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Intervista
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INNOVAZIONE,
TEMPESTIVITA' E SICUREZZA
PAROLE CHIAVI IN ISTAT
Ne
parliamo con
Vittoria
Buratta - Direttore
Centrale per le metodologie statistiche e le tecnologie informatiche -
ISTAT
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La
pubblica amministrazione sta cambiando profondamente, introducendo
tecnologie e processi che migliorino il livello di efficacia dei
servizi erogati e di efficienza della propria struttura. Come vive
questa necessità l'ISTAT, che fa della velocità e
della prossimità al campione di ricerca il cuore della sua
mission istituzionale
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L'innovazione
è un obiettivo a priorità elevatissima, ed ormai da diversi
anni l'ISTAT sta investendo una gran quantità di risorse finanziarie
ed umane. Per noi tempestività e qualità dell'informazione
sono pane quotidiano, e la maggior parte dei nostri obiettivi programmatici
sono diretti a tre principali esigenze:
innanzitutto ridurre
il carico di lavoro e quindi di fastidio dell'intervista per chi ci risponde,
ci sono infatti imprese ed istituzioni che vengono contattate in continuazione
durante le rilevazioni, ed andare incontro alle esigenze di chi ci fornisce
i dati è sicuramente una delle nostre priorità;
in secondo luogo
tenere sempre presente il problema della sicurezza nella trasmissione
dei dati. Al di là dei problemi di privacy, che ci impongono una
dotazione non solo tecnologica ma metodologica, c'è, infatti, anche
un problema di scambio sicuro di dati con la nostra rete periferica o
con altre amministrazioni che per noi deve essere al centro dell'attenzione;
terzo punto infine
è la tempestività delle comunicazioni e della diffusione
dell'informazione.
Queste esigenze oggi si possono conciliare con le moderne tecnologie che
l'ICT ci mette a disposizione. Per questa ragione stiamo rinnovando tutti
i nostri ambienti tecnologici per scegliere soluzioni che ci consentano
di ottimizzare queste scelte. Quindi siamo in una fase di ridefinizione
dei nostri ambienti di lavoro.
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processo di innovazione tecnologica che l'ISTAT sta vivendo ha prodotto
mutamenti anche sul sistema di indagine statistico, e sulla risposta
del campione intervistato? |
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Come dicevo, una tra le
principali esigenze dell'istituto è quella di agevolare l'intervistato,
e tutto il percorso evolutivo delle modalità d'indagine passa attraverso
il computer. L'indagine CAPI (computer assisted personal interview) e
la CATI (computer assisted telephonic interview) sono la dimostrazione
di come le moderne tecnologie che l'ICT ci mette a disposizione posso
conciliare tutte e tre le nostre esigenze. Proprio per questo stiamo rinnovando
tutto il nostro ambiente tecnologico, scegliendo soluzioni che ci consentano
di ottimizzare queste scelte.
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| Il
vostro istituto è stato tra i primi ad adottare la tecnologia
VoIP, che integra voce e dati, per la propria rete. Potrebbe spiegarci
come è avvenuta la scelta di passare questa nuova tecnologia
ancora poco oggi diffusa tra le pubbliche amministrazioni del nostro
paese? |
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Data la "dispersione"
della nostra struttura su diverse sedi, la rete è uno strumento
strategico per far dialogare in maniera fluida, sicura, unitaria e veloce
tutti i nostri uffici. Per darle un'idea basti ricordare che l'ISTAT solo
su Roma conta circa 4 sedi principali, ed una serie di edifici minori,
a cui vanno poi aggiunti i 18 uffici regionali su tutto il territorio
nazionale. Ogni sede naturalmente ha una propria rete locale, la cosiddetta
LAN, che si integra poi, ad un livello superiore con la rete metropolitana
(MAN) e ad un livello ancora superiore, con la rete geografica che collega
tutti gli uffici in Italia.
Come si capisce da questi semplici dati il peso e l'importanza che ISTAT
attribuisce al networking è altissimo, e per valorizzare al meglio
la nostra capacità di rete abbiamo quindi scelto una serie di soluzioni
che stiamo implementando gradualmente, tra cui anche il Voice over IP,
che integra voce e dati, e che ha per noi rappresentato un punto di mediazione
tra la telefonia tradizionale e la telefonia su IP. Bisogna infatti considerare
che quando è partito il progetto la telefonia su IP non era ancora
sviluppata, e soprattutto che uno dei principali problemi era quello di
riuscire d intergare differenti sistemi multivendor, cioè tecnologie
di diversi fornitori. Questo approccio quindi ci ha permesso di gestire
la nostra complicata situazione nel modo più economico e pratico,
permettendoci di lavorare nei vecchi assetti, con prestazioni superiori
e di più elevata qualità.
