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Mascarello - Reti
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IRIDE:
un'infrastruttura di accesso
aperta alla concertazione
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ne parliamo
con
Alessio
Mascarello
Responsabile Area rapporti con il Ministero per l'Innovazione le
Tecnologie e altre Regioni, del CSI Piemonte
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La
sperimentazione sul campo per il progetto IRIDE è iniziata nel
2001. Potrebbe aiutarci a tracciare brevemente le principali tappe del
progetto?
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IRIDE è composto
da diverse componenti che si occupano delle diverse comunità di
utenti con cui la pubblica amministrazione interagisce: una componente
è rivolta ai cittadini, un' altra è rivolta alle imprese
ed infine una componente è rivolta ai dipendenti della pubblica
amministrazione. Più o meno questo è stato anche il percorso
seguito cronologicamente nello sviluppo del progetto.
Nel 2001 tramite il Comune di Torino, è stato attivato il servizio
Torino
Facile , che prevede la registrazione dei cittadini per l'accesso
ai servizi. La componente di piattaforma di Torino Facile è appunto
quella che costituisce una parte di IRIDE e che viene utilizzata anche
per gli altri comuni del Piemonte. In questo progetto oltre all'aspetto
tecnologico è presente una forte componente di tipo organizzativo:
tutte le altre amministrazioni del Piemonte riconoscono infatti la registrazione
e l'autenticazione fatta attraverso Torino Facile, permettendo l'accesso
ai propri servizi, senza il bisogno di registrarsi più volte.
In seconda battuta abbiamo sviluppato un servizio di identificazione nei
confronti dei dipendenti della pubblica amministrazione. In questo caso
si tratta di un servizio di tipo trasversale rispetto ai servizi messi
a disposizione per pubbliche amministrazioni. Quando un servizio applicativo
riceve da un utente la richiesta di attivarsi, parte la comunicazione
alla piattaforma IRIDE, che si occupa di colloquiare con l'utente, richiedergli
le credenziali elettroniche necessarie per il riconoscimento, verificare
l'autorizzazione ad accede a quel dato servizio e a quella determinata
funzionalità, dopodiché ricomunica al servizio applicativo,
chi è l'utente e cosa può fare.
Questo tipo di componente è stato sviluppato tra il 2002 e il 2003
e contemporaneamente abbiamo sviluppato anche il modulo di autenitificazione
nei confronti delle imprese. In questo caso ci siamo basati su un accordo
preso con Infocamere: usufruendo di un loro progetto per distribuire una
carta di firma digitale a tutte le imprese del Piemonte attraverso il
sistema camerale, abbiamo chiesto che su queste carte fosse inserito un
certificato di autenitificazione, che IRIDE è in grado di riconoscere.
In tal modo IRIDE è in grado di identificare una persona che si
presenta a nome e per conto di un'azienda.
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E lo stato attuale?
A che punto è l'implementazione dei servizi?
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Ad oggi il progetto è
sostanzialmente concluso, abbiamo superato il primo e il secondo assestment
di valutazione del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie come progetto
partecipante alla prima fase di e-Government. In sostanza possiamo dire
di essere al 95% della realizzazione. Quello che ci rimane da fare è
perfezionare le policy di gestione della banca dati e degli utenti. Sostanzialmente
manca da sistematizzare le procedure di assistenza verso gli utenti, e
di gestione degli errori e degli smarrimenti, che fino ad ora sono stati
gestiti caso per caso.
Dal punto di vista degli sviluppi il progetto è invece concluso,
la piattaforma è a disposizione di tutti i servizi applicativi,
e attualmente si appoggiano su IRIDE 40 servizi verso cittadini
e imprese e 60 servizi verso la PA del Piemonte. Tutti i
servizi sono messi a disposizione non solo dalla Regione Piemonte, ma
anche dalla Provincia e da Comune di Torino, e dall'insieme della altre
province e degli altri comuni.
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Cosa
differenzia IRIDE da un normale sistema di riconoscimento per l'accesso
ad aree riservate di un sito?
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IRIDE è una piattaforma
trasversale rispetto a due assi. Innanzitutto, è una piattaforma
messa a disposizione di tutte le pubbliche amministrazioni del Piemonte,
e non sviluppata solo per un ente o per un insieme di enti. In secondo
luogo, è trasversale rispetto ai servizi applicativi, nel senso
che permette di enucleare nello sviluppo dei diversi servizi applicativi
la componente di autentificazione e di autorizzazione, con un ovvio beneficio
in termini di tempi e di costi, ed anche perché permette all'utente
di avere delle credenziali uniche per l'accesso a tutti i servizi.
IRIDE però non effettua un single sign-on, come quelli che
permettono di aver un accesso personalizzato ad un portale, semplicemente
perché non è un servizio di front end, ma di back end.
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| Come
si inserisce IRIDE nel Multiprogetto Sistema Piemonte? |
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Con Mulitiprogetto Sistema
Piemonte si intende l'accordo raggiunto al momento in cui sono stati presentati
i progetti per la prima fase di e-Government. In sede di Conferenza Permanente
Stato Regioni ed Autonomie Locali, si è infatti definito un accordo
tra i vari livelli istituzionali, per cui la Regione Piemonte avrebbe
messo a disposizione alcuni determinati servizi di infrastruttura, sia
fisici che di back end, le province avrebbero messo a disposizione dei
servizi per le imprese e i comuni i servizi di front office rivolti ai
cittadini.
