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ACQUISTI
ON LINE: da pratica innovativa a cambiamento culturale
Ne parliamo
con
Domenico
Ranesi - Dirigente del Servizio Settore Primario della Provincia
di Salerno
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Il
tema dell'eProcurement è di nuovo al centro dell'attenzione:
da poco la Commissione Europea si è espressa in questo senso.
Che novità ci sono?
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Al momento
attuale è ancora il DPR
101 il punto di riferimento per la regolamentazione delle gare telematiche.
Ma il 30 aprile 2004
è stato deliberata a Bruxelles la nuova
direttiva europea sulle gare telematiche che regola procedure di aggiudicazione
degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi sopra la soglia
europea. Anche per le opere pubbliche, quindi, viene indicata la strada
delle gare telematiche e questo rappresenta una svolta importante. Secondo
quanto stabilisce la Direttiva gli Stati membri sono tenuti a mettere
in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
per conformarsi alla direttiva stessa entro la data del 31 gennaio 2006.
Comunque, come è noto, le direttive CE sono immediatamente applicabili
negli Stati membri dell'Unione.
In questo senso possiamo dire che la Provincia di Salerno, con il progetto
SIEP, comincia anche a preparare il terreno per le nuove frontiere degli
acquisti on line.
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| Ci
dà le grandi linee del progetto SIEP? |
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Comincio
con un dato: 158 comuni coinvolti, diversi per popolazione, struttura
organizzativa, modalità operative all'interno delle amministrazioni.
Come primo elemento trovo interessante segnalare questa sinergia tra i
comuni, tra i comuni e la provincia di appartenenza e poi, in una prospettiva
più ampia, la possibilità di allargare questa sinergia anche
alle altre province della Campania.
Il progetto
originario nasce dalla misura 6.2 sull'Innovazione e Ricerca scientifica
dei Fondi Strutturali Europei. L'assessore di riferimento è Luigi
Nicolais - Assessore all'Università' e Ricerca Scientifica, Innovazione
Tecnologica e Nuova Economia, Sistemi Informativi e Statistica, Musei
e Biblioteche. La provincia di Salerno si è candidata, sostanzialmente,
a svolgere un ruolo di accompagnamento dei processi di innovazione nella
Regione Campania sul tema degli acquisti on line per la Pubblica Amministrazione.
È un tema delicato, da maneggiare con accuratezza per la serie
di implicazioni che comporta sia per i poteri locali che per i rapporti
con i fornitori. Fare acquisti on line significa cambiare a 360 gradi
il processo di approvvigionamento della Pubblica Amministrazione: non
si tratta solo di trasferire su un computer quello che si fa normalmente
a mano, ma significa accettare regole diverse, in termini di trasparenza,
di tempi. La sfida che ci siamo posti due anni fa, quando il progetto
ha avuto inizio, era come fare ad accompagnare questo processo. Un milione
di euro messi a disposizione dalla Regione: abbiamo pensato ad una procedura
ad evidenza pubblica per individuare i partner tecnologici, Finmatica
e Xcom.
In otto mesi di attività, insieme alla Provincia, abbiamo portato
avanti due percorsi paralleli: da un lato abbiamo coinvolto i responsabili
degli acquisti dei comuni della provincia e, attraverso un questionario,
abbiamo cercato di monitorare la situazione degli acquisti su tutto il
territorio della Provincia. Da questa attività è scaturita
un accordo con più di sessanta comuni che si sono resi disponibili
a questa sperimentazione. Contestualmente abbiamo sviluppato il software
- dico abbiamo perché la Provincia ha seguito passo passo la sua
implementazione a mano a mano che Finmatica ne realizzava le componenti.
Il nostro intento era di arrivare a realizzare non le trattative private
o gli acquisti sul catalogo - questo è quello che già può
avvenire in virtù della procedura Consip che mette un catalogo
in linea dal quale possiamo scegliere quello che ci conviene - ma fare
noi le gare, approviggionarci direttamente, noi in prima battuta e poi,
estendendo il sistema, la Regione attraverso delle vere e proprie gare
on line.
Dopo otto mesi di lavoro - che non mi sembra neanche un tempo eccessivo
- abbiamo sviluppato, testato e verificato il software che ci consente
operazioni quali la licitazione privata o il pubblico incanto per le forniture
e i servizi.
