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Guerrieri CRM
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, riorganizzarsi per offrire servizi
migliori
NE PARLIAMO
con Gianpiero
Guerrieri
responsabile U.O. I.C.T. , Azienda Ospedaliera San Giovanni
Addolorata
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Cosa
si intende quando si parla di riorganizzazione dell'Azienda Ospedaliera
San Giovanni-Addolorata? Cosa ha comportato concretamente, e quanto ha contribuito
ai servizi che subito dopo sono stati predisposti e resi disponibili all'utenza? |
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La necessità imposta dalle Direttive Nazionali, e di conseguenza
Regionali, ha spinto il management aziendale al miglioramento dei processi
organizzativi sanitari al fine di raggiungere il richiesto livello di
efficienza.
In alcuni casi si è stati costretti ad individuare addirittura
un modello organizzativo nuovo in quanto il miglioramento dell'attuale
risultava essere troppo oneroso.
L'Azienda ha ritenuto opportuno adottare le tecnologie dell'ICT in tutti
i processi riorganizzativi con la ferma convinzione che gli strumenti
informatici costituiscono una componente fondamentale, necessaria sia
al controllo gestionale che all'economia dell'Azienda, ma soprattutto
rimanendo fedeli al mandato istituzionale che vede l'Azienda impegnata
nel miglioramento continuo della qualità dei servizi all'utenza.
Per i suddetti motivi, quindi, si sta procedendo alla riorganizzazione
dei processi organizzativi aziendali ed alla loro rivisitazione, in un'ottica
informatizzata, convinti del fatto che solo una tale scelta strategica
potrà soddisfare le linee guida Regionali che impongono una riduzione
dei costi a fronte di un aumento dei servizi da erogare.
Di fatto un approccio in tal senso non è certamente indolore, la
visione dei processi aziendali secondo questa ottica implica la revisione
di tutti i meccanismi organizzativi, ma soprattutto implica un salto culturale:
il passaggio dalla logica funzionale a quella di processo, ovvero far
capire il concetto fondamentale che in Azienda ogni persona, unità
operativa, organizzazione interna, lavora non solo con la consapevolezza
che il proprio operato è importante per le altre componenti Aziendali,
ma soprattutto che esso costituisce uno dei tanti ingranaggi fondamentali
all'efficienza Aziendale.
Il processo di riorganizzazione è in corso ed è tangibile
e riscontrabile parzialmente, e lo sarà ovviamente sempre di più
con l'avanzamento dei lavori che sono previsti nei prossimi anni. L'utenza
comunque sta avendo modo di constatare ed usufruire di alcuni dei vantaggi
che si stanno avendo rispetto al passato, e mi riferisco a servizi che
vanno dall'accoglienza alla preospedalizzazione, alle cure mirate alle
patologie della terza età, fino ad arrivare a soluzioni tecnologicamente
più avanzate e di grande impatto quali la cartella clinica informatizzata,
che abbiamo in corso d'opera, fino ad arrivare al progetto "Beatrice"
ovvero la possibilità di prenotare pagare visite attraverso un
circuito di circa 300 sportelli esterni all'Azienda, collegati attraverso
Internet e circuiti VPN farmacie, studi medici, aziende private e scuole.
È inoltre possibile consultare i referti di laboratorio di analisi
e radiologici sempre attraverso Internet: l'intento è di ridurre
i viaggi degli assistiti verso l'ospedale da 3 ad 1.
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Quali
sono state le maggiori criticità riscontrate?
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Tra le criticità, una che è emersa e che a tutt'oggi continua
ad essere una difficoltà tra tutte, è sicuramente l'impatto
tecnologico sull'utenza interna che vede l'introduzione di strumenti
informatici che in diversi casi sono assolutamente sconosciuti soprattutto
per una certa fascia di età. Credo personalmente che l'Azione del
Governo rivolta alla formazione su tali strumenti sin dalle scuole elementari
possa dare i suoi frutti nei prossimi anni e sono convinto di questo esattamente
come lo sono del fatto che l'utilizzo dell'informatica costringe un po'
tutti ad effettuare un salto culturale ed uno sforzo non indifferente.
