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ne parliamo con
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SPICCA
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il sistema di interoperabilità della Regione Campania
Ne parliamo con
Nicola MAZZOCCA
Comitato
Tecnico Scientifico Società dell'Informazione della Regione Campania
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| Parliamo
di SPICCA. Da dove parte l'idea di un sistema di interoberabilità
e qual è la sua mission? |
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La Regione
Campania nel 2001 ha sviluppato un piano della società dell'informazione
che in qualche modo doveva servire al governo di tutto ciò di informatico
si sarebbe fatto in Regione, quindi era un piano strutturale con cui la
regione partiva. Ma prima del 2001 non c'era tantissimo in regione.
Si è
fatto dunque questo piano strutturale per tentare di creare una rete tra
tutto ciò che era stato realizzato non solo dalla regione come
ente ma su tutto il territorio. Questo ha permesso di creare un'infrastruttura
per consentire ai vari enti di dialogare predisponendo un iniziale potenziamento
della rete, ma fatto questo è stato necessario creare un'infrastruttura
per far si che i vari servizi potessero tra loro interagire. Da
un lato quindi, un'azione sistematica della Regione nel potenziamento
della rete e nello sviluppo di architetture che consentissero l'interoperabilità
tra gli enti. Dall'altro, un'azione di governo del territorio in cui si
chiedeva alle p.a. che volessero offrire dei servizi, di cominciare ad
avere un concetto di consorzio di servizio, di interoberabilità.
Questo ha spinto
da un lato il modello organizzativo e dall'altro il modello infrastrutturale
della Regione a dare le prime risposte concrete. Ovviamente nel 2004 anche
gli standard di interoperabilità, come quelli informatici hanno
avuto un loro assestamento ed è stato possibile elaborare un piano
strategico che definisse un'architettura, cosa diversa da un'implementazione.
Infatti, bisogna ben distinguere l'architettura dall'implementazione:
per implementazione si intende la
realizzazione completa, mentre un'architettura è una infrastruttura
che è poi realizzabile con diverse metodologie. Per spiegarmi meglio
con un esempio, se pensiamo ad un palazzo, io posso decidere di fare l'architettura
del palazzo e poi decidere di farla con diversi materiali, ma gli assi
portanti li ho già disegnati e restano quelli.
Il primo passo dunque, è stato realizzare un modello di sistema
informativo dell'ente regione, poi abbiamo lavorato sul come questo potesse
servire allo sviluppo territoriale della stessa, quindi siamo arrivati
a definire l'interoperabilità come necessità di una risposta
di un sistema informativo e non informatico della regione, edi seguito
abbiamo definito l'architettura di un sistema informatico che fosse in
grado di reggere quella di un sistema informativo einfine abbiamo trovato
gli standard adeguati all'implementazione per poterli poi diffondere come
deve essere per l'indirizzo programmativo della regione.
È importante
sottolineare che la Regione Campania si pone come ente che guida lo sviluppo
ma rispetto agli altri, non dediene la custodia di alcun dato se non quelli
di propria competenza. Ad esempio, le anagrafiche le gestisce il comune.
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Quanti Enti hanno aderito
fino ad oggi e secondo quali modalità?
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Ad oggi, la
Regione Campania ha una sua rete regionale e ha cominciato a lavorare
secondo servizi di e-governement per determine e delibere, due eventi
fondamentali perché è proprio attraverso questi che si avviano
i procedimenti amministrativi con firma digitale. Quindi la Regione dal
suo lato ha creato un portale per potenziare la rete e ha fatto si che
alcuni processi cominciassero a essere seguiti in modo automatico, con
l'uso di firma digitale. Fatto questo la ha creato un tavolo di lavoro
per dare i primi servizi di interoperabilità in sperimentazione
come quelli previsti per il Centro Unico di Prenotazione (CUP) dei servizi
sanitari. Attarevrso SPICCA tutte le Asl, tutte le aziende ospedaliere
hanno definito tra loro un modello di connessione per offrire i propri
servizi in modo integrato. Per cui, e a oggi il progetto è in corso,
il cittadino potrà prenotare qualsiasi servizio sanitario allo
stesso modo su tutte le risorse campane. Progetto che è ben distinto
però, dal 118 che invece, gestisce le emergenze e non la routine
come un intervento di appendicite.
