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Alterisio _CRM
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Italia.gov
e la cultura del CRM
ne parliamo con
Rosanna Alterisio,
Area Operativa
Progetti Applicazioni e Servizi CNIPA
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Italia.gov,
si presenta come la prima interfaccia tra cittadini e pubblica amministrazione,
quali sono i numeri del portale, in termini di accessi e di servizi
erogati? |
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Il trend degli accessi
continua ad essere positivo: siamo sull'ordine dei 45.000 accessi
a settimana, con quasi 300.000 pagine visitate, abbiamo ormai quasi
2000 pagine di contenuti fra "le
tue guide" e gli "eventi
della vita", ed oltre 1000
moduli on line indicizzati e puntati ai singoli siti istituzionali.
Molto interessanti sono anche i dati relativi ai servizi di diretto
contatto con i cittadini: "scrivici"
, l'esperto
risponde ed i il contact
center complessivamente sono arrivati a oltre 60.000 contatti,
che per noi, oltre a rappresentare una mole di lavoro notevole,
sono soprattutto una grossa fonte di informazione.
Anche la formazione on line sta avendo molto successo: solo sui
corsi del CDL abbiamo avuto ad esempio oltre 15.000 utenti.
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| E
per quanto riguarda la Newsletter? |
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Anche per la newsletter,
partita un po' in sordina sulla base di un'analisi effettuata sui
dati degli altri paesi europei, abbiamo avuto un notevole incremento
di iscritti, e questo è dato soprattutto dal fatto che stiamo
ampliando le occasioni di profilazione degli utenti per offrire
un'informazione mirata e quindi più gradita. Quello che infatti
è risultato più evidente è che c'è forte
un interesse per l'informazione istituzionale, piuttosto che per
quella generale. In particolare c'è interesse per tutta quella
informazione che sui grandi canali di diffusione si perde, troppo
spesso schiacciata dai grandi eventi nazionali, tanto che una delle
nostre prime azioni, a seguito di un monitoraggio iniziale è
stata quella di riprogettare l'home page dando più spazio
all'informazione istituzionale, e portando così all'attenzione
degli utenti, tutte le opportunità comunicative che sono
spesso nascoste.
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Quindi
l'attenzione ai bisogni dell'utenza è uno tra i punti chiave
dell'organizzazione del portale. Come si è arrivati alla decisione
di realizzare un indagine conoscitiva sul grado di soddisfazione degli
utenti del sito e come è strutturata? |
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Come portale nazionale,
non abbiamo un target di utenza specifico, come ad esempio lo potrebbe
avere un portale tematico, la nostra utenza è potenzialmente
rappresentata da tutta la popolazione, quindi le nostre azioni devo
sempre prevedere un accurato lavoro di individuazione delle tipologie
di utenza.
Fin dall'inizio ci siamo mossi su due linee: da una parte abbiamo
percorso la strada troppo spesso poco valorizzata, dell'analisi
dei comportamenti di navigazione, che invece è una fonte
preziosissima, soprattutto perché assolutamente spontanea,
e non condizionata da un'interazione. In particolare effettuiamo
un monitoraggio continuo molto accurato sugli accessi e sull'andamento
di navigazione nel corso del tempo, un lavoro che seppure faticoso
e complicato ci è servito moltissimo: tanto per fare un esempio
la sezione
dedicata agli italiani all'estero, è il risultato dell'analisi
congiunta dei dati rilevati attraverso i diversi canali, dal servizio
"scrivici", dai comportamenti di navigazione e dagli accessi.
Proprio andando ad incrociare questi dati abbiamo notato che c'era
una parte di utenza composta da italiani all'estero di prima o seconda
generazione, realizzare quindi una sezione a loro dedicata ci è
parso un obiettivo importante, anche considerato che nessun altro
portale istituzionale lo aveva mai fatto prima, e l'utenza ci ha
dato ragione, tanto che questa sezione sta avendo molto successo.