Un'altra difficoltà che va citata tra le tante è sicuramente
legata alla riorganizzazione dei processi che coinvolge tutte le
unità operative aziendali in un'ottica di sinergie che sinora era
solo parziale se non addirittura inesistente. Mi spiego meglio, bisogna
lavorare e svolgere le attività non guardando solo il proprio ambito
ed ignorando ciò che avviene in altri uffici, bensì lavorare
con la consapevolezza che il proprio operato è strettamente connesso
alle attività produttive degli altri e di conseguenza di tutta l'Azienda.
Oggi tutti i reparti di degenza sono ossessionati dal DRG, dalla massimizzazione
della produttività del proprio centro di costo, ma ciò non
vuol dire che questo comporti un miglioramento dell'efficienza Aziendale
e dei servizi. Questo è ciò che intendevo dire quando parlavo
di passaggio da una logica funzionale ad una logica di processo. Per concludere
con un esempio noi abbiamo in Azienda circa 30 sottosistemi informatizzati
molti dei quali sono completamente integrati tra di loro e connessi da una
continuità organizzativa necessaria al funzionamento di tutto il
sistema, in particolare un paziente che entra nel pronto soccorso può
essere, ovviamente se necessario, ricoverato direttamente a reparto il quale
si ritrova nel proprio sottosistema informatico la movimentazione, da qui
partono le richieste interne verso i servizi di laboratorio, di radiologia,
consulenze, si passa direttamente nelle sale operatorie e così via
nel dialogo tra i vari sottosistemi, in uno scenario del genere la carenza
di un anello di questa catena rischia di mettere in crisi tutto il sistema
ed allo stesso tempo ne costituisce risorsa essenziale per l'intera efficienza. |
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Potrebbe
darci qualche riferimento per quanto riguarda l'investimento dell'intero
progetto, sia in termini di risorse umane che di quelle finanziarie? |
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I progetti sono diversi da come può ben capire da quanto detto
sino ad ora e progetti di maggior rilievo e corposi come quello della
cartella clinica informatizzata (progetto "Maura") sono sviluppati
su base triennale per un valore economico complessivo di circa 2.900.000
euro. L'informatica in Azienda ha una notevole capillarizzazione e
contempla oltre 1000 personal computer, circa 2000 punti rete,
40 aree informatizzate, questo comporta l'impegno di 24 persone
interne dedicate agli interventi in Help Desk (solo in questo primo trimestre
abbiamo ricevuto oltre 1400 richieste), gestione delle reti, gestione
delle sale macchine, inoltre ci avvaliamo di personale esterno esperto
delle diverse soluzioni applicative, di reti, di HW per un totale di 12
persone in presidio fisso ed infine al momento ci stiamo avvalendo del
sostegno di 40 tecnici informatici dedicati ai reparti per fornire l'opportuno
sostegno tecnico ed agevolare l'utilizzo degli strumenti software che
stiamo mettendo in produzione.
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Il
progetto Beatrice potrebbe essere visto come un CUP, talmente esteso da
arrivare fin sotto casa del cittadino. Come è nato e qual è
stato il riscontro in termine di soddisfazione dei cittadini che ne avete
avuto? |
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Di fatto lo è in quanto è una vera propria estensione del
nostro CUP che conta ben 120 postazioni interne, con il quale è
completamente integrato vale a dire che una prenotazione effettuata con
il CUP o con Beatrice agisce sulla stessa base dati, allo stesso modo
ed in tempo reale.
Il progetto "Beatrice" di fatto nasce proprio con l'intento
di arrivare il più possibile in prossimità del cittadino
ed è per questo che abbiamo al momento 300 punti, non solo su Roma,
ed abbiamo coinvolto oltre alle farmacie ed i medici anche le scuole e
le parrocchie. La sua diffusione non si è estesa sino al singolo
cittadino non per un problema tecnico visto che per usufruire basta collegarsi
ad un normalissimo sito Internet ed autenticarsi, bensì perché
al momento crediamo che sia prematuro, troppo dispendioso e soprattutto
pericoloso per le liste di attesa, coinvolgere un potenziale di diverse
centinaia di migliaia di cittadini. Bisogna tener presente che la semplicità
di accesso ed un click potrebbero essere fatti con molta leggerezza e
potrebbero portare a non rendersi conto che le prestazioni sanitarie non
erogate a causa della cosiddetta "caducità" (la non presenza
dell'assistito all'appuntamento preso) costituiscono uno dei problemi
dell'allungamento delle liste di attesa. Le analisi effettuate sui dati
statistici ci hanno fatto constatare quanto la caducità sia legata
maggiormente alle prenotazioni telefoniche sia per la semplicità
dell'atto (assistiti che prenotano su più ospedali e non disdicono)
sia per il fatto che telefonicamente è comunque più problematico
far presente le eventuali preparazioni propedeutiche l'erogazione di una
prestazione ambulatoriale. Con la prenotazione allo sportello si ha la
possibilità di ottenere su carta ciò che viene detto al
telefono.
