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mulas-veloci
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Recupero
di efficienza e ottimizzazione delle risorse
Ne
parliamo con
Ferdinando
Mulas - Direttore Ufficio per lo Sviluppo
e la Gestione del Sistema Informativo Automatizzato
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Contestualizziamo
il progetto SIGP: qual'era la situazione pregressa all'introduzione
di questo innovativo sistema di gestione del personale?
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La situazione
pregressa era quella di una serie di applicazioni a macchia di leopardo
che intervenivano su alcune aree di gestione, ma non sostanziavano un
progetto integrato. La svolta è stata quella di definire un progetto
complessivo che affrontasse tutti gli aspetti operativi della gestione
del personale. Che erano parecchi. Quindi l'aspetto intanto innovativo
è stato questo approccio globale. Operativamente parlando, prima
di questo sistema automatizzato, un pezzo veniva gestito automaticamente
- tutta la parte di trattamento economico o relativo ai decreti di inquadramento,
la parte relativa ai trasferimenti per i quali si riusciva a gestire in
automazione tutto il piano nazionale dei trasferimenti. Ma moltisimi altri
ambiti - la disciplina, la gestione sanitaria - erano gestiti ancora in
modo tradizionale. In definitiva c'era questa coesistenza anomala tra
gestione informatica e gestione tradizionale. Stiamo parlando del periodo
che va dalla fine degli anni '80 fino al 2002, sostanzialmente. Funzionava
così: le amministrazioni incontravano enormi difficoltà
nell'avviare piani di informatizzazione completi. Quando, invece, si lanciano
applicazioni settoriali - e fin'ora è stato più o meno sempre
così - di fatto non potendosi informare completamente tutto il
processo di gestione, si è obbligati a far coesistere fascicolo
cartaceo e applicazione informatica, spesso per gestire sempre gli stessi
dati.
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| Perché,
come ambito di prima applicazione, è stata scelta la Polizia
Penitenziaria? |
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Sostanzialmente
perchè all'interno della Polizia Penitenziaria i problemi di gestione
sono molto più complicati di quanto non sia per il personale del
comparto ministeri dove c'è una normativa e tutta una serie di
strumenti in qualche modo più aggiornati e semplificati: basti
pensare che noi a volte ci siamo trovati a dover applicare decreti o norme
del 1950. Quindi in un certo senso è stato scelto il comparto più
oneroso da gestire per gli adempimenti connessi a questa gestione e nel
quale si sono fatte sentire sempre di più delle criticità
maturate nel tempo.
Siamo effettivamente partiti dallo zoccolo duro: ma nei processi di informatizzazione
non sempre si segue l'iter di graduale progressione che sarebbe logico
aspettarsi. Non c'è una pianificazione che parte dal vertice e
che in qualche modo, poi, investa i livelli sottostanti: talvolta si parla
di emergenza, talvolta si affrontano le situazioni in modo "spontaneo",
in base alle pressioni e alle esigenze manifestate e legate all'iniziativa
dei singoli. Nel caso specifico del sistema SIGP io mi sono trovato, ad
un certo punto, a dover far fronte ad una serie di richieste che ho interpretato
nel modo che ritenevo più opportuno per dare la soluzione più
attinente.
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Quali sono stati i principali problemi da affrontare per implementare
un sistema di gestione del personale? |
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Nello
sviluppo del software direi che non siamo incorsi in particolari problemi:
con gli strumenti disponibili oggi è, praticamente, possibile fare
tutto. Il problema consiste, semmai, nel fare acquisire all'utenza una corretta
analisi dei requisiti, cioè avere una definizione dei requisiti il
più possibile esaustiva. Questo non sempre si riesce a fare, ma in
qualche modo, con un po' di sofferenza, si può arrivare a definire
un sistema che sia rispondente alle esigenze.
Quello che io, invece, vivo quotidianamente come problema interviene dopo
che le applicazioni e le procedure automatiche sono state realizzate, quando
bisogna renderle disponibili all'utenza, ai destinatari. Quindi la fase
più difficile, per me, è la fase di avvio operativo, perchè
è la fase in cui si deve chiedere all'utenza un'accorta organizzazione
per trasformare il processo, una volta che le procedure automatizzate sono
state introdotte e avviate. Perchè queste hanno un impatto sui processi
di lavoro, sulla trasformazione dei processi e del modo di operare degli
uffici. |
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Da quanto è operativo il sistema? |
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Il
sistema ha più fasi di applicazione e posso dire che non è
ancora totalmente operativo. E' operativa tutta la parte legata alla gestione
giuridico-economica. Questo dal 2002. Adesso è in attivazione la
fase più difficile: la parte relativa alle procedure di gestione
amministrativa. Siamo nella fase di caricamento dei dati da fascicolo.
