Ne parliamo
con
Alessandro
Ronchi
Capoprogetto
servizi interattivi Progett@re - Lekton
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Progett@re
si candida ad essere un modello di sportello unico "virtuale"
per l'edilizia esteso a tutti i comuni della provincia di Reggio
Emilia. Quali sono state le difficoltà di implementazione
del progetto?
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Non abbiamo riscontrato
particolari difficoltà. Da subito ci siamo orientati verso una
architettura software di tipo "a porte di dominio" . Si tratta
di uno standard della pubblica amministrazione che si basa su web service.
La difficoltà, per così dire, è stata di impadronirsi
di questo tipo di tecnologia, capirne il funzionamento e poi andare
ad implementare su questa architettura i vari servizi dello sportello
on line.
| Quali
sono le caratteristiche di una architettura a porte di dominio? |
Intanto si
tratta di web service. Occorre definire delle procedure informatiche che
vengono esposte da un server e possono essere richiamate da altri server
per assolvere, ad esempio, a dei compiti di interrogazione di database
o dati. Quando i servizi on line intervengono nell'ambito della pubblica
amministrazione devono rispettare degli standard particolari che sono
quelli, appunto, delle porte di dominio. I singoli enti della pubblica
amministrazione vengono definiti "domini" e la comunicazione
avviene attraverso web services che dialogano scambiandosi pacchetti XML.
Sono standard aperti, ormai consolidati e codificati secondo la cosiddetta
"busta di e-government". Quando avviene uno scambio tra web
services secondo queste procedure e standard, allora si parla di porte
di dominio. Il lavoro che è stato fatto è stato essenzialmente
quello di costruire una architettura distribuita che è la più
adeguata a questo tipo di situazioni, simulare server differenti che si
parlassero attraverso web services ed in grado di scambiarsi messaggi
secondo la "busta di e-government" definita dall'AIPA. L'implementazione
è quella di Oracle Italia che ha sviluppato una implementazione
delle porte di dominio per web services specifica per gli standard italiani.
Questa architettura utilizza delle librerie Java che consentono di impacchettare
i messaggi scambiati tra i sistemi secondo lo standard della "busta
di e-government".
| Per
quanto riguarda gli aspetti della sicurezza che sono sempre estremamente
delicati nelle transazioni on line e negli scambi anche tra pubbliche
amministrazioni, che tipo di accorgimenti sono stati considerati? |
Lo standard delle porte
di dominio consente di applicare dei filtri sui messaggi che viaggiano
in rete. Tra questi vi sono anche dei filtri di encryption che garantiscono
che il messaggio viaggi sulla rete in maniera non decifrabile se non fra
i server che dialogano tra loro. Il dialogo avviene infatti secondo il
protocollo http standard, e cioè il protocollo internet. Questo
è il primo livello che riguarda la sicurezza delle comunicazioni
che viaggiano in rete. Un ulteriore livello riguarda il tipo dati che
vengono scambiati tra le pubbliche amministrazioni. Il processo avviene
più o meno così: quando un server richiede dei dati ad un
altro server della pubblica amministrazione, il server che risponde non
invia tutti i dati di cui è in possesso ma effettua già
una elaborazione in base alla richiesta. Di fatto i dati che viaggiano
- seppure in maniera sicura, criptati etc. - sono soltanto i dati effettivamente
di interesse del richiedente, non c'è il rischio che circolino
informazioni diverse da quelle richieste. Ad esempio: se io richiedo la
scheda sanitaria di un cittadino, in rete non circolano le schede sanitarie
di tutti i cittadini ed è il mio browser che filtra. Il filtro
è a monte dal server che riceve la richiesta per cui non c'è
il rischio che circolino dati anche sensibili.
