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REti
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LA
RUPAR PIEMONTESE SI APRE AI PRIVATI PER PUNTARE ALLA COMPETITIVITA'
Ne parliamo
con
Roberto
Moriondo - dirigente Regione Piemonte, responsabile
del Progetto Sistema Informativo Regionale e coordinatore del Programma
RUPAR2
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Partirei
da un'associazione di termini ricorrente nella presentazione che
avete fatto del progetto ovvero connettere per competere. Potrebbe
dare qualche dato di contesto sulla penetrazione della tecnologia
sul territorio piemontese.
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Ecco
alcuni dati sullo stato dell'arte della rete in Piemonte: da una parte
c'è la RUPAR dell'Amministrazione
Pubblica piemontese che collega 2147 Enti per oltre 2700 sedi
della PA (Enti locali, Comuni, Province, scuole, biblioteche, musei, ospedali,
etc.) con i suoi servizi e la crescente necessità di ampliare la
capacità di banda.
Dall'altra,
la questione della copertura a larga banda di un territorio costituito
per buona parte da aree montane e collinari (oltre 800 dei 1206 comuni
appartengono ad aree rurali e decentrate).
Se a Torino è possibile accedere ai servizi a larga banda, nelle
altre parti del territorio piemontese è tutto da costruire.
La
tecnologia di accesso più tradizionale è quella basata sull'utilizzo
del rame, che sarà disponibile nei prossimi anni in non più
del 30% dei comuni piemontesi. Il mercato sembra non avere la forza da
solo per dotare tutto il territorio di connettività a larga banda,
condizione irrinunciabile per assicurare competitività e sviluppo
al Piemonte. Da tempo siamo consapevoli che la Pubblica Amministrazione
deve avere un suo ruolo attivo nell'infrastrutturazione digitale del territorio,
definendo politiche di intervento per stimolare la domanda e l'offerta
di servizi. Per tali motivi, è stato pensato il Programma RUPAR2,
un'iniziativa complessa che richiederà l'apporto di tutti i principali
attori piemontesi: dagli Enti locali, che saranno chiamati a condividere
l'iniziativa, al CSI-Piemonte per la sua realizzazione, al consorzio Top-IX,
cui sarà affidata la definizione delle regole e dei rapporti coi
privati, fino agli atenei e agli istituti di ricerca. Fine ultimo del
Programma è dotare il territorio piemontese di connessioni in larga
banda entro il 2007.
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si integra RUPAR2 con l'attuale RUPA? Avete preventivato l'eventuale
connessione con il futuro sistema di connettività? |
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RUPAR2
è l'evoluzione della RUPAR (rete "privata della PA piemontese"
collegata alla RUPA dal 2001), che si apre ai privati.
Nei
prossimi anni pubblico e privato condivideranno la stessa infrastruttura,
un nuovo modello di rete, in cui potranno coesistere i servizi della Pubblica
Amministrazione, del mondo accademico, della ricerca e delle imprese.
Una rete capace di aprirsi agli operatori privati di telecomunicazioni
in modo che gli stessi siano in grado di garantire l'accesso ai servizi
resi disponibili dalla Pubblica Amministrazione Locale.
Ovviamente, l'iniziativa terrà conto dei principi di neutralità
e precompetitività dettati dalla Commissione Europea. Il programma
si preoccuperà inoltre di realizzare un sistema di interconnessione
efficace con la Pubblica Amministrazione Centrale, in sinergia con il
Sistema Pubblico di Connettività, e saranno attivate iniziative
di collaborazione con altri nodi di interscambio di regioni europee.
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| Qual
è l'investimento del progetto? |
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È
difficile dimensionare un programma così complesso. Quello che
si può dire è che una parte rilevante del piano risponde
alla necessità di dare competitività al sistema produttivo
sul territorio, per questo verranno utilizzati i fondi europei del Docup,
misura 2.4 b, pari a circa 22 milioni di euro.
L'intero programma vale almeno 3 volte tanto e richiederà il contributo
diretto della Regione Piemonte e di tutti gli Enti locali che saranno
chiamati a condividere l'iniziativa, in quella "logica di sistema"
che da tempo caratterizza il lavoro del Piemonte verso la costruzione
della Società dell'Informazione.
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| Avete
previsto anche un'attività di formazione per il personale che
sarà raggiunto dalla rete? |
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Come
accade per ogni nuova tecnologia introdotta nel sistema della PA piemontese,
la larga banda presuppone la conoscenza necessaria per utilizzare le applicazioni
sviluppate. Saranno pertanto previsti momenti di formazione dedicati alle
Amministrazioni Pubbliche.
Verranno inoltre organizzati corsi per supportare la creazione degli skills
necessari per sfruttare al meglio la larga banda e per creare nuove professionalità
sul territorio. Saranno previste anche attività formative per le
PMI e per la sicurezza nell'uso di reti wireless.
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| Avere
in rete P.A., privati, imprese e cittadini faciliterà anche
la collaborazione e i rapporti interistituzionali? |
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Si,
anche se più che facilitare i rapporti, sarebbe opportuno
dire migliorare.
E'
la
logica ampiamente collaudata di Sistema Piemonte che si allarga al mondo
delle imprese, una filosofia e un disegno organizzativo che da tempo rappresentano
una realtà per tutta la PA piemontese e che, grazie anche alla
presenza del CSI-Piemonte,
trovano attuazione in iniziative e progetti di innovazione verso tutti
gli Enti, in un rapporto di collaborazione e di condivisione degli obiettivi
e dei risultati.
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| Con
RUPAR2 non puntate all'offerta di servizi di connettività ma
piuttosto vi proponete una funzione pre-competitiva. Ci spiega meglio
cosa intendete e soprattutto quali saranno i vantaggi per chi sarà
connesso. |
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La
Regione Piemonte non intende realizzare infrastrutture da utilizzare come
strumento per fare concorrenza ai soggetti economici privati; si propone
piuttosto di promuovere iniziative finalizzate all'adozione di nuovi modelli
di investimento, che siano di incentivo per la crescita e lo sviluppo
degli operatori di mercato.
È chiaro che l'obiettivo non è quello della gestione "pubblica"
delle infrastrutture e dei servizi telematici, quanto piuttosto l'avvio
di una serie di misure finalizzate a innescare l'azione e l'offerta degli
operatori sul territorio, con evidenti vantaggi per i soggetti fruitori
(dalla PA, ai cittadini, alle imprese) sia in termini di accesso che di
utilizzo dei servizi.
La Regione si propone di assumere il ruolo di propulsore, con un'azione
capace di creare le condizioni migliori per favorire sviluppo e autosostenibilità
delle iniziative.
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| Ci
spiega meglio che tipo di informazioni raccoglierete attraverso l'Osservatorio
IRES? |
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Per
la realizzazione di un piano così ambizioso e complesso occorre
dotarsi di strumenti di governance; non solo di quegli indicatori socio-economici,
con particolare riferimento al settore ICT, che consentono una corretta
mappatura dei fabbisogni della PA, dei cittadini e delle imprese, e delle
risorse disponibili all'interno delle singole aree territoriali, ma anche
di tutte quelle informazioni necessarie a un reale monitoraggio dell'impatto
dell'iniziativa sul tessuto produttivo e sociale piemontese in termini
di opportunità e di servizi (erogati e fruiti).
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