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ne parliamo
con
Davide Rossi,
coordinatore del Centro
Regionale di Coordinamento e Compensazione della Regione Lombardia
Quando interviene il Centro regionale
di coordinamento e compensazione (CRCC)?
Il soddisfacimento del bisogno
di sangue di un ospedale è garantito dalla struttura trasfusionale
dell'ospedale stesso o da quella di un ospedale vicino che disponga di
un centro trasfusionale. A fronte di una carenza di raccolta di sangue
da parte di un ospedale il Centro regionale di coordinamento e compensazione
è in grado di fornire tempestivamente all'ospedale stesso l'informazione
relativa a dove reperire la risorsa sangue. Infatti, il nostro compito
principale è quello di creare la cosiddetta compensazione, che
si concretizza nello spostamento di risorse di sangue da strutture che
ne producono in eccesso, a strutture che ne sono invece carenti.
Nella Regione Lombardia la
compensazione da parte del CRCC nei confronti degli ospedali avviene regolarmente
e in modo organizzato tramite precise convenzioni annuali tra le aziende
carenti e le aziende eccedenti, sotto il coordinamento dell'azienda ospedaliera
di Varese (presso cui è stato istituito il CRCC). In sintesi, tra
le varie strutture ospedaliere che producono sangue in eccedenza e quelle
che ne hanno invece un deficit si crea una convenzione, che si traduce
in una fornitura periodica e controllata. Per esempio: l'ospedale di Varese
produce ogni anno 12mila unità di sangue, ma ne consuma 10mila.
Le 2000 unità di sangue che costituiscono la differenza tra la
produzione e il bisogno vengono fornite in convenzione ad una struttura
che ne produce 8000, ma ne ha bisogno di 10mila.
Che
cosa significa coordinare il CRCC?
Sostanzialmente significa essere
a conoscenza di cosa succede nelle strutture trasfusionali degli ospedali
della Regione Lombardia, sia in termini di raccolta di sangue e di plasmaderivati,
sia in termini di esigenza degli stessi a livello di tutte le strutture
sanitarie della regione che necessitano di questa risorsa terapeutica.
Da cosa
è determinato il rapporto eccedenza/carenza di sangue di una regione?
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La relazione tra eccedenza
e carenza di sangue di una regione dipende fondamentalmente dal numero
di donatori attivi e dalla frequenza con cui essi stessi donano il sangue.
Anche il rapporto donatore/popolazione gioca un ruolo importante: più
è alto, maggiore è la disponibilità complessiva di
unità di sangue. Inoltre c'è il fattore consumo: quanto
più è levato, tanto più occorre aumentarne la produzione.
Per esempio l'interland milanese ha un ingente consumo di sangue dovuto
sia all'alto numero di strutture ospedaliere presenti sul territorio,
sia alla massiccia densità di popolazione.
Infine, ai fattori di base citati si deve aggiunge l'esigenza acuta di
sangue, che si viene a creare, per esempio, in concomitanza di un grave
incidente. In queste occasioni la struttura ospedaliera può trovarsi
non solo in una situazione di deficit, ma anche nella condizione di dover
trovare urgentemente unità di sangue con caratteristiche particolari.
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È a questo punto
che deve necessariamente entrare in gioco il sistema informatico?
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La ricerca in tempi brevi di sangue con
caratteristiche particolari è possibile esclusivamente con l'ausilio
di un sistema informatico. Non a caso, proprio a supporto del CRCC della
Regione Lombardia, abbiamo creato un sistema in rete che mette a disposizione
in modo del tutto automatico le eccedenze delle unità di sangue.
Il sistema prevede precisi limiti, che sono rappresentati dalle quantità
di unità di sangue necessarie a soddisfare il fabbisogno interno
della struttura sanitaria. Quando il sistema verifica lo stato "a
regime" del numero delle unità di sangue prefissate, automaticamente
mette a disposizione il quantum eccedente. Questo valore, indicante la
differenza (rappresentato dal delta), è visibile a tutti gli addetti
ai lavori autorizzati ad accedere al sistema. Per esempio, dal terminale
del computer io stesso sono in grado verificare il numero e le caratteristiche
di unità di sangue disponibili presso la struttura trasfusionale
di Lecco. A fronte di un'esigenza acuta, posso richiedere direttamente
a Lecco le unità di sangue di cui ho bisogno, in tempo reale.
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Allo stato attuale la
rete telematica permette di gestire nel complesso le carenze di sangue
delle sedi trasfusionali lombarde?
Certamente. Nessun centro trasfusionale
nella nostra regione rischia di trovarsi in una situazione di deficit
di sangue. C'è da dire, però, che la Lombardia sotto questo
profilo parte nettamente avvantaggiata rispetto alle altre regioni. Noi
abbiamo infatti una costante eccedenza di sangue, tanto da poter fornire
regolarmente ogni anno tra le 10 e le 15 mila unità di globuli
rossi alle altre regioni, in particolare alla Sardegna e al Lazio.
Gli ospedali
lombardi con sede trasfusionale sono collegati in rete tra di loro?