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| Qual
è l'investimento di ISTAT nell'innovazione, non solo dal punto
di vista economico ma soprattutto di risorse umane, formazione, gestione
delle consulenze e delle forniture eccetera? Come pensate di ammortizzarlo? |
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Innanzitutto come le dicevo
la scelta di investire sulla rete è parte integrante della nostra
missione. L'ISTAT produce informazione, e quindi i sistemi di comunicazione
sono le nostre autostrade, senza le quali il servizio che produciamo si
ridurrebbe in maniera notevole. Per quanto riguarda poi le risorse professionali,
in questo momento stiamo perseguendo un programma intenso di valorizzazione
delle competenze interne, perché trattando l'informazione ed in
particolare l'informazione statistica, è molto difficile stabilire
dove finisca una professionalità informatica e dove cominci invece
una quella statistica. Il nostro è un campo in cui si ha bisogno
di specialisti e di persone ad alta professionalità. Abbiamo certamente
una rete di sostegno esterna, ma viene utilizzata per questioni molto
particolari di alta specializzazione e alle società che ci affiancano
chiediamo un servizio leggermente diverso dal solito, non tanto il prodotto
finito, quanto la garanzia di poter essere seguiti ed assistiti nel periodo
post vendita.
Per quanto riguarda l'ammortizzamento dei nostri investimenti in innovazione
infine, è logico che in un periodo di tagli al bilancio come quello
che stimo vivendo, il risparmio è una parola chiave, ad esempio,
in questo contesto la rete VoIP è stata un ottimo esempio di come
utilizzare un'infrastruttura già in nostro possesso per eliminare
i costi di comunicazione telefonica tra le varie sedi, che appunto non
utilizzano più la rete tradizionale, ma quella informatica. L'obiettivo
strategico però al momento è proprio la qualità,
specialmente rispetto al sostegno esterno e alle consulenze. Poter offrire
un servizio efficiente e veloce, rispettando le tre esigenze che citavo
all'inizio, crediamo sia il modo migliore per ammortizzare gli investimenti.
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| Come
è organizzata la nuova rete? Ha raggiunto un livello stabile
o prevedete nuovi ampliamenti? |
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Al momento stiamo adeguando
tutta la rete MAN e quella geografica. Per la rete metropolitana utilizziamo,
o in alcuni casi li utilizzeremo a breve, visto che stiamo vivendo una
fase di work in progress, collegamenti in fibra ottica a velocità
da 10 a 100 Mbit, a seconda della localizzazione e della dimensione della
sede. Per le sedi adiacenti a quella centrale poi abbiamo appena implementato
un anello di collegamento a dispositivi laser a 100 Mbit, mentre per la
rete geografica le velocità sono ovviamente diverse: dai vecchi
collegamenti a 128 Kbit stiamo passando a nuovi collegamenti che arrivano
fino a 512 Kbit con banda garantita. Quindi per il momento i maggiori
investimenti si concentreranno sulla rete metropolitana, ma progressivamente
andranno ad interessare anche quella geografica.
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| Nuove
tecnologie portano nuove funzionalità e nuovi servizi, ci sono
particolari servizi innovativi che l'ISTAT sta sperimentando? |
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Stiamo sperimentando con
abbastanza soddisfazione alcuni servizi di e-learning per quello che sono
le competenze di base e proprio in questi giorni è previsto l'avvio
di una sperimentazione per un sistema di videoconferenza, che sfrutterà
la rete IP già esistente. Con questo nuovo sistema contiamo di
risolvere diversi problemi: primo fra tutti quello di poter organizzare
meeting e riunioni più frequenti, coinvolgendo più persone,
riducendo notevolmente i costi ed i tempi burocratici ed organizzativi,
e permettendo così un confronto strutturale molto più stabile
di quello attuale. Questo è un punto molto importante per noi,
perché la comunicazione rientra tra gli obiettivi strategici dell'Istituto.
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