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Manicardi
     

Tra le prime in Italia,


ne parliamo con

Cristina Manicardi, assessore alla rete civica, al CED e alla comunicazione, del comune di Carpi
.

 

Carpi, 70mila abitanti, conta su una rete civica consolidata nel tempo e con un'ampia offerta di servizi online. Da dove viene questa tradizione?

In effetti la rete civica del Comune di Carpi è stata tra le prime nate in Italia. Nel '97 Internet era uno strumento ancora sconosciuto a moltissime amministrazioni e le esperienze avviate fino a quel momento avevano in gran parte prodotto i cosiddetti "siti vetrina", che offrivano qualche informazione turistica, e immagini dei territori.
Il Comune di Carpi, che si era dotato fin dal '95 di un proprio sito, ha valorizzato le idee e la voglia di fare di operatori interni che, anche per interesse personale, avevano conosciuto il web più da vicino e ne avevano intuito le potenzialità.
Il lavoro di costruzione della Rete Civica è quindi iniziato tra il '97 e il '98, attraverso la programmazione di un database che è stato gradualmente riempito di informazioni sull'amministrazione e sulla città nel suo complesso.
Uno degli obiettivi che abbiamo subito adottato, infatti, e che ha valso l'interesse e l'apprezzamento dei cittadini carpigiani e di chi ancora era scettico verso questo strumento, è stato l'implementazione e dell'aggiornamento costante delle informazioni disponibili.
Nel frattempo il nostro interesse si è rivolto anche allo sviluppo dei servizi online che devono essere il più possibile fruibili anche da casa o dall'ufficio e a qualsiasi orario del giorno. In questo senso, un supporto importante a progetti nuovi o già avviati è arrivato prima dal Piano Telematico Regionale e poi dal Piano Nazionale di e-Governement al quale abbiamo partecipato come Comune sviluppatore.

Per il successo di una rete civica quanto conta la tendenza culturale e sociale all'associazionismo?
Naturalmente l'associazionismo è importante in quanto aiuta l'amministrazione ad individuare le esigenze dei cittadini e aiuta a costruire le risposte a partire dalla diffusione della conoscenza degli strumenti informatici e telematici. Sono, però, altrettanto convinta che un'eventuale mancanza di associazioni disponibili alla collaborazione non sia un valido motivo per rinunciare a costruire strumenti che avvicinano comunque l'amministrazione al cittadino.
La sinergia tra le amministrazioni è di fondamentale importanza per lo sviluppo dei progetti telematici?


Certo, è importante in quanto nessuna amministrazione vive isolata rispetto alle altre, anzi, i rapporti, e quindi le esigenze di "interoperabilità", cresco sempre più. Il supporto telematico diventa quindi uno strumento di supporto importante alla costruzione e condivisione di politiche territoriali e alla razionalizzazione delle strutture e dei servizi.

 

Senza una tradizione culturale e civica consolidata nel tempo, un piccolo comune ce la fa da solo a mettere in piedi una rete civica, che sia anche veicolo dei servizi di eGoverment?
Credo che per un Comune piccolo, quale che sia la propria tradizione culturale e civica, non sia affatto semplice impiantare una rete civica in quanto richiede:

disponibilità economiche
personale dedicato e formato
l'implementazione e l'aggiornamento sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista dei contenuti.


 




Una soluzione valida è senz'altro quella del "riutilizzo", cioè dell'adozione di soluzioni già impiantate e sperimentate in Comuni più grandi e che possono permettersi un sufficiente livello di investimento.
Si tratta, praticamente, della logica già adottata dal Comune di Carpi che offre ad altri Comuni la possibilità di utilizzare i propri sistemi e la propria esperienza per rendersi, poi, gradualmente autonomi. Ed è anche il sistema che sarà adottato dal piano nazionale di eGovernement che, completata la prima tornata progettuale partecipata e realizzata da Comuni che esprimono importanti esperienze di livello nazionale, destinerà finanziamenti proprio al riuso, per sostenere l'innovazione anche dei Comuni più piccoli o più deboli sul piano informatico e telematico.

 

I servizi e le informazioni della rete civica di Carpi stanno per essere tradotti in irdu, indi, cinese e arabo: le quattro lingue maggiormente parlate dagli immigrati a Carpi. È una iniziativa lodevole e unica. Che significato ha? Gli stranieri interessati verranno poi coinvolti in un progetto di alfabetizzazione all'uso della rete?


