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| La
Regione Campania SPICCA nella società dell'informazione |
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del
21/09/2004
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Spicca
.il
sistema di interoperabilità della Regione
Campania.
Un gioco di parole che da un lato dà il nome al Sistema Pubblico
di Interoperabilità e Cooperazione della Campania, ovvero SPICCA,
e dall'altro ben evidenzia i risultati "di spicco" che , da
marzo 2004 (data in cui il progetto è stato presentato), il progetto
ha raggiunto.
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Il
progetto
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È il 2001,
quando la Campania decide di cominciare ad elaborare un proprio Piano
strategico della Società dell'Informazione necessario a definire
le linee guida sia per lo sviluppo del sistema informativo dell'ente Regione,
che più in generale della regione Campania nel suo complesso.
Oggi la Campania vanta una leadership nazionale e comunitaria in alcuni
applicativi e progettualità per la Società dell'Informazione
e tra questi si inserisce SPICCA. Si tratta di un modello di gestione
e implementazione delle attività realizzate per l'ammodernamento,
la semplificazione e l'informatizzazione delle organizzazioni amministrative
della regione, realizzate nell'ambito della misura
6.2 "Sviluppo della Società dell'Informazione"
del POR Campania 2000-2006.
Spicca definisce le modalità tecniche e operative per realizzare,
erogare e gestire i servizi ai cittadini, imprese e istituzioni consentendo
l'interoperabilità fra le diverse strutture coinvolte senza toccare
l'autonomia tecnologica e organizzativa dei singoli sistemi/strutture.
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Gli
obiettivi
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Attraverso
Spicca si passa dall'attuale modello di cooperazione applicativa, che
prevede accordi tra privati sia negli aspetti tecnici che organizzativi,
ad un modello più generale di interoperabilità che permette
ad un qualsiasi servizio disponibile di essere fruibile da utenti e Enti,
garantendo contemporaneamente la misurabilità della qualità
globale del servizio.
Infatti, i criteri
identificati per la realizzazione di SPICCA sono elementi generali e funzionali,
basati su standard aperti non proprietari, che garantiscono l'autonomia
nella scelta delle tecnologie realizzative ed organizzative da parte dei
diversi Enti che intendono erogare dei servizi.
Il primo riferimento
applicativo sperimentale è il CUP, Centro Unico di Prenotazione
Regionale per le prestazioni sanitarie. Grazie all'applicazione del modello
di interoperabilità, tutte le Asl hanno stabilito tra loro un modello
di connessione per poter offrire i servizi di prenotazione in modo integrato.
Per cui, e a oggi il progetto è in corso, il cittadino potrà
prenotare qualsiasi servizio sanitario allo stesso modo sia che si tratti
di un'operazione chirurgica sia che si tratti di una routine, su tutte
le risorse campane.
Ma come è resa possibile
questa interoperabilità?
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Analisi
requisiti
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Innanzitutto,
nella definizione dell'infrastruttura di Spicca, sono stati definiti una
serie di requisiti chiave necessari ad assicurare la massima capacità
di integrazione dei sistemi già esistenti.
Per
tanto Spicca è caratterizzato da aspetti tecnici e organizzativi
distinguibili in 4 tipologie:
Architetturali
L'architettura di Spicca è stata costruita su componenti già
esistenti, assicura attraverso uno specifico componente l'intermediazione
e la comunicazione tra i diversi elementi, adotta standard aperti per
garantire interoperabilità e indipendenza tra i vari enti produttori
o fornitori che adottano tecnologie diverse, ed è indipendente
dalle altre piattaforme utilizzate oltre che può essere accessibile
da diversi terminali;
Funzionali
Fanno di Spicca un ambiente distribuito nel quale tutti gli enti possono
interagire senza problemi e prescindendo dalle piattaforme e dai linguaggi
utilizzati. Il modello Spicca assicura l'integrazione e l'interoperabilità
delle diverse applicazioni (servizi di pubblicazione, indicizzazione e
ricerca, presentazione), meccanismi per la gestione della sicurezza (servizi
di autenticazione e autorizzazione), meccanismi per la qualità
del servizio e infine meccanismi per la gestione dell'accesso da diversi
dispositivi;
Non funzionali
Riguardano il corretto funzionamento del sistema per ciò che concerne
l'apertura (la capacità di adeguamento a nuove necessità),
la scalabilità, (l'apertura dell'architettura), la personalizzazione
dei servizi (la possibilità per l'utente di selezionare solo i
contenuti del servizio richiesto in funzione di uno specifico profilo),
l'affidabilità e la disponibilità (sono previsti meccanismi
che garantiscono il funzionamento del sistema in ogni condizione);
Organizzativi
Spicca assicura il rispetto delle autonomie e le responsabilità
degli Enti che decidono di "interoperare" assicurando loro l'autonomia
sui dati di pertinenza e sulla struttura informatica di cui sono gia dotati.