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| Cosa
succede dopo queste sperimentazioni? |
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Due cose
sostanzialmente, dal punto di vista della strategia di progetto:
- la prima è cominciare a diventare noi centro di acquisti attraverso
la procedura on line;
- la seconda è coinvolgere contestualmente le altre amministrazioni
che fanno parte di questa partnership e cominciare a dare a mano a mano
questo software alle amministrazioni che ne fanno richiesta previo un
programma di formazione. È un programma che abbiamo appena presentato
alla Regione, in cui Finmatica, ma anche Consip (che abbiamo cercato di
coinvolgere per la fornitura della firma elettronica e la disponibilità
del catalogo on line, in modo da ottimizzare i tempi e i costi).
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| Qual
è uno degli elementi distintivi del progetto, a Suo parere?
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Un elemento
importante è che questo progetto è stato pensato come modo
strutturato per inserire in un processo unico tutta la storia e il pregresso:
c'è la possibilità di identificare in un solo documento
tutti i documenti legati a quella gara. È un processo di semplificazione
importante: nel momento in cui si mette on line una proposta, immediatamente
il soggetto appaltatore viene a conoscenza di tutti i documenti correlati.
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| Come
potrebbe evolversi, o meglio, come auspicate che si evolva il sistema
SIEP? |
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La questione
è: se effettivamente riscontriamo che questo sistema è fruibile
e adattabile con una certa facilità all'interno di tanti contesti
diversi, può diventare una sorta di Consip regionale? È
soprattutto una scelta politica, sarà la Regione Campania a decidere
in questo senso, di concerto con la Provincia di Salerno. Si può
considerare di estendere alle altre Province, e poi agli altri Comuni
capoluogo e poi alla stessa Regione una piccola Consip, una società
mista per azioni sviluppata in Campania che regoli questo sistema di approviggionamento
per la Campania - con tutto quello che comporta in termini di assistenza,
manutenzione, sviluppo software di aggiornamento e così via - e
diventi modello per l'intera Regione. Oppure, una volta testato con successo
il software, si potrebbe decidere di darlo all'Ente che ne fa richiesta
e poi lasciare che conduca da solo le sue trattative. Operativamente questo
sarebbe consentito anche dalla natura estremamente flessibile del software
e che è stato predisposto in modo che non debba essere per forza
la Provincia a fare da centrale acquisti, ma da consentire i così
detti "acquisti delegati": i singoli comuni possono, in altre
parole, tranquillamente decidere di accordarsi per l'acquisto di un bene
comune - quale può essere, per esempio, il gasolio per il riscaldamento
- e delegare tutto alla Provincia piuttosto che gestirsi l'acquisto ciascuno
per proprio conto. Ripeto: è una scelta politica. Certo, dal mio
punto di vista, sarebbe auspicabile la prima soluzione: un sistema di
approvvigionamento unico che ci consenta di cominciare a razionalizzare
la spesa e ci aiuti a introdurre nell'amministrazione pubblica la vera
innovazione, che non è cambiare modo di fare le gare d'appalto
- utilizzare il computer piuttosto che il sistema tradizionale - ma cambiare
il management degli acquisti, rivoluzionare l'organizzazione dell'Ente
coinvolgendo tutti i punti coordinati, a livello di Comune Provincia e
Regione, e razionalizzandone gli scambi. L'obiettivo del progetto, dunque,
è in realtà ambiziosissimo: change management all'interno
dell'Ente. Sia ben chiaro: questo è quello che ci auspichiamo avvenga,
non è, però, così facile.
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| Ma
l'Ufficio acquisti della Provincia di Salerno è rimasto sostanzialmente
e organizzativamente com'era? |
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Partiamo
dal dato che l'Ufficio acquisti della Provincia di Salerno non esiste.