| Questo
per quanto riguarda l'architettura. Ma, trattandosi di un servizio
esteso ai 45 comuni della provincia, come avviene l'integrazione con
i sistemi informativi e gestionali specifici di ogni ente? Sono stati
uniformati a monte secondo specifiche comuni o si è scelta
una strada diversa? |
Il problema è stato
superato soltanto in parte. Certamente è difficile mettere d'accordo
45 amministrazioni, sicuramente abbiamo dovuto rinunciare all'ipotesi
di una integrazione diretta con in vari sistemi perché la situazione
è estremamente diversificata: ci sono comuni medio grandi con sistemi
informativi evoluti, ma ci sono anche piccole realtà che utilizzano
il foglio di calcolo come gestionale, magari residenti su macchine non
collegate ad internet e quindi impossibilitati ad accedere ai dati. La
soluzione che abbiamo scelto è stata di replicare i dati delle
pubbliche amministrazioni coinvolte su un server centrale. La replica
avviene tutti i giorni durante la notte, i server trasferiscono i propri
dati secondo un tracciato XML che abbiamo definito noi sulla base di una
preventiva analisi del tipo di dati da trattare. Abbiamo preso in esame
tutti i gestionali dei 45 comuni, che sono sostanzialmente una decina
di prodotti diversi poiché molti comuni sono serviti da uno stesso
fornitore. Abbiamo quindi chiesto a questa decina di fornitori di adottare
un tracciato di esportazione dei dati compatibile in modo da avere un
formato dati univoco per i dati da inserire nel server. Analogamente da
parte del server c'è un tracciato di esportazione dei dati verso
i comuni. Una parte dei comuni coinvolti, quelli più grandi, nel
progetto si è anche fatta carico di integrare le procedure all'interno
del gestionale: qui non c'è una semplice esportazione dei dati,
ma una interazione diretta con i gestionali che possono dialogare con
il server centrale ed interrogare direttamente i nostri database invece
di andare a prendere un tracciato XML.
| L'obiettivo
del portale è di fornire servizi on line ai cittadini utenti
finali, quindi dei servizi transattivi. Che tipo di difficoltà
avete rilevato nella progettazione dei servizi? |
Dobbiamo precisare che in
questo caso noi ci rivolgiamo a dei cittadini particolari che sono degli
operatori professionali, dei professionisti del settore: ingegneri, architetti,
progettisti, geometri e così via. I servizi hanno due livelli di
accessibilità: un livello pubblico e un livello "privato".
Il livello pubblico consente a chiunque di fare una ricerca delle pratiche
cosiddette pubbliche, cioè un accesso in sola consultazione sugli
atti relativi alle pratiche edilizie che hanno una natura "pubblica".
C'è invece un accesso privato che consente a chi ha inoltrato una
pratica di vedere a che punto è. Si tratta di informazioni non
ancora pubbliche perché la pratica può essere in una fase
cosiddetta endoprocedimentale. Su questo livello di accesso non abbiamo
ancora dati consolidati poiché siamo in una fase di sperimentazione,
di test.
| Come
funzionano i servizi on line del portale? |
Occorre dire che questo
è solo un primo passo verso le "pratiche on line" perché
comunque sottomettere una pratica edilizia comporta la presentazione di
numerosi moduli e documentazione. Noi abbiamo informatizzato e reso accessibile
on line una parte, ma questo non può ancora esimere il professionista
dal recarsi allo sportello. C'è infatti tutta una mole di documenti
- pensiamo alle cartografie, ai progetti etc. - un metro cubo di carta
che va consegnato! Noi ci occupiamo di una piccola parte di questo metro
cubo. Comunque, per la parte informatizzata la cosa funziona così:
il tecnico compila il modulo on line al quale viene assegnato un codice.
Il modulo stampato deve essere consegnato allo sportello ma qui l'operatore
può istruire la pratica richiamando la domanda con il codice, senza
dover imputare di nuovo i dati. Così si evitano errori di imputazioni.
Dal punto di vista dell'utente il vantaggio è che c'è una
validazione a monte dei dati, pensiamo all'anagrafica delle vie etc. che
viene proposta dal sistema stesso. Il professionista sceglie dall'elenco
proposto la via o le vie che interessano l'intervento edilizio. Anche
l'anagrafica delle imprese è già integrata nel sistema e
quindi l'utente può selezionare l'impresa con tutti i dati relativi
dall'elenco. Ci sono ancora tutta una serie di wizard, di procedure assistite
che attraverso una serie di domande guidano l'utente all'individuazione
del tipo di moduli che occorre compilare e presentare allo sportello,
cosa e quanto bisogna pagare a seconda del tipo di intervento. Questa
è una funzionalità che sicuramente va incontro alle esigenze
del semplice cittadino piuttosto che del professionista.
| La
verifica dell'iter delle pratiche on line presuppone un intervento
diretto da parte dei comuni che hanno in carico la pratica sul sistema
informativo, quantomeno per inserire le informazioni che riguardano
lo stato delle pratiche: a che punto è, chi se ne occupa etc.
