Home l'Altra P.A.      

Ci siamo trasferiti! Continua a seguirci su: http://portal.forumpa.it/, il canale web di FORUM PA dedicato all'innovazione.
ATTENZIONE: gli articoli privi di data in queste pagine, fanno riferimento a documenti precedenti al 2007

home redazione guest book newsletter cerca
Altra P.A. Veloci Altra P.A. Vicine
dossier studi oltreconfine norme articoli
dossier studi oltreconfine norme articoli
versione stampabile
bergamaschi
 

CRM: per lo sviluppo delle imprese,

Ne parliamo con

Andrea Sammarco, vice segretario generale di Unioncamere responsabile dell'area organizzazione ed e government, coordinatore del progetto di CRM

Cosa ha spinto Unioncamere a realizzare un progetto di Customer Relationship Management per le Camere di Commercio?
 

In linea con il nostro programma strategico denominato "Linee di attività per il 2004- 2006", abbiamo deciso di sviluppare il tema del governo della relazione tra le camere di commercio e le imprese, concentrando l'attenzione sulle piccole e medie imprese. In particolare abbiamo puntato su alcuni interventi promozionali fortemente trasversali rispetto ai nostri macro settori rappresentati dal commercio, dall'industria, dall'artigianato e dall'agricoltura. In particolare mi riferisco all'internazionalizzazione, alla formazione del capitale umano, alla responsabilità sociale, al trasferimento dell'innovazione tecnologica, alla semplificazione amministrativa . Per quanto riguarda il CRM, le tipologie di interventi sono state pensate per la piccola e media impresa, che non gode delle medesime opportunità di conoscenza della grande impresa. L'obiettivo è stimolarle alla riflessione strategica o progettuale, affinché possano meglio recepire il ruolo proattivo, di spinta, e di orientamento, che viene offerto loro dalla Pa, purtroppo ancora in modo molto disarticolato, e in particolare dalle camere di commercio, istituzioni espressamente dedicate all'impresa.

Si tratta di una dimensione proattiva e di ascolto?

 

Certamente. Con le politiche di CRM vogliamo ascoltare meglio le imprese. Quindi vogliamo trasferire loro una informazione mirata alle loro specifiche e personali esigenze. I vantaggi del progetto sono reciproci: le camere imparano a conoscere gli interessi specifici delle imprese e le aziende ottengono un servizio di orientamento e di informazione mirato alle loro esigenze. La differenziazione è importante in quanto oggi le piccole e medie imprese esprimono fabbisogni estremamente differenziati, sensibilmente diversi le une dalle altre indipendentemente dalla loro collocazione settoriale.

Qual è la relazione concreta tra Rete e le politiche di CRM adottate?
  In sintesi, il CRM arriva alle camere di commercio come un progetto che risponde all'esigenza di gestire una relazione che si è già trasferita sulla Rete, in termini decisamente già apprezzabili e consistenti. A riguardo le camere di commercio stanno sostenendo un veloce percorso di spostamento della relazione tra "camera" e "impresa": dalla modalità dello sportello fisico alla modalità virtuale rappresentata dalla tecnologia digitale. Questo movimento si concretizza a partire dalla distribuzione delle smart card alle imprese (il sistema camerale ne ha distribuite 1 milione su un totale di 1 milione e 250 mila). I tassi di distribuzione sul territorio nazionale sono, per altro, soddisfacenti. Anche se la sensibilità nell'utilizzo della smart card cambia tra i settori economici e pure tra Nord e Sud: sia per il fattore culturale, sia per lo sviluppo differenziato delle tecnologie.
Utilizzando la smart card, tramite la Rete, le imprese espletano a distanza tutte le procedure burocratiche con le camere di commercio. Per esempio: trasferiscono al loro registro delle imprese le informazioni di pubblicità legale: dati sulla modifica dell'impresa, iscrizione dell'impresa, statuti, bilanci, ecc. Oltre al registro delle imprese, le camere hanno trasferito sulla Rete le attività di informazione economica e di supporto alla promozione. Le informazioni sull'internazionalizzazione, sulla formazione professionale, sulla responsabilità sociale, sull'accesso al credito, sulle agevolazioni all'innovazione, transitano tutte sui siti web delle 103 camere di commercio italiane nonché su specifici portali di accesso (www.cameradicommercio.it, per esempio).
A questo punto abbiamo preso atto che una componente fondamentale della comunicazione si è spostata sulla Rete. Qui è nata l'esigenza di gestire la relazione con l'impresa attraverso uno logica di governo della relazione come le politiche di CRM e le piattaforme tecnologiche integrate.