In definitiva cosa ci si aspetta: ogni amministrazione gestisce la matricola
del personale, in pratica un maxi registro in cui vengono annotate tutti
i momenti salienti della carriera del dipendente, dall'assunzione fino
alla risoluzione del rapporto di lavoro. Questo sistema manda in pensione
il registro di matricola per produrla automaticamente. Quindi il risultato
dell'automazione, se si vuole, è proprio la posizione matricolare
del dipendente.
Un aspetto particolarmente interessante è rappresentato
dalla gestione delle turnazioni. I turni non riguardano la gestione giuridico-amministrativo-economica,
ma la gestione operativa del personale. Vale a dire l'impiego concreto
del personale nei vari turni di servizio. Il personale opera su un quadrante
di 24 ore, nell'arco della giornata sono previsti quattro quadranti. La
rotazione e, quindi, l'impiego del personale può essere gestito,
se pure non ancora su scala nazionale, in forma automatizzata. Il vantaggio
di questa operazione è particolarmente importante: finalmente si
hanno anche gli elementi per redistribuire meglio il personale, compatibilmente
con la difficoltà di alcune situazioni. Riuscire ad avere dei criteri
di distribuzione del personale un po' più proporzionati ed appropriati
è un gran passo: con questo sistema si riuscirà ad avere
gli elementi di valutazione necessari per tenere sotto controllo la distribuzione
del personale.
La gestione dei turni è, anch'essa, già in atto, in alcune
sedi pilota: a Roma, Carcere di Regina Coeli; a Milano, Carcere di San
Vittore e nel Carcere di Civitavecchia.
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C'è stato un monitoraggio di queste prime sperimentazioni pilota?
Quali benefici (economici, di efficienza, ecc.) ha tratto l'amministrazione
dall'adozione del SIGP? |
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Partiamo
dagli effetti più semplici ed evidenti: prendiamo, ad esempio, il
brogliaccio. Il brogliaccio è, sostanzialmente, una sorta di bozza
di preparazione del servizio, in cui vengono messi i nomi e i cognomi delle
persone in relazione ai vari corsi di servizio, la proposta di assegnazione
delle persone a quel posto di servizio, fatto per la settimana. Avere uno
strumento che in qualche modo pianifica l'assegnazione ai vari posti di
servizio e dà le alternative, programmando anche su un periodo più
lungo è importante. Un altro vantaggio è che da questo noi
riusciamo ad ottenere automaticamente il calcolo della retribuzione accessoria.
In modo automatico, a mano a mano che le prestazioni straordinarie vengono
svolte.
Questo significa che possiamo elaborare, prioprio dalla rilevazione dell'impiego
e del turno, direttamente il compenso per le prestazioni accessorie. Direi
che questi sono ottimi presupposti per una gestione trasparente e più
affidabile. |
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Una volta entrato a regime questo sistema sarà estendibile
a tutta l'Amministrazione della Giustizia? |
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Possiamo
tranquillamente estendere il sistema anche al personale del comparto ministeri,
chiaramente tenendo conto che in quel contesto alcune cose non servono,
c'è una necessità di gestione molto più semplice. Tra
l'altro, il trattamento economico lo gestisce direttamente il Tesoro, quindi
si tratterebbe, per noi, semplicemente di gestire la parte legata alla distribuzione
sul territorio, al confronto con le tabelle organiche, in definitiva alla
vacanza o meno delle sedi di servizio. |
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Ultime note, la formazione e il costo del sistema SIGP |
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Per quanto
riguarda il primo aspetto, noi abbiamo formato i formatori, un contingente
che ha il compito di insegnare agli altri, in una sorta di sistema a cascata,
l'utilizzo delle procedure. E' stata una valutazione di tempi: forse non
è il massimo di contributo formativo però, integrata da
un manuale di accompagnamento fatto molto bene - disponibile anche on
line da un portale per la teleformazione che abbiamo messo a disposizione
e in cui pensiamo di rendere disponibile anche un corso di addestramento
specifico; dicevo, forse l'ideale sarebbe stato formare a tappeto tutto
il personale. Ma facendo un po' di conti sarebbe occorso più di
un anno, un tempo di cui, sinceramente, non disponiamo.
Per quanto
concerne i costi, complessivamente il contratto era stato di poco più
di quattro miliardi di lire (nel 2001). Non è tanto, se si considera
che da adesso in poi, per il riutilizzo del sistema nel comparto ministeri,
la spesa che si andrebbe ad affrontare, secondo una mia stima di massima,
sarebbe ridotta di almeno tre quarti.
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