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Poche
infrastrutture, molta determinazione
Ne
parliamo con
Giovanni
Caggiano,presidente
della comunità montana Zona del Tanagro, coordinatore del progetto
Asmenet
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A
più di due anni dalla nascita di Asmenet, può fare
un bilancio sui risultati del progetto? Per esempio, sono stati
raggiunti tutti gli obiettivi?
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Il
progetto esecutivo è stato approvato di recente dal DIT (Dipartimento
per l'innovazione e le tecnologie), istituito presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri, e prevede come data di effettivo inizio delle
attività settembre 2003. Le Regioni Campania e Calabria, co-finanziatori
del Progetto, hanno sottoscritto le relative convenzioni con la Comunità
Montana nel febbraio 2004. Il cronogramma delle attività, pertanto,
è stato aggiornato sulla base dell'inizio effettivo del progetto
e si prevede che le prime installazioni saranno effettuate nel corso del
mese di maggio 2004. Gli obiettivi iniziali di sostegno economico delle
due Regioni, di consolidamento del Raggruppamento dei 592 enti aderenti
e di organizzazione delle fasi di avvio delle attività sono stati
realizzati.
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| La
comunità montana della Zona del Tanagro, di cui lei è
presidente, ha il coordinamento del progetto. Che cosa vi ha fatto
distinguere, rispetto agli altri? |
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L'Ente che presiedo ha una
forte propensione all'introduzione di innovazioni di processo e di prodotto
nella Pubblica Amministrazione. L'Assemblea dei soci del Consorzio ASMEZ
(soggetto attuatore di ASME.NET, che aggrega circa 700 enti in qualità
di soci), ci ha indicato quale capofila e soggetto coordinatore del Progetto.
Abbiamo condiviso la portata strategica di ASME.NET di erogare servizi
fondamentali al cittadino, sia servizi comunali, sia servizi offerti da
altri partner istituzionali (quali Inps, Agenzie dell'Entrate e Agenzia
del Territorio, Ministero del Lavoro, etc.), il tutto favorendo l'affermazione
di una esperienza Open Source nelle nostre Regioni, ovvero diffondendo
prodotti software, sia di base che applicativi, non gravati di licenza
d'uso. Come tale ASME.NET era un'occasione che la Comunità Montana
non poteva perdere.
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| Il
progetto aggrega 592 amministrazioni, tra enti locali e comunità
montane, per un totale di circa 4 milioni di utenti, distribuiti tra
Campania, Calabria e Basilicata. Cosa comporta l'organizzazione di
un territorio vasto, con numerosi comuni al di sotto dei 5000 abitanti
e ancora povero di infrastrutture? |
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La
Comunità Montana per sua stessa natura opera con piccoli comuni spesso
gravati da carenze infrastrutturali. L'organizzazione di 592 Enti è
certamente cosa non semplice da realizzare ma il Consorzio ASMEZ, per le
sue stesse finalità costitutive, ha da tempo maturato esperienza
nell'organizzazione di attività e di servizi a favore di grandi raggruppamenti
di Enti Locali e soprattutto di piccoli Comuni. Una delle sfide di ASME.NET
è proprio quella di coinvolgere nel processo di innovazione tecnologica
i Comuni senza adeguate infrastrutture che singolarmente non avrebbero risorse
ed opportunità per risolvere il gap tecnologico rispetto ai Comuni
di maggiori dimensioni. |
| Le
amministrazioni che partecipano al progetto possono contare sulla
consulenza di esperti per capire come organizzare i servizi e quali
canali di comunicazione interattivi preferire rispetto ad altri? |
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Il
progetto prevede la realizzazione di un servizio di consulenza ed assistenza
capillare continua da parte di esperti nonché attività di
E-Learning agli amministratori ed al personale degli enti aderenti ed è
stato creato a tal fine un team di esperti consulenti che assisterà
le amministrazioni partecipanti in tutte le fasi di realizzazioni del progetto.
E' prevista inoltre, al fine di favorire la divulgazione del progetto sul
territorio, la collaborazione con ANCI Campania. |
| Quali
sono le principali le difficoltà nella realizzazione del progetto?
E come vengono, di volta in volta, superate? |
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La
difficoltà maggiore dal punto di vista amministrativo è sicuramente
il coordinamento di numerosi Enti sparsi in più Regioni. Al fine
di superarla è stato costituito un Comitato guida, finalizzato a
sovrintendere alla corretta attuazione del progetto sotto i diversi aspetti
tecnologici ed amministrativi, che comprende i Rappresentanti delle Regioni
Campania e Calabria, delle associazioni imprenditoriali, dell'ANCI e del
mondo Accademico. |
| Sempre
sul tema delle criticità: il progetto ha ricevuto un finanziamento
governativo di 3.410.000 di euro. Immagino che non siano sufficienti:
come si risolve l'ostacolo economico? |
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Il
Progetto si avvale del Cofinanziamento Pubblico delle Regioni Campania e
Calabria rispettivamente per 4.478.315 euro e per 3.575.213 euro, mentre
per il 20 per cento vi è il concorso degli Enti in apporto di risorse
umane e una quota limitata di risorse è messa a disposizione da parte
di privati. |
| Alla
barriera economica si aggiunge quella culturale: i servizi di eGovernment
vengono di fatto usati poco, soprattutto nel Sud. Che fare? |
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Superata
la barriera economica resta quella culturale che riteniamo superabile attraverso
l'azione di promozione prevista in ASME.NET per avvicinare il cittadino
ai servizi erogati con modalità multicanale. |
| Può
citare qualche buon esempio di ente o comunità montana, aggregata
al progetto, che si è distinta nella realizzazione di una rete
civica, di un portale o di un call center, particolarmente interessanti? |
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Il
Comune di Benevento si è distinto per la sperimentazione di alcuni
servizi di interconnessione tra le Banche Dati di Gestione ed i servizi
erogati in ASP su rete INTERNET. Altre Sperimentazioni sono state realizzate
positivamente con la realizzazione dei progetti COSTA e SIBA, erogazioni
di servizi comunali via Internet, realizzati in modalità ASP e finanziati
dalla Regione Campania. |
| Cosa
porterà di buono Asmenet al territorio interessato? |
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Riteniamo
che si possa realizzare una semplificazione delle procedure amministrative,
favorendo l'accesso e la partecipazione dei cittadini in maniera unitaria
ai servizi della PA. Inoltre crediamo nel consolidamento dello standard
Open Source, che riduca i costi per i Comuni, favorendo maggiore pluralità
nel mercato dei servizi alla PA, secondo modelli abbastanza diffusi in alcuni
paesi del Nord-Europa. |