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E
il CUP vero e proprio? A che livello di funzionalità è, e
perché fatica così tanto ad essere integrato del Progetto
Re-Cup, fortemente voluto dalla Regione Lazio?
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Il nostro CUP è ormai da circa due anni integrato con il sistema
ReCUP
, nella fattispecie abbiamo una linea dati a larga banda che ci collega
con il CED della Regione Lazio da dove il loro sistema di prenotazione
invia in tempo reale attraverso il proprio call center le prenotazioni.
In passato ci sono stati dei problemi tecnici legati al fatto che i due
sistemi essendo di natura diversa dovevano per così dire trovare
dei punti di incontro ed un protocollo di comunicazione comune. Credo
che il lavoro svolto in passato e l'architettura studiata sia più
che soddisfacente non solo per la sua efficacia ma soprattutto per il
fatto che consente di soddisfare le esigenze Regionali ed allo stesso
tempo di continuare ad adottare un sistema di prenotazione interno di
natura diversa e per questo anche più "calato" nelle
esigenze dell'Azienda Ospedaliera. Chiaramente i problemi ci sono stati
in fase di avvio, come già accennato, ci saranno sicuramente in
futuro quando si parlerà di implementazioni di nuove funzionalità
ma questo fa parte del nostro lavoro di informatici ovvero analizzare
le esigenze e trovare soluzioni appropriate che soddisfino le esigenze
richieste, ecco quando parlo di problemi mi riferisco a questo.
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Quando
si parla di offrire servizi utili, che avvicinano l'utente all'amministrazione,
ci vengono subito in mente delle complesse e soprattutto costose infrastrutture,
mentre spesso si dimenticano i servizi fondamentali, come l'accoglienza
o l'accompagnamento alle prestazioni, che sono l'obiettivo del progetto
LUISA. Potrebbe darci qualche dettaglio in più. |
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Il "Progetto Luisa" nasce dall'esigenza di fornire al cittadino
risposte unitarie e precise a tutti i quesiti e i problemi posti dal cittadino
nei suoi rapporti con l'Ospedale. Sino a poco tempo addietro i cittadini
per usufruire dei nostri servizi e prendere contatto con noi dovevano
girare all'interno dell'Ospedale, effettuare molteplici chiamate, cercare
di indagare e capire come indirizzarsi e così via. Ora non è
più così: il cittadino non gira all'interno dell'Ospedale,
perché in un unico ambiente molto gradevole, la "Sala Mazzoni"
in Piazza San Giovanni in Laterano, 80, sono stati allocati servizi specialistici
per offrire unitariamente la risposta richiesta.
Nella "Sala Mazzoni" sono presenti, secondo le più avanzate
impostazioni organizzative, i seguenti servizi:
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Servizio
di Accoglienza: per accogliere, informare, orientare, accompagnare,
tutelare ed educare alla salute i cittadini; |
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C.A.P.
(Centro Accoglienza e Prenotazioni): per accogliere, prenotare
prestazioni (regime istituzionale e di Intramoenia) e pagare il ticket; |
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Documentazione
sanitaria: per la richiesta ed il rilascio di certificati di degenza
e ambulatoriali, cartelle cliniche e documentazione radiologica. |
Sono disponibili, inoltre, servizi accessori non sanitari quali sportelli
bancari, bar, bancomat, telefoni, ecc.
Quest'approccio organizzativo integrato e centralizzato nei rapporti tra
ospedale e cittadino consente anche di monitorare meglio le esigenze degli
utenti, nell'ottica di un miglioramento qualitativo e quantitativo continuo
dell'offerta della nostra Azienda. A tal fine è stata progettata
una rilevazione del livello di gradimento degli utenti verso i servizi
di sportello offerti dall'Azienda per individuare gli eventuali aspetti
critici che si frappongono nel loro percorso, al fine di effettuare scelte
di miglioramento continuo.
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