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e-Gov
e servizi integrati alle imprese
NE PARLIAMO
con Gianni Silvestri
Dirigente
Ufficio Servizi ai Cittadini e alle Imprese del CNIPA
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Potrebbe
spiegarci cosa si intende abitualmente per servizi integrati? |
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Con la definizione servizi integrati, intendiamo
la possibilità di usufruire di servizi che presentano forme di
integrazione dal punto di vista operativo, nel senso che uno stesso adempimento
richiesto da più enti dell'amministrazione centrale, viene composto
in modo da farlo leggere come un unico adempimento, contenente le notizie
specifiche di ciascun ente, e addirittura, nel caso in cui sia possibile,
viene messa a disposizione una sorta di precompilazione della modulistica
on line sulla base di dati attinti dai legacy degli enti che ne certificano
lì'autenticità. Ciò naturelmente avviene a seguito
dell'inserimento del codice di partita IVA da parte dell'utente, che è
il codice più sintetico attreverso cui si può innescare
un dialogo tra impresa e Pubblica Amministrazione. Nel caso in cui si
debba allora completare il quadro di informazioni relative ad un'azienda,
le informazioni di tipo legale verranno prese dal Registro delle Imprese,
l'informazione di tipo previdenziale dai legacy dell'INPS, e quella di
tipo assicurativo dai legacy dell'INAIL.
Abbiamo quindi più livelli di integrazione: un primo livello atto
a semplificare l'attività di colui che opera al terminale, che
potremmo definire integrzione di adempimenti, un scondo livello, quando
possibile, di integrazione di informazioni, che vengono fatte affluire
a disposizione dell'operatore privato per agevolare la sua attività
di compilazione, e abbiamo poi un'ulteriore forma di integrazione quando
queste informazioni, una volta spedite verso il mondo pubblico, vengono
messe a disposizione di tutte le amministrazioni interessate.
I primi due livelli potremmo raggrupparli nella definizione di intergzione
del font office, mentre il trezo livello è senza dubbio un'integrazione
che coinvolge il back office.
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Si parla
di servizi oramai standardizzati per tutte le pubbliche amministrazioni
o si trovano picchi di innovazione e particolare lungimiranza, o al contrario
di arretratezza sul nostro territorio?
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Io
parlerei innanzitutto di una pluralità di piani. In questo momento
noi stiamo seguendo direttamente la Pubblica Amministrazione centrale, in
cui i servizi sono molto specifici relativamente all'ambito istituzionale
della singola amministrazione. Stando così le cose ciò che
può essere standardizzato allora è la modalità di erogazione
del servizio. E' proprio questo ciò che cerca di fare il Portale
Nazionale per le Imprese, e tenendo conto che stiamo parlando di un numero
molto ristretto di amministrazioni, si tratta di un obbiettivo assolutamente
perseguibile.
Totalemnte diverso è invece il caso della Pubblica Amministrazione
locale, che seguiamo indirettamente attraverso il percorso di e-Government.
Qui la standardizzazione, quando la si risucirà a conseguire, sarà
molto più forte, perchè le amministrazioni locali sono sovrapponibili
in termini di adempimenti. Mi speigo: tutti i comuni d'Italia svologono
una serie di adempimenti, che si stima siano nell'ordine di 350, e che sono
identici in tutta il paese, e lo stesso vale per le Provincie o le Regioni.
Certo qualche piccola difformità la si può trovare sull'interpretazione
normativa, ma non si tratta di un difetto quanto di una personalizzazione
del servizio, perchè laddove la legge lo consente, gli enti hanno
il diritto di emanare norme specifiche legate alle caratteristiche del proprio
territorio e della propria utenza.Tutto ciò trova anche riscontro
nell'andamento del piano di e-Government, in cui tutta la seconda fase è
sostanzialmente la riorganizzazione dei progetti realizzati nella prima.
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Quale
sarà in questo senso la funzione del Portale Nazionale per le Imprese?
