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ne parliamo
con
Tonino Caracciolo,
Responsabile del progetto
Perché è importante
un'infrastruttura di dati geografici? Cosa comporta e quali vantaggi offre
per l'amministrazione?
La realizzazione di una
infrastruttra dei dati geografici, intesa come insieme di informazioni
geografiche ed alfanumeriche organizzate con tecnologie GIS, di risorse
tecnologiche ed umane, atte a consentire l'interscambio tra produttori
ed utilizzatori mediante reti telematiche, rappresenta la nuova frontiera
della globalizzazione nel campo dell'informazione geografica. Ne consegue
che la capacità di progettare e realizzare una tale infrastruttura
assume la valenza di paradigma della modernizzazione della Pubblica Amministrazione
e chiave di volta del processo di diffusione dell'innovazione tecnologia
e della societàdell'informazione. Investire in questo campo significa
lavorare nella direzione di rendere i servizi più facilmente accessibili,
ridurne i costi e contribuire alla realizzazione di una rete unitaria
di servizi a livello nazionale ed europeo.
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Gli utenti privilegiati del
servizi dell'infrastruttura dei dati geografici sono i professionisti
del territorio: che cosa significa per l'amministrazione agevolare il
loro lavoro? E di riflesso, come se ne avvantaggiano i cittadini?
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La produzione di basi di
dati geografici in formato digitale ed organizzati con le tecnologie GIS,
la loro distribuzione on-line connessa all'uso del web, è parte
integrante della grande avventura dell' ICT nella sia nel privato che
nella Pubblica Amministrazione. Lo sviluppo di prodotti e servizi legati
ai dati geografici risulta strategico sia sotto il profilo della qualità
che dei costi e permette applicazioni che alla fine migliorano la qualità
dei servizi resi ai cittadini. Basti pensare alla pianificazione territoriale,
alla valutazione del rischio idrogeologico, alle tematiche della qualità
dell'ambiente, all'implementazione di sistemi informativi territoriali
a scala comunale, ed alla produzione di un DB integrato catasto-geografico
ed alla consegunte utilizzazione da parte dei Comuni. Se si pensa ad una
componente fisica dell'infrastruttura come, ad esempio, la rete delle
stazioni GPS permanenti che noi stiamo realizzando, si comprende immediatamente
il salto tecnologico nel campo dei rilievi topografci e delle professioni
connesse a tale attività sia in termini di riduzione dei costi
e dei tempi che di qualità dei dati rilevati.
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L'obiettivo primario di una
infrastruttura di questo tipo è la condivisione e l'interscambio
di informazioni territoriali e ambientali tra Regione, Enti locali e Amministrazioni
centrali: ci illustra brevemente quanti e quali enti sono ad oggi coinvolti
nell'infrastruttura e per quali finalità?
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La Regione Calabria, adottando
un modello a rete che si aspanda progressivamente attraverso nodi via
via più fitti, ha coinvolto già le cinque Amministrazioni
Provinciali ed i Parchi Nazionali della Calabria, le sue Agenzie e Dipartimenti.
Tali soggetti sono impegnati nella condivisione di standards e di tecnologie
per l'interfacciamento reciproco tenuto conto delle rispettive e differenti
configurazioni hw e sw.
Nella rete ipotizzata i nodi provinciali sono configurati come terminali
di scambio verso i Comuni. Questo per quanto riguarda quelo che possiamo
chiamare l'integrazione orizzontale in ambito regionale. A livello di
integrazione verticale l'interscambio riguarda il Ministero dell'Ambiente
e le Agenzie Nazionali come ad esempio AGEA con la quale è stato
avviato un rapporto di cooperazione applicativa.
Parlando di costi, qual
è l'onere di una struttura di questo tipo, non soltanto in termini
finanziari, ma anche dal punto di vista delle risorse umane dedicate?
