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Mettere in rete l'Italia

Il punto di vista di

Fabio Giovannella

Account Director PA - EMEA Southern Region

 
Le aziende partner di innovazione per le pubbliche amministrazioni

Iniziamo con una definizione generale, oggi si parla tanto di connessioni sempre più veloci e di reti sempre più capillarmente diffuse, ma qual è il vero vantaggio per le amministrazioni dell'investire in networking?
 

Che ci sia un ritorno è una cosa ampiamente documentata, nel senso che oggi è statisticamente dimostrato che il paese che più investe in infrastruttura è più avvantaggiato in termini macroeconomici generali, con evidenti vantaggi per il suo apparato produttivo. Ogni euro speso in investimenti si traduce in un fattore moltiplicativo in termini di reddito del territorio. Su questo si può avere un riscontro anche quando si vanno a confrontare territori che hanno investito in infrastrutture ITC e territori che non lo hanno fatto.
Il vantaggio per l'amministrazione è che oggi i territori si pongono uno di fronte all'altro in termini competitivi, cercando di attrarre il più possibile imprese e cittadini, e questo lo fanno anche e soprattutto migliorando le proprie infrastrutture. Molte amministrazioni in Italia, come riscontriamo nei nostri continui incontri con le singole regioni, ritengono che le infrastrutture di TLC siano uno dei fattori primari per l'ossatura economica del territorio stesso.

 
Quindi queste esigenze vengono percepite chiaramente nella pubblica amministrazione Italiana? Potrebbe farci un quadro della situazione secondo la sua personale esperienza?  

Le singole regioni si presentano in maniera diversa l'una dall'altra con una situazione che non è quindi omogenea. Ci sono regioni che hanno fatto dell'investimento in infrastruttura un piano principale di azione politica, ed altre che invece sono un pochino più indietro e per le quali tra l'altro anche il governo centrale sta cercando di intervenire con piani di aiuto, in modo da riavvicinare questo digital divide, prima che diventi incolmabile.

 
Potrebbe descrivere un po' più approfonditamente il digital divide a cui accennava? Si tratta della solita distinzione nord-sud?
 
È vero che c'è un macro schema nord sud, ma è anche vero che all'interno del nord e del sud ci sono situazioni quanto mai disomogenee. C'è sì una demarcazione, quindi, ma scendendo nell'analisi dei singoli territori ci sono anche regioni del sud che hanno investito molto, e che da sempre hanno fatto degli investimenti in infrastrutture tecnologiche la struttura portante delle proprie politiche. Ad esempio la Basilicata ha sempre puntato molto sullo sviluppo delle sue infrastrutture di telecomunicazione proprio perché ha avuto da sempre tra i suoi obiettivi una cultura di sviluppo. Si tratta anche di un effetto delle delle priorità di intervento che ogni amministrazione stabilisce a livello politico.  
Il dato che più colpisce guardando le statiche italiane è la frammentazione sul territorio: 57 milioni di abitanti distribuiti su oltre 8100 comuni, il 54% dei quali in territorio montano. Sono dati che già a colpo d'occhio rappresentano uno scoglio non indifferente per la completa copertura delle infrastrutture di rete. Quali potrebbero essere le soluzioni per evitare quest'altro digital divide interno che coinvolga oltre la metà degli italiani? Quali sono le strategie di Nortel Networks in questa direzione?  

Nortel Networks ha mantenuto un livello di investimenti in Ricerca e Sviluppo tra i più alti del settore, e questo ci ha consentito di sviluppare soluzioni innovative che aprono nuovi campi di applicazione. La tecnologia Wireless Meshed Networks che abbiamo messo a punto insieme al Massachussetts Institute of Technology di Boston, consente, ad esempio, un'infrastrutturazione totalmente radio per l'accesso a banda larga in piccoli centri abitati o località disagiate. La nostra tecnologia lavora sulla gamma del Wi-fi e permette una copertura del territorio in maniera molto semplice e poco costosa, riducendo al minimo le necessità di connessione fisica alla rete a banda larga. Si tratta in sostanza di una LAN radio che arriva a servire tutti gli utilizzatori, mettendo a disposizione una banda veramente importante. Se giustamente applicata questa tecnologia potrebbe quindi risolvere gran parte del problema, perché i maggiori investimenti, come ben sappiamo, si concentrano sulle grandi dorsali e sul cablaggio urbano nelle grandi città. I piccoli paesi e i territori lontani dai grandi centri, risultano invece economicamente non competitivi. Questa nuova tecnologia di Nortel Networks consente di abbattere i costi di realizzazione e mantenimento dell'infrastruttura di accesso fino al 70%, e quindi di portare la banda larga in maniera semplice anche in queste zone più svantaggiate per conformazione orografica e dimensione dei centri abitati.
Questa soluzione, può essere sia un modo per anticipare un'infrastrutturazione di tipo tradizionale, pensiamo ad esempio a quelle aree urbane dove le difficoltà di scavo impediscono di arrivare ovunque in tempi sufficientemente veloci, o può essere invece una soluzione definitiva per un piccolo centro che non ha particolari esigenze superiori.

