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eGov servizi e realtà locali,  

ne parliamo con

Leonardo D'Amico, responsabile ufficio sistemi e tecnologie dell'Area Innovazione Regioni ed Enti Locali del CNIPA

 

    A giugno partirà la II fase di attuazione dell'eGovernment. Cosa resta della I fase?
  Con il primo avviso, abbiamo individuato i migliori progetti presentati dalle Regioni e dagli Enti Locali.
Le best practices individuate riguardano progetti per l'attuazione delle infrastrutture ICT e progetti per l'erogazione dei servizi al cittadino ed imprese, utilizzando principalmente Internet e dove necessario i circuiti di autenticazione collegati alla CNS prevedendo anche accessi alternativi ad esempio, call-center, centri servizio ecc.
Complessivamente, il primo avviso prevede una platea di utenti dei servizi erogati di circa 20 milioni di cittadini e sono stati proposti un numero rilevante di servizi (oltre 100) che comprendono quindi gli 80 i servizi per cittadini ed imprese definiti come prioritari dall'avviso. Lo stato avanzamento lavori dei progetti a livello nazionale, procede come preventivato e si può ipotizzare che nel primo semestre la media dovrebbe aver superato il 30 % e entro l'ultimo trimestre del 2004 raggiungere il 70 %, si tenga comunque conto che per loro natura e dimensione alcuni progetti sono in diverso stato di attuazione.
Attualmente è stata avviata la Fase II che dovrebbe avere la massima operatività nel giugno del 2004 e continuare per diversi mesi successivi. In questo periodo le best practices, individuate nella I fase, potranno essere estese a tutto il territorio italiano come prevedono le due linee specifiche della fase II nel frattempo con le Regioni e gli Enti Locale si stanno concertando le modalità operative di questo processo. E' difficile attualmente fare delle previsioni in merito ai tempi ed alle percentuale di diffusione raggiungibili.
    Come verranno estese le best practices?
  La fase di concertazione con le regioni e con gli enti locali (province e comuni) si concentra proprio su questo argomento.
La Fase II prevede varie linee di azione ma per questa tematica, come ho ribadito prima, si deve fare riferimento a due linee di azione : lo sviluppo dei servizi infrastrutturali locali e la diffusione territoriale dei servizi per cittadini ed imprese.
Per quanto riguarda le infrastrutture, che permettono la diffusione capillare dei servizi, l'obiettivo è realizzare in tutti i territori regionali quei servizi infrastrutturali che una Amministrazione Regionale o Provinciale rende disponibili agli EELL per l'erogazione di servizi finali anche tramite servizi a larga banda.
Per quanto riguarda i servizi, il sistema studiato per diffonderli sul territorio nazionale è quello del riuso; si tratta di valorizzare il riuso delle soluzioni, estendendole ad altre Amministrazioni realizzando così significative economie di scala e promovendo una standardizzazione delle soluzioni su tutto il territorio nazionale.
In pratica, tramite il riuso, chi non ha partecipato direttamente alla I fase, può attivare ugualmente i servizi partecipando alla II fase, riutilizzando cioè le soluzioni già realizzate da altri seguendo le procedure che si stanno concordando. In estrema sintesi, verrà proposto alle pubbliche amministrazioni un catalogo condiviso contenente le offerte di riuso, le amministrazioni interessate, potranno riutilizzare gratuitamente la soluzione che è stata oggetto del coofinanziamento, apportando le dovute modifiche per rendere la soluzione stessa adeguata al loro territorio.
    Cosa porterà di buono alle realtà locali la II fase di attuazione dell'eGov?
  Come ho premesso i servizi risultanti dalla fase I coprono quei servizi individuati come prioritari quindi al termine della Fase II le realtà locali disporranno di una vasta gamma di servizi di e-Gov forniti on-line dalle PA locali, usufruibili da cittadini e imprese con le garanzie di affidabilità legate alle infrastrutture ed ai sistemi di identificazione che si stanno attivando.
Nei progetti presentati i servizi prevedono tutti i livelli d'interattività previsti dalla direttiva europea (dal primo - informativo al quarto - interazione completa/transazione) e quindi la gamma dei servizi dovrebbe soddisfare anche le diverse esigenze e livelli di fruibilità dei cittadini/imprese. In secondo luogo c'è l'aspetto legato ai gap territoriali, ci si aspetta un maggior vantaggio per quei cittadini/imprese operativi su quei territori difficilmente raggiungibili dai tradizionali sistemi di erogazione dei servizi.
    Su quali altri temi state lavorando?
  La fase II per il proprio completamento prevede altre tre linee di azione :
  1. La costituzione dei CST - Centri Servizi Territoriali per garantire la partecipazione piena ai processi di innovazione dell'e-Gov.

