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La piazza del Riuso a FORUM PA
Il punto di vista degli organizzatori e dei partecipanti

ne parliamo con

Roberto Pizzicannella,
Area innovazione regioni ed enti locali (AIREL) del CNIPA

 

 

Che cos'è la Piazza del Riuso e perché il CNIPA ha voluto lanciare questa iniziativa?

La Piazza del Riuso è una vetrina che abbiamo aperto all'interno di Forum PA per presentare alle amministrazioni che vogliono sviluppare servizi di e-government una prima offerta di soluzioni riutilizzabili tra quelle realizzate nell'ambito del primo avviso. E' un'iniziativa che fa parte del programma di attuazione della seconda fase dell'e-government, volto a incentivare e diffondere la pratica del riuso e che avrà nella costituzione del "catalogo" delle soluzioni di e-gov, previsto per i prossimi mesi, il primo momento di attuazione.


Quali sono i vantaggi del riuso per le amministrazioni e i cittadini?

Realizzare dei servizi di e-government basandosi su pratiche che hanno già dimostrato la loro validità significa ridurre drasticamente i rischi di fallimento, ottenendo potenzialmente anche risparmi economici. Questi derivano dalla possibilità di adottare studi, modelli, convenzioni, forme di contratto o di capitolato ormai sperimentati, riducendo i tempi di sviluppo del progetto. Ovviamente il ritorno è ancora maggiore nei casi in cui il riuso comprende anche il software utilizzato dall'amministrazione originaria. Se consideriamo poi l'intero "sistema P.A.", la diffusione sul territorio di esperienze di successo favorisce la standardizzazione delle soluzioni e la possibilità di interoperabilità e cooperazione tra le amministrazioni. Per i cittadini, infine, i vantaggi del riuso sono legati alla maggiore rapidità di diffusione dei servizi e alla loro omogeneità.



Quali ostacoli hanno frenato finora il trasferimento di soluzioni tra amministrazioni?

Se ci riferiamo al trasferimento in generale, e quindi non a quello strettamente inerente alle soluzioni finanziate con il primo avviso, credo che uno degli errori sia stato puntare troppo
sul riuso della componente tecnologica, condizionata da fattori difficilmente replicabili, sottovalutando altri aspetti essenziali come, ad esempio, quello organizzativo.


Quale percorso deve seguire un'amministrazione che voglia approfittare del riuso?

Il punto di partenza è il catalogo, che stiamo preparando e sarà consultabile nel giro di pochi mesi, dove ogni amministrazione potrà individuare tra le soluzioni già realizzata nell'ambito del primo avviso quella che più risponde alle proprie esigenze e caratteristiche. Effettuata la scelta, occorre avviare un rapporto di collaborazione e cooperazione con l'ente capofila che l'ha originariamente sviluppato, redigendo insieme un progetto di riuso.


 

Come saranno reperiti i finanziamenti necessari?

I progetti di riuso saranno l'oggetto del secondo avviso di e-government che partirà immediatamente dopo l'estate, e che verrà finanziato per circa 60 milioni di euro nell'ambito del piano nazionale di e-government.


Qual è la differenza tra allargamento e trasferimento, le due modalità con cui si può procedere per il riuso?

Il trasferimento è la modalità più vicina al processo che ho descritto finora: la soluzione, già in uso in un'amministrazione, viene analizzata e replicata presso un altro ente. Questa azione consente un'ampia diffusione a livello territoriale, perché non è legata a vincoli di prossimità. L'allargamento si verifica, tipicamente, quando un nuovo ente aderisce ad una aggregazione che ha sviluppato un progetto di e-government, ampliando di fatto l'aggregazione e quindi l'impatto del progetto sul territorio. Questa seconda modalità può essere meglio utilizzata per servizi forniti in ASP e per realtà geograficamente vicine.

 

ne parliamo con

Adelelmo Lodi Rizzini
Coordinatore Progetto People



Come stanno andando i progetti di "riuso" delle soluzioni di e-government?

Siamo ancora agli inizi perché siamo partiti da pochissimo. Anche se l'articolo 25 della legge 24 Novembre 2000 n. 340 dava già facoltà alle amministrazioni di scambiare prodotti informatici, di riuso si è cominciato a parlare concretamente solo da metà dello scorso anno, quando sono entrati in cantiere i progetti finanziati nell'ambito del primo avviso di e-government

Quali sono gli ostacoli che frenano la diffusione del riuso?

