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ne parliamo con
 

COMONLINE:
L'EVOLUZIONE DI UN PROGETTO e-GOV

Ne parliamo con

Giovanni Fazio, responsabile del progetto ComOnilne

L'ultima volta ci eravamo lasciati con pochi servizi erogati dal portale del comune sui duecento previsti. Come è evoluto il progetto?
 
         
         

L'idea originale del progetto era quella di dare la possibilità ad altri enti di usufruire della struttura del portale del comune di Como. Le evoluzioni tecnologiche apportate in seconda battuta dalla nuova piattaforma utilizzata (la seconda versione di Oracle e-Portal) hanno poi permesso di rivisitare ed ottimizzare il portale stesso. Da una parte infatti il lavoro delle redazione comunali è stato notevolmente semplificato grazie all'utilizzo di con strumenti di automation office con interfacce molto semplici che permettono la pubblicazione di contenuti indipendentemente dalla conoscenza di un linguaggio di programmazione. Dall'altra parte è stata poi rivista la logica di navigazione, che, sebbene già a suo tempo fosse conforme alla logica di "non autoreferenzialità" suggerita dal MIT è stata poi adeguata alla raccomandazione sulla navigazione per "eventi della vita" pubblicata successivamente. Adottando questa metodologia il progetto ha quindi voluto aiutare la diffusione dello standard suggerito dal Ministro. Altro punto importante nell'evoluzione del progetto è stata la compatibilità con gli standard di accessibilità W3C AA.

Quanti sono i servizi disponibili attualmente?  
         
         

L'evoluzione di cui parlavamo ha coinvolto anche i servizi offerti sui portali comunali: sui 200 preventivati si è arrivati ad un censimento di oltre 500, per cui nuova versione del progetto ComOnline quindi ha un database di circa 473 schede procedimento su servizi di livello 1 e 2 - che, ricordo, sono i livelli che permettono di avere informazioni e scaricare la modulistica relativa - e circa 88 su servizi di livello 3 e 4. Lo sviluupo di questa moltitudine di servizi è stata pianificata in tre tranche a seconda della loro complessità. Al momento sono state prodotte le specifiche tecniche per tutte e tre i gradi di complessità, e sono già completati e messi on line gli sviluppi dei servizi della prima tranche (livello 1 e 2).

Come si è lavorato per il coinvolgimento e la partecipazione di altri enti, oltre i 28 iniziali?  
         
         
Per quanto riguarda questo punto c'è stato un lavoro di programmazione molto intenso che ha comportato la definizione di modelli per la gestione delle nuove adesione. Sono stati cioè definiti dei modelli di costo per individuare che tipo di impatto economico poteva avere per un comune l'adesione al progetto sia in termini di ingresso vero e proprio (la realizzazione di nuovi portali o di nuovi servizi avanzati), sia in termini di costi di manutenzione che di gestione del servizio e della piattaforma. È stato poi messo a punto un sistema che potremmo definire di "call" più o meno periodiche, con le quali si offre ai comuni del territorio la possibilità di aderire al progetto e quindi di usufruire di uno o più servizi presenti nell'ambito del progetto.
La partecipazione al progetto è quindi aumentata grazie alla definizione di queste strategie, ma soprattutto grazie all'intervento della Provincia di Como e della Regione Lombardia che finanziando ulteriormente il progetto hanno permesso l'ingresso di un'altra decina di comuni. L'allargamento a questi nuovi enti non è stato però effettuato in maniera arbitraria, ma è stato subordinato ad un'analisi attenta finalizzata a comporre un gruppo il più eterogeneo possibile, per garantire poi la massima replicabilità del progetto.
Qual è stato il ruolo del Politecnico di Milano nello sviluppo del progetto?  
         
