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telelabour
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Telelavoro: una risorsa
per la Pubblica Amministrazione
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si parla di telelavoro l'immagine che viene subito alla mente è quella
dell'impiegato seduto nel salotto di casa e collegato al proprio ufficio
tramite la rete. Immagine completamente sbagliata, o per lo meno marginale
rispetto a quelle che sono le reali potenzialità del lavoro a distanza
negli uffici pubblici. È quanto emerge dalla ricerca
"Lo sviluppo del Telelavoro nelle pubbliche amministrazioni" realizzata
dall'Ufficio per il Personale delle Pubbliche Amministrazioni del Dipartimento
Funzione Pubblica, nell'ambito della propria attività di studio per
la gestione delle risorse umane nella PA. |
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Diverse
forme per il lavoro a distanza
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Telelavoro
a domicilio: l'immagine classica, il lavoratore gestisce le proprie
attività da casa, utilizzando i diversi strumenti di supporto
(telefono, fax, computer) |
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Telelavoro
mobile: particolarmente adatto per tutte quelle attività
che richiedono spostamenti sul territorio; gli strumenti in questo
caso sono il telefono cellulare ed il PC portatile. Un caso esemplare
di questo tipo di televaoro, è già stato analizzato
in un recente dossier de L'Altra PA sull'Ispettorato
Repressioni Frodi del Ministero per le Politiche Agricole |
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Ufficio
satellite: basato sulla delocalizzatio di alcune attività
in sedi o uffici distaccati dalla sede centrale |
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Telecentri:
ancora molto poco diffusi, sono centri attrezzati per il telelavoro,
che mettono a disposizione tutti strumenti, ed offrono una maggiore
capillarità sul territorio. |
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Telelavoro
Office to Office: può essere interpretato come un insieme
di diversi uffici indipendenti (o aziende) che lavorano insieme, a
distanza, per conseguire un unico obiettivo. |
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Nonostante le forme siano
diverse e offrano sia ai datori di lavoro che ai lavoratori notevoli vantaggi,
il telelavoro in Italia stenta a decollare.
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Secondo le stime più
recenti dell'European Telework Development e risalenti al 1998, il telelavoro
coinvolge meno dell'1,3% della popolazione del nostro paese, anche se
una riforma successiva a questa rilevazione, la Bassanini-ter
(giugno 1998), e la stesura di una normativa contrattuale per i telelavoratori
(2000) hanno reso possibile lo svilupparsi di diverse esperienze, sia
nel settore pubblico che nel privato che sembrano aver contribuito in
maniera sostanziale a far lievitare questa esigua percentuale. È
proprio a dall'analisi di alcune di queste esperienze che prende avvio
la ricerca dell'Ufficio per il Personale delle Pubbliche Amministrazioni,
ponendosi come obbiettivo quello di individuare segmenti o interi processi
nell'attività degli uffici pubblici che possano essere trasferiti
in modalità telelavoro, mettendo a punto un modello ed indicandone
benefici, costi e criticità.
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La
Ricerca
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La ricerca ha analizzato
quattro amministrazioni abbastanza omogenee per distribuzione del personale,
dislocazione degli uffici sul territorio e, cosa più importante,
per quanto riguarda la carenza di organico nelle aree del nord contro
un'eccedenza negli uffici delle province meridionali, situazione quindi
molto favorevole per l'utilizzo della modalità di telelavoro
Office to Office.
Partendo dall'analisi degli organi e della struttura organizzativa di
ogni amministrazione, delle singole esigenze, e dei differenti modelli
di telelavoro sperimentati da ciascun ente per risolvere tali esigenze,
lo studio ha individuato nell'esperienza dell'Agenzia
del Territorio, realizzata nell'ambito del progetto per la realizzazione
dell'Anagrafe dei Beni Immobili, il modello più proficuo e più
adatto ad essere trasportato in altre realtà e situazioni.
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L'Anagrafe
del Beni Immobili completata a distanza
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L'Agenzia del Territorio,
ha come obiettivo primario la costituzione dell'ABI (Anagrafe dei Beni
Immobiliari) ovvero una banca dati totalmente informatizzata e aggiornata
sulle unità immobiliari urbane e sulle particelle di terreni.
Il progetto per la costituzione dell'ABI, avviato alla fine dell'anno
2000, è stato suddiviso in due fasi:
- nella prima è stata censita la situazione degli "arretrati"
e sono state programmate le attività necessarie per il loro recupero,
per l'informatizzazione di tutti i documenti e per l'allineamento delle
informazioni;
- la seconda fase si prpone invece di completare le banche dati con
le informazioni mancanti, cercando di migliorarne la qualità.