Come avviene l'aggiornamento dei dati? |
Dobbiamo fare una distinzione
tra i comuni che già gestiscono le pratiche in maniera informatizzata,
Reggio Emilia, Correggio etc., e quelli che ancora non lo fanno. Reggio
Emilia ad esempio gestisce tutto lo storico della pratica e quindi qui
per l'utente è possibile ricostruire e verificare tutti i passaggi
fino all'esito finale, compresi i pareri della commissione edilizia, verbali
etc. Quindi una verifica dettagliata anche dei motivi per cui una pratica
è stata eventualmente respinta. Per ragioni di privacy non sono
consultabili le pratiche relative ad abusi edilizi. Per quelle ordinarie,
invece, come abbiamo detto, la verifica dell'iter è ad accesso
riservato al titolare della pratica. Ad oggi questo tipo di consultazione
è possibile soltanto per i comuni che hanno informatizzato tutte
le procedure del settore urbanistica/edilizia. Per le pratiche istruite
presso altri comuni l'utente può comunque verificare lo stato attuale
della pratica, eventualmente con i riferimenti ai pareri della commissione
edilizia etc. ma non c'è la possibilità di ricostruire tutti
i passaggi in maniera puntuale. Consideriamo che il percorso di una pratica
edilizia può essere anche molto articolato.
| Il
portale è on line dall'inizio del 2004: quali sono gli sviluppi
futuri? |
Contiamo di avviare a breve
in via sperimentale i servizi a valore aggiunto e cioè le famose
"pratiche on line" con i limiti che abbiamo detto.
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Ne parliamo
con
Patrizia Alberti
Responsabile del portale
Progett@re - Comune di Reggio Emilia
| Come
è nato il portale dei servizi per l'edilizia? |
L'idea risale al 1999. All'epoca
mi occupavo dell'URP del comune e, parlando con i dirigenti dei vari servizi
per avere le informazioni necessarie ad aggiornare i database e le schede
informative sui servizi del comune, è emersa l'esigenza da parte
del dirigente del servizio urbanistica ed edilizia di trovare un modo
per semplificare i rapporti con i professionisti del settore. Allora il
settore urbanistico si lamentava del grande afflusso di utenti che intasavano
letteralmente gli uffici con un andirivieni continuo per chiedere informazioni,
documentazione, chiedere chiarimenti, recuperare la modulistica e così
via. Stiamo parlando del 1999 quando non tutti avevano consapevolezza
delle potenzialità di internet come mezzo di comunicazione, informazione
e servizio. Noi avevamo già dal 1995 la rete civica e da qui la
proposta di creare un luogo telematico dove mettere le informazioni -
allora pensavamo ad una cosa piccola, con poche informazioni - a disposizione
dei professionisti. Progett@re è nato come piccolissimo nucleo
nell'ambito della rete civica per soddisfare le esigenze sia dei professionisti
sia degli uffici. Successivamente abbiamo capito che oltre alle informazioni
potevano essere erogati veri e propri servizi on line ma la cosa è
andata in porto con l'avvio del Piano Telematico Provinciale. Abbiamo
colto l'occasione per ampliare il progetto iniziale che si è trasformato
nel portale provinciale rivolto a tutti i professionisti del territorio.
Come comune abbiamo inserito il portale dell'edilizia nel Piano telematico
provinciale insieme ad altri portali di servizio: per le scuole, per i
pagamenti on line, etc. Certo inserendo il progetto nel piano telematico,
insieme ad altri progetti, ha fatto allungare un po' i tempi. Ma da un
altro punto di vista è stato un vantaggio poiché nel frattempo
le tecnologie si sono evolute e quindi servizi impensabili ai tempi dell'idea
iniziale, sono diventati fattibili. Oggi possiamo pensare ai servizi interattivi
on line, che sono già pronti e saranno effettivamente fruibili
tra un paio di mesi al massimo.
| Il
portale serve l'intero territorio provinciale che per Reggio Emilia
significa 45 comuni. Al di là degli aspetti tecnici, ci sono
state difficoltà nel coinvolgere 45 realtà diverse in
un progetto così ambizioso? |
Non direi che ci sono state
difficoltà insormontabili. L'entusiasmo iniziale si è mantenuto
nel tempo anche se con molta fatica e molto dispendio delle nostre forze.
