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TRASPARENZA E RESPONSABILITA' CON IL MANDATO INFORMATICO
Ne parliamo
con
Lorenza Benedetti
- Responsabile dell'Unità Complessa
Tesoreria e Fiscale del Comune di Reggio Emilia
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Il
Mandato Informatico è un sistema complesso che richiede una
serie di passi intermedi di "avvicinamento", che coinvolgo
l'innovazione informatica dell'amministrazione. Quali sono state
le tappe di questo percorso?
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In
primo luogo abbiamo verificato la condizione favorevole alla realizzazione
del progetto, sia per quanto riguarda la normativa vigente, sia in relazione
allo stato tecnologico dell'Ente, individuando le caratteristiche tecniche
e i requisiti del sistema Hardware/Software da attivare e verificando
la disponibilità attiva delle parti coinvolte (amministrazione
comunale ed ente tesoriere).
Successivamente abbiamo individuato una società a cui affidare
il servizio di gestione documentale la cui offerta corrispondeva alle
esigenze tecniche e funzionali individuate dall'Ente. La soluzione della
ditta fornitrice del servizio ci permette di prendere in carico sul Datacenter
tutti i dati e le operazioni relative a Mandati e Reversali, di riconoscere
e abilitare gli utenti alle operazioni loro consentite in base ai certificati
contenuti nelle smart card di cui ognuno è titolare e di mettere
il funzionario in condizione di:
individuare i documenti
da esaminare in base a diversi criteri di selezione;
visualizzare il dettaglio
di ogni documento;
apporre un visto di
convalida preliminare all'operazione di firma;
decidere, se includere
il documento nel pacchetto da firmare, piuttosto che sospenderlo temporaneamente
o bloccarlo (con l'inserimento di note a corredo);
firmare e trasmettere
i documenti al tesoriere;
verificare la presa
in carico da parte della banca e l'esito del trattamento di ognuno (sostitutivi
di quietanza);
operare consultazioni
mirate sulla base di una molteplicità di criteri di selezione;
memorizzare e visualizzare
tutti gli eventi relativi all'iter documentale;
rilasciare report
e listati di controllo.
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| E
per quanto riguarda l'innovazione organizzativa? |
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La
gestione elettronica dei documenti comporta una comunicazione tra Ente e
Tesoriere esclusivamente informatica (i flussi documentali scambiati tra
Ente e Tesoriere sono strutturati secondo il linguaggio XML), compresi gli
eventi di emissione, annullamento e sostituzione da parte dell'Ente, nonché
di presa in carico, segnalazione di eventuali errori riscontrati, ed esito
della conclusione della transazione da parte del tesoriere.
Il percorso
non è stato semplice. L'operatività ha richiesto una riorganizzazione
delle procedure interne e delle funzioni degli operatori come ad esempio
l'attribuzione di nuove mansioni (ad esempio l'estrazione di tutti i documenti
emessi il giorno precedente dal programma gestionale di contabilità
e trasmissione dei flussi al sistema di firma per rendere il mandato immediatamente
pronto per il visto e la firma), la revisione delle modalità di
esercizio del controllo da parte dei vistatori e dei firmatari e la modifica
delle modalità di archiviazione delle fatture, prima archiviate
con il mandato cartaceo.
Sono state affrontate numerose problematiche e criticità come ad
esempio la gestione del bollo, la revisione delle anagrafiche dei fornitori,
la gestione delle note informative e delle causali di pagamento, la gestione
delle commissioni bancarie ecc
Infine c'è stato un inteso lavoro di redazione degli atti preliminari
per la realizzazione del progetto.
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| Insomma
puntare all'automazione e quindi alla semplificazione? |
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Il
nostro obiettivo primario era quello di disporre di un modello di servizio
autonomo dal sistema contabile gestionale, che ci consentisse la gestione
dei Mandati di Pagamento e delle Reversali d'incasso in forma elettronica
validati dalla tecnologia di firma digitale nel rispetto degli obblighi
di legge e con i massimi livelli di sicurezza nei processi di scambio
con il Tesoriere.