Il significato di questa iniziativa è quello di favorire l'integrazione dei cittadini stranieri della nostra città permettendo, anche a chi ha una scarsa o nulla conoscenza della nostra lingua, di conoscere meglio le opportunità offerte dal Comune e dalla città in generale, in particolare rispetto alla disponibilità, funzionamento e regole di fruizione dei servizi.
Rispetto all'alfabetizzazione, tra le iniziative adottate o promosse dall'Amministrazione, anche in collaborazioni con altri soggetti del territorio, c'è la formazione per la diffusione della conoscenza degli strumenti informatici e telematici tra tutti i cittadini, italiani o stranieri che siano.
In particolare, insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, abbiamo prodotto uno sforzo al fine di dotare le scuole di aule di informatica, impiantare i collegamenti di rete, sostenere la formazione degli insegnanti. Inoltre abbiamo promosso, insieme all'Università della Libera Età, corsi di base a costi minimi per cittadini in particolare anziani, abbiamo avviato e poi trasferito ad una scuola superiore carpigiana che tuttora li gestisce, diversi corsi di base ed avanzati rivolti a studenti e cittadini in genere, abbiamo gestito, attraverso CarpiFormazione (il centro di formazione professionale di proprietà dei Comuni del distretto Carpigiano), le risorse del Fondo Sociale Europeo per l'alfabetizzazione informatica gratuita dei cittadini. Quest'anno, poi, CarpiFormazione si convenzionerà con il Centro Territoriale di Educazione Permanente degli Adulti, che organizza in particolare corsi di alfabetizzazione per cittadini stranieri, al fine di favorire la loro formazione all'uso del computer e della rete che, comunque, almeno per alcuni, rappresenta già un valido strumento di comunicazione a bassissimo costo con il Paese d'origine.


Parliamo ancora di digital divide: cosa può fare un piccolo comune come il vostro per familiarizzare la cittadinanza al mezzo elettronico e avvicinarla all'uso dei servizi online?


Il sistema migliore è quello di promuovere la formazione dei cittadini a partire dalle scuole per arrivare agli adulti e anche agli anziani che rischiano maggiormente l'esclusione dalle opportunità offerte dalla rete. Nel nostro caso, oltre alla formazione, abbiamo reso disponibili ai cittadini diverse postazioni di accesso gratuito ad internet affinché la mancanza di un computer in casa non costituisca un impedimento al suo utilizzo. Inoltre, grazie ad un progetto finanziato dal Piano Telematico Regionale, abbiamo assegnato vari computer ad associazioni del volontariato che, dopo un percorso di formazione in fase di predisposizione, potranno supportare i loro iscritti all'utilizzo di internet, in particolare della Rete Civica per fruire delle informazioni e servizi disponibili.

 

 

L'accessibilità della rete civica, oltre che un obbligo di legge, è un dovere civico dell'amministrazione nei confronti della cittadinanza. Ma non è facile rendere accessibile un portale dei servizi. In quale direzione state lavorando?


La rete civica di Carpi ha vinto, tra alcuni altri, anche il secondo premio "P.A. APERTA 2003" per l'accessibilità delle amministrazioni e dei servizi ai disabili e alle fasce deboli. Le pagine del sito sono state programmate e costruite in accordo con gli standard di accessibilità stabiliti dalle "Linee di guida per l'accessibilità dei contenuti" del W3C. Poiché alcune parti del sito sfuggono al controllo automatico e dunque non possono essere validate in accordo con questi principi, abbiamo previsto una versione solo testo che consente la visualizzazione della rete civica anche da browser vecchi o con connessioni particolarmente lente, ma soprattutto facilita la fruizione dei contenuti a utenti non vedenti e ad utenti ipovedenti. Il livello di accessibilità raggiunto dal sito Carpidiem risulta dunque oggi essere WAI A per la versione standard, WAI AA per quella solo testo.

 

Il servizio di pagamenti online avvicina più che mai l'amministrazione ai cittadini, nello svolgimento di un loro obbligo. Eppure sono in molti a non fidarsi ancora. È sufficiente cambiare sistema di pagamento per convincerli o bisogna fare di più?

 

 


La mancanza di fiducia verso i "pagamenti elettronici" deriva in particolare dalla scarsa conoscenza dei meccanismi di sicurezza che ormai reggono tali transazioni. Il sistema interbancario, infatti, dispone di sistemi che garantiscono la trasmissione criptata dei dati della carta di credito, quindi un livello di sicurezza che supera anche quello dell'uso nei comuni negozi.
Per questo la nostra azione, che dovrà essere periodicamente ripresa, ha cercato di informare maggiormente i cittadini sulle modalità di utilizzo e le condizioni di sicurezza.
Posto che una parte dei cittadini, così come non usa il bancomat e la carta di credito, non arriverà mai a fruire dei pagamenti online, credo che nel futuro sempre più persone si avvicineranno a questo strumento sia perché le giovani generazioni hanno una grande dimestichezza con i computer e internet, sia perché gradualmente anche i diffidenti si accorgeranno che chi ha paga online non rischia lo smantellamento del proprio conto corrente.
Il Comune di Carpi, poi, oltre a prevedere pagamenti attraverso la carta di credito, si è organizzato per ricevere pagamenti tramite bonifico online, un altro sistema sicuro che ormai tutte le banche offrono tra i servizi ai propri clienti.

 

 

 

 
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