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L'ICT
CAMBIA LA DIDATTICA
Ne parliamo
con
Paolo Benesperi
- Assessore all'istruzione, formazione professionale, politiche del
lavoro e concertazione della Regione Toscana
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Una
tra le caratteristiche principali della Società dell'Informazione
è la circolarità del dato. Su internet si possono
trovare tutte le notizie e le informazioni di cui si ha bisogno.
Come influenza tutto ciò il modo di fare didattica e soprattutto
il modo di progettarla e programmarla?
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La
rivoluzione nell'accesso alle informazioni introdotta di Internet, rappresenta
una innovazione le cui conseguenze sono già percepibili, tra l'altro,
nel settore dell'istruzione e dell'educazione. Questa innovazione richiede
l'introduzionie di nuovi modi di fare didattica ma soprattutto di progettarla.
La rete è una sorgente formidabile di informazioni, immesse liberamente
senza nessun controllo relativo alla qualità e sostenibilità
delle stesse. Inoltre, le informazioni sono di accessibilità variabile
in diretta connessione con la capacità di acquisirle nelle lingue
in cui sono espresse. Una didattica che voglia essere efficace soprattutto
nei settori contemporanei del sapere deve poter verificare, in fase progettuale,
quali tra le informazioni presenti in rete, siano le più idonee
per raggiungere gli obiettivi che si prefigge e supportare questa azione
di verifica con adeguate conoscenze linguistiche che permettano un ampio
accesso alla disponibilità di conoscenza presente.
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solo e-learning quindi, quali sono gli strumenti innovativi messi
in campo dalla regione Toscana in questo senso? |
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In effetti non solo e-learning,
ma neanche e-learning e Internet. Il problema dell'informazione e dell'
educazione, oggi si presenta con soluzioni sempre più integrate
tra forme tradizionali e forme innovative legate alla ICT.
La Regione Toscana è stata tra le prime ad inserire le nuove tecnologie
nella didattica del sapere ma fa anche ricorso a forme tradizionali di
trasmissione che, opportunamente orientate alle esigenze contemporanee
dell'utenza, assolvono al loro compito. Un esempio è dato dai circoli
di studio che consistono in una aggregazione spontanea di persone che
vogliono approfondire tematiche di loro interesse con il sistema dell'autoformazione.
I vantaggi che assicura tale sistema sono, principalmente, da rilevarsi
nella capacità di far emergere istanze formative non preventivamente
individuate da istituzioni preposte all'apprendimento, ma nate nel momento
stesso in cui gruppi di persone ne sentono la necessità e per questo
molto più efficaci.
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Qual è il bilancio del progetto Trio? E qual è stata
la risposta da parte degli utenti? |
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Il
bilancio dell'esperienza di TRIO è un bilancio largamente positivo.
TRIO è cresciuto da attività sperimentale fino a diventare
un vero e proprio servizio che la Regione Toscana offre ai cittadini e agli
utenti del web. I numeri confermano la validità delle scelte operate:
gli oltre 21.000 utenti registrati hanno a disposizione un catalogo di prodotti
che entro la fine dell'anno supererà le 600 unità; aumenta
l'interazione con i tutor e con tutte le risorse, sincrone e asincrone,
messe a disposizione dal sistema. In sostanza, riteniamo che la domanda
di formazione espressa dagli utenti di TRIO possa considerarsi soddisfatta,
anche tenendo conto delle prospettive di sviluppo del sistema. |
| Secondo
l'esperienza della Regione Toscana, quali elementi fanno di un corso
didattico realizzato con l'utilizzo delle nuove tecnologie, un buon
corso? |
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Nell'ottica
di TRIO, ma potremmo dire in quella dell'e-learning, gli strumenti che le
ICT mettono a disposizione devono rappresentare un vero e proprio valore
aggiunto ai contenuti. La multimedialità, in questo scenario, entra
in gioco sotto una duplice veste: da un lato deve favorire il rapporto tra
utente e sistema di e-learning attraverso una sempre maggiore amichevolezza
(user-friendlyness), dall'altro deve consentire la realizzazione di esperienze
attraverso interazioni che rafforzino il percorso formativo scelto. Il rispetto
di questi due canoni fa sì che i prodotti sviluppati da TRIO possano
dirsi realmente efficaci rispetto agli standard qualitativi e soprattutto
alle aspettative degli utenti. |
| Qual
è l'importanza delle infrastrutture in un progetto che voglia
risultare il più possibile integrato e capillare? E come sono
stati studiati ed organizzati in questo senso i Poli di erogazione
e-learning del progetto Trio? |
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Trio
è stato caratterizzato fin dagli inizi da una capillare diffusione
sul territorio; i poli di teleformazione rappresentano e continueranno a
rappresentare un punto di contatto tra gli utenti e il sistema. Inizialmente
concepiti come un punto di accesso tecnologicamente qualificato ai contenuti
on-line (dotati quindi di banda larga, servizi di video conferenza etc.)
si sono evoluti, pur mantenendo ovviamente le caratteristiche di base, verso
un modello di tipo collaborativo che consente una maggiore interazione con
l'utente attraverso una formazione specifica dei tutor e l'uso di strumenti
della piattaforma LMS. |
| Connettività
ed inclusione sociale, quali sono le possibilità offerte in
questo senso dalle nuove tecnologie applicate al mondo dell'educazione? |
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In
questo settore le esperienze variano molto dall'offerta rivolta al mondo
dell'apprendistato, a quella collocabile all'interno dei centri per l'impiego,
senza dimenticare l'integrazione con la formazione all'interno dei posti
di lavoro e l'offerta rivolta alle associazioni che si occupano dell'inclusione
sociale. In ogni caso le nuove tecnologie danno opportunità fino
ad oggi inesplorate ma assolutamente da esplorare.. |
| Approfondimenti |
Il
portale del progetto TRIO |