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Una sanità integrata: una sanità più efficiente

Intervista con Fabio Rossi
Sales Manager Oracle per la Sanita' in Italia

 
Le aziende partner di innovazione per le pubbliche amministrazioni

Spesso si tende a considerare la sanità come un mondo a parte rispetto al resto della pubblica amministrazione. Un mondo che ha esigenze e professionalità specifiche. Come possono le nuove tecnologie influire positivamente su questo mondo?

 

Dal nostro punto di vista, il mercato della sanità ha una serie di opportunità specifiche, in quanto la sanità ha bisogno di una serie di controlli, come quello della produzione, che invece non sono necessari per altre tipologie di ente. La sanità, quindi, sente in maniera maggiore la necessità di avere un sistema informativo che consente di gestire al meglio da una parte gli aspetti di controllo dei costi, e dall'altra il controllo sui servizi erogati. Proprio su questo punto io focalizzerei l'attenzione perché è un'esigenza che gli altri enti non hanno, o hanno in maniera molto meno marcata.
Per questo credo che il mercato della sanità sia un mercato con potenzialità di crescita sicuramente maggiori di altri e soprattutto con esigenze superiori, che non sempre vengono colte appieno, e penso in questo senso soprattutto all'orientamento verso l'adozione di sistemi informativi che garantiscono il conseguimento dei due obbiettivi che dicevamo prima, costi/qualità, e che non sempre è in cima alle aspettative e alle richieste del mercato.
Proprio per questo ci tengo a sottolineare che la scelta fatta da Oracle è stata quella di realizzare una struttura dedicata al mondo della sanità, perché è un modo specifico che richiedere specialisti e competenze specifiche. È difficile progettare e vendere soluzioni ad un mercato che non si conosce in modo approfondito, di cui si ignorano le esigenze e le specificità, e devo dire che è stata una scelta che ci ha premiato, noi stiamo crescendo del 40% circa, contro una media di crescita del mercato che è al di sotto del 15%, già il fatto stesso che un mercato cresca del 15% è un fatto importante, ma il dato che mostra una crescita di oltre il doppio dà la dimensione del dato, e ci porta ad investire ancora molto su questo mercato che per altro richiede ancora investimenti, in cultura e formazione e tecnologia.

In questo caso quindi il ruolo delle aziende come Oracle non è solo quello di essere fornitrici di una soluzione, ma veri e propri driver di una cultura diversa?

 

Per quello che ci riguarda io posso dirle che da quando abbiamo cominciato a vendere soluzioni applicative al mercato della sanità, uno dei grossi scogli che abbiamo incontrato è stato quello della cultura del mercato, orientata principalmente verso soluzioni a pacchetto e ad isole. Per questo abbiamo cercato di illustrare al mercato quali vantaggi potessero venire dall'integrazione dei sistemi e da un flusso di informazioni condivise. La nostra strategia è stata quindi, oltre che cercare di vendere soluzioni soprattutto quella di realizzare azioni orientate all'accrescimento della cultura. Abbiamo intrapreso ad esempio collaborazioni con alcune importanti università italiane, per altro ancora in atto, attraverso le quali cerchiamo di fare cultura e di spiegare agli attori di questo mercato quali sono i vantaggi che derivano dall'adozione di un sistema che consente di fare analisi dei costi in maniera programmata, visto che oggi tendenzialmente in sanità si tende a realizzare analisi ex post, sicuramente uno strumento utile, ma per ovvie ragioni, nel momento in cui bisogna tenere sotto controllo la propria produzione si deve poter riuscire a realizzare un'analisi ex ante.
Riuscire a convincere il mercato dei vantaggi possibili in questa direzione è una cosa che si può fare solo attraverso delle azioni di informazione sugli attori stessi, sia a livello di management, che a livello di middle management intese come direzioni amministrative o direzioni sanitarie e così via.

Quando è iniziato questo processo del mondo sanitario?

