RETHINKING THE EUROPEAN ICT AGENDA:

riapriamo il dibattito sul futuro dell'ICT in Europa

Il processo di apertura ai Paesi nuovi membri dell'Unione Europea, l'affermarsi di nuove possibilità tecnologiche, la crescita di competizione da parte dell'Asia e dell'America, sono tutti fenomeni che richiedono una nuova configurazione degli obiettivi che l'Europa ha davanti a sé e dei modi con cui essi possono essere raggiunti. Questi importanti temi sono emersi nello studio che la Presidenza olandese della UE ha presentato ad Amsterdam, il Rapporto di PriceWaterhouseCooper "Rethinking the European ICT Agenda". Ma su questi temi si è aperto anche in Italia un interessante dibattito promosso da PUNTOIT in occasione di un convegno svoltosi il 27 settembre scorso a Roma.

Alcuni spunti

L'Europa si è imposta degli obiettivi molto ambiziosi: avere il primato nel mondo dal punto di vista dell'economia della conoscenza. Ma tutti sono daccordo nel ritenere che gli obiettivi di Lisbona sono ben lontani e, ad oggi, i progressi compiuti dall'Europa non sono ancora sufficienti: da un punto di vista strutturale, il tasso di crescita economica e di produttività del lavoro non è lo stesso di Stati Uniti e Giappone.

La chiave di volta per stimolare la crescita, in Europa, è l'ICT: nonostante gli sviluppi riportati in quest'ambito negli ultimi dieci anni siano stati spettacolari, il confronto a livello internazionale mostra Paesi come la Korea, l'India, la Cina e gli Stati Uniti molto più performanti dell'Unione Europea sotto molteplici aspetti e molto più propositivi rispetto alle politiche attive nel campo dell'ICT.

Tra le indicazioni più interessanti emerse dal rapporto, senz'altro due sono da considerarsi prioritarie:

diffusione dei contenuti in un ambiente multipiattaforma
rimozione delle barriere, anche regolatorie, che frenano la crescita dell'ICT, la crescita degli investimenti e lo sviluppo delle reti di nuova generazione
Approfondimenti
Lo studio "Rethinking the European ICT Agenda"