Inoltre abbiamo puntato a:
conseguire la massima
efficienza dei processi di scambio;
utilizzare una tecnologia
che consentisse l'integrazione semplificata nel sistema informatico utente
e rendesse trasparente la complessità tecnologica ed organizzativa;
predisporre la conservazione
del flusso documentale non modificabile nel tempo, in riferimento alla
normativa vigente;
eliminare la documentazione
cartacea e permettere la consultazione storica interattiva, dei documenti
informatici e del loro iter procedurale.
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| Quando
è partito effettivamente il Progetto e quali sono stati i primi
risultati ottenuti? C'è già stato una prima forma di
monitoraggio? |
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Il
progetto è partito nel mese di aprile 2003, mediante uno studio
di fattibilità per realizzare la sperimentazione di trasformazione
dei mandati di pagamento cartacei in flussi documentali elettronici tramite
l'utilizzo della "firma digitale". E' seguita poi una fase di
analisi e di studio per la definizione del tracciato e delle modalità
operative mediante un confronto costante tra amministrazione comunale,
ente tesoriere e società che si occupa del servizio di gestione
documentale. Nel gennaio 2004 è stata avviata una fase sperimentale
dove sono stati effettuati vari test utilizzando parallelamente il supporto
cartaceo e la firma digitale. Nel mese di maggio 2004 siamo entranti in
piena operatività eliminando definitivamente il mandato "cartaceo".
I risultati ottenuti in questa prima fase sono legati principalmente ad
una migliore qualità dei controlli, che sono ora più capillari
e puntuali. Vi è inoltre stata una maggiore responsabilizzazione
degli operatori che non possono più comunicare informazioni al
tesoriere mediante segnalazioni sul cartaceo, concentrando l'attività
al momento dell'emissione del mandato.
Sono notevolmente migliorati i controlli sui flussi di ritorno del tesoriere.
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| Nonostante
le Regole tecniche AIPA risalgano al 1995, il caso del Comune di Reggio
Emilia fa notizia perché può definirsi una rarità
nel panorama della PA del nostro paese. Secondo la vostra esperienza
questo ritardo è dovuto esclusivamente alla complessità
del sistema da adottare o c'è qualcos'altro? |
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Pensiamo
che il ritardo sia dovuto principalmente alla complessità del sistema,
ma anche a causa di criticità legate ad abitudini consolidate dell'ente,
resistenze al cambiamento organizzativo e sensazioni di insicurezza nei
controlli dovuti dell'eliminazione del cartaceo. C'è poi un problema
di costi, che il Comune di Reggio Emilia, è risucito a gestire
anche perchè in fase di progettazione ha individuato una soluzione
in Outsourcing, che ha permesso di attivare un servizio centrato su competenze
e infrastrutture tecnologiche esterne, nonché di sperimentare la
tecnologia altamente innovativa della "firma digitale" senza
dover sostenere consistenti investimenti in infrastrutture tecnologiche
da parte dell'Ente. I futuri costi saranno legati allo sviluppo della
riversale informatica che si baserà sullo stesso iter procedurale
e sulle stesse modalità operative del mandato elettronico.
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| A
vostro giudizio l'esperienza del mandato informatico è replicabile
in altre realtà? Pensate di aderire al Bando per il catalogo
dei progetto di riuso del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie? |
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L'esperienza
del mandato elettronico è senz'altro replicabile in altre realtà,
in particolare nelle amministrazioni di medio-grande dimensione. Nelle
piccole realtà è invece più difficile sia per la
carenza di risorse finanziarie necessarie all'acquisizione della procedura,
sia per mancanza di profili professionali in grado di supportare la fase
di avvio. Alcuni comuni e province si stanno comunque attivando in tal
senso.
Per quanto riguarda l'adesione al Bando per il catalogo dei progetto di
riuso del Ministero per l'Innovazione e le tecnologie stiamo in questi
giorni analizzando il progetto, ma non abbiamo ancora preso una decisione
in merito.
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