Come in tutti gli Enti locali che io conosco si realizzano due esigenze:
da un lato chi, come gli uffici economato e patrimoniale, ha istituzionalmente
il compito di fare acquisto a livello centrale. Parafrasando un'espressione
oggi comune lo definiremmo il back office degli acquisti. Ci sono, poi,
i soggetti di front office, quelli che devono gestire l'emergenza dell'acquisto
peculiare e necessario immediatamente. Mentre i primi tendono a salvaguardare
la trasparenza dell'operazione, la regolarità della procedura,
l'economicità dell'acquisto, perché non hanno esigenze immediate,
quelli che operano di frontiera guardano a che lo strumento soddisfi esattamente
le loro necessità, la forma di acquisto per loro è irrilevante
e prediligono quelle forme - come la trattativa privata - che consente
la massima rapidità in questo genere di operazioni. Queste due
esigenze, apparentemente inconciliabili, vanno incrociate: questo è
l'altro obiettivo a cui stiamo lavorando.
Facendo riferimento specifico alla Provincia di Salerno, il suo modello
organizzativo verrebbe messo seriamente in discussione. La Provincia ha,
allo stato attuale, sei centri d'acquisto differenti e fondamentalmente
autonomi. L'adozione di questo modello di acquisto on line comporterebbe
una sorta di centralizzazione: l'innovazione sarebbe in questo, non usare
il computer, ma recepire una modalità nuova di uso. Il fatto che
per anni si sia utilizzato un modello, non autorizza a considerare quel
modello ottimo: la pratica, le opportunità incredibili offerte
dalla Tecnologia dell'Informazione possono e devono rimettere in discussione
priorità e sistemi organizzativi. L'obiettivo è sempre il
miglior servizio al costo minore, soprattutto per i cittadini. Invece
di gestire l'emergenza, si potrebbe imparare a programmare, a prevedere
con un certo margine di sicurezza le esigenze ordinarie e straordinarie
dell'Ente, a creare una rete di comunicazione permanente su un fatto tra
i dirigenti dell'Ente, rete di comunicazione che non deve essere, a mio
parere, mai avulsa dai processi reali. Aggiungo, e non è poco,
che questo progetto consente una trasparenza massima, sia per i fornitori
che per l'amministrazione. In ogni momento c'è un luogo virtuale
in cui entrambe le parti possono verificare la linearità della
procedura. Questo vorrebbe dire vero ed efficace controllo di gestione.
Sia chiaro, anche questo è arduo perché implica cambiamenti
organizzativi e di cultura che non sono immediati. È sempre difficile
per tutti rinunziare al proprio "pezzo di sovranità".
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| Ci
spiega meglio cosa intende per "pezzi di sovranità"? |
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Riflettiamo
su due cose. La conoscenza è potere: all'interno degli enti - almeno
oggi che tutto è ancora in via di definizione - coloro che sanno
gestire gli acquisti on line sono veramente pochi. Quando Finmatica ci
ha portato il software ha avuto bisogno di molti e ripetuti incontri con
gli addetti ai vari livelli per spiegare come utilizzarlo, come trarne
il massimo vantaggio e disegnare, insieme ai dirigenti, una procedura
tipo possibile per differenti esigenze. Questo patrimonio acquisito non
è detto che tutti siano pronti o vogliano trasferirlo.
In secondo luogo: quando si fanno gli acquisti on line, la prima cosa
che si perde è la "località" dei fornitori. Si
rischia di perdere il mercato locale e, con esso, un giro di abitudini,
di consuetudini, di reti che si sono consolidate negli anni. Senza nessun
intento polemico, tutto sommato si mette in gioco la possibilità
di arrecare un danno serio all'economia locale: tutti quei fornitori di
fiducia, a cui ci si è sempre rivolti in via diretta sapendo di
poter contare sulla loro pronta consegna e disponibilità ora devono
confrontarsi con l'assoluta imparzialità e anonimato delle gare
on line che hanno criteri di selezioni differenti che non la "conoscenza
di lunga data". Si consideri, allora, quante piccole ma significative
posizioni di potere o situazioni consolidate ci sono e si vanno a toccare.
Ma, come ho già detto, è possibile che valga la pena correre
il rischio: a fronte di questo "pericolo" per l'economia locale
c'è l'incentivo a migliorare le proprie offerte e la qualità
dei servizi forniti.
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| Approfondimenti |
Il
Progetto
SIEP della Provincia di Salerno dossier Altra PA del 30 ottobre 2003
La Direttiva
CE del 30 aprile 2004, n. 18 |
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