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Wirelesscessi

ne parliamo con

Filippo Palazzo

Responsabile della Business Unit Progetto Pegasus

 

Quale sarà il ruolo dell'ICT nella riqualificazione delle 101 stazioni ferroviarie del Sud?

 
Riqualificare, valorizzare e rifunzionalizzare 101 stazioni del Mezzogiorno di particolare importanza per posizione nel circuito turistico, dimensione e pregio architettonico è l'obiettivo di RFI, la società dell'infrastruttura del Gruppo Ferrovie dello Stato, che ha avviato il Programma Evolutivo per la Gestione di Aree di Stazioni Ubicate nel Sud d'Italia (progetto PEGASUS).
Uno degli elementi più significativi di PEGASUS è l'innovazione. Innovazione del modello di gestione delle aree di stazione, ma anche innovazione delle tecnologie utilizzate per l'accoglienza dei clienti, dell'informazioni al pubblico e della sicurezza negli impianti ferroviari.
Perché la scelta del Wireless? È da considerare come una sfida coraggiosa o questa tecnologia ha raggiunto una maturità tale da essere garanzia di affidabilità?
 
La tecnologia Wireless LAN (WLAN) sta attualmente vivendo un'enorme crescita e popolarità, gli standard e i prodotti sono oramai sufficentemente sviluppati per offrire la sicurezza delle trasmissioni e la necessaria mobilità nell'uso. Il Wireless LAN non è una novità. I servizi mobili a larga banda (broadband) stanno finalmente diventando una realtà. Ciò grazie all'attenzione dimostrata dai fornitori di tecnologia, che forniscono terminali mobili sempre più sofisticati e sicuri, e all'introduzione di nuove applicazioni interattive.
Il sistema Wi-Fi offre semplicità d'uso, da un lato, ed economicità d'esercizio, dall'altro, consentendo la trasmissione di dati su ampie zone con investimenti contenuti e grande efficacia di copertura. L'utilizzo anche in reti con dati "sensibili" di questa architettura tecnologica, a clonclusione dalla fase sperimentale degli anni '80 / '90, è indice di elevata affidabilità d'uso. Come qualsiasi tecnologia di trasmissione dei dati, a partire dal semplice telefono domestico, anche il Wi-Fi può essere oggetto di attacchi da parte di ignoti che vogliano intercettare i dati trasmessi. Tuttavia la tecnologia ha previsto, fin dalla sua nascita, la possibilità di cifrare, in maniera altamente sicura, i dati trasferiti rendendo sufficentemente riservate ed immuni da intrusioni esterne le trasmissioni. L'affidabilità del Wi-Fi, dal punto di vista operativo, è garantita da sistemi di diagnosi e controllo che rilevano, in tempo reale, eventuali cadute di segnale, operando, con un sistema simile a quelle delle reti di telefonia mobile, un ripristino dello stesso attraverso un altro trasmettitore.
Gli impianti ad alta tecnologia installati nell'ambito del progetto PEGASUS consentiranno, da un lato, di incrementare la sicurezza nei terminali viaggiatori, quindi delle persone, dall'altro di offrire ai viaggiatori in transito nelle stazioni un servizio di collegamento ad internet, senza fili e a banda larga.
Come siete arrivati alla scelta dei fornitori?
 
Attualmente si è in una fase di sperimentazione in alcuni siti di RFI, uno dei quali rientra nel network PEGASUS. Solo al termine delle sperimentazioni sarà possibile operare una scelta dei fornitori.
In un comunicato si legge che Pegasus vuole trasformare del stazioni in "Piazze", intese come centri di aggregazione, è uno slogan o pensate che sia realmente possibile uno scenario del genere? Come?
 
