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CNIPA:
presto on line un "napster" per i contenuti e-Learning
ne parliamo con
Mirella Schaerf,
Responsabile dell'Area
Regolazione e Formazione del CNIPA - Centro nazionale per l'informatica
nella pubblica amministrazione
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Il
Governo si è posto tra gli obiettivi di legislatura quello
di erogare un terzo della formazione ai dipendenti pubblici in modalità
e-Learning. Siamo vicini a questo traguardo oppure occorre ancora
uno sforzo per riuscire a centrarlo? |
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Il quadro preciso della situazione lo avremo solo a settembre con
la presentazione del Rapporto Assinform. Però dai primi dati
che sono stati comunicati sembra che la formazione svolta in modalità
e-Learning copra attualmente il 4% del totale della P.A. Occorre
però cautela perché non sono ancora statistiche ufficiali
e alcune Regioni, ad esempio la Sardegna e il Friuli Venezia Giulia,
si sono già lamentate di come sono state conteggiate le loro
attività in questo campo. Credo perciò che la percentuale
effettiva sia più elevata benché Assinform fondi le
sue rilevazioni su questionari che le amministrazioni stesse compilano.
Ritengo che il dato sia stato tenuto basso da difficoltà
di comunicazione tra i vari soggetti coinvolti nell'indagine.
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Problemi
su quali attività fossero da considerare eLearning? |
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Probabilmente nel rispondere ai questionari alcune amministrazioni
hanno adottato un'interpretazione troppo restrittiva dell'e-Learning,
conteggiando le sole ore di formazione con supporti digitali invece
dell'intero periodo formativo, comprensivo anche del tempo di apprendimento
in aula. Ormai a livello europeo e internazionale è l'accezione
estensiva che include tutto il progetto misto quella riconosciuta
come più adatta a individuare il fenomeno, tanto che si vuole
sostituire il termine "e-Learning", troppo vago e indefinito,
con un più appropriato TEL - Tecnology Enhanced Learning.
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Secondo
lei è possibile raggiungere l'obiettivo del 30% entro il 2005? |
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Penso di sì, soprattutto se adotteremo anche noi il concetto
di TEL al posto di e-Learning così come sta facendo tutto
il resto dell'Europa. Ovviamente occorre anche una maggiore attenzione
verso le attività svolte dalle amministrazioni locali, le
più attive in questo campo, che troppo spesso sfuggono alle
indagini nazionali.
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Il
CNIPA sta lavorando intensamente per diffondere l'e-Learning: dall'inizio
dell'anno ha già pubblicato le Linee guida e il Vademecum oltre
a collaborare alla redazione della Direttiva che dovrà essere
emanata dai ministri Stanca e Mazzella. A chi sono destinati questi
documenti e qual è la loro funzione? |
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Sono documenti finalizzati a favorire e disciplinare l'impiego della
modalità e-Learning nei progetti formativi destinati al personale
dipendente di tutte le pubbliche amministrazioni. Ognuno ha un target
preciso: la Direttiva è destinata ai direttori generali e
ai responsabili di grandi organizzazioni che devono decidere le
strategie di formazione interna. Le Linee guida, invece, individuano
e analizzano i fattori cardine che un'amministrazione deve affrontare
nella realizzazione di un progetto di e-Learning. Rispetto alla
Direttiva si entra più nel merito dei problemi, utilizzando
anche un lessico più specialistico visto che le Linee guida
sono rivolte primariamente ai responsabili delle Risorse umane.
Il Vademecum scende ancora più nel particolare ed è
ricco di check list e strumenti di lavoro utili per gli operatori
della formazione.
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Può
ipotizzare un data per la pubblicazione della Direttiva? |
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La Direttiva è pronta: proprio in questi giorni dovrebbe
svolgersi la riunione conclusiva tra l'ufficio legislativo del Mit
e quello della Funzione Pubblica. Dopo occorrerà attendere
solo i tempi tecnici per la firma dei ministri e la pubblicazione
in gazzetta che potrebbe avvenire già entro la fine di luglio.
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Quali
sono i principali ostacoli che hanno finora frenato una più
ampia diffusione dell'e-Learning nella P.A.? |
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Alcuni progetti realizzati nel passato hanno dato risultati così
poco felici da scoraggiare per un lungo periodo molte amministrazioni
dal seguire questa strada. Il punto è che quelle esperienze
non hanno raggiunto gli obiettivi sperati perché erano stati
commessi gravi errori: innanzitutto utilizzavano tecnologie e strumenti
proprietari che non garantivano nessuna portabilità e quindi
non appena l'ente cambiava fornitore di servizi ICT tutto il materiale
diventava inutilizzabile vanificando gli elevati investimenti effettuati.
L'approccio metodologico, poi, era sbagliato: anche le attività
più accurate con contenuti di buona qualità presentavano
un livello di interazione piuttosto basso che rendeva estremamente
difficoltoso l'apprendimento, con perdita di attenzione del discente
e conseguente disaffezione. Inoltre i progetti venivano preparati
molto sotto l'aspetto tecnologico trascurando servizi quali tutoraggio,
help desk e call center che devono necessariamente accompagnare
un'attività di formazione di questo tipo. Senza una rete
di supporto, infatti, il dipendente si sente abbandonato davanti
ad uno schermo e l'efficacia del corso ne risente pesantemente.
Infine un problema di tempi: forse erano attività partite
troppo in anticipo, con mezzi e procedure non ancora maturi.
Ora però tutto questo è superato e l'e-Learning è
una realtà che non è più in discussione nella
Pubblica amministrazione. Anzi, è un fenomeno in crescita
ed è sempre più apprezzato per i numerosi vantaggi
che assicura.