La Regione Lombardia ha scelto un sistema
informatico unico per tutti i centri trasfusionali. Ma al momento ad essere
collegato in rete è il 40 per cento delle strutture ospedaliere.
Entro il 2004 questo processo sarà terminato. Quindi a partire
dalla fine dell'anno tutti i centri trasfusionali lombardi potranno contare
sulle potenzialità dell'emoteca virtuale.
Che cosa
significa poter contare su un'emoteca virtuale?
Significa avere accesso, prima virtualmente
e poi fisicamente, a tutta la disponibilità di sangue e di plasmaderivati
della regione. L'emoteca virtuale è infatti la banca dati, aggiornata
quotidianamente, della disponibilità di sangue della regione. Per
creare la banca dati è necessario individuare tutte le unità
di sangue messe a disposizione dalle strutture trasfusionali. Cosicché
l'emoteca virtuale può indicare, per esempio, che la Regione Lombardia
dispone complessivamente di 200 unità di sangue 0 positivo, di
cui 30 unità sono a Sondrio, 25 a Bergamo, 31 a Mantova, e via
dicendo.
Nel 2005
i ventuno CRCC italiani saranno tutti in rete. Quali saranno i vantaggi?
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Innanzitutto avremo finalmente un'emoteca
virtuale nazionale. Pertanto la disponibilità di sangue delle varie
regioni sarà visibile e disponibile sulla rete telematica, a favore
delle regioni che ne hanno bisogno. Ma la vera scommessa dei CRCC italiani
è il raggiungimento dell'univocità nazionale del donatore,
che porterà automaticamente all'emovigilanza. Laddove per emovigilanza
s'intende la chiusura completa del cerchio tra il cittadino donatore,
che offre sangue e plasma, e il cittadino ricevente, che, pur facendone
un uso terapeutico irrinunciabile e fondamentale, è tuttavia sempre
soggetto a qualche rischio. L'emovigilanza offre un grande garanzia a
tutti, ma per attuarla deve essere mantenuta la perfetta tracciabilità
del sangue dall'inizio del processo (donazione) alla fine (trasfusione).
In termini pratici si vuole giungere all'univocità nazionale del
donatore e dei cittadini che hanno bisogno di sangue, con l'obiettivo
di controllare gli eventi donazionali e trasfusionali di ognuno di loro,
indipendentemente da dove si trovino. Purtroppo al momento non è
ancora possibile praticare l'emovigilanza, a livello nazionale, ma ci
arriveremo.
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I vari sistemi informatici
adottati dai CRCC regionali possono attualmente dialogare tra di loro?
Le regioni italiane hanno adottato
sistemi informatici diversi tra di loro. Tuttavia il dialogo tra i vari
sistemi informativi è possibile in virtù della norma 10529
emanata nel 1996 dall'UNI, l'Ente nazionale italiano di unificazione.
La norma, la cui preparazione è
stata personalmente seguita da me, prevede una serie di tracciati standardizzati
per lo scambio di informazioni. Indipendentemente dal sistema informatico
adottato, i CRCC possono quindi dialogare tramite tracciati in cui i campi
sono definiti in maniera precisa, permettendo ad ogni sistema di gestire
l'informazione.
Quali
garanzie offre al cittadino il CRCC della Lombardia?
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I cittadini della nostra regione
hanno a disposizione la risorsa sangue distribuita sul territorio, di
cui possono all'occorrenza disporre indipendentemente dal luogo in cui
si trovino nel momento in cui ne abbiamo effettivamente bisogno. Ciò
significa, per esempio, che a Varese il sistema è in grado di vedere
la disponibilità di sangue su tutta la regione. Inoltre, fatte
salve le considerazione sul codice
delle privacy, il CRCC mette in circolazione le informazioni relative
sia al donatore, sia al paziente che ha necessità del sangue. La
disponibilità di queste informazioni costituisce una forte garanzia
per chi ha bisogno di una trasfusione. Se per esempio nella mia struttura,
per un preciso motivo, decido di sospendere temporaneamente un donatore,
inserisco immediatamente il dato nel sistema, che automaticamente ne dà
notizia a tutti, tramite il sistema stesso. Risultato: il sangue di quel
donatore non viene utilizzato. Se quel donatore, ignorando la mia decisione,
si reca a donare il sangue in una struttura diversa dalla mia, il sistema
lo rileva immediatamente e la donazione viene sospesa. Naturalmente, per
il rispetto della privacy, non vengono mai rivelate le ragioni della sospensione
di un donatore.
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La rete telematica del
sangue apre qualche problema?
La rete telematica più che aprire
le questioni direi che le risolve. L'unico problema che potrebbe sorgere
è la gestione delle informazioni nel rispetto della privacy del
cittadino. Ma di regola le norme imposte dal Codice della privacy vengono
rispettate. Tanto più che questo genere di informazioni sono esclusivamente
a disposizione degli operatoti del settore. Il problema è rappresentato
semmai dal furto delle informazioni da parte di eventuali hacker. Ma in
questo caso la tutela è garantita dal sistema delle informazioni
separate: l'esito di un determinato esame viaggia con un codice che non
permette di identificare la persona. Solo il successivo accoppiamento
dei codici permette l'individuazione certa.
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