 

Prima che Oracle decidesse di entrare in questo settore come solution provider, stiamo parlando del 1996-97, gli unici attori presenti su questo mercato erano i player tradizionali, che offrivano soluzioni standardizzate a pacchetto. Sulla scia di un processo incanalato già nel mondo privato abbiamo cominciato a spingere su un'offerta di tipo diverso facendo quindi nascere una domanda di tipo diverso rispetto a quella che c'era stata fino a qualche tempo prima. Dal 1997 il mercato ha cominciato a capire che sull'area che potremmo definire più semplice, cioè quella gestionale amministrativa e contabile, si potevano utilizzare sistemi già in uso nel mondo privato come i sistemi ERP, ed è proprio da lì abbiamo cominciato il nostro percorso. Successivamente abbiamo cominciato a pensare che oltre alla parte amministrativa dovessimo concentrare la nostra attenzione anche sull'integrazione dei dati e delle informazioni in area clinica. Quest'area infatti è certamente fondamentale nella gestione sanitaria, ma i flussi informativi sono sempre stati gestiti a valle di informatizzazioni ad isole.
Ciò che mancava quindi e che manca spesso ancora oggi, non era tanto fornire applicazioni verticali, come ad esempio quelle relative ai singoli laboratori o alle radiologie eccetera, perché questi settori sono coperti in modo professionale da un gran numero di fornitori, quanto invece realizzare integrazioni dei sistemi e permettere la circolazione del dato, in poche parole costruire quello che comunemente viene chiamato electronic patient report, l'informazione unica del paziente, per cui il paziente a prescindere dagli applicativi che utilizzano i vari reparti per elaborare le informazioni, possiede una propria cartella completa in un unico punto, raggiungibile da tutta l'area sanitaria. Per questo Oracle ha scelto di non puntare tanto sulle soluzioni verticali, quando sull'implementazione di soluzioni che garantiscano l'integrazione di queste applicazioni e delle relative informazioni secondo un medesimo standard. Abbiamo così scelto come standard HL7, che oramai è diventato di fatto lo standard mondiale sullo scambio di messaggi di dati in sanità, e possiamo dire che abbiamo completato la nostra proposizione per questo mercato con un'offerta che da un lato prevede tutta la parte amministrativo contabile, e tutto il ciclo passivo gestito in modo integrato e dall'altro un sistema che consente di integrare le informazioni clinico sanitarie in un unico repository facilitando lo scambio di informazioni e quindi l'integrazione tra le applicazioni esistenti medianti standard comuni, lasciando anche l'autonomia al cliente di scegliere l'applicazione che più preferisce.

A che punto siamo i questo cammino? È un percorso a gli inizi o può dirsi a buon punto?

 

Come è nel DNA di questi enti, qualsiasi cammino si voglia intraprendere è un cammino lento, anche se il processo è ineluttabile, e lo testimonia il fatto che per quanto attiene le nostre soluzioni abbiamo orma superato i 20 clienti.

Il cittadino non più come fruitore di un servizio, ma come cliente di una struttura, che in quanto tale va soddisfatto nel miglior modo possibile. Questo concetto, che si sente sempre più spesso ripetere in convegni e conferenze sulla gestione della sanità, è solo uno slogan, o c'è davvero la possibilità che si concretizzi, soprattutto alla luce dei continui tagli a cui sono sottoposte le strutture sanitarie?

 

I driver sono due, da una parte la pressione che viene posta sempre in modo maggiore sui costi, e che lo sarà sempre di più con l'applicazione della Devolution, fa sì che ci sia un controllo della spesa, ma dall'altra la mission del sistema sanitario impone che si elimino gli sprechi garantendo quanto meno un'identica qualità della cura erogata, quindi da questo punto è assolutamente necessario tenere sotto controllo da una parte tutta la parte della gestione della macchina sanitaria e all'altra invece cercare di mantenere costati o addirittura di migliorare i livelli assistenziali.
Per quanto riguarda la centralità del paziente, Oracle sta lavorando ha già da tempo fatto di questo slogan il proprio motto, anche perché lavorare in questa direzione è l'unico modo che consente di tener sotto controllo sia la cura del paziente che i costi che ne derivano, e quindi gestire contemporaneamente i due driver di cui parlavamo prima. Noi stiamo lavorando inoltre per far sì che tutte le aziende presenti su questo mercato si adeguino agli standard, perché non tutti i player presenti attualmente sono in grado di parlare la lingua comune che come le dicevo oramai sta diventando l'HL7, e solo così potremo sperare di arrivare veramente un giorno alla convergenza di tutte le applicazioni esistenti, indipendentemente da chi le abbia installate. Fare questo vuol dire porre le basi per una sanità integrata che possa realmente prendersi cura dei propri cittadini in maniera completa.

Quanto conta il tema del governo clinico (controllo, bilancio, programmazione etc.) e quanto invece l'informatica e l'integrazione dei sistemi informativi nel complesso di ristrutturazione di una struttura sanitaria?