In questo insieme dei progetti sinergici tra di loro, nel senso che i
servizi ai cittadini e alle imprese messe a disposizione dai comuni e
dalle province utilizzavano i servizi di infrastruttura messi a disposizione
della Regione Piemonte, Iride rappresenta una delle componenti infrastrutturali.
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| Gli
applicativi già realizzati permetteranno l'utilizzo della Carta di
Identità Elettronica? Ci sono state sperimentazioni in questo senso
con i comuni che hanno partecipato alle fasi di sperimentazione CIE? |
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Si tratta di una cosa un
po' problematica, nel senso che la carta di identità elettronica
non contiene il codice fiscale in modo utilizzabile a fini informatici,
e questo logicamente perché la sua emissione è competenza del
Ministero dell'Interno, mentre il codice fiscale viene autorizzato dal
Ministero delle Finanze. Ciò vuol dire, che visto che il codice fiscale
viene usato come chiave parlante per l'identificazione dell'utente
all'interno delle banche dati della pubblica amministrazione, noi riconosciamo
la CIE, e poi per agganciarla
al codice fiscale facciamo riferimento all'anagrafe del Comune di
appartenenza, il tutto on line. Questo non ci
permette però di avere un riconoscimento automatico di un cittadino
di un comune non del Piemonte, di cui cioè non abbiamo accesso
all'anagrafe.
La sperimentazione è stata effettuata con il Comune di Torino, e se un
cittadino inserisce i dati della sua CIE, ha già accesso ai servizi.
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| È
auspicabile che l'infrastruttura di cui si sta dotando il sistema regionale
del Piemonte sia un giorno adottata in tutte le pubbliche amministrazioni,
se non nello stesso Sistema Pubblico di Connettività. State pensando
in qualche modo a come allargare il servizio ad altre aree territoriali
o ad altri enti? Ci sono protocolli o accordi in questo senso? |
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Sì. Il CISIS, che
è un organo della Conferenza dei Presidenti di Regione, sta realizzando
un tavolo di confronto sui progetti di informatica delle varie regioni,
e in più partecipa in rappresentanza delle Regioni ad un tavolo
di confronto con il CNIPA. In questi ultimi mesi si stanno trovando gli
accordi per stabilire quali linee di progetto portare avanti per la seconda fase
di e-Government. Uno degli obiettivi, trasversali a tutte le regioni,
e che tutte dichiarino di attuare per la seconda fase di e-Government
la realizzazione di sistema di autentificazione federato.
Il tavolo a cui partecipiamo noi come Piemonte, assieme alle altre regioni
ha l'obiettivo invece di definire quali sono i protocolli di comunicazione tra
i sistema di identificazione realizzati in regioni differenti, in modo da poterli mettere in comunicazione tra di
loro, e permettere ad un utente del dominio amministrativo del Piemonte
di accedere a servizi messi a disposizione da altri territori.
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| Quindi
sono già diverse le strutture di autentificazione già attivate
nelle varie regioni? |
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Attualmente non sono
ancora disponibili Servizi infrastrutturali di Autenticazione in tutti i
territori regionali. Esperienze importanti sono comunque già in atto anche
in altre Regioni, quali ad esempio Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto
e Marche, mentre presso i tavoli di concertazione dell'azione delle
Regioni italiane e' in discussione la possibilità di condividere i diversi
impegni progettuali sul tema.
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| Per
IRIDE è stato sviluppato del software ad hoc, quindi non proprietario,
che secondo le direttive del Ministro Stanca, può essere messo a
disposizione di altre amministrazioni. In questo caso però il livello
di sicurezza offerto dall'infrastruttura è tale che anche molti privati
potrebbero essere interessati (servizi di e-commerce o aree riservate di
piccole o medie aziende). Avete mai pensato ad evoluzioni di questo tipo? |
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IRIDE è stato sviluppato
ad hoc, in tecnologia java, basato però su una serie di strumenti
di piattaforma commerciali. Nelle
discussioni che si stanno tenendo al CISIS per arrivare ad un sistema di
autentificazione federato, si sta valutando l'opportunità di sviluppare
all'interno della seconda fase
di attuazione dell'e-Gov, una piattaforma che soddisfi i requisiti che
verranno concordati per la comunicazione tra le regioni in modo totalmente
open source. Essendo infatti poche le regioni che hanno un buon livello
in questo campo, per le altre si parte da zero, e l'obiettivo della proposta
sarà allora di portare avanti uno sviluppo
comune per tutte le regioni. Questo appunto perché
la soluzione che utilizza IRIDE ad esempio, pur basandosi su codice non
proprietario, gira su piattaforme commerciali, che quindi andrebbero acquistate.
Per quanto riguarda l'apertura dell'infrastruttura a soggetti terzi se
ne è parlato, ma per il momento lo sforzo è concentrato
ancora sullo sviluppo di un sistema che possa essere valido non solo per
il Piemonte. Allargare l'utilizzo della piattaforma alla società
quindi è un'opportunità che è stata discussa ma non ancora progettata.
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