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CRM - Mariella Gramaglia


Flessibilità e competenza specifica

Ne parliamo con

Lucia Costantini - Responsabile del Call center del Ministero della Giustizia

[Il call center di un ministero è una struttura complessa?] Certamente. Soprattutto quando il ministero è suddiviso in dipartimenti. Nel nostro Ente la complessità deriva innanzitutto dalla vastità e dalla diversificazione delle competenze attribuite a ciascuno dei quattro dipartimenti di cui si compone il ministero della Giustizia. In un panorama di questo tipo la prima difficoltà è costituita dalla formazione degli operatori del call center, che devono avere conoscenze specifiche e di varia natura per rispondere alle richieste dell'utenza. La vastità delle conoscenze apre inoltre il problema della sistematizzazione e del costante aggiornamento delle informazione acquisite dagli operatori.
[Come sono state organizzate le attività di gestione delle informazioni?]
Acquisita un'informazione pertinente al nostro lavoro ciascuno di noi ne invia la notizia a tutto il team, tramite la posta elettronica. Questo sistema permette a tutti di essere informati sulle novità (relative per esempio a concorsi, nuove procedure, leggi). La notizia viene in seguito archiviata in due banche dati costituite da:

foglio notizie (una sorta di giornale), che riporta sia le informazioni di attualità sia quelle soggette a continui aggiornamenti
banca dati in cui vengono inserite per voci alfabetiche le informazioni cosiddette minori, che non possono essere catalogate in banca dati o schede tematiche vere e proprie
banche dati fornite da alcuni uffici che ne curano l'aggiornamento

banche dati relative al personale giudiziario

raccolta di schede informative

statistiche giudiziarie

Gli strumenti informativi vengono consultati quotidianamente dagli operatori telefonici del call center.