 

Come le dicevo la proposizione di Oracle comprende entrambi gli ambiti, però la nostra convinzione è che mentre è più semplice fornire un'unica applicazione, o comunque un insieme di applicazioni integrate per l'area amministrativa, perché di fatto la contabilità e tutto il ciclo passivo è costruibile in modo isolato, mentre l'area sanitaria è molto più complessa e quindi la scelta fatta è stata quella di puntare all'integrazione di tutto il mondo clinico, e quindi tutte le informazioni riguardanti il paziente. I costi sono gestiti dalla parte di controllo, che comunque deve dialogare con la parte clinica, ma nulla vieta di demandare a terzi, singole parti verticali, al fine di garantire la pluralità dell'offerta che tra l'altro è numerosa ed estremamente qualificata.
Oracle ha deciso di concentrare il proprio impegno su una parte importante che è quella dell'integrazione dell'informazione, ma se vogliamo comunque dividere in due mondi la sanità, da una parte quello amministrativo e dall'altra quello clinico sanitario, noi questi due mondi li integriamo e li vediamo come un tutt'uno, però mentre per il primo forniamo applicazioni verticali, sul secondo proponiamo un middleware di integrazioni, che consente di facilitare l'integrazione con le applicazioni esistenti e di facilitare lo scambio di dati attraverso l'HL7.

Oracle, nel proprio rapporto con le strutture sanitarie, che tipo di cultura ha incontrato? Si può parlare di cultura manageriale affermata?

 

Sicuramente da un lato le aziende sanitarie stanno rispondendo in modo assolutamente positivo perché c'è la necessità imposta anche dalle restrizioni economiche di aver degli strumenti di controllo efficienti. In secondo luogo, oltre alle installazioni che abbiamo fatto sulla parte amministrativa già tre clienti hanno scelto anche HTB, che è la soluzione di cui parlavamo prima per l'integrazione dei processi sanitari. Ciò vuol dire che anche da parte della domanda c'è stato un orientamento pesante su soluzioni di questo tipo.
D'atra parte rimane ancora tanto da fare, anche perché è vero che le aziende sono diventate tali, però è anche vero che la cultura va ancora sensibilizzata, ed è per questo che stiamo continuando ad investire nella formazione affinché altri possano fare dei passi avanti in questa direzione.
Devo poi dire che ultimamente ci sta dando una mano in questo senso anche il Ministero che sta cercando di sensibilizzare il mondo sanitario, attraverso delle linee guida importanti per spingere le aziende a rinnovarsi e per garantire l'integrazione. Ci sono in questo senso dei grandi progetti, che dell'integrazione fanno proprio un caposaldo, penso ad esempio al SISS della Lombardia, dove di fatto si parla di mettere a fattor comune delle informazioni per poter condividere i dati del paziente. Credo che la strada sia intrapresa e che anche il mercato si stia movendo in questa direzione, quindi la visione che Oracle ha avuto qualche anno si stia gradualmente realizzando anche se comunque bisognerà lavorare ancora tanto, visto che si notano ancora due motori differenti al sud e al nord, che stanno girando con un passo diverso, anche se proprio in questi ultimi tempi si sono visti segni di movimento e attenzione a queste tematiche anche a sud, e quindi credo che ci sia da stare ottimisti per i prossimi mesi.

Oralce è un'azienda di livello mondiale, potrebbe darci la sua impressione su come si sta movendo l'Italia in quest'ambito rispetto agli altri paesi Europei?

 

Io mi confronto costantemente con i miei omologhi europei, e potrei dire che dal confronto emergono alcuni dati importanti che secondo me sarebbe anche ora di cominciare a modificare: ad esempio la spesa media in Europa, in IT in sanità è nell'introno del 2,3% mentre in Italia siamo ancora allo 0,5 0,6. Direi che questo è un elemento fondamentale che per certi aspetti ci fa dire che abbiamo ancora margini ampi di miglioramento considerando che lo stesso 2% non è poi esaltante. Sicuramente l'Italia sta facendo delle cose importanti, ma è anche vero che ci sono delle realtà come il Regno Unito che sono sempre un passo avanti noi. Per farle un esempio recentemente proprio nel Regno Unito si è assegnata una gara per l'infrastruttura centralizzata per la condivisione di tutte le informazioni sanitarie. Certo poi i colleghi inglesi hanno il vantaggio di avere una struttura già organizzata a livello centrale, mentre qui in Italia i sistemi informativi sanitari sono organizzati in modalità ad isola, e governata in maniera differenziata, e questo è un elemento che certamente non aiuta, però credo che nella sanità e nell'IT tutti stanno puntando proprio su questo traguardo dell'integrazione.

 
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