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VITERBO
MODELLO EUROPEO
PER E-GOVERNMENT ED E-DEMOCRACY
Ne parliamo
con
Giancarlo
Gabbianelli
- Sindaco del Comune
di Viterbo
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Il
Governo francese ha inviato a Viterbo una delegazione di esperti
per studiare il modello italiano di e-Government. Particolare ammirazione
hanno suscitato le funzionalità di e-Democracy e i servizi
innovativi offerti on line ai cittadini tramite il Portale di nuova
generazione e l'impiego della Carta d'identità elettronica
(CIE). Come è riuscita la sua amministrazione a diventare
un caso di studio e un modello da esportare in Europa?)
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La
visita della delegazione francese conferma il primato raggiunto su questi
temi dall'Italia e l'importanza del Comune di Viterbo nel processo di
modernizzazione della P.A.. La nostra amministrazione, infatti, non è
solo una delle 56 impegnate nella seconda fase di sperimentazione della
CIE ma partecipa attivamente ad altre numerose iniziative di e-Government.
Siamo, ad esempio, uno dei nove comuni a cui è stato affidato il
progetto per la digitalizzazione dei registri di stato civile. Su questo
tema agli inizi di ottobre abbiamo ospitato il primo convegno europeo
a cui hanno partecipato esperti di tutto il mondo. Stiamo inoltre portando
avanti, insieme al Formez, l'implementazione di uno sportello unico delle
attività produttive e, contemporaneamente, siamo capofila di PORTICI
(PORtale Territoriale di servizi e Informazioni per Cittadini ed Imprese),
un progetto finanziato dal MIT
che ha anche ricevuto recentemente il contributo della Regione Lazio.
Questo tanto per citare le sperimentazioni principali. La valenza di queste
esperienze è data non solo dall'eccellenza dei progetti, ma anche
dalla loro contestualità che ci consente di apprezzarne le correlazioni
e studiarne la potenzialità complessiva. Forse è questo
che ha reso Viterbo un modello di studio per l'innovazione nel campo dell'e-Government
e dell'e-Democracy
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| Qual
è stata la risposta dei cittadini all'introduzione della CIE
e del Portale dei servizi? |
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Entrambi questi strumenti
sono stati accolti con grande entusiasmo. Addirittura per la CIE non riusciamo
a stare dietro alle richieste dei cittadini che vogliono entrarne in possesso.
Al momento ne abbiamo distribuite oltre 2000, la metà delle quali
sono state rilasciate agli elettori di un seggio elettorale sperimentale
dove, nell'ultima tornata elettorale dello scorso giugno, abbiamo testato
con successo il riconoscimento tramite la card elettronica. Ora proseguiremo
con la sostituzione delle vecchie carte d'identità cartacee man
mano che andranno a scadenza e prevediamo di completare la distribuzione
della CIE a tutta la popolazione entro il 2005.
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| Come
spiega questa calorosa accoglienza? |
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Parte del successo dipende
senza dubbio dai servizi innovativi proposti sul Portale del comune che
il possessore della CIE è abilitato ad utilizzare. I servizi on
line, catalogati per eventi della vita, rendono sicuramente più
semplici e agevoli il rapporto con la P.A. perché fanno risparmiare
tempo ai cittadini ed hanno forti ricadute sulla qualità della
loro vita. Già oggi l'offerta è molto varia. Si va dall'inoltro
on line di istanze e pratiche all'autocertificazione assistita, dal pagamento
dei tributi e delle multe allo svolgimento delle pratiche riferite alle
attività produttive. Grazie all'integrazione con la CIE il nostro
Portale è divenuto un vero e proprio centro di servizi avanzati
al servizio della popolazione. Le cito solo un dato che rende ancora più
evidente il salto di qualità nell'offerta dei servizi che l'amministrazione
ha saputo imprimere: solo due anni fa le classifiche nazionali ponevano
il nostro Portale oltre il sessantesimo posto, adesso è al tredicesimo
e, con la prevista implementazione dei nuovi moduli, sono certo che guadagneremo
ulteriori posizioni.
Vorrei però evidenziare un fatto che mi sembra abbastanza rilevante:
la maggior parte delle richieste per la Carta d'identità elettronica
arriva da parte di cittadini attratti dalle funzionalità di e-Democracy.
La gente ha finalmente capito la portata rivoluzionaria della CIE nel
campo della partecipazione ed è ansiosa di entrare a far parte
del processo democratico dell'amministrazione in prima persona e non più
solo tramite i propri rappresentanti.
Con questi strumenti cade finalmente il muro di incomunicabilità
tra P.A., politici e cittadini. Tutti possono conoscere a fondo quello
che il comune intende realizzare e hanno modo di far sentire la propria
voce. E' ciò che sta accadendo, ad esempio, per la nuova variante
del Piano regolatore generale: la Commissione di saggi nominata dal Consiglio
comunale sta redigendo il Piano di indirizzo con il contributo di tutti,
anche dei singoli cittadini che hanno potuto avanzare le loro proposte
tramite e-mail. Un procedimento assolutamente condiviso che apre una nuova
stagione di rapporti con la P.A.
