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ASTER, UN FIORE PER LA SANITA' TOSCANA

ne parliamo con
Piero SALVADORI

Responsabile del Dipartimento Cure primarie
dell'azienda USL 11 di Empoli

Quali esigenze hanno condotto l'azienda USL 11 di Empoli a realizzare il progetto ASTER?  

Con "AS.TER. - Assistenza territoriale" l'azienda USL 11 di Empoli intende rispondere a numerose esigenze, prima tra tutte quella di comunicazione tra gli operatori della sanità sul territorio. Mentre in ospedale esiste uno strumento, la cartella clinica, che raccoglie tutte le informazioni sullo stato di salute e sulle cure che un paziente riceve, permettendo al personale medico e paramedico di rendersi conto esattamente quale siano le sue condizioni, in caso di assistenza domiciliare questa conoscenza non è normalmente possibile e, spesso, gli operatori si trovano ad intervenire e decidere senza dati precisi sulla storia clinica del malato, sulle analisi già effettuate o sui farmaci che gli sono stati prescritti in precedenza. Il progetto ASTER nasce proprio per colmare questa lacuna, raccogliendo in un unico database tutte le prestazioni, non solo sanitarie ma anche sociali, che vengono prestate ai cittadini al loro domicilio. Un'idea iniziale che è stata poi ampliata per riuscire a comprendere anche quanto fatto nell'ambulatorio del medico di medicina generale o presso il Distretto: al nucleo originario del software, che porta il nome di un fiore simile alla margherita, stiamo infatti aggiungendo via via ulteriori "petali" corrispondenti ad altri servizi erogati dal SSN. Questo perché i pazienti, a nostro avviso, dovrebbero essere sempre più seguiti nei luoghi dove vivono, senza sradicarli dal loro contesto familiare. ASTER, facendoci superare i problemi di comunicazione, ci permette di migliorare la qualità e l'efficienza dei nostri interventi sul territorio

 
 
Quali informazioni sono raccolte da ASTER?  

Non sono rilevati solo i dati delle prestazioni medico-specialistiche che già raccogliamo con il software del CUP: tutto il resto viene registrato dal sistema o lo sarà una volta che ASTER diventerà operativo al 100%. Volendo riassumere, si tratta in sostanza delle informazioni sulle prestazioni svolte a domicilio da qualunque operatore, compresi il medico di famiglia e il pediatra, e su quelle effettuate nel Distretto fuori dalle competenze del CUP. Si va dalla scheda medica, che riporta anamnesi, diagnosi, farmaci in uso, ecc. a quelle redatte dagli infermieri professionali, dai fisioterapisti e dagli operatori dei Consultori materno-infantile, per la menopausa, per gli immigrati e per i giovani, quest'ultimo in via di implementazione proprio in questi giorni. Altri "petali" riguardano la gestione delle procedure per ottenere protesi o ausili, l'area di medicina legale, i farmaci - alcune tipologie particolarmente costose vengono distribuite in Toscana da Distretti e ospedali attraverso un sistema di dispensazione parallelo al canale delle farmacie - e tutta l'area del sociale. Questa, molto sviluppata, si occupa, per esempio, di abusi sui minori, abusi sessuali, problemi familiari, e anche della gestione della "Lista unica per le RSA": in base ad alcuni parametri trasparenti e validi per tutti come, ad esempio, lo stato di salute, le condizioni economiche o l'abitare o meno in affitto, vengono attribuiti punteggi per l'ingresso nelle RSA, sia quelle gestite direttamente dalla Usl sia quelle in convenzione

 
 
Quello di ASTER è un approccio così completo che fa immediatamente pensare al futuro Sistema informativo individuale in via di realizzazione da parte del SSN.  

