Si
ricomincia a parlare di Larga Banda, più che per celebrare
i sorprendenti risultati raggiunti fino a questo momento, per
attirare l'attenzione sul rischio che gli investimenti effettuati
fino ad oggi sulla infrastruttura di larga banda siano vanificati
dall'assenza di indirizzo delle tematiche legate ai contenuti
digitali e ai servizi.
A
fronte del rapido sviluppo delle industrie che forniscono servizi
Internet a Larga Banda e delle attività che producono servizi
digitali, i policy makers in Italia - ma è un problema
anche Europeo - non stanno adottando le politiche giuste per trainare
e promuovere il settore dei contenuti digitali. L'OCSE e L'Unione
Europea si sono più volte pronunciati a favore di politiche
di incentivazione di questo genere, rese ancora più urgenti
da un confronto internazionale che fa emergere tutti i limiti
delle nostre politiche interne.
Diverso
è il discorso in Paesi come la Corea dove il Governo, dopo
aver investito capitali ingenti sulle infrastrutture, è
ora più orientato a incentivare il mercato dei contenuti,
consapevole del nuovo valore che essi acquistano oggi per la ricchezza
ed il mercato del lavoro.
Senza
allontanarci troppo: in Gran Bretagna è in corso un dibattito
sul potenziale di uno sfruttamento dei diritti di proprietà
intellettuale in alcuni settori, fra i quali quelli dei software
interattivo per intrattenimento, musica, televisione, radio, ecc..
Il
mercato della larga banda e di Internet in Italia e nel panorama
internazionale; l'industria dei contenuti digitali in Italia e
nel panorama internazionale; gli orientamenti strategici per l'Italia:
con questo rapporto il Centro Studi del MIT
fa una panoramica interessante sulla sostenibilità dei
ritmi di crescita della Larga Banda da parte del nostro Governo
e delle imprese leader.