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| Sul
Portale del Comune è in pieno svolgimento un sondaggio: utilizzate
anche questo mezzo per coinvolgere i cittadini? |
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Certo, e per le questioni
più importanti proponiamo anche sondaggi "autenticati",
più affidabili di quelli tradizionali perché evitano che
una persona possa votare più volte falsando il risultato. La chiave
è ovviamente la CIE con la quale il cittadino, prima di esprimere
la propria preferenza, viene autenticato dal sistema che ne impedisce
un secondo voto sullo stesso quesito. Tutto ovviamente nel più
attento rispetto della privacy: il controllo ha per oggetto solo il numero
della card e non tocca il contenuto del voto.
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| La
popolazione partecipa ai sondaggi che proponete? |
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In maniera massiccia. I
cittadini hanno "fame" di partecipare alla gestione della cosa
pubblica. In passato per quanto si cercasse di coinvolgere la società
civile tramite comitati, associazioni di quartiere o strumenti simili,
i risultati sono sempre stati piuttosto limitati. Con la tecnologia questa
barriera è stata abbattuta e ogni cittadino può avanzare
direttamente all'amministrazione una sua proposta e, qualora sia valida,
vederla realizzata. Grazie all'utilizzo dell'ICT anche il processo democratico
sta facendo un grosso passo in avanti.
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| Il
valore dei sondaggi è solo consultivo? |
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Sì, ma non per questo
hanno minore rilevanza. Sono importanti momenti di verifica delle politiche
che intendiamo attuare e quindi concorrono in modo significativo a formare
la volontà dell'amministrazione su singole questioni concrete.
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| Per
le fasce più deboli della popolazione avete messo a punto eventuali
programmi di alfabetizzazione informatica? |
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Nel 2005 verranno avviati
diversi progetti di alfabetizzazione e sensibilizzazione che prevedono,
tra l'altro, l'assegnazione gratuita di una casella di posta elettronica
a tutti i cittadini, convenzioni per l'acquisto dei lettori per la CIE,
campagne informative, ecc. Ma già oggi è a disposizione
sul Portale dei servizi del Comune di Viterbo una sezione dedicata all'e-learning,
per contribuire alla formazione del personale interno e della popolazione.
In particolare stiamo per offrire gratuitamente a 200 ragazzi un corso
on line per conseguire l'ECDL, la patente europea del computer che li
qualificherà nel momento in cui entreranno nel mondo del lavoro.
Puntiamo molto sui giovani anche come "formatori" interni alle
famiglie, per diffondere rapidamente le conoscenze informatiche di base
agli adulti sfruttando anche il fatto che oltre il 60% dei nuclei familiari
di Viterbo dispone già di un computer in casa.
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| Lo
sviluppo del Portale dei servizi integrato con l'uso della CIE ha
avuto ripercussioni sui processi e sull'organizzazione interna dell'amministrazione?
Quali sono le maggiori criticità che avete dovuto affrontare? |
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Come tutti i cambiamenti
che toccano sistemi consolidati da decenni, il passaggio alle scrivanie
elettroniche è stato accolto dal personale con un po' di resistenza
iniziale dovuta al mutamento di abitudini e di prassi. Ma si è
trattato solo di una prima risposta emotiva, che è stata rapidamente
superata anche grazie a un'attività di formazione che, a quanto
ci dicono, nessun comune ha mai svolto con uguale intensità. Utilizzando
i fondi europei legati all'Obiettivo 3 siamo riusciti a organizzare corsi
che hanno coinvolto il 90% del personale, arricchendo così le professionalità
interne a tutti i livelli e aumentando le potenzialità dell'amministrazione.
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| Parallelamente
avete dovuto effettuare una reingegnerizzazione del back office? |
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Non abbiamo sconvolto la
struttura organizzativa, piuttosto abbiamo adattato il sistema informatico
alle nostre esigenze, ottimizzando però tutte le procedure. Ad
esempio le determine dirigenziali, che prima seguivano lunghi iter cartacei,
adesso compiono veloci passaggi elettronici con un considerevole aumento
di efficienza e ritorni economici rilevanti. Presto estenderemo la stessa
procedura virtuale anche alle delibere e, in prospettiva, agli iter documentali.
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| Sul
vostro territorio oggi sono disponibili diversi totem. Chi è
meno abituato ai computer ha bisogno di assistenza per utilizzarli? |
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Abbiamo posizionato i chioschi
informatici in luoghi semipresidiati come uffici comunali, questura, università,
ecc. dove, in caso di difficoltà, il personale comunale può
assistere gli utenti benché la procedura sia estremamente facile.
I totem sono infatti dotati di un touch screen ampio e di un'interfaccia
grafica intuitiva che guida il cittadino passo dopo passo fino alla conclusione
dell'operazione.
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| Secondo
lei lo sviluppo di progetti tecnologicamente innovativi da parte dell'amministrazione
comunale avrà anche ricadute positive sul tessuto economico
del territorio? |
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Per fortuna sono lontani
gli anni in cui la PA era una macchina elefantiaca che rappresentava solo
un peso per i cittadini, un freno per le imprese e un costo per i conti
pubblici. Oggi gli enti locali sono all'avanguardia nella sperimentazione
di tecnologie e nell'attuazione di processi di innovazione e ricoprono
un ruolo trainante per lo sviluppo economico e sociale del territorio.
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