I dati raccolti sono gli stessi, quindi sotto certi aspetti può essere visto anche in questo modo. Infatti quando il sistema sarà finalmente operativo al 100% saremo in grado di riunire tutte le informazioni relative alle prestazioni ricevute dal cittadino sul territorio, dall'esenzione del ticket alla visita del medico di famiglia, dal certificato per la patente al trasferimento in una RSA. Potremo, cioè, seguire al meglio le persone in ogni maglia della rete del sistema socio-sanitario. Abbiamo in mente anche un'evoluzione ambiziosa: una volta informatizzati tutti i medici di famiglia, i distretti, le farmacie, ecc. intendiamo scambiare telematicamente tutte le informazioni necessarie per fornire i servizi ai cittadini, senza costringere i malati a portarle su carta da un punto all'altro della nostra organizzazione. E' un progetto a cui stiamo lavorando e, visto che 130 dei 186 medici di famiglia utilizzano già il computer, credo che riusciremo presto a risparmiare ai pazienti queste desolanti procedure burocratiche, in modo che gli assistiti si spostino solo se è necessario per ragioni cliniche e non per portare fogli da un ufficio all'altro

 
 
Tutti i dati raccolti confluiscono in un database centralizzato?  
  Tornando a parlare del presente, e quindi del progetto ASTER che già esiste e funziona, tutte le informazioni sono raccolte nel server del nostro CED e sono accessibili agli operatori tramite una rete intranet.
 
 
Le informazioni sulla salute dei cittadini sono dati sensibili: che cosa avete previsto per salvaguardare la privacy dei malati?  
  E' un aspetto a cui abbiamo prestato particolare attenzione. La Azienda Usl di Empoli ha 2500 dipendenti e il personale coinvolto in ASTER, distribuito in 15 comuni, supera ormai le 150 persone, tra infermieri, amministrativi, fisioterapisti, assistenti sociali, ecc. per cui avere in rete le informazioni sanitarie dei cittadini senza limitazioni d'accesso sarebbe stato molto scorretto e pericoloso, oltre che illegale. Per questo ogni operatore è dotato di un identificativo e di una password con i quali può accedere solo alla parte di programma e alle funzioni a cui è abilitato in base alla professione svolta. E' chiaro, infatti, che chi si occupa della parte medica non ha ragione di leggere la sezione della cartella scritta dall'assistente sociale e venire così a conoscenza, ad esempio, di problemi familiari di un vicino di casa. Però per salvaguardare la funzione primaria di comunicazione tra gli operatori, abbiamo previsto dei flag che indicano i Servizi che seguono ogni persona, pur non facendo accedere ai file se non il personale strettamente autorizzato a farlo per ragioni professionali. Quindi solo un set minimo di informazioni è effettivamente condiviso da tutti. Però, una volta tolti i riferimenti individuali, tutti i dati sono utilizzabili per studi e ricerche statistiche, importanti per programmare politiche e interventi mirati
 
 
Come viene riconosciuto il paziente dal sistema? Avete previsto un particolare strumento di identificazione o di accesso?  
  Qualunque sia il "petalo" con cui il cittadino viene in contatto, al personale autorizzato sarà sufficiente digitare semplicemente il nome e il cognome del paziente per accedere alla sua storia clinica o per aggiungere informazioni su nuove prestazioni effettuate. Avevamo previsto anche una smart card, da distribuire in via sperimentale innanzitutto a coloro che più frequentemente ricorrono alle prestazioni territoriali e cioè agli anziani e a chi soffre di invalidità o patologie gravi. Era un progetto ambizioso, realizzabile grazie al contributo di sponsor e banche, che prevedeva l'iniziale emissione di un minimo di 10 mila tessere sanitarie. Ci siamo fermati perché con la Legge Finanziaria il Governo ha preso impegno di distribuire una card a tutti i cittadini e, quindi, in presenza di un'iniziativa nazionale non ritenevamo più opportuno avventurarci in un'azione territoriale. Ovviamente se ciò non avvenisse, riprenderemo il nostro progetto
 