A medio e lungo termine, quali sono i principali vantaggi del progetto?

 

I vantaggi sono legati alla strategia di allineamento di ascolto attivo e di risposta. Nello specifico, a medio e lungo termine il progetto si posiziona su quattro aree di azione:

fare efficienza: attraverso le tecnologie le politiche di CRM riducono i costi di relazione e di comunicazione
ottimizzare e personalizzare il trasferimento delle informazioni sulle attività di promozione e di sviluppo, per la competitività delle imprese: rispondere alle difficoltà dell'economia trasferendo informazioni utili e personalizzate alle PMI
creare un network: a partire dalle camere di commercio costruire politiche di CRM che coinvolgano progressivamente altri attori istituzionali e privati (tra questi ultimi in primis le associazioni di categoria)
integrare le strategie di eGovernment: il portale delle imprese con le smart card, la firma digitale con le attività di promozione in Rete della Pa. Riunificare in un'unica strategia queste dimensioni, costruendo un secondo livello di strategie di eGov.

Il progetto comporta, sia per le Camere, che per le imprese, la condivisione delle informazioni in un unico database: ciò vuol dire che le PMI sono culturalmente pronte a condividere un patrimonio informativo?
  La resistenza a condividere l'informazione nasce un po' dagli strumenti che sono stati utilizzati fino ad oggi e che vedono livelli di conoscenza e di sviluppo tecnologico estremamente differenziati, da impresa a impresa, settore per settore. Quindi anche le disponibilità a ragionare in un'ottica non più settoriale, ma di fattori di sviluppo, è una difficoltà dell'impresa stessa. Questa resistenza rappresenta ancora una criticità
Come di supera questa difficoltà?
  Portando la piccola e media impresa a ragionare più sui fattori dello sviluppo, che sulle politiche di settore. Le imprese italiane guardano ai vantaggi del progetto stesso, percependone l'utilità pratica. Non dimentichiamo, infatti, che oggi la PMI tende a reagire più rapidamente alle esigenze del mercato e quindi a evolvere la propria organizzazione in modo sempre più rapido. Tant'è che la descrizione statistica dell'imprese (artigiana, del commercio, di servizi, …) diventa via via meno nitida. Oggi l'impresa vuole percepire i vantaggi, muoversi tra le opportunità. Critica, quindi, nella competizione l'utilità del servizio offerto loro dalla Pa, e noi è questo che stiamo pensando.
Tra le altre cose, il progetto di CRM crea una "memoria organizzativa" unica di tutti i contatti tra le Camera di commercio e le imprese. Che genere di problemi comporta gestire una memoria così complessa?
  Qui entriamo nel cuore dell'infrastruttura che supporta le politiche di CRM. A livello nazionale non ci sono problemi se non quello, allo studio, del carattere locale del rapporto tra impresa e camera. Da una parte ciascuna impresa usa come referente la propria camera di commercio provinciale. Dall'altra, la camera di commercio offre l'opportunità di agganciare network attraverso di essa. Anche se la tecnologia consentirebbe di bypassare la dimensione locale di infrastruttura fisica, intendiamo valorizzare la logica di vicinanza . Infatti, crediamo che la relazione derivata dalla tecnologia digitale sia solo il preludio ad un rapporto di conoscenza che molte volte si trasforma in un contatto più articolato, approfondito. Non dimentichiamo che nel mondo dell'impresa una stretta di mano ha ancora un suo significato. C'è un sistema di valori etici, per questo è importante la vicinanza.
Dunque condivide l'assunto che la Rete avvicini le persone?
  La verità di questa affermazione la tocchiamo tutti i giorni con mano. Aver spostato gli adempimenti sulla Rete, e quindi teoricamente aver tolto il momento fisico del contatto, non ha eliminato o ridotto la richiesta di una relazione faccia a faccia. Anzi, l'ha incrementata e qualificata, in quanto il contatto fisico non è più focalizzato sullo scambio di informazioni, ma sulla dimensione qualitativa del progettare lo sviluppo. Liberandosi dal tempo necessario per gli adempimenti, si acquista in contenuto. Ed è proprio in questa direzione che le camere vogliono spostare il loro contributo allo sviluppo delle imprese e quindi del Paese stesso: rendere di semplice accesso l'informazione per aiutare le imprese a progettare il loro sviluppo attraverso le informazioni stesse.
Qual è il ruolo di Unioncamere nell'ambito del progetto?
 