[La funzione della rete dei referenti del call center è strategica? Perché?]
Sulla rete dei referenti poggiano sia la gestione delle conoscenze, sia l'aggiornamento del personale coinvolto nella struttura del call center. La rete è particolarmente estesa e proporzionalmente dimensionata alla complessità delle stesse articolazioni ministeriali. Inoltre è soggetta a continui aggiustamenti.
Le figura del referente è strategica in quanto gioca un ruolo essenziale per il funzionamento stesso del call center. Il referente infatti è chiamato a fornire una risposta dettagliata ed esatta a domande complesse e tecniche. Nel momento in cui il call center, come ufficio di comunicazione, fallisce in questo compito, trasmettere agli utenti (cittadini e professionisti) un senso di sfiducia, che si traduce, a sua volta, nella conferma dell'incapacità dell'amministrazione di comprendere le esigenze del cittadino. Il risultato finale è la caduta d'immagine del ministero stesso: un serio danno per l'amministrazione pubblica.
I referenti garantiscono anche la circolazione del flusso di informazioni e del loro aggiornamento. La strategicità della funzione impone che i referenti siano tutti individuati all'interno dell'Ente, soprattutto per la natura specifica, e al contempo generale, degli argomenti di loro competenza. Oltre alla preparazione professionale il referente deve essere sensibile ai temi della comunicazione, inoltre deve condividere i valori e gli obiettivi dell'ufficio di comunicazione con cui interagisce. Per condividere l'esperienza lavorativa degli operatori, i referenti dovrebbero infatti ricevere anche una formazione in comune con il team del call center.
[Qual è la collocazione organizzativa ideale del call center della PA centrale?]
Una collocazione valida per tutti non c'è. Soprattutto se si considerano le molteplici variabili che entrano in gioco in amministrazioni che, per quanto simili, sono diverse tra loro. Tuttavia dal punto di vista prettamente teorico posso affermare che il call center andrebbe collocato nella struttura centrale di raccordo delle attività di informazione e di comunicazione, in una posizione di staff di vertice (possibilmente al livello di ufficio di gabinetto del ministro). Così posizionato il call center avrebbe più legittimità dal punto di vista della comunicazione interna. Inoltre, l'inserimento nella struttura generale di comunicazione, favorirebbe il continuo flusso delle informazioni, indispensabile al call center stesso.
[Come si integra il call center con le strutture di informazione e di comunicazione del ministero della Giustizia?] L'integrazione con le altre strutture di comunicazione e di informazione è garantita da una collaborazione continua e diretta tra call center, ufficio stampa e sito internet. (manca l'Urp: il nostro ministero ne è al momento sprovvisto). Personalmente, in qualità di responsabile del call canter, partecipo alle riunioni di redazione sia dell'ufficio stampa, sia del sito Internet www.giustizia.it. Il call center collabora con il sito web anche sul piano dell'inserimento dei contenuti, segnalando quali sono gli argomenti di maggiore interesse dei cittadini e dei professionisti che si rivolgono al nostro servizio telefonico. La collaborazione si concretizza anche nella pubblicazione delle faq (le domande più frequenti) e nella organizzazione delle aree tematiche, come per esempio quella dedicata ai revisori contabili.
[L'utente del servizio aiuta la struttura del call center a crescere?] L'analisi dei dati sulla tipologia di utenza ci aiuta a organizzare le attività del call center sulla base delle stesse tipologie di domande individuate. Quindi i cittadini e i professionisti che si rivolgono a noi alimentano continuamente la struttura del call center: con le loro domande, i loro dubbi, le loro critiche. È un lavoro in progresso, che produce sempre nuovo risultati. E non solo dal punto di vista del volume degli strumenti informativi a cui attingere per fornire le risposte giuste. Gli utenti del nostro ufficio fanno crescere anche gli operatori da un punto di vista professionale e di capacità di relazione. Tramite il continuo feedback con il pubblico l'operatore apprende come rapportarsi in situazioni critiche. Inoltre impara a capire, di volta in volta, come e quando utilizzare il linguaggio tecnico e quali modalità di comunicazione adottare.
[Il call center giustizia è gestito in casa e utilizza esclusivamente personale interno. Quali sono i vantaggi?] La modalità di organizzazione del call center "in house" l'ho, per così dire, ereditata. Come responsabile del servizio sono infatti subentrata dopo la fase istitutiva. La scelta della gestione interna del servizio, motivata probabilmente da motivi economici, si è rivelata comunque vincente e la condivido. Per le tematiche, la complessità e la delicatezza degli argomenti a cui siamo chiamati a rispondere sarebbe infatti controproducente ricorrere a personale esterno alla nostra amministrazione. I componenti del call center e della rete dei referenti provengono tutti dalle varie articolazioni di cui il ministero della Giustizia si compone. Ciascuno porta quindi con sé un bagaglio di conoscenze acquisito nel tempo nel corso della propria esperienza lavorativa. I cittadini e i professionisti che si rivolgono al call center giustizia sono rassicurati da questa scelta, per così dire obbligata.
[La comunicazione interna gioca un ruolo importante nell'attività del call center? Perché?] Per funzionare un ufficio di comunicazione deve poter contare sull'intero Ente. Da un lato la struttura del call center deve essere legittimata all'interno, con garanzia di visibilità. Dall'altra, nei confronti dell'amministrazione, è necessario chiarire cosa ci si può attendere dal servizio. Per esempio, a livello di promozione interna sarebbe utile, dati alla mano, illustrare i benefici dell'attività del call center a favore dell'intera organizzazione.
Per il call center la comunicazione interna è strategica anche per una questione di efficacia della comunicazione: prima di poter contare su un adeguato flusso dell'informazione all'interno dell'Ente deve svilupparsi la cultura della comunicazione.
Un ufficio di comunicazione che ascolta il cittadino, le sue richieste, le sue critiche, e ne vuole tenere conto, deve poter contare su un percorso generale di revisione e di semplificazione dei procedimenti. In sintesi l'amministrazione deve poter condividere, con il call center, gli stessi valori legati al processo di rinnovamento, di partecipazione, di consapevolezza del proprio ruolo.
[Quali sono a suo avviso le ragioni del successo del call center giustizia?] Direi che il successo che riscontriamo nel nostro pubblico dipende innanzitutto dalla flessibilità con cui organizziamo il lavoro. Per scelta non abbiamo né adottato forme rigide e prefissate di collaborazione, né stabilito modalità standard di relazione con i referenti e con gli uffici. La nostra esperienza ci dice infatti quali sono, di volta in volta, le forme di relazione migliori da adottare con ciascun interlocutore interno. La necessità della flessibilità è legata alla complessità e alla vastità delle competenze a cui ho già accennato. Per così dire, per mandare avanti il call center in modo efficiente siamo noi in qualche modo a andare incontro alle esigenze dei diversi uffici.
Un altro elemento di successo è costituito dall'affiatamento del team e dalle caratteristiche di flessibilità e capacità di adattamento degli operatori telefonici. Va infatti sottolineato che lavorare in un call center è stressante: se non si trovano le modalità di coinvolgimento giuste si rischia di demotivare i componenti del team, a sfavore della qualità del servizio. In sintesi, credo che ciascun componete del call center per lavorare bene debba essere riconosciuto nel proprio difficile compito istituzionale di cui è investito.
 
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