La sola standardizzazione del livello dei servizi o uno sprone ad innovare? |
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Il portale costituisce un'infrastruttura
il cui utilizzo presuppone che le amministrazioni standardizzano la modalità
di erogazione dei servizi, e quindi ad esempio usino le smart card di
autentificazione, per riconoscere in maniera certa gli intrelocutori,
o eroghino detreminati servizi utilizzando determinate tecnologie e così
via.
In questo momento stiamo sperimentando il portale con le amministrazioni
centrali, ma stiamo anche lavorando per allargarlo alle amministrazioni
locali. Se mi permette di usare un termine un po' improprio potremmo dire
che il portale si rivela come una specie di Sportello Unico per l'Amministrazione
Centrale, un erogatore di servizi che si dovrebbe intregrate, con il tempo,
con i SUAP degli enti locali. Se è vero infatti che l'impresa nsce
sul terrtorio, ed ha un rappoprto privilegiato con il proprio Comune,
è anche vero che si deve rapportare con la Camera di Commercio,
con l'INPS e on l'INAIL, quindi se riusciremo a descrivere correttamente
i processi di risultato che un'impresa deve conseguire, questi processi
attraverseranno indifferentemente sia le amministrazioni locali che quelle
centrali. L'obbiettivo è quello di non rendere necessariamente
obbligatoria la conoscenza della macchina pubblica a chi vuole raggiungre
un obiettivo imprenditoriale, e proprio per questo stiamo studiando delle
forme di integrazione che consentano di integrare i servizi che glienti
locali saranno in grado di gestire, con quelli che saranno messi a punto
sul centro. Tutto ciò naturalemente nella libertà di realizzazione
degli enti locali, l'importante è che sia garantito il rispetto
degli standard.
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Come
è nato il portale? |
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Il
portale è nato nel 2000 partendo dall'idea di realizzare un'anagrafe
delle imprese a livello nazionale, univoca ed indipendente dagli enti che
trattavano questo tipo di informazione. Questo perchè è vero
che c'era già una norma che identificava il Registro delle Imprese,
gestito dalle Camere di Commercio come unico punto di riferimento, ma è
anche vero che il Registro risultava insufficiente ai fini statistici, perchè
riportava informazioni tese a qualificare l'azienda sotto il profilo legale,
mentre ciò che serviva erano informazioni più legate al mondo
della produzione e al mondo delle tipologie di produzione. Sontanzialmente
servivano dei dati che incidessero sui rischi assicurativi di un'impresa,
e che non era possibile desumere dal registro delle Imprese. Da qui è
nata l'esigenza di un circuito che allineasse costantemente gli archivi
degli enti che gestivano queste tipologie di informazioni.
Il progetto quindi è nato come archivio di back office con un finanziamento
AIPA del '96 e su questo è stato sviluppato in un secondo momento,
il sistema di fornt office generalizzato, che consentisse ad un qualunque
imprenditore o potenziale imprenditore, di rapportarsi con la Pubblica Amministrazione,
per svolgere gli adempimenti previsti in funzione dell'evento della vita
dell'impresa. |
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Quali
sono i servizi che materialmente offre il portale? |
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In questo momento sono disponibili circa
20 servizi di varia tipologia: ci sono quelli relativi all'apertura, chiusura
o variazione di attività, a livello di impresa, oppure anche a
livello di singolo stabilimento, perché ogni impresa può
avere dislocate sul territorio diverse sedi. Ci sono poi una serie di
servizi di tipo transativo, come la dichiarazione nominativa degli assicurati,
che ogni datore deve fare relativamente al personale che assume, ed una
serie di possibilità di verifica della propria posizione assicurativa
e previdenzile, per consentire all'impresa di controllare se si trovi
in una situazione debitoria o creditoria nei confronti degli enti che
prtecipano a queste iniziative, per meglio gestire i flussi di cassa.
Inoltre dal punto di vista dell'informazione stiamo lavorando sul piano
della trasparenza semplificando le modalità di richiesta delle
informazioni da parte delle imprese, e dotando il sistema di una capacità
di screening, che premette al portale di creare un percosro virtuale tra
tutte le amministrazioni, per consegnare a ciascuna la propria parte di
informazione.
