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Basilicata
AL VIA LA SECONDA FASE DI E-GOVERNMENT

 

Mancano ormai pochi giorni all'avvio dei bandi per la seconda fase di e-government. Secondo il programma predisposto dal MIT entro febbraio dovrebbero essere pubblicati i primi avvisi e i relativi allegati tecnici per almeno due delle linee di azione previste (servizi infrastrutturali ed e-democracy), mentre per quelli relativi alle restanti tre linee occorrerà attendere ancora qualche mese.

Obiettivo principale di questa nuova tornata di e-government è l'allargamento al maggior numero possibile di amministrazioni locali dei processi di innovazione già avviati che hanno per oggetto i servizi a cittadini e imprese e i servizi infrastrutturali.

La seconda fase prevede anche la realizzazione di servizi on-line per promuovere la cittadinanza digitale e specifiche misure per l'inclusione dei piccoli comuni, per la promozione dell'utilizzo dei servizi on-line e per la formazione e l'assistenza agli Enti locali.

Sono pertanto cinque le linee d'intervento previste:

 

1.
Sviluppo dei servizi infrastrutturali locali e Sistema pubblico di connettività (SPC)
2.
Diffusione territoriale dei servizi per cittadini ed imprese
3.
Inclusione dei comuni piccoli nell'attuazione dell' e-government
4.
Avviamento di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale (e-democracy)
5.
Promozione dell'utilizzo dei nuovi servizi presso cittadini e imprese

 

Da questa settimana L'Altra PA inizia un viaggio tra i temi oggetto delle linee d'azione, partendo dallo sviluppo dei servizi infrastrutturali (linea 1).

Come tradizione, mentre da un lato darà parola direttamente alle amministrazioni, presentando le esperienze più significative, dall'altro cercherà di offrire documenti, schemi e letture utili per approfondire l'argomento.

 

Per questa prima tappa abbiamo scelto di parlare della Regione Basilicata , impegnata ormai da alcuni anni in un ambizioso piano di sviluppo della Società dell'informazione sul proprio territorio che sta dando risultati sorprendenti. La strategia dell'amministrazione lucana è stata inizialmente focalizzata sulla creazione dell'infrastruttura di rete, per poi allargarsi a tutte altre aree, dall'e-government alla cittadinanza elettronica, dai servizi per il mondo produttivo alla sanità.

 

 
La seconda fase di e-government: 2004-2005  
Linea 1: Lo sviluppo dei servizi infrastrutturali locali e Sistema pubblico di connettività (SPC)

La prima linea di azione - come riportato nel documento approvato dalla Conferenza unificata Stato, Regioni, Città e Autonomie locali il 27 novembre 2003 - ha come obiettivo quello di conseguire, in tutti i territori regionali, la disponibilità di servizi infrastrutturali adeguati.

Per servizi infrastrutturali si intendono, con un'accezione ampia, tutti quei servizi che una amministrazione regionale o provinciale rende disponibili per gli Enti locali del suo territorio di riferimento, e la cui disponibilità è necessaria per la realizzazione dei progetti di e-government finalizzati alla erogazione di servizi finali. Sono tali, ad esempio, i servizi delle reti regionali e/o territoriali e le strutture per la loro gestione, i servizi di gestione delle carte di servizi a livello regionale, i servizi per l'interoperabilità dei protocolli e della gestione documentale.

Nell'ambito di tali servizi emergono due necessità fondamentali: la prima riguarda la copertura territoriale di tutto il Paese, la seconda l'adeguamento dei servizi infrastrutturali in corso di attuazione presso le Regioni e le Province alle indicazioni che emergono dal tavolo tecnico che sta definendo le specifiche del Sistema pubblico di connettività.

Vi è inoltre, limitatamente ai territori in cui opera la delibera CIPE n. 17 del 9 maggio 2003, oppure per iniziative già parzialmente realizzate alla data di stipula dell'APQ, l'opportunità di sviluppare infrastrutture a larga banda per le reti regionali e provinciali. In questo contesto la Regione Lombardia è l'unica ad avere già firmato l'Accordo di Programma quadro.

In ambito di infrastrutture, il "riuso" delle soluzioni si presenta come condivisione dei servizi infrastrutturali tra più territori, cioè sostanzialmente come ampliamento dell'utenza di tali servizi.