Tenere insieme 45 comuni non è certo facile, ma insieme all'Azienda
Lekton, che ha realizzato tecnicamente il portale e l'Azienda Certhidea
che ci ha supportato nella gestione del progetto, abbiamo creduto sin
dall'inizio alla necessità di mettere in piedi una redazione fortissima
che fosse di supporto e sempre presente, che svolgesse due compiti essenziali:
da una parte la ricerca documentale per l'implementazione dei contenuti
informativi (banche dati, normative etc.) e, dall'altra - ed è
la cosa su cui abbiamo puntato di più - la formazione. La redazione
centrale ha curato la formazione dei tecnici di tutti i comuni coinvolti
nel progetto affinché tutti i comuni fossero in grado di inserire
autonomamente le informazioni sulle proprie procedure, modulistica etc.
I tecnici devono sapere interagire con il portale per cui è stata
fatta una formazione molto robusta con giornate d'aula seguite da una
formazione capillare: i nostri redattori sono andati presso tutti i comuni,
ad istruire ed affiancare, uno per uno, i referenti tecnici. Oggi c'è
una persona sempre reperibile - un vero e proprio help desk - che interviene
e va presso il comune in caso di problemi o difficoltà.
La formazione è fondamentale per tenere in vita i progetti: se
non c'è una formazione continua il portale rischia di "morire".
| Il
portale è on line da gennaio di quest'anno. Anche se non tutti
i servizi interattivi veri e propri sono stati attivati, c'è
già qualche riscontro sul gradimento da parte degli utenti? |
Devo fare una premessa.
Noi abbiamo coinvolto sin dall'inizio gli ordini professionali interessati:
l'ordine degli ingegneri, degli architetti, dei geometri e così
via. I rappresentanti degli ordini sono entrati nel gruppo di lavoro per
studiare, per definire, per farci centrare perfettamente i servizi. Abbiamo
adottato quella che si chiama progettazione partecipata. In pratica tutti
i soggetti coinvolti hanno fatto parte di questo gruppo che rifletteva
sui bisogni e decideva quali dovessero essere i contenuti del portale.
Sin dall'inizio quindi abbiamo progettato servizi e contenuti che realmente
rispondevano alle esigenze dei professionisti.
| Per
i servizi on line, che modalità di accesso avete scelto? Qual
è la "chiave" per accedere ai servizi? |
Per accedere ai servizi
on line è necessaria una registrazione al portale. O meglio, nell'ambito
del Piano telematico ci siamo orientati verso un'autenticazione unica
per tutti i portali della pubblica amministrazione (single sign on) e
cioè: chi si registra ad uno qualsiasi dei portali (scuole, pagamenti,
biblioteche etc.) ottiene una chiave di accesso (PIN e Password) valida
per tutti gli altri portali e servizi.
| Fase
due del portale: quali sono i servizi allo studio? |
Oltre a quelli già
fruibili sul portale, tra i servizi a valore aggiunto abbiamo: compilazione
assistita e preinoltro telematico di pratiche edilizie (es: DIA, Permesso
di costruire, agibilità
..) visualizzazione delle pratiche
e il pagamento degli oneri. Nel portale abbiamo inserito anche una funzionalità
di calcolo automatico: è sufficiente inserire alcuni parametri
ed il sistema calcola l'importo dovuto che può essere pagato con
carta di credito o con RID, (cioè bonifico on line). Certo, dobbiamo
considerare che trattandosi di pratiche edilizie gli importi possono essere
anche di una certa consistenza e non sappiamo se c'è già
un sufficiente livello di fiducia nelle transazioni on line da parte degli
utenti, da movimentare via internet somme di denaro ingenti. In ogni caso
lo strumento c'è e funziona: pian piano gli utenti ne valuteranno
l'affidabilità
La fase due è comunque
concentrata sulla presentazione on line delle pratiche, un servizio previsto
che però sarà solo in parte automatizzato. Per un certo
periodo la pratica dovrà essere anche presentata in forma cartacea
fino a quando la firma digitale non sarà capillarmente diffusa.
Direi che il servizio sarà completamente automatizzato soltanto
quando le applicazioni saranno fruibili a partire dalla cartografia on
line.
Una ulteriore evoluzione del progetto potrebbe comportare la composizione
assistita della "scheda di fabbricato", una peculiarità
della Regione Emilia Romagna che richiede ai progettisti un unico documento
contenente tutte le informazioni su progetto, impianti etc. Per i professionisti
dover ricostruire il fascicolo a posteriori è un problema e potrebbero
trarre beneficio da tale servizio on line.
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