Le stazioni ferroviarie, nel loro secolare sviluppo, pur rappresentando spesso un forte elemento architettonico, hanno svolto una funzione essenzialmente strumentale all'attività ferroviaria: per tale motivo vengono oggi percepite quale ambiente non attrattivo, semplice area di passaggio/attesa, e rimangono estranee al contesto urbano nel quale sono inserite. Nel tempo, con l'espandersi delle città, si sono modificate le loro funzioni, gli usi, le necessità.
Le recenti esperienze, prima americane e poi europee, hanno dimostrato che è possibile modificare in breve tempo la natura e la funzione delle stazioni.
Operando dei cambiamenti di funzione all'interno delle aree ferroviarie si evidenziano margini per nuove attività: ampie superfici, oggi sostanzialmente inutilizzate, si ripropongono per attività sia di servizio che commerciali qualificate e qualificanti e divengono luoghi di sosta e intrattenimento per una clientela costituita non solo da viaggiatori.
Le ristrutturazioni e le riqualificazioni in corso vanno in questo senso: stazioni moderne e funzionali, dove siano presenti punti di aggregazione quali centri commerciali o di sosta, contribuiscono a ricreare quel clima di convivialità tipico della tradizionali piazze italiane. Stazioni non più viste quindi come asettici luoghi dove arrivare e partire, ma ambienti nei quali fermarsi ed incontrare altre persone che da occasionali passanti divengono frequentatori abituali di spazi amichevoli.
Se lo scenario indicato risulterà vero, le amministrazioni comunali, specie quelle piccole, potrebbero trarne benefici notevoli. È previsto un loro coinvolgimento nel progetto?
 
Il coinvolgimento delle Amministrazioni locali è essenziale per la riuscita del Progetto. Coinvolgimento che il Gruppo Ferrovie dello Stato ha già sperimentato in altre occasioni con la concessione, a livello nazionale, in comodato d'uso gratuito a Enti locali, associazioni e organizzazioni no profit di locali non funzionali all'attività ferroviaria.
Offrire ai cittadini nuovi spazi di aggregazione e di utilità è il fattore trainante degli accordi che RFI ha in corso di stipula con gli Enti locali e che permetteranno una sempre maggiore integrazione con il territorio, in linea con il nuovo modo di intendere le stazioni: un bene di tutti da vivere e custodire. Un nuovo modo, inoltre, per arginare il fenomeno del vandalismo.
Quale è l'investimento previsto? Sono previsti dei ritorni economici, oltre che di immagine e di miglioramento dei servizi?
 
Gli investimenti di RFI previsti per PEGASUS ammontano a circa 230 milioni di euro, di cui 130 per il recupero architettonico, la rifunzionalizzazione e la manutenzione dei fabbricati; 70 per l'adeguamento dei marciapiedi di stazione e dei sottopassaggi pedonali, l'abbattimento delle barriere architettoniche.
Il budget totale previsto per assicurare informazione e sicurezza con standard elevati ammonta a circa 30 milioni di euro, di cui una parte è destinata a tecnologie particolarmente innovative come la trasmissione dati in modalità wireless.
Il ritorno economico atteso è legato alla parte strettamente commerciale dell'investimento. Le altre somme investite produrranno notevoli benefici in quanto la riqualificazione di stazioni, ambienti ed aree circostanti contribuirà ad un miglioramento dell'intero sistema che ruota intorno ai poli ferroviari: nuove opportunità economiche, ed un nuovo indotto, saranno create grazie al riordino degli spazi commerciali, le stazioni saranno più fruibili grazie al miglioramento delle strutture e ciò contribuirà ad un innalzamento degli standard dei servizi. Spazi più confortevoli e "nuove agorà" gioveranno all'immagine generale delle aree interne e limitrofe ai terminali, contribuendo anche dal punto di vista sociale al miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
Lo scorso Maggio dovrebbe essere avvenuta la prima sperimentazione a Palermo. Come è andata? Quale è stata la reazione dell'utenza?
 