 
Nortel Networks opera su scala mondiale, quali sono le specifiche esigenze del nostro paese, è possibile confrontare la nostra situazione rispetto al resto d'Europa?  
Come ben saprà il piano e-Gov lanciato dal Ministro Stanca si inquadra sinergicamente nel piano comunitario e-europe. Si tratta di un programma di sviluppo che qualifica l'infrastrutturazione tecnologica come un fattore strategico di crescita, e all'interno di questo l'Italia ha lanciato il proprio piano di sviluppo.
Sul mercato europeo possiamo riscontrare in maniera macroscopica quello che in dettaglio abbiamo evidenziato per il nostro territorio. La situazione non è assolutamente omogenea ed esiste di fatto un benchmark per sub-terrirotri che non tiene conto delle divisioni nazionali, ma che procede prendendo come termini comparativi le differenti regioni europee. Alcune nostre regioni sono ai primi posti in Europa, mentre altre hanno ancora molto da fare, e lo stesso vale per gli altri paesi.
Il territorio compete per aggregati che non coincidono con la nazione ma piuttosto con le regioni.
 

Grandi servizi uguale grandi infrastrutture e quindi grandi costi. È sempre vera questa equazione, o c'è il modo per aggirarla, dando la possibilità a tutti gli enti locali grandi o piccoli, di poter offrire i medesimi servizi ai propri cittadini?

 
Credo che sia necessario fare un distinguo: innanzitutto ci sono delle infrastrutture di base, le dorsali di comunicazione, che potremmo definire come autostrade in cui passano diversi tipi di traffico, corrispondenti a diverse tipologie di servizi. Le diverse tipologie di traffico corrispondono ai servizi e alle applicazioni, che sono poi quelle che rendono più veloce il rapporto dei cittadini con le amministrazioni, delle imprese con le amministrazioni, e delle imprese tra di loro.
Le nostre soluzioni per le infrastrutture di comunicazione sono scalabili, e consentono di avere lo stesso livello di prestazioni e funzionalità qualunque sia la dimensione dell'amministrazione. Per quanto riguarda le applicazioni, le piccole amministrazioni devono poter beneficiare degli sforzi fatti da quelle più grandi, in una logica di sinergia territoriale. In ogni caso, la disponibilità di risorse maggiori, permetterebbe al paese di accelerare il suo percorso di automazione e quindi di crescita.
 
Quale sarà lo scenario che avremo tra qualche anno? E quali sono le principali criticità che la vostra azienda si sta preparando a risolvere già da adesso?  

Fondamentalmente lo scenario tecnologico, si prospetta interessante, e ci offre una serie di opportunità. Io credo che la spinta maggiore sarà in direzione della multimedialità, e della convergenza. Per fare un esempio Nortel Networks ha appena lanciato una piattaforma multimediale denominata MCS (Multimedia Communication Server), che permette già oggi l'utilizzo di applicazioni collaborative con l'impiego contemporaneo di videocomunicazione, condivisione di file, e co-navigazione in rete. È chiaro che le potenzialità di uno strumento integrato di questo genere sono enormi, sia nel campo delle applicazioni per la sanità, sia in quello del rapporto con il cittadino in genere. Una volta che un qualsiasi cittadino sia collegato in ADSL, e avendo a disposizione questa tipologia di applicazioni di rete, infatti, le prospettive di accesso e di servizio si moltiplicano in modo esponenziale: consulenza, servizi on line, informazioni, crm, e tutto con una razionalizzazione dei tempi ed un meccanismo di efficienza che può portare la pubblica amministrazione ad accelerare il suoi tempi di interazione. Questo è ciò che è veramente fondamentale per la crescita del paese.
Altro elemento fondamentale su cui vorrei soffermarmi e su cui Nortel Networks sta lavorando molto è la convergenza basata sulla tecnologia IP. Si tratta di un'infrastruttura di rete unica integrata per voce, dati e video che collega tutte le sedi, e, attraverso Internet, anche utenti impiegati remoti, eliminando la necessità di reti distinte per la fonia, per i dati e per la videocomunicazione. All'inizio il discorso principale per le amministrazioni è soprattutto su un piano di razionalizzazione dei costi e risparmio sulle connessioni, ma è chiaro che sul lungo periodo questo si riflette anche sull'innovazione dell'offerta di servizi grazie alle maggiori funzionalità della tecnologia IP. Se dovessi dare una mia impressione su quello che sta accadendo oggi direi che moltissime amministrazioni stanno predisponendo la propria infrastruttura convergente IP di base, per essere pronti a sviluppare successivamente, una volta a pieno regime, una serie di servizi basati su questa. Su questa linea stiamo già collaborando, tra gli altri, con il Comune di Genova e la Regione Siciliana. Sul piano delle applicazioni, una delle prime che stiamo diffondendo nei progetti in realizzazione è quella della messaggistica unificata; la soluzione Call Pilot di Nortel Networks permette, ad esempio, di ricevere i messaggi lasciati sulla segreteria telefonica come allegati e-mail e di gestire con l'unica semplice interfaccia di posta su PC le email, i messaggi vocali e i fax in modo omogeneo. Sono quindi, come si può ben vedere, una serie di tecnologie che aumentano di molto l'efficienza reale nel contesto lavorativo.
Io credo che ci aspetti un futuro molto interessante, e utilizzare finalmente queste nuove tecnologie sarà un momento di liberazione, perché semplificherà la nostra vita di utenti delle Pubbliche Amministrazioni, e quella degli operatori delle Amministrazioni stesse.

 
   

 

 

 

 

 

 

 
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