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I
recenti dati diffusi dal Ministro Mazzella sulla drastica riduzione di tempi
e costi per la creazione di nuove imprese in meno di due anni sono dovuti
alla sola informatizzazione dei processi burocratici o c'è dell'altro?
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I
numeri del Ministro Mazzella sono l'esito di una serie di campagne di semplificazione
normativa che sono state introdotte nel tempo, ed è chiaro che se
la semplificazione consente un'utilizzo ottimale delle tecnologie i risultati
si possono enfatizzare. Faccio un esempio: collegato alla finanziaria dell'anno
passato è stato previsto che gli artigiani e i commercianti non debbano
più presentare una pluralità di dichiarazioni di inzio di
attività ad una plurarità di enti, ma l'unica iscrizione camerale
è da ritenersi valida anche per tutto gli altri enti. In pratica
con questa norma si mette a carico delle Camere di Commercio l'onere di
informare le altre amministrazioni del verificarsi dell'evento. Sipegat
in questa maniera è evidente allora che si tratta di una grande innovazione
perchè consente di utilizzare al meglio il mezzo informatico: l'unica
segnalazione diretta alla Camera di Commercio può essere infatti
informaticamente riprodotta a favore di tutti gli altri enti.
Cià che volgio dire è che la tecnologia può aiutare,
nella misura in cui la norma che regola quel tipo di intervento agevola
la tecnologia. In questo senso ricordo il vantaggio introdotto dall'introduzione
delle carte di firma elettronica, che permettono concretamente la circolazione
di documenti autentici in formato esclusivamente informatico. |
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Nelle 5 linee di azione del secondo
bando e-Gov si legge che "Non si ritiene conveniente, nella seconda
fase di attuazione, promuovere la realizzazione di nuovi progetti di e-government
mediante nuovi bandi" ) e per questo motivo si sceglie la linea della
diffusione dei servizi già esistenti. A suo giudizio a cosa è
dovuta questa scelta, è un modo per cautelarsi rispetto ad eventuali
sprechi?
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Sono convinto che quest'approccio, presente
nel secondo bando sia il frutto di quello che si è potuto riscontrare
sul territorio in termini di inziative intraprese, nel senso che nel primo
bando, almeno a mio giudizio è stato coperto tutto lo scibile in
termini di settori di intervento. Si tratta naturalmente di risultati
che saranno consguiti progressivamnete nel tempo perchè c'è
un'esigenza di maturazione, anche dal punto di vista degli strumenti tecnologici
e di formazione del personale, e quindi non si avvertiorà nessun
passaggio traumatico, ma questa copertura, garantita nel tempo, credo
abbia bisogno allo stato attuale di una sorta di consolidamento, o se
voglimo di maturazione delle proproste di innovazione fatte fin qui.
Il nuovo bando quindi a mio giudizio va letto proprio in questa prospettiva
di razionalizzazione degli interventi. Nel primo bando abbiamo assistito
a delle forti forme di concentrazione e nello stesso tempo di specializzazione,
per cui è giusto cercare di mettere a fattor comune queste esperienze,
limitare il numero di piattaforme differenti, anche ai fini di economie
di scala, e cercare di integrare il più possibile i risultati raggiunti.
La frammentazione a cui si è assistito, d'altronde penso fosse
già nella logica del primo bando, perchè nel momento in
cui le amminsitrazioni potevano concorrere libermente senza troppo vincoli
quantitativi, era chiaro dove si poteva arrivare, anzi questa scelta è
stata molto utile, perchè ha spinto le singole amministrazioni
ad accorgersi che forse era meglio abbandonare certe forme di autonomia
per consorziarzi ed poter ottenere dei risultati che potremmo definire
più eclatanti. Si sono così sviluppati dei macro progetti,
come PEOPLE, o come DOCAREA che hanno coinvolto, e stanno continuando
a farlo, decine e decine di enti, facendo partire dal basso questa esigenza
di omogeneizzazione. Io credo che se questa impostazione fosse stata dettata
dall'alto sarebbe stata vissuta male, come un'interferenza, e non si sarebbero
forse ottenuti i risultati a cui siamo arrivati oggi.
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