Modalità di attuazione

Lo sviluppo dei servizi infrastrutturali prevede l'individuazione di specifici temi di intervento, in continuità con le tematiche affrontate nei progetti di infrastruttura finanziati nella prima fase dell'e-government, su cui suddividere le risorse disponibili.
Fra i temi è possibile individuare lo sviluppo dell'SPC e lo sviluppo dei servizi infrastrutturali già cofinanziati con la fase 1.

Sulla base di tali temi saranno definiti i progetti da cofinanziare secondo opportuni criteri quali:

non duplicazione in più progetti di uno stesso ambito tematico;
preferenza al progetto con maggiori adesioni per la disponibilità al riuso in caso più progetti coprano lo stesso ambito tematico;
suddivisione tematica dei progetti sulla base delle specificità di ogni territorio;
disponibilità al riuso delle soluzioni sviluppate in ambiti territoriali diversi da quello dell'APQ di riferimento con relative risorse economiche.

I progetti così individuati verranno specificati, anche nella loro componente economica, ed attuati nell'ambito degli APQ definiti tra il DIT ed ogni singola Regione.

Al fine di promuovere progetti presentati da più regioni, verrà stabilita una quota di premialità per sostenere quelli finalizzati ad attività di supporto a processi di standardizzazione in accordo a quanto previsto dal documento "L'e-government per un federalismo efficiente - una visione condivisa una realizzazione cooperativa".

Inoltre, nell'ambito di tali iniziative, uno degli obiettivi sarà quello di garantire ai comuni di piccole e medie dimensioni un adeguato livello di connettività, anche mediante la loro partecipazione ad iniziative di promozione della larga banda, tenuto conto delle iniziative già avviate dalle Regioni e dagli Enti territoriali.

L'assegnazione delle risorse sarà subordinata alla verifica dell'esistenza sul territorio delle condizioni tecniche ed organizzative richieste dalla specificità di ogni progetto.

Nei territori nei quali non sia possibile la realizzazione dei servizi infrastrutturali necessari agli Enti locali per partecipare allo sviluppo dell'e-government, sarà necessario fornire tali servizi da parte di strutture individuate dal MIT.

Risorse destinate alla linea di azione Fondi UMTS

35 Meuro, Fondi CIPE (LB) 26 Meuro.

    REGIONE BASILICATA  
Lo sviluppo della Società dell'informazione

Le iniziative della Regione Basilicata per la Società dell'Informazione possono essere fatte risalire alla Legge Regionale 53/96, che ha formulato gli indirizzi base, e all'approvazione il 16 marzo 1998 del progetto di creazione della RUPAR - Rete Unitaria delle Pubbliche Amministrazioni Regionali, come evoluzione della Rete Telematica della Regione Basilicata (RTB).

Il 27 aprile 1999 è stato poi approvato dal Consiglio Regionale il Piano BASITEL per lo "sviluppo della società dell'informazione e della comunicazione e i servizi in rete della pubblica amministrazione in Basilicata", che ha ripreso e inquadrato tale progetto in un intervento più ampio, articolato in quattro sottoprogrammi integrati che, nel rispondere singolarmente a specifiche esigenze, realizzano le sinergie necessarie per l'efficacia complessiva del piano stesso.

I quattro sottoprogrammi integrati del piano Basitel.

 

INFRATEL
sviluppo delle infrastrutture della rete telematica per la Pubblica amministrazione sul territorio regionale
PASERV
sviluppo di servizi di base e di servizi applicativi della Regione e delle Pubbliche amministrazioni locali, resi accessibili ai cittadini ed alle imprese, sul territorio regionale
RISUPA
formazione delle risorse umane e sviluppo dei contesti organizzativi della Regione e delle Pubbliche amministrazioni locali, per i relativi processi di innovazione connessi allo sviluppo della Società dell'informazione
INFOSOC
sviluppo dei contesti economici, sociali e culturali del territorio regionale tramite il loro efficace inserimento nella Società dell'informazione

 

Le infrastrutture e i servizi infrastrutturali

La RUPAR della Basilicata, operativa sin dal 2000, nasce come infrastruttura di base per l'erogazione e la fruizione di servizi ritenuti strategici per lo sviluppo della Società dell'informazione ed in tale contesto rappresenta l'intervento infrastrutturale più significativo del piano Basitel.

Attraverso tale intervento sono stati realizzati: la rete di telecomunicazioni per la interconnessione delle Pubbliche amministrazioni presenti sul territorio regionale; le funzioni di base per la loro interoperabilità; l'interconnessione alle reti nazionali della P.A. e alla community network delle regioni; l'interconnessione a reti per l'accesso a servizi erogati da soggetti esterni; la diffusione degli accessi periferici e polifunzionali dell'utenza esterna (cittadini e imprese) per la fruizione territoriale di servizi finali per fini sia informativi che transazionali (certificazioni, autorizzazioni, autenticazioni, prenotazioni, pagamenti, ecc.).