  2. L'avviamento di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale (e-demogracy)

  3. La promozione dell'utilizzo dei nuovi servizi presso cittadini ed imprese.

Ciascuna linea richiede una illustrazione su cui non abbiamo il tempo, si può ricordare che inoltre si stanno promuovendo diverse iniziative tecniche su tematiche a supporto della realizzazione di servizi standard.

    A proposito di costi, gli enti locali ce la fanno ad andare senza finanziamento pubblico?
  Nella I fase, il coofinanziamento del MIT è stato di circa 120 M€ ed ha attivato cantieri per un valore di circa 500 M€ di euro e questa differenza è stata fornita dagli stessi EELL. Si può quindi notare che il coofinanziamento della fase I ha dato il colpo iniziale di volano che ha successivamente innescato quel circolo virtuoso che attualmente vede gli EELL impegnati nei 134 progetti di e-Gov.
    Quanto contano tecnologia e soldi per la realizzazione dei progetti?
  Le maggiori difficoltà per gli EELL nella realizzazione dei progetti eGov non si riscontrano soltanto sugli aspetti tecnologici o su quelli economici ma assume una importanza rilevante la concertazione territoriale; sia essa verticale (regione, province, comunità montane, comuni), o orizzontale per le stesse tematiche (comuni con altri comuni, province con province, e così via), quindi il tema della concertazione è vincente per la corretta erogazione dei servizi. Inoltre questi progetti realizzati in forma collettiva tra enti diversi ha fornito ai progetti un altissimo valore aggiunto sia in termini di soluzioni proposte sia in termini di standard adottati.
    A fronte di una tecnologia ineccepibile continua a sussistere quel gap culturale che lega gli utenti Internet ad una fascia di elite. Che fare?
  Ci sono diverse iniziative del MIT su questi temi. Ci sono i progetti studiati a livello territoriale per il superamento del cosiddetto digital divide, in questo caso l'obiettivo è quello di portare il collegamento per l'accesso diretto ai servizi online, nelle zone in cui il mercato privato non opera. Ci sono iniziative per l'alfabetizzazione informatica di cittadini italiani, come per esempio il programma televisivo "Non è m@i troppo tardi". Ci sono altre iniziative, che riguardano la diffusione degli apparati informatici, come il computer presso le famiglie. Esiste inoltre un gruppo di lavoro sulla possibilità di utilizzare la tv digitale terrestre per l'offerta di servizi semplici di eGov da offrire al cittadino.
    Nel Sud i servizi di eGov tardano ad affermarsi. Cosa c'è che non va?
  È difficile dare una risposta sintetica a questa domanda, la problematica è legata a tanti fattori che non sono direttamente connessi, né alla tecnologia, né al finanziamento dei progetti, in generale, sono situazioni legate al contesto territoriale. Si deve comunque ricordare che esistono per la Società dell'Informazione, dei fondi specifici del CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica), a esclusiva disposizione delle Regioni obiettivo 1 e che anch'essi oltre ai finanziamenti previsti per l'attuazione dell'eGov saranno investiti per l'attuazione della Fase II.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 
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