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Quali
vantaggi garantisce rispetto alla formazione tradizionale? |
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Di solito le amministrazioni sono molto riluttanti a mandare in
formazione il personale più importante perché temono
di soffrire la loro prolungata assenza, pur comprendendo l'importanza
di una continua qualificazione professionale dei dipendenti. Ecco,
l'e-Learning permette di superare questo dilemma, consentendo l'alternanza
tra lavoro e formazione, lo svolgimento delle attività presso
l'ufficio abituale e un'estrema elasticità nei tempi. Altro
vantaggio rispetto alla metodologia tradizionale è la possibilità
di svolgere simulazioni realistiche, verificando le conseguenze
di azioni e comportamenti differenti in giochi di ruolo realizzati
ad hoc. Inoltre c'è un aspetto di collaborazione tra persone
geograficamente lontane che, grazie alle tecnologie, possono confrontarsi,
interagire e creare comunità culturali nonostante lavorino
in luoghi distanti. L'insieme di tutti questi elementi è
un valore aggiunto determinante per la crescita delle amministrazioni.
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Sono
previsti incentivi per le amministrazioni locali che attiveranno progetti
di e-Learning? |
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Il governo non ha previsto incentivi specifici per la P.A. locale
o centrale. E' però possibile accedere a fondi europei destinati
allo sviluppo di piattaforme e contenuti per l'e-Learning. A breve
attiveremo un co-finanziamento per progetti su temi quali la formazione
manageriale e la gestione dell'innovazione tecnologica.
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Quindi
confidate nei vantaggi concreti e immediati dell'e-Learning per la
sua rapida diffusione nelle amministrazioni pubbliche? |
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E' uno strumento che offre molte possibilità in più
rispetto alla formazione tradizionale e quindi crediamo in un suo
veloce sviluppo, specie nella forma mista del blended e-Learning.
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Quali
errori deve evitare un'amministrazione che voglia far partire un'attività
di e-Learning? |
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Innanzitutto non deve credere che il progetto sia essenzialmente
tecnologico, uno sbaglio che ha fatto fallire molte esperienze nel
passato. In secondo luogo deve avere un'ampia conoscenza del mercato
e degli strumenti giuridici e commerciali disponibili: ormai è
facile concludere buoni contratti per servizi in ASP che rendono
non necessario l'investimento iniziale, particolarmente oneroso,
per acquistare la piattaforma, i server e gli altri componenti hardware
e software. Poi c'è un problema organizzativo: è vero
che l'e-Learning permette di svincolare la formazione da luoghi
e orari predeterminati, ma l'attività dell'ufficio deve comunque
essere variata in modo da non gravare il dipendente con un doppio
lavoro durante il periodo di training. Quarto errore da evitare
riguarda i contenuti, ma è un aspetto comune anche alla metodologia
tradizionale: in entrambi i casi la formazione va progettata bene
fin dall'inizio, scegliendo il materiale più idoneo o dal
catalogo di un fornitore oppure, in caso di necessità particolari,
facendolo realizzare espressamente. Anche in questo caso è
possibile ottenere soluzioni convenienti, come dimostrano alcune
università italiane che hanno stretto accordi con aziende
del settore per produrre contenuti con proprietà non esclusiva.
In questo modo gli atenei ottengono ottimi moduli formativi a costi
molto ridotti perché il produttore può liberamente
rivendere gli stessi contenuti sul mercato. Il punto è proprio
questo: nelle amministrazioni, ripeto, c'è poca conoscenza
delle diverse modalità contrattuali con cui è possibile
ottenere servizi, contenuti e piattaforme sul mercato. In molti
casi si procede seguendo i modelli del passato che, prevedendo l'acquisto
di tutti gli strumenti, risultano necessariamente molto costosi.
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Quali
sono le amministrazioni locali più avanzate? |
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Le Regioni sono molto attive e, sfruttando anche i finanziamenti
europei, svolgono un ruolo da volano. Senza fare classifiche, ma
semplicemente a puro scopo esemplificativo, si può ricordare
l'Emilia-Romagna, tradizionalmente molto avanti tanto da aver elaborato
proprie Linee guida per l'e-Learning già da alcuni anni.
Stanno facendo molto bene anche la Toscana, il Friuli Venezia Giulia
e la Sardegna, con progetti molto importanti. La Lombardia, poi,
ha attivato iniziative verticali, ad esempio per la scuola o la
formazione sanitaria, che stanno ottenendo risultati interessanti.
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Si
sono attivati anche i comuni? |
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Ci sono progetti ambiziosi e riusciti portati avanti anche dai comuni,
non solo di grandi dimensioni, come ad esempio Roma, ma anche medi
come Ancona e piccoli. E' però più difficile conoscerli
nel dettaglio proprio per i loro numeri contenuti.
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Quale
sarà la prossima iniziativa del CNIPA in questo campo? |
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Vogliamo costruire un portale per favorire il riuso delle soluzioni
e dei contenuti. In pratica realizzeremo una sorta di "NAPSTER"
dell'e-learning per la P.A., un repository dove ogni ente potrà
trovare materiale didattico messo a disposizione a titolo gratuito
dal CNIPA o da altre amministrazioni. Abbiamo previsto anche un
sistema di ricerca per catalogare i prodotti di e-Learning sul web
in modo che chi voglia partire con un nuovo progetto possa venire
a conoscenza di tutte le soluzioni già realizzate.
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Quando
sarà operativo? |
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Dobbiamo attendere il finanziamento che purtroppo tarda ad arrivare
nonostante il decreto di assegnazione sia già passato al
vaglio della Corte dei Conti. Abbiamo già preparato il capitolato
e i contratti, così se i fondi, che attualmente dovrebbero
essere in carico alla Presidenza del Consiglio, ci saranno assegnati
in tempi brevi potremmo far partire la gara europea già entro
settembre.
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