività. Per contro riceveranno maggiori disponibilità di incrocio domanda-offerta agendo su un mercato del lavoro che essendo in internet non è soltanto piemontese, ma potenzialmente riferito a tutta l'Europa, (Eures presto sarà integrato con BLdP) o alla restante parte del mondo.
Va trovato un punto d'equilibrio tra una legittima richiesta di decentramento e di autonomia e le esigenze di efficienza del sistema?  
         
         
La BLdP risponde pienamente alle richieste di autonomia che sono avanzate dalle Province, infatti lo strumento consente di agire nelle tempistiche e nelle modalità di restituzione dei servizi, che ogni singola Provincia e Centro per l'Impiego vorrà adottare, pur nel rispetto della normativa che obbliga tutti i soggetti intermediari, pubblici e/o privati, a conferire i dati e nel rispetto dell'obbligo che a sua volta le Regioni hanno di conferimento dei dati alla Borsa Continua Nazionale del Lavoro.
Quando la Borsa Lavoro sarà una realtà nazionale, su cosa potranno contare davvero i lavoratori? E su cosa le amministrazioni?  
         
         
Innanzitutto i lavoratori potranno in tempo reale descriversi adeguatamente in forma assistita, proporsi ad un mercato del lavoro che è potenzialmente illimitato, soprattutto territorialmente. Lo stesso dicasi per le aziende che potranno disporre di risorse informative e di strumenti di ricerca e analisi che consentono l'immediato contatto con persone descrittesi professionalmente. Le amministrazioni soprattutto quando il SIL Piemonte sarà rilasciato potranno risparmiare tempo sugli aspetti di comunicazione obbligatoria all'INPS e all'INAIL per l'avvio, cessazione…e quant'altro sarà dovuto, consentendo agli operatori stessi di dedicare il loro tempo ad aspetti di selezione del personale, di reperimento delle professionalità, di servizio all'utenza sull'orientamento scolastico, formativo e lavorativo.
Prima e insieme alla Borsa Lavoro, quali politiche di sostegno all'occupazione ha promosso la Regione Piemonte sul territorio?  
         
         
La Borsa Lavoro serve a fluidificare il mercato rendendo più facili i contatti tra persone ed imprese, ma allo stesso tempo valorizza presso le persone e le imprese quelle informazioni che sono validate dai servizi e dalle agenzie del lavoro.
Le politiche riguardano non solo le azioni volte a aiutare il funzionamento del mercato, sostenendo le iniziative autonome di persone e di imprese, ma quegli interventi volti a migliorare il funzionamento del mercato sia perché indirizzati ad accrescere l'occupabilità di persone non immediatamente occupabili, sia perché indirizzati a rimuovere ostacoli e barriere di carattere sociale, economico, fisico all'inserimento lavorativo. Inoltre si tratta di quegli interventi volti ad aiutare le imprese ad organizzare una politica dello sviluppo incentrata anche sul pieno utilizzo e mobilitazione delle risorse umane e professionali.
Per queste politiche, che sono rilevanti sul piano dello sviluppo, della valorizzazione delle risorse umane e dell'inclusione sociale, è fondamentale che la Regione implementi i suoi interventi di secondo livello, rivolti a sostenere una moderna ed efficiente infrastrutturazione di servizi, con una particolare attenzione alla professionalizzazione di questi servizi.
Approfondimenti Il dossier sulla Borsa Lavoro
L'intervista all'Assessore Abbundo, Regione Liguria
 
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