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e-GOVERNMENT
ED e-GOVERNANCE: UNA DIFFERENZA SOSTANZIALE
Ne parliamo
con
Andrea
Del Mercato -
Direttore Centrale Relazioni Internazionali e Politiche Comunitarie
del Comune di Venezia
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L'obiettivo
finale del Progetto in cui è coinvolto il Comune di venezia
è quello di realizzare un "ambiente intelligente".
Cosa si intende con questa espressione?
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Il
punto centrale su cui vorremmo concentrare l'attenzione è che non
si può pensare in maniera mono dimensionale alle politiche di e-Government,
perché esse sono anche e soprattutto politiche di e-Governance.
In pratica la riflessione su cui cerchiamo di lavorare è questa:
per rendere le politiche di innovazione tecnologica efficaci dal punto
di vista degli stakeholders di riferimento (privati e business), esse
devono comportare necessariamente anche dei processi di trasformazione
delle politiche locali. Da questo punto di vista quindi un ambiente intelligente
è un ambiente che ha un obiettivo strategico di massima: lo sviluppo
sostenibile del proprio territorio. E' da questo obiettivo quindi, e non
prima, che prende il via la declinazione degli input tecnologici, i quali
non devono essere visti solo ed esclusivamente come elementi del back
office, ma soprattutto come il riflesso che le mutazioni di questo back
office esercitano sul front office per i cittadini, sulla capacità
ricettiva dell'amministrazione di raccogliere feed-back di ritorno, aspettative,
richieste e priorità, e sulla capacità di coinvolgere la
cittadinanza nei processi trasformazione urbana, rendendogli possibile
una conoscenza approfondita del proprio territorio e delle pratiche amministrative
e politiche che lo influenzano e lo governano. Questo è l'ambiente
intelligente, una struttura che non crea dicotomie o ambienti mono-dimensionali
che separano la tecnologia dalla politica o la conoscenza e la trasparenza
su quello che la città sta realizzando dall'elemento di discussione
e dibattito.
Ciò che un'amministrazione locale deve fare è garantire
contenuti, attraverso un'infrastruttura, che però deve essere tarata
all'accesso. contenuti, infrastruttura ed accesso: ecco i tre nodi fondamentali.
Solo quando questi tre elementi lavorano all'unisono e dialogano tra di
loro si ha veramente un impatto diretto sulla città in termini
economici, sociali, di qualità della vita e di sviluppo democratico,
ed è appunto questo il valore aggiunto che vogliamo fornire alla
comunità locale.
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| A
guardarlo dall'esterno il progetto Intelcities sembra talmente vasto
da non poter essere compreso in un'unica definizione. Come è
la situazione vissuta dell'interno? |
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Non posso che condividere
il giudizio secondo il quale il progetto, visto nel suo complesso, rappresenta
una sfida estremamente ambiziosa, si tratta però di una sfida che
come amministrazione comunale abbiamo ritenuto giusto e possibile accogliere
anche a livello locale, visto che il progetto ha una leadership altamente
qualificata. La città di Manchester infatti, leader del nostro
Work Package, in questi ultimi 10 anni ha attuato un investimento massiccio
su questa tematica sia in termini di finanziamenti locali che di raccordi
di questi finanziamenti con le politiche comunitarie collegate allo sviluppo
della Società dell'Informazione e alle tematiche di e-Government
ed e-Governance. Questa partnership nasce nel contesto di una adesione
del Comune di Venezia (insieme ad altre 10 città italiane) ad un
sistema di reti di governo locale europee, e nello specifico eurocities
e telecities, quest'ultima sottorete tematica della prima, che
invece può essere vista come la rete madre e che coinvolge 130
città europee sopra i 250.000 abitanti. Manchester è stata
una delle città fondatrice di questa rete ed ha per lungo tempo
anche guidato il tavolo di telecities, per cui sulla competenza
e la capacità da parte di questa amministrazione di guidare una
sfida così complessa non abbiamo avuto dubbi, e fino ad oggi le
soluzioni approntate da Manchester per affrontare le difficoltà
gestionali incontrate, ci convincono maggiormente della nostra scelta.
Per quanto riguarda l'obiettivo complessivo, posso dirle che il progetto
è strutturato in maniera molto articolata. Ciascun Work Package
è diviso in diverse task force, che rispondono del loro operato,
attraverso una relazione, ad un referente coordinatore, il quale poi partecipa
al comitato di pilotaggio del progetto. È quindi garantito un feed-back
continuo sullo stato di avanzamento dei lavori, non solo quindi attraverso
scambi elettronici, ma anche e soprattutto con una puntuale rassegna del
work in progress fatto dal comitato i pilotaggio ogni 3 mesi.
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| Ci
può parlare più dettagliatamente del Work Package 11?