         

Il Politecnico è stato uno degli attori principali nel progetto, con il ruolo di partner tecnologico. Per quanto riguarda i portali comunali il Politecnico si è occupato innanzitutto dell'attività di project management, con la definizione delle specifiche tecniche progettuali e funzionali di tutto ciò che è stato sviluppato, e con lo sviluppo delle core technologies, che però erano per la maggior parte già presenti all'interno del Portale del Comune di Como. Infine il Politecnico ha avuto il compito di sviluppare le componenti di base necessarie all'erogazione dei servizi avanzati di livello 3 e 4.
Per lo sviluppo vero e proprio dei servizi il progetto ComOniline si è invece avvalso di partner tecnologici privati che hanno lavorato sulle specifiche emesse dal Politecnico.

Una delle criticità che ci indicava la scorsa volta era la difficoltà, da parte degli operatori, di concepire il portale come uno sportello vero e proprio, da gestire e tenere sempre efficiente. Sono state pensate attività formative in questo senso?  
         
         

Attualmente, come le dicevo, sono stati rilasciati solo i servizi di livello 1 e 2 e su questi sono stati realizzati dei corsi di formazione specifici per la gestione dei contenuti, che come avevamo già detto, non richiedono particolari competenze tecniche data l'estrema semplicità dell'interfaccia. Il punto, come però giustamente sottolineava, è quello di riuscire a far entrare nel quotidiano l'idea che il portale rappresenta un canale di comunicazione del Comune esattamente come tutti gli altri, e in quanto tale deve essere tenuto il più possibile aggiornato. Un'iniziativa da parte del Comune di Como per risolvere questo problema, è stata quella di mettere tra i parametri di valutazione dei dirigenti anche il livello di aggiornamento dei portali.

Di che strumenti tecnologici avranno bisogno i comuni che aderiranno in seguito all'iniziativa?  
         
         

Non ci sono prerequisiti di minima che un Comune deve avere per aderire al progetto, se non la connessione ad internet e, ovviamente, il PC per accedervi. Per quanto riguarda i portali infatti tutto viene gestito in maniera centralizzata, attualmente la piattaforma risiede presso il provider, ma presto verrà migrata verso il Centro Servizi. Per l'erogazione di servizi avanzati invece è necessario un adeguamento di tipo informatico leggermente maggiore, che però, come è logico che sia, può procedere gradualmente. Esistono infatti due modalità per l'accesso ai servizi: quella light e quella strong. Nella prima non vi è nessuna necessità di integrazione tra il servizio realizzato e gli applicativi gestionali presenti nel back office del Comune, nel senso che tra la richiesta dell'utente via internet e l'erogazione del servizio, c'è bisogno di un passaggio intermedio effettuato dall'operatore comunale. La versione strong invece utilizza la tecnologia delle porte di dominio per intergare il front-office del portale con il back-office applicativo già utilizzato dalla amministrazione comunale, e quindi non necessita di alcuna intermediazione. Nell'estensione del progetto ComOnline avvenuta grazie al finanziamento e all'intervento di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Como, CCIAA di Como e Politecnico di Milano e denominata ComOnet, una parte di budget verrà dedicata proprio allo sviluppo di alcune di integrazioni strong su alcuni servizi di livello 3 e 4.

Dato il carattere di replicabilità del progetto state pensando di partecipare all'avviso per il catalogo del Riuso?  
         
         

L'intenzione è effettivamente quella. Il progetto è stato impostato fin dall'inizio con questa finalità ed anche l'intervento della Provincia e della Regioni è stato pensato proprio in questa direzione, cioè nella volontà di estendere il progetto agli altri enti presenti sul territorio massimizzando gli investimenti, perfettamente in linea con le azioni di livello strategico che gli enti locali stanno portando avanti in questi ultimi mesi. Le possibilità di replicabilità del progetto inoltre sono differenti, e non contemplano quindi solo l'allargamento ai comuni della Provincia o della Regione Lombardia, perché l'intera infrastruttura compreso il centro gestionale, potrebbe essere completamente replicata in qualsiasi altra Provincia o Regione.

 
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