Come tutti gli altri interventi previsti nel piano Basitel, la realizzazione della RUPAR ha visto la piena partecipazione delle tutte le realtà locali presenti sul territorio ed il coinvolgimento delle rispettive associazioni di categoria.

Oggi la RUPAR Basilicata rappresenta una concreta realtà che ha consentito a tutta la pubblica amministrazione di trovare un contesto abilitante per la realizzazione della propria presenza in rete e un luogo di coprogettazione sui temi dell'innovazione e sui processi di riorganizzazione della macchina pubblica.

La quasi totalità della pubblica amministrazione presente sul territorio regionale è oggi in rete.

Scheda tecnica della RUPAR Basilicata

La RUPAR è l'infrastruttura per il trasporto delle informazioni tra i vari Enti d'interesse pubblico presenti sul territorio della Regione Basilicata.
È una rete integrata, idonea per la trasmissione di dati digitali e telefonia analogica o digitale, ed è stata progettata per garantire prestazioni adeguate alle necessità attuali e del prossimo futuro.
E' un sistema integrato con le altre reti esistenti (reti WAN proprietarie, o reti geografiche pubbliche come la RUPA o la Community Network delle Regioni), con la possibilità di gestire varie tipologie di accesso (X.25, Frame Relay, CDN, CDA, ISDN, GSM, PSTN), di essere facilmente interfacciabile verso la Rete Internet, di poter gestire il traffico telefonico (isocrono), sia analogico che digitale, e quello per video-conferenza (sincrono).

La RUPAR (intesa come backbone, nodi e apparati di accesso) consiste in una infrastruttura di rete basata sul protocollo internodale ATM, sulla quale vengono forniti il servizio di trasporto dati tramite accessi Frame Relay, accessi IP "permanente" e "commutato", accessi X25, e il trasporto della fonia.

Da un punto di vista strutturale essa si articola su due livelli architetturali ed in particolare da una dorsale comunicativa, o rete primaria, con funzioni di concentrazione ed instradamento del traffico su collegamenti trasmissivi a larga banda ed da una rete secondaria di accesso per la connessione alla rete primaria dei vari Enti o Istituzioni pubbliche presenti nelle aree comunali di riferimento.

Topologia rete RUPAR

La rete è stata progettata con criteri atti a massimizzare la disponibilità del servizio: la topologia di rete prevede, infatti, la presenza di percorsi alternativi alle direttrici principali per consentire il rein stradamento delle connessioni a fronte di guasti e/o interruzioni delle stesse. Il criterio alla base del progetto topologico è che ciascun nodo sarà connesso al resto della rete attraverso almeno due vie indipendenti.

Servizi di base

Ai soggetti connessi alla RUPAR sono forniti i seguenti servizi:

- servizi di trasporto dati/fonia,
- servizi internet (navigazione, posta elettronica, registrazione e gestione nomi a dominio, DNS, tempo ufficiale, hosting e housing web, FTP, HTTP, HTTPS, Telnet, LDAP),
- servizi di cooperazione applicativa,
- servizi di Certification Authority (a tal proposito si fa presente che la Regione Basilicata fornisce servizi di emissione di certificati digitali a valore legale in connessione con Postecom e servizi di certification authority Locale limitati all'emissione di firme e certificati digitali all'interno del circuito degli Enti RUPAR),
- servizi del Ministero Finanze (SISTeR, SIATEL, SGATA)
- servizi del SIM ;
- servizi ASP alle Polizie Municipali e connessioni alla banca dati del PRA
- banche dati legislative on-line nel testo vigente (Leggi d'Italia, Codici d'Italia, Sentenze Corte Costituzionale, Prassi delle Leggi d'Italia, Normativa Enti Locali, Diritto Comunitario, Leggi Regionali d'Italia, Edilizia ed Urbanistica, Normativa Ambientale)
- Servizi ANCITEL tra cui: ANCI risponde, il giornale dei comuni, visure veicoli rubati, servizi di pagamento facilitato;
- intranet regionale (BUR on-line, delibere, bandi, rassegna stampa, ecc.),
- servizi di videoconferenza,
- servizi di sicurezza,
- servizi di supporto sistemistico ed help desk,

 

Sviluppi futuri

L'evoluzione programmatica della rete telematica regionale prevede:

