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Enterprise Digital Architects ha
realizzato presso il Digital Solution Center (DSC) un ambiente
completo per la messa in produzione di applicazioni Software per la Televisione
Digitale Terrestre.
"Un investimento di 15 miliardi di lire, poco visibile al visitatore",
dice l'ingegner Luigi Caruso, amministratore delegato. Duecento
sono le persone impiegate in questo centro alla periferia di Roma. Scendiamo
due piani sotto terra e subito sentiamo di essere arrivati al cuore dell'edificio
che ambisce a diventare punto di riferimento per le produzioni dedicate
alla televisione digitale terrestre.
Un team di giovani, anzi giovanissimi, ci accoglie per spiegare cosa effettivamente
si potrà fare con questa nuova meraviglia: la televisione digitale
terrestre.
Dopo il boom di Internet e il crollo della
New Economy, oggi è dalla televisione digitale che il mondo del
business e gli utenti si aspettano la nuova rivoluzione.
Una televisione che non lascia spazio solo alle trasmissioni, ma soprattutto
invita l'utente ad essere partecipe. Il telecomando diventa la porta d'ingresso
verso un nuovo mondo di servizi. "E' proprio questo settore che
noi intendiamo implementare - continua Caruso - siamo pronti alla
sperimentazione sul campo. Oggi mettiamo a disposizione di chi sia interessato
a passare dalle parole ai fatti tutto il nostro know-how" software
già pronti per l'uso hanno solo bisogno di essere testati sul campo,
un campo che sembra in buona parte da dedicare ad una pubblica amministrazione
a portata di casalinga, libera di dialogare via etere con enti, istituzioni
e uffici pubblici.
Un esempio: la scuola con le varie
pre- iscrizioni, buoni mensa, libri di testo, controllo delle assenze,
corsi vari.
Un test ci viene mostrato ed è relativo ai pagamenti dei bollettini
postali. Il tutto può avvenire grazie al telecomando. Questa è
un'area che è oggetto di continuo miglioramento: rendere sempre
più semplice il colloquio con il nuovo mezzo è un imperativo
categorico.
In questo centro si lavora proprio sulla
costruzione di applicazioni compatibili sia con lo standard trasmissivo
DVB-T (Digital Video Broacasting Terrestrial), sia con lo standard
MHP (Multimedia Home Platform) che è lo standard dell'ambiente
software a cui devono aderire i Set Top Box (STB) che ricevono
il segnale televisivo e che permette l'attivazione dei vari applicativi.
Per garantire l'intero ciclo di messa in produzione dell'applicazione
si sono costituiti tre sotto ambienti: quello di sviluppo e test, certificazione,
esercizio.

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Ambiente
di sviluppo e test
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L'ambiente di sviluppo e test realizzato
presso il centro prevede due settori.
Le funzioni svolte dal primo settore sono:
acquisizione
di filmati in formato MPEG2 televisivo e che verranno utilizzati per il
test delle applicazioni;
acquisizione
e sviluppo di sfondi grafici per dare gradevolezza alle applicazioni.
In questo reparto si ha particolare cura della "leggerezza"
delle immagini realizzate, per garantire una fruizione veloce senza rinunciare
alla gradevolezza di quanto presentato a video.
Le funzioni del secondo settore sono:
ambiente
di sviluppo delle applicazioni in formato MHP (MHP può essere considerato
un profilo della Java Micro Edition J2ME, ossia un parente molto prossimo
della versione di Java presente sui telefonini e sui PDA). Qui si usano
due strumenti di sviluppo: uno di tipo grafico/visuale e l'altro con classico
editor di linea. In funzione delle necessità di sviluppo si usa
uno o l'altro. Anche qui diventa indispensabile l'ottimizzazione del codice,
in tal senso bisogna rammentare che i Set Top Box di oggi hanno potenza
di calcolo simile a PC del 1995 ossia processore a circa 170 MHz e RAM
per 32 MB.
aAmbiente
di sviluppo delle applicazioni di back-end necessarie per la gestione
dell'interattività sul canale di ritorno. Questo è un classico
ambiente di sviluppo di applicazioni Java J2EE su cui viene utilizzato
un ambiente non visuale di sviluppo del codice.

| Ambiente di
Certificazione |
L'ambiente di certificazione delle applicazioni
ha una notevole rilevanza nell'ambito delle applicazioni sul digitale
terrestre come in tutti gli altri ambiente tecnologici (reti telematiche-
intranet, Internet) poiché la novità tecnologica comporta
la necessità di un accurato testing delle applicazioni.
Il test viene svolto su due livelli:
il primo stadio
è la verifica attraverso un emulatore software che risiede sulle
stesse stazioni di sviluppo e che consente al progettista di verificare
in tempo reale sia le funzionalità del codice che la corretta impaginazione
delle schermate. Tale emulatore è basato sulle specifiche dell'ente
certificatore del MHP, l'IRT.
la seconda
fase di test è quella reale. Attraverso un playout dotato di
carousel, l'applicazione viene associata ad uno strema MPEG2 e trasmessa
ai Set Top Box previa modulazione in standard Digital Video Broacasting
Terrestrial. Questa è la fase più delicata del test, poiché
i Set Top Box sono ad oggi ancora relativamente instabili e, nonostante
lo standard, hanno comportamenti leggermente differenti in funzione di
marca e modello. È questo quindi il punto nevralgico di tutto il
processo in cui si verificano:
la corretta attivazione
dell'applicazione
i tempi di caricamento
l'esatto comportamento
del codice
l'attivazione
del canale di ritorno per gestire l'interattività con l'applicazione
di back-end.
Anche l'ambiente di esercizio si divide
in due settori:
il
settore delle applicazioni MHP, basato su un server in grado di
inviare ai broadcaster le applicazioni certificate.
le applicazioni
di back-end, inserite nel ciclo di esercizio delle applicazioni all'interno
della struttura del DSC e quindi rese operative sugli Application Server
di esercizio. L'ambiente di esercizio prevede inoltre l'utilizzo della
struttura di BSS/OSS per la gestione dei servizi VAS.
Ecco uno dei tanti aspetti determinanti
per il futuro sviluppo di questi canali: la sicurezza. I call center,
gestori del canale di ritorno (quello attraverso il quale l'utente invia
le proprie coordinate o i propri pareri) diventano determinanti. Parliamo
di e-democracy, un sondaggio elettorale o addirittura un voto devono essere
trascritti fedelmente: chi garantirà l'assoluta attendibilità
di questo nuovo modo di esprimere opinioni?
Per questi grandi temi c'è ancora tempo per i dibattiti, ma per
il resto è tempo di sperimentare le applicazioni sul campo: "Non
è possibile immaginare quale modello di business funziona su questo
nuovo mezzo - conclude l'ing. Caruso - se non si passa ai fatti.
Noi siamo pronti ad operare su reali bacini d'utenza".
Ai nuovi protagonisti il compito di fornire
contenuti e all'Enterprise Digital Architects il compito di utilizzarli
con tecnologie idonee, questa la sfida che si prefigge Caruso con questo
centro.
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