Come associazione delle camere di commercio, Unioncamere ha una doppia funzione: rappresentare le camere nei confronti degli interlocutori nazionali ed internazionali e promuovere l' innovazione. Il progetto di CRM è uno dei programmi di innovazione. Il progetto è complesso, perché passa attraverso tre azioni:

investimenti nelle tecnologie
organizzazione dei processi di lavoro
sviluppo delle competenze del personale.

Per rendere forti e consolidare i risultati di un'iniziativa di questo campo, queste tre leve devono muoversi in sintonia. Sotto questo profilo Unionamere oltre a promuovere l'approccio intergrato allo sviluppo delle tre dimensioni citate, deve rendere disponibile una continuità degli investimenti. Per esempio attraverso il fondo perequativo nazionale, che, a favore delle politiche di CRM, ha messo a disposizione 1.546 mila euro, coinvolgendo, ad aggi, 22 camere di commercio. In sintesi, chiamare le camere di commercio a muoversi in una dimensione congiunta è anche uno dei nostri compiti.

Le imprese coinvolte stanno reagendo positivamente al progetto?
  Rispondo a questa domanda fornendo alcune indicazioni quantitative. Recentemente abbiamo avviato 15 campagne informative, che interessano 6 territori diversi: Roma, Pisa, Pescara, Potenza, Matera e Isernia e Campobasso congiuntamente. Con le campagne, attraverso il CRM, abbiamo profilato 23 mila imprese. Di queste ne sono state valutate potenzialmente interessate 5000, che a loro volta sono state contattate. Il tasso di ritorno ottenuto è stato del 33 per cento. Si tratta di un dato incoraggiante, tenuto conto che, senza l'uso delle politiche di CRM, il dato medio si attesta al 10 per cento. Per noi è confortante vedere più che triplicato il tasso di ritorno, grazie ai progetti pilota di CRM.
Può argomentare le ragioni dell'aumento del tasso di ritorno?
  Già l'attività di profilazione consente di scremare le imprese e di trasmettere un'informazione che abbiamo già giudicato di maggiore interesse per quella impresa. Questo è l'elemento che consente di ottenere tassi di ritorno più alti: l'invio dell'informazione non è casuale e indistinta, ma tarata sull'interlocutore. Per esempio: attraverso la nostra banca dati sull'internazionalizzazione siamo a conoscenza di tutte le imprese che hanno rapporti finanziari con l'estero. Dovendo dare un'informazione riguardo la Romania, contattiamo esclusivamente le imprese che hanno rapporti finanziari con il paese dell'Est. Il gioco è tutto qui: portare informazione giusta alle imprese giuste.
 
 partners
Nortel Networks
Siav
SAS
Microsoft
 appuntamenti
 news
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733 Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733 Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733

18/03 - In Belgio su e-bay con la carta d'identità elettronica

18/03 - Un canale youtube per la città di Genova

18/03 - Il Telefono Azzurro vince il "Premio WWW" de "Il Sole 24 Ore"

home redazione guest book newsletter cerca