A lato di questa linea di azione, in cui gestiamo in modo coordinato
ed incrociato tutti i dati che ci vengono dalla profilazione, e
dai servizi di contatto diretto, periodicamente proponiamo dei questionari
di valutazione. Il primo è stato proposto a sei mesi dalla
messa on line del portale ed è stato strutturato in quattro
macro aree: una prima destinata a conoscere quali fossero i canali
attraverso i quali gli utenti raggiungessero il portale Italia.gov,
non avendo fatto una campagna di comunicazione mirata; un secondo
insieme di domande ci serviva per comprende se avevamo colto l'obiettivo
primario del portale, che non dà servizi propri, ma che ha
come scopo quello di indirizzare gli utenti verso ciò di
cui hanno bisogno, e quindi di valorizzare l'offerta istituzionale,
rendendola facilmente fruibile; una terza area era dedicata ai rapporti
fra il cittadino e il servizio istituzionale on line, per capire
quanto fosse alto l'interesse per lo sviluppo di servizi istituzionali
e se e dove ci fossero delle remore e delle disaffezioni di tipo
psicologico; mentre l'ultima area tendeva ad analizzare la soddisfazione
verso i servizi propri del portale. L'indagine è stata fatta
su campione volontario, e la risposta è stata piuttosto ampia,
e ci è servita a trarre preziose informazioni per la ristrutturazione
dell'home page, per l'implementazione di nuovi servizi e per la
creazione della sezione degli speciali
, perché abbiamo visto che l'informazione era tanto più
gradita quanto più un tema veniva trattato in maniera organica.
Spesso infatti l'informazione presente in rete è frastagliata
o disomogenea.
Successivamente è stato lanciato un secondo questionario
mirato principalmente ai giovani, anch'esso partito dall'analisi
dei dati di navigazione. Avevamo infatti risultati che segnalavano
un'ampia percentuale di utenti giovani, e per questo avevamo creato
una sezione
specifica. Questa sezione però all'inizio non cresceva
in proporzione agli accessi, quindi è stata realizzata quest'indagine,
da cui è emerso che il problema era nella struttura troppo
istituzionale e nella generalizzazione del target troppo giovanile,
il che escludeva tutta la fascia di giovani sopra i 16/18 anni.
La nuova sezione, riorganizzata sulla base dei dati raccolti, nel
giro di neanche un mese ha avuto un raddoppio di utenza.
La nostra logica è quindi avere varie fonti, dai questionari
ai comportamenti di navigazione, dalla profilazione degli utenti,
all'analisi dei contatti, metter tutto a fattor comune e organizzare
dei feed-back di risposta.
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| Come
avviene l'elaborazione dei dati? Esiste una struttura dedicata? |
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L'analisi dei dati,
viene eseguita grazie a delle piattaforme tecnologiche specifiche,
di cui ci siamo dotati proprio in considerazione dell'importanza
che diamo a quest'analisi. Abbiamo poi una struttura redazionale
gestita in parte dai fornitori e in parte in maniera integrata da
noi, e dedicata a monitorare costantemente queste analisi. Periodicamente
vengono estratte delle sintesi finalizzate a diversi obiettivi su
varie tematiche, in coerenza non solo gli andamenti degli accessi
generali, ma soprattutto degli accessi alle singole sezioni. Ad
esempio ci sono delle sezioni che hanno una propria stagionalità,
che è molto importante tenere sotto controllo, e predisporre
le modifiche e gli aggiustamenti necessari.
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La rilevazione del gradimento è quindi
sistematica? |
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Esatto. L'analisi
dei bisogni dal nostro punto di vista non è un qualcosa che
si aggiunge ai servizi offerti dal portale, ma rappresenta la base
stessa del buon funzionamento del servizio. Ormai realizzare un
sito web o un portale è molto semplice, la tecnologia consente
di tutto, ed organizzare una redazione piccola o grande che sia,
non è certo un problema. Ciò che conta veramente è
rendersi conto che l'obiettivo da perseguire è che il portale
o il sito sia efficace per gli altri, perché la pubblica
amministrazione per valutare le proprie azioni di fidelizzazione
o di customer care, non può basarsi sull'aumento del fatturato,
come le aziende, ed investimenti di questo tipo ha senso farli e
mantenerli solo se c'è un ritorno di utilità per i
cittadini e le imprese o in generale per il target di utenza a cui
il portale è rivolto.