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sono prospettive di ulteriore allargamento ad altri contesti? |
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Nella fase iniziale di definizione
del suo modello, la Regione Campania ha coordinato dei tavoli di lavoro
con altri enti operanti sul territorio sia soggetti pubblici che soggetti
privati (sindacati, associazioni industriali, ecc.) e, dalle discussioni
fatte, il modello ha avuto un ritorno positivo.
Ora, poiché
il modello è standard ed è anche uguale a quello che stiamo
portando avanti con il CNIPA
sul Sistema Pubblico di Connettività, in realtà il vantaggio
sta nel fatto che in Campania stiamo già sperimentando queste iniziative
in modo tale che chi deve fare questi investimenti come i comuni o le
province, siano in grado di capire quali sono le linee guida attraverso
cui potranno essere offerti i propri servizi in modo integrato. Essendo
SPICCA un modello, come tale non riporta dei vincoli implementativi ma
solo vincoli di presentazione dei servizi. Ad esempio, le Asl gestiscono
autonomamente attraverso i loro sistemi le prenotazione: attraverso SPICCA
non è stato chiesto di cambiare il sistema informativo delle Asl
ma abbiamo solo chiesto che il servizio di prenotazione venisse presentato
di modo che si potesse parlare con questo canale comune. Come se SPICCA
fosse un convertitore di energia: ogni Asl ha il proprio apparecchio elettrico
e SPICCAè la spina italiana.
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Quale
struttura è stata incaricata di studiare/monitorare le realtà
territoriali?
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Ci sono 2 strutture incaricate.
L a Regione Campania ha il Comitato della Società dell'Informazione
che ha elaborato il piano strategico per la Regione Campania e la
sua evoluzione. Quindi l'Assessorato si avvale di un comitato scientifico
a cui partecipano principalmente docenti universitari.
Oltre a questa
struttura, esiste poi il Centro di Competenza Regionale di informatica
e telecomunicazioni composto da esperti/professori di area tecnica
informatica e telecomunicazioni per discorsi di trasferimenti di innovazione
tecnologica.
Quindi, mentre
il Comitato della Società dell'Informazione include anche professori
di comunicazione, statistica e organizzazione; Centro di Competenza Regionale
di informatica e telecomunicazioni è un centro di eccellenza della
regione Campania che lavora su aspetti legati alle tecnologie informatiche.
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Quali
sono le criticità che avete ad oggi riscontrato e, se ci sono state,
in che modo prevedete di affrontarle?
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Siamo in una fase di partenza
perché stiamo creando l'infrastruttura dei servizi e stiamo mettendo
tutti i servizi in rete. In particolare le fasi previste sono 3:
PUBBLICAZIONE: il
servizio viene implementato in regime per renderlo leggibile;
MESSA IN SICUREZZA: metto in sicurezza il servizio;
ACCESSIBILITA':
rendo il servizio accessibile.
Il concetto
fondamentale è che ad oggi, il sistema è stato creato e
stiamo mettendo a regime i servizi con particolare attenzione anche agli
aspetti giuridici-organizzativi tipici di un processo informatico. Ad
esempio, tutto il problema della firma digitale ad uso interno ha costretto
la Regione a redigere un manuale per la gestione della firma e della sicurezza
a uso interno per far si che se si consegna la firma ad un dipendente,
devono essere necessariamente previste delle sanzioni se l'uso che ne
fa è improprio.
Le criticità
stanno appunto nei processi informatici che danno si efficienza ma devono
anche assicurare efficacia giuridica. Inoltre essendo dei processi nuovi
c'è anche un problema di formazione.
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Ci può
spiegare con quali modalità la Regione ha affrontato il problema
formazione?
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Esiste un problema
di cultura di su questi sistemi. Prima devono appropriarsene sia l'ente
Regione ma anche gli altri enti che partecipano al modello. L'opera di
divulgazione da fare sarà tanta e proprio realtà come lo
stesso Forum PA possono esser i canali adatti a diffondere queste problematiche
perché permettendo un confronto tra i vari enti su tutto il territorio
soprattutto si risparmia tempo nel recepire i modelli che poi devono fare
propri.
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