Il nuovo sistema è stato attivato, in via sperimentale, nella stazione di Palermo Notarbartolo e nello stand di RFI allestito alla Fiera del Mediterraneo.
Il sistema prevede la copertura radio di estese aree in-door e out-door con la tecnologia Wireless Meshed Networks (WMN) che lavora in un ambito di frequenze non soggette a licenze e che consente di collegare tra di loro dispositivi fissi e mobili (telefoni, computer fissi e portatili, personal organizer, eccetera) con collegamenti radio a larga banda, senza usare cablaggi strutturati e comunque complessi tra le aree da servire.
La soluzione è progettata e pensata per aiutare a ridurre in maniera significativa i costi di trasporto dei dati provenienti da reti Wi-Fi ad alta velocità. Il prodotto fornisce quindi una soluzione efficiente, economica e sicura per offrire servizi Wi-Fi in tutti quegli scenari in cui la tecnologia tradizionale non garantisce un business economicamente sostenibile.
Contrariamente alle comuni applicazioni Wi-Fi in aree pubbliche (Hot Spots) o private (uffici), la soluzione in esperimento non richiede collegamenti separati e indipendenti con il fornitore di servizi a larga banda o Internet. Per mezzo di interconnessioni radio che sfruttano lo stesso standard Wi-Fi (IEEE 802.11a), non sottoposto a licenza, è possibile il collegamento e l'aggregazione delle diverse aree servite consentendo un notevole risparmio in termini di affitto di linee dati dedicate e quindi di spese operative. Avanzate funzionalità di auto-configurazione e auto-diagnostica rendono inoltre la soluzione estremamente affidabile.
Semplicità d'installazione e di gestione delle diverse categorie d'utenti, gestibili in modo dinamico con elevati criteri di sicurezza e filtraggio, aggiungono a quest'applicazione un significativo valore aggiunto.
Quali criticità sono emerse nella sperimentazione, e quali pensate siano le difficoltà che dovrete affrontare durante la realizzazione del progetto?
 
La sperimentazione è soltanto agli inizi e non consente ancora di analizzare le criticità connesse alla realizzazione.
Un dato importante è rappresentato dai servizi che potranno essere supportati dalla infrastruttura trasmissiva.
Attualmente, oltre alla possibilità per i viaggiatori, tramite il proprio personal computer portatile, sia in stazione sia nelle aree limitrofe, di collegarsi ad Internet per navigare e scambiare file come se fossero a casa od in ufficio. Inoltre, stiamo testando un sistema di videosorveglianza che, tramite un software innovativo di rilevazione di situazioni anomale, analizza le immagini inviate da telecamere wireless permettendo un notevole aumento delle condizioni di sicurezza dei luoghi ad alta frequentazione.
Quali saranno i traguardi futuri?
 
Il dispiegamento di questa tecnologia sul territorio inizialmente coperto dalla stazione ferroviaria, naturalmente abbraccia, per come essa è concepita, una copertura potenzialmente molto più estesa di quella inizialmente pianificata.
RFI, infatti, in futuro cercherà di di individuare nelle cosiddette aree di comunità, in modo sia fisico che virtuale, le categorie di utilizzatori che hanno necessità di attivare un servizio di connessione a rete a larga banda.
Le applicazioni tipiche individuabili in ambito puramente ferroviario non sono le sole ad avvantaggiarsi della rete a larga banda così prevista.
Infatti, vi è la possibilità di raggiungere, attraverso la distribuzione capillare della rete, luoghi distanti dalla stazione, sia essi all'esterno (parchi, stazioni di bus, taxi, struttura sportiva, campus universitario) sia all'interno (uffici, supermarket, magazzini, centro congressi, hotel, ospedali, circoli privati, eccetera) laddove il Centro di gestione di rete viene posto in luogo centralizzato (la stazione) che si fa quindi carico di erogare il servizio di connessione alla rete a larga banda nonché di fornire le applicazioni che ritagliate sulle necessità dell'utilizzatore necessitano della larga banda per la loro realizzazione.
Anche in questo caso le amministrazioni locali sono degli interlocutori privileggiati che potrebbero trarre benefici notevoli dalla messa a disposizione di capacità trasmissive e servizi innovativi.
 
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