Qual è l'obiettivo e quale sarà il risultato concreto? |
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Anche
qui l'ottica è estremamente ambiziosa. Il WP
11 si occupa di e-Governance ed è suddiviso in cinque gruppi
tematici:
- Analisi delle strategie di e-Government delle città europee, che
è la parte che è stata guidata dal Comune di Venezia;
- Ricerca delle buone pratiche nel campo dell'e-Government in Europa in
particolare alla luce della Commissione e-Europe 2005;
- Analisi e classificazione delle componenti tecnologiche già presenti
nelle città (legacy system)
- Definizione dei bisogni in termini di processi, organizzazione delle strutture,
e tecnologia;
- Definizione e sviluppo di un modello di e-Governance delle città
da proporre come strutturazione delle future azione sulle città.
I partner del WP 11 sono diversi, e comprendono 3 città (Venezia,
Atene e Reykjavik), 6 istituti di ricerca e quattro compagnie ICT, tra cui
Venis spa del gruppo Finsiel, che è anche partner tecnologico del
Comune di Venezia. Si tratta di partner eterogenei, esattamente nello stile
del progetto, che vuole comparare lo stato di attuazione di politiche di
e-Government e di e-Governance a livello europeo, e quindi basandosi su
background completamente diversi. |
| Come
è avvenuta la partecipazione del Comune di Venezia? |
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La
nostra adesione, come le dicevo, non è stata assolutamente estemporanea,
ma collegata a rapporti che già esistevano e a priorità che
il Comune, e nello specifico la Direzione Generale e la Direzione Sistemi
Informativi, avevano ben chiaro nell'agenda di sviluppo locale delle tematiche
e-Governance ed e-Government. Ciò che abbiamo pensato di fare è
stato quindi collegare ed inserire in maniera puntuale queste priorità
nel contesto del progetto europeo. Nel fare ciò abbiamo coinvolto,
oltre alle direzioni che citavo prima, anche la direzione Relazioni Esterne
e Comunicazioni, per tutte le tematiche che riguardano il coinvolgimento
e la comunicazione al cittadino, la Direzione Programmazione e Controllo,
che ha tra i suoi compiti non solo la certificazione di qualità e
la carta dei servizi, ma anche un lavoro di trasparenza e accoutability
nei confronti della cittadinanza, che realizza con stretta interazione con
la Direzione Generale e che ha come risultato concreto ad esempio le tre
edizioni del bilancio socio-ambientale che abbiamo prodotto come amministrazione
comunale veneziana, ed infine la Direzione Centrale Relazioni Internazionali
e Politiche Comunitarie. |
| Quanto
il Comune di Venezia ha investito nel progetto e che benefici pensa
di poterne trarre? |
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Di
fatto con questo progetto noi vorremmo valorizzare gli investimenti che
abbiamo già in atto, in termini di raccordo di quanto, come amministrazione
locale, stiamo facendo su questo tema che, ci tengo a ricordarlo, non è
solo quello dell'e-Government, ma soprattutto quello dell'e-Governance,
e quindi quello di capire come la tecnologia si può tramutare in
politiche di sviluppo locale sostenibile in forma attiva nei confronti del
cittadino. Per quanto riguarda il contributo economico, il finanziamento
da parte del Comune è piuttosto esiguo, nel senso che noi finanziamo
il progetto con 60.000 euro e ne riceviamo altrettanti in termini di risorse,
ma i benefici attesi sono ben altri. Da una parte infatti ci aspettiamo
di arrivare ad una comprensione e ad un aggiornamento dell'agenda dell'e-Governance
a livello europeo per la città, e dall'altra ci aspettiamo una valorizzazione
dei nostri investimenti in questo contesto.
C'è poi un ritorno, che potremmo definire "di immagine"
che è sostanzialmente il riconoscimento a livello europeo di quanto
Venezia sta facendo. |
| A
che punto è il progetto? |
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Nella
nostra ambizione iniziale, avevamo chiesto un finanziamento per quattro
anni ma la Commissione in virtù soprattutto della consistenza del
piano di lavoro ha preferito un contratto di 18 mesi, sottoposto a Review
per un'eventuale ulteriore estensione.
Il progetto è iniziato a Gennaio del 2004 e quindi nella sua prima
fase dovrebbe concludersi a Giugno del 2005 sostanzialmente quindi siamo
a metà. Per quanto riguarda il WP 11 posso dirle che ci già
state due riunioni di progetto e una terza si terrà ad Atene a metà
del mese di Ottobre. Di fatto siamo al punto tre di quelli che le citavo
prima, esattamente in linea con la tabella di marcia che ci eravamo dati.
Anche gli altri WP più o meno sono nelle nostre stesse condizioni,
e quindi tutto dovrebbe concludersi secondo i tempi prestabiliti, anche
perché la Commissione chiede rendicontazioni molto precise ogni 6
mesi, in termini di investimenti, ma anche in termini di risultati acquisiti
e quindi di avanzamento del progetto.
Dopo giugno, l'intenzione è quella di chiedere un finanziamento che
superi i 18 mesi e che continui per i successivi 3 anni e mezzo. Se la Commissione
riterrà sufficienti i nostri sforzi, e soprattutto i risultati prodotti
dai nostri sforzi, allora continueremo a lavorare nella direzione che ci
eravamo dati. |
| Approfondimenti |
Il
Work Package 11
Il sito del
Comune
di Venezia
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| news |
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