E inoltre, tiene conto della normativa vigente sulla privacy ovvero sarà
possibile, ad esempio, fornire l'accesso agli archivi anagrafici di propria
competenza , ma non è pensabile la realizzazione di un archivio
unico.
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Funzionalità
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In
particolare, le funzionalità primarie che la piattaforma è
in grado di offrire sono:
1.
l'accesso ad un servizio della rete regionale, che può essere
usufruito sia da un utente mediante una semplice interfaccia web, che
da applicativi mediante meccanismi che consentano in modo automatico l'attivazione
del servizio;
2.
la ricerca e indicizzazione dei servizi della rete regionale, che
appartengono ad un'architettura federata di Web services;
3.
l'implementazione di politiche di sicurezza che consentano di discriminare
l'accesso sia all'indice dei servizi che alle diverse funzionalità
da questi previste;
4.
l'accesso da diversi terminali fissi e mobili (telefoni cellulari
WAP o UMTS, personal computer, laptop, palmari, PC dotati di sistemi di
ricezione satellitari, etc.)
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Architettura
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In
tale contesto, il modello architetturale previsto da SPICCA introduce
una piattaforma che deve essere in grado di fornire:
Le funzionalità ed i servizi di base necessari affinché
diversi enti ed amministrazioni dotati di infrastrutture informatiche
e telematiche proprie possano scambiare informazioni fra loro in modo
controllato;
Le modalità per la cooperazione applicativa, ossia la possibilità
di realizzare servizi ed automatizzare processi impiegando funzionalità
coordinate di più infrastrutture.
Nel progetto SPICCA ogni singola infrastruttura informatica dei diversi
Enti è vista come un dominio unitario vincolato a meccanismi standard
di interfacciamento che sono resi accessibili da un unico punto di accesso
al sistema; l'architettura prevede due nodi funzionali:
NAG - nodo aggregatore: è un aggregatore di servizi ossia un elemento
di intermediazione; esso ha il compito fondamentale di costruire nuovi
servizi aggregandone degli altri, ossia dai diversi NDOM.
Le caratteristiche proprie di un NAG che si propone come aggregatore di
servizi sono:
assicurare
la fruibilità dei servizi esposti (quindi disponibili);
fornire un
ambiente transazionale e sicuro;
garantire
una qualità pre-assegnata dei servizi applicativi;
prevenire
o gestire situazioni critiche come attacchi o guasti.
NDOM- nodo di dominio: sono considerati come centri di 'business process',
essi devono esporre i servizi applicativi che devono essere opportunamente
indicizzati indipendentemente dal modello cooperativo. Ogni NDOM che intende
utilizzare i servizi attraverso il NAG, presenta le seguenti necessità:
localizzare il servizio migliore, in termini di efficienza o di costo
(nell'ottica del raggiungimento di un determinato livello di qualità),
scegliere
tra servizi alternativi, dato che un requestor non ha nessun controllo
sulla disponibilità dei servizi offerti dagli altri provider,
usufruire
di un ambiente sicuro.
Per
il modo in cui è pensato e per le caratteristiche intrinseche che
offre, un NAG regionale non è un nodo/ente predominante sugli altri
ma piuttosto è un nodo appartenente ad una federazione di NAG che
appartengono a Enti Regionali diversi.