Questo tipo di struttura
è basata più sulla qualità delle risorse umane coinvolte
che sulla quantità. Il nodo regionale dell'infrastruttura ad esempio
è gestito da un ristretto numero di tecnici laureati (cinque unità).L'investimento
che occorre pianificare in maniera duratura ed intelligente riguarda per
l'appunto la formazione disegnata in funzione dei profili professionali
e dei livelli di competenza e diretta a tutto il vasto universo dei fruitori/gestori
pubblici e privati. Desidero rimarcare che le potenzialità occupazionali
nella PAL sono straordinarie ove si pensi soltanto alla gestione del Catasto
o alla gestione dei Piani Regolatori. Ma tutto questo impone una riflessione
di carattere più ampio che investe le politiche della formazione
e le nuove forme di organizzazione interna degli Enti Locali.
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Parliamo di servizi e di
applicazioni pratiche: la possibilità di "incrociare"
basi di dati di diversa natura e provenienza permette di effettuare analisi
complesse che spaziano dalle tematiche ambientali e urbanistiche agli
aspetti della mobilità o della conservazione della storicità
dei luoghi: sono state già fatte applicazioni di questo tipo sul
territorio regionale?
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Abbiamo già realizzato
una serie di applicazione che vanno dal Piano di Stralcio di Bacino per
l'Assetto Idrogeologico, al sistema informativo per la gestione delle
Bonifiche. Dal supporto alla pianificazione della rete di distribuzione
dei carburanti a quello per la redazione del Piano Strutturale Regionale.
Al riguardo il nostro lavoro avviene in totale sinergia con la Committenza
sia in termini di analisi di fabbisogno di informazione che di supporti
telematici necessari alla gestione. Per molti di tali utenti il Centro
Cartografico, che si appoggia su una server farm multiutente di proprietà
regionale allocata a Lamezia Terme, funge da repository e fornisce servizi
di datawarehousing.
I servizi proposti potranno
essere usati anche come deterrente contro gli abusi edilizi? E se si come?
L'accesso alle basi di dati
telerilevate da satellite o da aereo è oggi estramamente interessante
sia sotto il profilo dei costi che della qualità in termini di
risoluzione delle immagini fornite. La disponibilità sul mercato
di riprese aeree o scene satellitari, di apparati multisensori e di nuove
tecnologie come quella laser scanner, abbinata alle nostre possibilità
di elaborazione delle informazioni, rendono il territorio controllabile
non solo soto il profilo degli abusi edilizi ma anche dell'inquinamento
o della difesa del suolo.
È plausibile ipotizzare
un rapporto tra l'infrastruttura dei dati geografici e i piani regolatori
comunali (sarà possibile progettare, per esempio, la città
a misura d'uomo e di bambino avvalendosi dei servizi offerti da un'infrastruttura
di questo tipo?)
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L'infrastruttura è
costruita per fornire servizi e supporto alle Amministrazioni Comunali
anche nel campo della Pianificazione Urbanistica. Ho già citato
l'esempio dell' integrazione in un unico database dei dati topografici
e di quelli catastali (al riguardo abbiamo avviato una prima esperienza
di cooperazione con il Comune di Soveria Mannelli). Ma l'uso delle informazioni
geografiche e della rete permettono di introdurre nelle analisi territoriali
una miriade di informazioni, eterogenee e diacroniche, sulla base delle
quali si possono individuare bisogni e fornire servizi efficaci in termini
non solo quantitativi ma anche qualitativi. Penso alle analisi di paesaggio
ed ai fabbisogni di verde, alla mobilità urbana, alla dislocazione
di ludoteche o biblioteche e così via.
In tema di sicurezza, un
collegamento con le questure dislocate sulla Regione può essere
utile per un monitoraggio del territorio? Sono previste applicazioni di
questo tipo?
La Regione Calabria partecipa
alla Progetto Operativo Nazionale Sicurezza ad ha stipulato al riguardo
appositi accordi con il Ministero degli Interni. Nell'ambito del PON sicurezza
siamo fortementi interessati a fruire dei risultati di una campagna di
rilievi aerei con sensori multispettro che sta realizzando l'Arma dei
Carabinieri al fine di censire le fonti inquinanti.
approfondimenti
il dossier
sull'infrastruttura dei dati geografici
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