1. l'incremento di velocità degli accessi (adozione di ulteriori accessi xDSL);

2. l'incremento della banda di accesso ad Internet a 20 Mbps con contestuale avvio delle procedure per l'autonomous system;

3. la realizzazione di punti di accesso a larga banda (10/100 Mbps) nelle aree metropolitane tramite l'utilizzo di tecnologie miste fibra e wireless per gli Enti della pubblica amministrazione, scuole ed università per l'erogazione di servizi di teledidattica, teleformazone e telemedicina;

4. l'estensione dei servizi di rete agli utenti della rete mobile (cellulari), utilizzando le tecnologie WAP, GPRS ed UMTS (di prossima implementazione);

5. la creazione di un Centro Servizi per la Sicurezza per garantire l'affidabilità dei processi e dei dati elaborati sia all'interno di ogni specifico dominio, sia in ottica di interoperabilità e di cooperazione tra le diverse Amministrazioni, sia nell'automazione dei servizi da erogare al cittadino. A tale centro sarà demandato anche il compito di controllare la comunicazione sicura all'interno dei confini del servizio d'interconnessione delle PA locali nell'ambito della Rete Regionale e di quest'ultima nei confronti della PA centrale.

 

Reti periferiche

Parallelamente allo sviluppo della rete RUPAR sono state sviluppate ed adeguate le reti periferiche per l'accesso alla stessa da parte delle strutture regionali e degli Enti territoriali. In particolare si contano:

210 Enti connessi (porte di rete);
2.850 computer connessi;
2.811 utenti registrati su dominio;
45 domini internet e 16 domini di posta gestiti.

 

Progetti CISIS

Le Regioni aderenti al CISIS (Centro interregionale per il sistema informatico e il sistema statistico) intendono attivare a breve termine una serie di progetti finalizzati alla cooperazione applicativa interregionale. L'obiettivo è pervenire alla formulazione degli APQ (accordi di programma quadro) regionali in coerenza con la prima linea di sviluppo dell'e-government fase II.

I progetti previsti (Task) si distinguono in:

Task di carattere trasversale
 

 

Un primo task, denominato "Infrastruttura di base per la Cooperazione Applicativa Interregionale", ha come obiettivo la realizzazione dell'infrastruttura fisica e logica indispensabile per la Cooperazione applicativa interregionale. Esso richiede da parte di ogni Regione partecipante l'attivazione di un Centro Regionale per l'Interoperabilità e la Cooperazione (CRIC), che potrà assumere una configurazione differenziata specifica secondo la Regione.

Un secondo task ("Gestione di Strumenti Interregionali di Service Level Agreement") ha l'obiettivo di definire strumenti comuni per la gestione di strumenti interregionali di service level agreement, per un monitoraggio efficiente e costante dei livelli di servizio offerti.

Infine, un terzo task, denominato "Sistema Federato di Autenticazione", si propone di definire le specifiche del servizio di autenticazione e di implementare un sistema federato di autenticazione interregionale.

   
Task applicativi
 

 

Hanno come obiettivo il completamento del sistema di cooperazione applicativa interregionale per interfacciare le applicazioni esistenti a livello locale con l'infrastruttura di base per la cooperazione applicativa. Tali task comportano lo sviluppo di moduli integrativi, ognuno dei quali va a completare l'infrastruttura di base per le esigenze funzionali della singola applicazione. Si tratta di un intervento richiesto a ciascuna Regione (con un minimo di tre adesioni per ogni sperimentazione) impegnata a partecipare ad una medesima applicazione interregionale.

 

Esempi di task applicativi
 

TASK AP-1 Compensazioni Sanitarie
TASK AP-2 Interoperabilità dei sistemi anagrafici
TASK AP-3 indice interregionale delle Aree Organizzative Omogenee
TASK AP-4 Lavori e servizi per l'impiego
TASK AP-5 Tassa automobilistica regionale
TASK AP-6 Osservatorio interregionale sulla rete distributiva dei carburanti
TASK AP-7 …

 

Task AP-1
Task AP-2
Task AP-3
Task AP-4
Task AP-5
Task AP-6
...
Task AP-N
Task INF-3: Sistema Federato di Autenticazione
Task INF-2: Gestione di Strumenti Interregionali di Service Level Agreement
Task INF-1: Infrastruttura di base per la Cooperazione Applicativa Interregionale
Schema Task a breve termine per la pianificazione di progetti di Cooperazione Applicativa interregionale.

 

 
 

 

 
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