Figura
1 - Architettura logica di riferimento
La figura 1 illustra che ogni nodo NDOM dello specifico Ente ha la possibilità
di:
collegarsi al sistema di connettività mediante il nodo aggregatore;
collegarsi al sistema di connettività mediante un supporto di cooperazione
offerto da un altro Ente (ad esempio se o quando vuole offrire un servizio
aggregato a valore aggiunto);
collegarsi al sistema di connettività direttamente (cioè
senza l'ausilio di alcun nodo aggregatore).
Questo
aspetto è di fondamentale importanza se si vuole garantire il requisito
fondamentale di preservare l'autonomia dei singoli Enti.
Ogni
NAG regionale decide le modalità con cui gli NDOM possono registrarsi,
è tuttavia necessario implementare delle strategie opportune per
garantire interoperabilità sia tra i vari NDOM che tra i vari NAG;
in particolare, le strategie da implementare includono:
definizione di standard per il formato dei documenti e dei dati trasmessi;
scelta di metodologie e standard per l'invocazione remota di funzioni
disponibili in altri domini applicativi tenendo conto delle problematiche
di sicurezza;
modalità di connessione tra i sistemi;
scelta di standard per indicizzare ed interrogare le modalità di
accesso ai servizi applicativi ed alle risorse.
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Federazione
di nodi aggregatori
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IUno
dei requisiti dell'architettura deve essere quello di avere la capacità
di adeguarsi alla nascita di nuove necessità, ossia deve garantire
la possibilità di ampliare l'insieme dei servizi offerti estendendo
il sistema nel suo complesso e senza determinare costi aggiuntivi di gestione.
In tale contesto la scalabilità ha una duplice importanza dato
che come requisito architetturale deve prevedere la possibilità
di includere nell'architettura:
nuovi
Enti che vogliono registrarsi per offrire nuovi servizi;
altri nodi aggregatori affinché questi possano cooperare nello
stesso modo con cui i nodi terminali di vari domini cooperano tra loro.
L'architettura
generale proposta dalla Regione Campania prevede una federazione di nodi
NAG che possono essere organizzati in una gerarchia a livelli, proprio
come mostrato in figura 2.
Dal
punto di vista dell'accesso ad un servizio, si noti che la gerarchia a
livelli consente l'accesso ai servizi terminali sottostanti ma anche ai
nodi aggregatori dei livelli sottostanti, dato che ad un nodo si possono
iscrivere sia servizi base (considerati gli elementi atomici di questo
modello architetturale) sia altri nodi aggregatori.

Figura 2 - Federazione di NAG e NDOM
Dal punto di vista degli Enti, è da notare che ogni singolo Ente
può autonomamente decidere in quale nodo aggregatore pubblicare
i propri servizi e, da quanto detto nei paragrafi precedenti, se farlo,
dato che può esso stesso connettersi direttamente al sistema di
connettività.
Grazie a questo modello scalabile è possibile preservare e rispettare
le autonomie dei sistemi preesistenti, in altri termini, l'architettura,
essendo aperta e scalabile, può facilmente essere vista come nodo
unico e "inscriversi" in un'architettura più grande (di
livello più alto) nello stesso modo in cui un nodo erogatore si
inscrive in un nodo aggregatore (Architettura gerarchica), cioè
un nodo aggregatore deve avere la funzione di pubblicare verso il mondo
esterno, e con un'interfaccia unica, tutti i servizi offerti dai nodi
terminali appartenenti ai nodi di dominio permettendo così l'interazione
con nodi aggregatori di pari livello o livello superiore.
Tale
tipo di organizzazione è facilmente implementabile grazie ad una
gestione gerarchica dei server registry che registrano i servizi:
I nodi aggregatori di livello alto registrano i servizi dei nodi aggregatori
dei livelli inferiori;
il registro risultante può essere sia l'unione di tutti i registri
che essere strutturato in maniera opportuna in base ai domini (DNS-like
di nodi aggregatori) gestendo in maniera distribuita le strategie di sicurezza.
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| Approfondimenti
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Come è nato il progetto SPICCA e quali saranno i suoi sviluppi?
Lo chiedimo a Nicola
Mazzocchi del Comitato Tecnico Scientifico Società dell'Informazione
della Regione Campania
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| appuntamenti |
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| news |
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