Al momento dell'avvio del progetto una valutazione effettuata prendendo
in considerazione tutti gli uffici territoriali ha quantificato in circa
11,5 milioni di ore/uomo l'effettiva consistenza degli atti da trattare
concentrate soprattutto nelle aree del nord.
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La
necessità di avviare "collaborazioni" tra diversi uffici
è nata quindi dalla constatazione che rispetto alle quantità
di atti da trattare le risorse si trovavano distribuite in modo casuale;
e soprattutto dalla necessità di chiudere le lavorazioni della prima
fase su tutto il territorio nazionale entro il 2004.
Analizzando le varie alternative possibili si è pensato di ricorrere
al telelavoro Office to Office, permettendo ad un ufficio provinciale, con
sovrabbondanza di personale, l'accesso in remoto alle pratiche di un ufficio
con una dotazione di un'elevata mole di lavoro e con relativa scarsità
di personale. |
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"Ovviamente
ciò è stato possibile solo grazie al completamento dell'informatizzazione
degli atti catastali/ipotecari e grazie all'esistenza di procedure informatiche
sviluppate per la loro trattazione nonché alle opportunità
offerte dai servizi di rete nell'ambito della RUPA" afferma Augusto
Pifferi, responsabile del progetto, che sottolinea come, grazie ad un potenziamento
dell'intera infrastruttura informatica già esistente, il personale
dell'ufficio di destinazione veniva abilitato ad operare sugli archivi di
origine passando attraverso il Sistema di Controllo Accessi Nazionale per
il Territorio, infrastruttura sviluppata indipendentemente dall'esperienza
di telelavoro, ma indispensabile alla sua attuazione.
Questo modello ha permesso di raggiungere risultati estremamente significativi,
e soprattutto di far avanzare il progetto ABI secondo i tempi previsti.
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mole di lavoro gestita in telelavoro è stata del 13%, che rispetto
alla media nazionale del 2% rappresenta un dato di notevole interesse,
e che fa ben sperare per l'applicazione della modalità del
lavoro nella seconda fase del progetto. |
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Un modello
traferibile
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L'esperienza
dell'Agenzia del Territorio ed i dati raccolti dall'amministrazione, come
documenta in modo ampiamente dettagliato la ricerca della Funzione Pubblica,
consentono la costruzione di un modello teorico di telelavoro per la pubblica
amministrazione che può essere trasportato, con le adeguate "registrazioni"
in altre realtà. Un modello che si fonda su un presupposto chiaro:
la possibilità di trasferire carichi di lavoro da un ufficio all'altro
di uno stesso ente, attraverso un sistema informativo capace di sopportare
una gran mole di traffico.
Con questa ricerca l'Ufficio per il Personale delle Pubbliche Amministrazioni,
fa dunque sapere a tutto il mondo della PA che, ove ce ne sia la possibilità,
il telelavoro è una risorsa per il pubblico impiego tutt'altro che
lontana dal poter essere applicata e che anzi, assieme alle ben note difficoltà
di carattere gestionale, organizzativo ed infrastrutturale, è fonte
di indubbi vantaggi quali:
- L' aumento dell'efficienza produttiva interna, grazie ad una diminuzione
dei livelli di assenteismo, alla possibilità di controlli più
veloci e rigorosi, e ad un aumento di autonomia e quindi di capacità
decisionale del lavoratore.
- Il miglioramento della qualità della vita del personale, con minori
spostamenti, e conseguente diminuzione di veicoli circolanti
- La capacità di rispondere alle esigenze di disallineamento tra
disponibilità di personale e quantità di lavoro, prima risolta
attraverso il ricorso alla mobilità e al trasferimento
- La possibilità di trovarsi avvantaggiati rispetto all'eventualità
di dover offrire servizi on line, essendo già dotati delle strutture
necessarie. |
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Approfondimenti
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L'esperienza
dell'Agenzia del Territorio, un intervista ad Augusto
Piferi, Responsabile Progetto ABI per l'Agenzia del Territorio |
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"Lo
sviluppo del Telelavoro nelle Pubbliche Amministrazioni" Una
ricerca dell'Ufficio per il Personale delle Pubbliche Amministrazioni, del
Dipartimento della Funzione Pubblica |
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