 
E' stato un grande sforzo informatizzare e formare tutto il personale?  
  Il programma Aster è partito nel novembre del 2001 e se oggi ancora non siamo al 100% è per le grandi resistenze al cambiamento che abbiamo dovuto affrontare al nostro interno. Ho avuto scontri accesi con una parte del personale - medici, infermieri, amministrativi, ecc. - che non avendo in precedenza mai usato il computer, non ha apprezzato subito il passaggio dalla carta al digitale, anzi lo ha osteggiato. All'inizio ricevevo continue lamentele poi, già dopo un paio di mesi, sono cominciati ad arrivare gli apprezzamenti che, peraltro, hanno innescato altre insoddisfazioni: dalle stesse persone che facevano resistenza ora ricevo sollecitazioni per avere macchine più potenti, diminuire i tempi di trasmissione o di accesso, aggiornare il software e così via. Ma va bene così
 
 
La criticità maggiore è stata quindi quella legata al fattore umano?  
  Sì, non è facile gestire un sistema che mette insieme professionalità diverse: medici, infermieri, fisioterapisti o operatori del sociale hanno tutti esigenze particolari per cui è difficile dare subito una risposta unitaria che soddisfi tutti
 
 
Sono stati necessari investimenti rilevanti?  
  Presentandolo a FORUM P.A. 2003 avevo stimato l'investimento totale intorno ai 100 milioni di lire, comprensivi di hardware e software. Nel frattempo abbiamo esteso ulteriormente le aree di applicazione, ordinato 25 nuovi computer, potenziata la rete e altro ancora, per cui alla fine credo che spenderemo tra i 150 e i 200 milioni di lire
 
 
Quali sono le aree e le funzionalità ancora da implementare?  
  Siamo ancora in pieno sviluppo: l'area Asili è partita a gennaio, quella Medico-legale da inizio marzo, mentre sarà possibile registrare le vaccinazioni prima dell'estate. Per quanto riguarda i Consultori tutto è pronto, ma la Regione Toscana ne ha frenato l'avvio per chiarire alcuni aspetti che, comunque, non dovrebbero far slittare oltre aprile l'inizio dell'operatività. Tra gli altri progetti in rampa di lancio c'è il "petalo" relativo ai servizi di Salute mentale: informatizzeremo dalla neuropsichiatria infantile alla psichiatria fino a toccare alcuni settori della neurologia. Attualmente abbiamo implementato circa l'80% di ASTER, aprendo più di 20 mila cartelle socio-sanitarie territoriali: un numero destinato ad aumentare rapidamente sia per i nuovi "petali" in via di attivazione, sia perché svolgiamo un'attività non legata solo alla cura delle malattie ma anche all'assistenza sociale, alla prevenzione e alla certificazione, per cui ritengo che entro un paio di anni riusciremo a intercettare tutti i 220 mila abitanti
 
 
Quando sarà completamente operativo ASTER?  
  Entro un anno la parte già programmata, ma in parallelo sono partite nuove estensioni e progetti complementari destinati a concludersi e integrarsi solo successivamente. E' il caso, ad esempio, del collegamento con i medici di famiglia, che all'inizio non avevamo preso neppure in considerazione.
Perché se l'obiettivo iniziale era la comunicazione tra gli operatori, ora puntiamo a realizzare un vero e proprio sistema informativo territoriale. Così se l'ospedale può utilizzare il DRG (Diagnosis Related Groups) basato sulla scheda di dimissione ospedaliera (SDO) per avere informazioni
riguardo il consumo di risorse, la durata della degenza e, in parte, il profilo clinico, noi con ASTER possiamo avere gli stessi dati sulle prestazioni effettuate su tutto il territorio e, quindi, sapere anche quanto spendiamo per ogni singolo paziente ogni mese
 
 
Avete avuto contatti con altre realtà interessate al sistema ASTER che avete sviluppato insieme a CARIBEL Programmazione?  
Credo che delle 12 aziende Usl della Regione Toscana sei o sette stiano già adottando questo software. Ma abbiamo ricevuto richieste per avere dimostrazioni del nostro sistema anche dalle Marche, dal Trentino e dell'Abruzzo.
 
 

 

 



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