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| A
suo giudizio questa cultura è già presente nella pubblica
amministrazione o il caso di Italia.gov rappresenta un'eccezione? |
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Forse sarebbe corretto
dire che si sta facendo strada. Fino a qualche anno fa ad esempio
se ne parlava molto poco, mentre invece ora le amministrazione sono
molto attente a questa tematica, sia perché si sanno rendendo
conto che occorre orientare al meglio gli investimenti, sia perché
e tutti i soggetti istituzionalmente preposti, tra cui il Ministro
per l'innovazione e le Tecnologie ed il Ministro per la Funzione
Pubblica, stanno cercando di fare "cultura" sull'argomento.
Sicuramente la maturità non è ancora raggiunta, e
quello su cui bisogna lavorare di più, non credo sia tanto
il concentrarsi sulla realizzazione di contact center, di questionari
di customer satisfaction, quanto il lavorare a monte e a valle di
queste realizzazioni pratiche, cioè sulla progettazione dell'analisi
che si fa, sia sull'utilizzo dei dati raccolti.
Ragionare ed individuare bene quale è l'obbiettivo che ci
si vuole porre, qual è il target a cui ci si rivolge e come
va mirata sia la domanda sia l'analisi della informazioni che si
hanno a disposizione è infatti un momento importante, e forse
non ancora così maturo nel sentire comune, esattamente come
non lo è ancora l'utilizzo dei risultati, né nell'integrazione
di tutte le fonti di informazioni, per far sì che alimentino
in maniera strutturata un banca dati dei risultati, né nell'analisi
di questi risultati affinché ritornino realmente a quelli
che sono gli Owner del problema, che ovviamente non sono solo gli
informatrici.
La maggiore difficoltà quindi è quella della gestione
della tematica in maniera complessiva. Orami la sensibilità
al fatto che il punto centrale di un servizio sia il cittadino a
mio avviso si è realizzata, ma ora dobbiamo fare un passo
avanti. Non dico che Italia.gov sia l'unico caso in qui si sta cercando
di realizzare questo passo in avanti, le esperienze di eccellenza
sono diverse, ma proprio per questo bisogna concentrare e gli sforzi
nel gestire la problematica sia dal punto di vista della gestione
e della progettazione delle informazioni, che da quello della creazione
di feed-back.
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Per
come è organizzata la pubblica amministrazione quali potrebbero
essere le difficoltà in questo senso? |
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È proprio quello
che dicevamo prima a proposito di come gestire il feed-back sull'analisi
dei dati. La nostra società sta vivendo un momento complessivo
di globalizzazione, e questo coinvolge e deve coinvolgere anche
l'ambito dell'amministrazione pubblica, ma soprattutto va gestito.
La comunicazione, e lo scambio di informazioni e feed-back non deve
avvenire solo tra la redazione web e il centro elaborazione dati,
ma deve coinvolgere soprattutto gli erogatori dei processi, ovvero
le direzioni generali, perché se un servizio non è
utilizzato, o un portale non è efficace, non può essere
esclusivamente un problema di redazione o di CED. Se un contatto
(contact center o "scrivici") non soddisfa il bisogno,
ciò non dipende tanto della persona che risponde al telefono
o via mail, quanto dal fatto se si sia messa in atto una circolarità
di processo trasversale all'organizzazione, che consenta alla richiesta
di informazione, o all'esternazione di gradimento o lamentela di
circolare nell'organizzazione e di raggiungere tutti i soggetti
interessati e tutti i soggetti la cui azione deve essere messa in
moto per dare la risposta corretta o per attuare il miglioramento
di cui c'è bisogno.
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