Trasferire una soluzione non è semplice perché ogni ambiente di accoglimento è diverso dall'altro. La difficoltà del riuso dipende proprio dal fatto che la stessa applicazione, introdotta in ambienti differenti, non solo di solito non funziona nella stessa maniera ma spesso non funziona affatto. Ecco perché il processo di adattamento dev'essere preparato in modo approfondito e richiede progettazione e interventi accurati e impegnativi.

E' più una questione tecnologica o culturale-organizzativa?

Per avere successo il processo di adattamento deve intervenire sia sulla componente tecnologica, a cui mi stravo riferendo, sia sulle procedure. Anche sotto l'aspetto dell'organizzazione, infatti, gli enti non sono tutti uguali a causa di dimensioni differenti e della variabilità dei contenuti dei processi amministrativi. E' proprio questa la sfida del riuso: trovare degli standard di contenuto e di processo sufficientemente flessibili da poter essere adattati ovunque. Però è necessario un salto culturale e organizzativo senza il quale è irrealistico pensare al riuso. L'amministrazione che, ad esempio, voglia riutilizzare un'applicazione per il workflow dei documenti deve analizzare come è stato disegnato l'iter, le differenze con il proprio processo e poi valutare se le conviene adattare la propria organizzazione a quella dell'ente che ha sviluppato originariamente la soluzione.

Quale percorso deve seguire un'amministrazione che voglia approfittare del riuso?

Deve stringere accordi con gli enti proponenti i progetti che sono stati finanziati dalla fase uno. In questo momento i contatti tra amministrazioni avvengono ancora in modo spontaneo e non organico, ma tra breve il CNIPA aprirà un sito dove saranno catalogate in modo completo le soluzioni di e-gov già realizzate e quindi sarà più semplice individuare quella più vicina alle proprie esigenze.

Quali sono i vantaggi del riuso per le amministrazioni locali e i cittadini?

Ai cittadini garantisce servizi omogenei su tutto il territorio nazionale: si potrà quindi ricevere lo stesso tipo di assistenza, offerta con uguali modalità, qualunque sia la dimensione del comune in cui ci si trova. Dal punto di vista delle amministrazioni, il riuso consente forti risparmi soprattutto nella realizzazione dei servizi: le applicazioni non standardizzate, infatti, costano molto di più perché devono essere progettate caso per caso. Inoltre il trasferimento di soluzioni favorisce l'interscambio informativo e l'adozione di modelli organizzativi efficienti.

Quante amministrazioni sono coinvolte nel progetto PEOPLE?

PEOPLE associa 54 comuni e una provincia. Partecipano quasi tutti i capoluoghi e i comuni più grandi: Roma, Bologna, Firenze, Bari, Reggio Calabria, Venezia, Genova, Modena, ecc.

E', quindi, il progetto di riuso più grande e completo?

E' il progetto che ha avuto il maggior finanziamento dal CNIPA nel primo avviso e si propone come punto di riferimento organico per tutti gli interventi in questo campo.

La vostra presenza nella Piazza del riuso di Forum PA ha anche il significato di testimoniare che iniziative di trasferimento possono avere successo?

Esatto. Riunendo 54 enti diversi siamo già un numero tale da innescare processi di riuso al nostro stesso interno, prima ancora che verso l'esterno. Il nostro obiettivo è favorire una politica di standardizzazione flessibile per incentivare una più efficiente gestione dei processi, il miglioramento organizzativo degli enti e la diminuzione dei costi mediante il riutilizzo di procedure di alta qualità.

La standardizzazione flessibile riguarda sia l'aspetto tecnologico sia quello organizzativo?

Entrambi perché occorre definire un framework, uno schema comune che renda compatibili tutte le situazioni. Dentro questa cornice, poi, ognuno può effettuare le differenziazioni che ritiene più opportune secondo le proprie esigenze particolari.

C'è ottimismo per la riuscita delle iniziative di riuso?

Siamo ottimisti perché crediamo che il grande impegno che stiamo mettendo in questa iniziativa non può non portare a risultati importanti.

APPROFONDIMENTI

Il comunicato stampa sul progetto di sinergia tra SIGMA TER, PEOPLE e DOCAREA

la Piazza del Riuso a FORUM PA 2004

 
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