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ne parliamo con De Costanzo
       
 

ne parliamo con

Giovanni De Costanzo, Dirigente dell’Ufficio Società dell’informazione e sistemi informativi della Regione Basilicata.

       
      La Regione Basilicata ha fondato la sua strategia per lo sviluppo della Società dell’informazione sulla realizzazione di una solida infrastruttura di rete che fosse di supporto a tutti gli altri servizi avanzati. A che punto siete nella sua realizzazione?
            “Il primo intervento infrastrutturale è del 1999: da allora ci stiamo impegnando a realizzare tutti i numerosi progetti previsti nel nostro piano strategico, ma sono molti e ancora non abbiamo finito”.
        Che tipo di interventi?
        “Seguiamo quattro direttrici, la prima delle quali è ovviamente quella relativa alle infrastrutture. Nel 1999 abbiamo realizzato la Rete unitaria secondo gli standard allora in vigore e abbiamo connesso tutti gli enti della regione Basilicata. Successivamente sono stati offerti una serie di servizi di base alle amministrazioni del territorio e implementati servizi applicativi infra-amministrazione. Conclusa questa parte ci siamo rivolti ai cittadini e con il progetto “un computer in ogni casa” abbiamo portato in rete circa 40 mila famiglie, creando anche un portale dedicato attraverso cui potessero accedere ad un’ampia gamma di servizi. Un’altra direttrice riguarda l’e-government: abbiamo partecipato al primo avviso e stiamo lavorando sui progetti finanziati. Per le imprese, infine, è stato creato un sistema di commercio elettronico connesso al portale Basilicatanet. Ovviamente questa è una sintesi estrema di tutto quello che abbiamo realizzato”.
        Che tipo di interventi?
        “Seguiamo quattro direttrici, la prima delle quali è ovviamente quella relativa alle infrastrutture. Nel 1999 abbiamo realizzato la Rete unitaria secondo gli standard allora in vigore e abbiamo connesso tutti gli enti della regione Basilicata. Successivamente sono stati offerti una serie di servizi di base alle amministrazioni del territorio e implementati servizi applicativi infra-amministrazione. Conclusa questa parte ci siamo rivolti ai cittadini e con il progetto “un computer in ogni casa” abbiamo portato in rete circa 40 mila famiglie, creando anche un portale dedicato attraverso cui potessero accedere ad un’ampia gamma di servizi. Un’altra direttrice riguarda l’e-government: abbiamo partecipato al primo avviso e stiamo lavorando sui progetti finanziati. Per le imprese, infine, è stato creato un sistema di commercio elettronico connesso al portale Basilicatanet. Ovviamente questa è una sintesi estrema di tutto quello che abbiamo realizzato”.
    Gli altri enti del territorio hanno un rapporto collaborativo o conflittuale con voi?
     

“Collaborativo perché sono parte integrante del disegno complessivo: abbiamo anche costituito un tavolo di concertazione, la Conferenza permanente dell’autonomia locale, per definire insieme i piani e le strategie. Tutto viene discusso e posto in votazione. E’ stato un percorso lungo, ma ora gli enti non hanno più un ruolo semplicemente passivo e sono in grado di presentare progetti indipendenti come ha dimostrato il successo dell’iniziativa “entiloc@linrete”, un bando che la Regione ha emanato per cercare di ridurre il digital divide tra le amministrazioni”.
    Siete riusciti a far crescere gli enti tanto da renderli autonomi e propositivi?
     

“Sì, ed è una grande soddisfazione perché è stato sicuramente l’impegno maggiore che abbiamo dovuto affrontare. Tenga conto che il nostro territorio è composto da piccoli comuni, dove a volte è difficile individuare anche un solo referente che abbia competenze informatiche. L’Ufficio enti locali ha svolto un ottimo lavoro in questi anni, così come sono state importanti la Conferenza e, più recentemente, il CRC. Ma il ruolo della rete è stata decisivo: non abbiamo connesso solo fili, ma abbiamo creato una comunità di soggetti e questo ha permesso di condividere una strategia comune, facendo crescere un po’ alla volta le persone. Esisteva anche il rischio che, alla fine, ognuno volesse seguire una strada diversa. Non è successo, continua ad esserci un’uniformità di vedute. Ad esempio nessuno ha messo in discussione il ruolo della Regione per quanto riguarda i sistemi di interoperabilità o la CNS: è chiaro a tutti che non avrebbe senso svilupparle in proprio. Ma non sono concetti scontati: nascono e si radicano con il dialogo, dall’essere tutti in rete. E lo stesso è accaduto per la server farm”.
    La Regione ha una server farm?
   

  “Tra i vari servizi che offriamo agli enti, c’è anche la server farm. I comuni hanno capito subito il vantaggio, ad esempio in termini di sicurezza, che potevano ottenere affidando a noi il loro server, pur continuando ad usarlo in remoto tramite la Rupar, e hanno aderito in massa”.
    Quanti hanno fatto questa scelta?
   

 

 

  “Attualmente circa il 40%: è un servizio che ha trovato un’accoglienza molto calorosa. Inoltre la Regione Basilicata svolge da tempo anche il ruolo di provider e register per tutte le altre amministrazioni del territorio. E sempre per favorire le piccole realtà, abbiamo deciso di distribuire sulla Rupar alcuni strumenti che non tutti i comuni si possono permettere come l’accesso a banche dati normative, a quelle Ancitel, al Pra, ecc.”.
    Che cosa avete ancora in programma di realizzare da qui alla scadenza del POR nel 2006?
     

“Non possiamo ancora fermarci. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione è necessario continuare a stimolare il territorio. Nel bando entiloc@linrete, ad esempio, abbiamo offerto un contributo maggiore del 30% in caso di aggregazione tra enti perché stiamo cercando di incentivare la creazione di Centri servizi territoriali, strutture dove gestire in forma associata anagrafe, tributi, sistemi informatici e quant’altro. Riteniamo che questa sia la strada giusta per i piccoli comuni della Basilicata, il 90% dei quali ha meno di 5 mila abitanti e non è certo in grado di sostenere il costo di questi servizi da solo. Per il resto, riteniamo di aver quasi esaurito la nostra azione a favore dei cittadini, visto che siamo ormai la seconda regione per accesso ad internet, presto saranno 60 mila le famiglie a cui avremo dato un pc, stiamo creando gli Internet social point, abbiamo finanziato la diffusione della patente europea del computer (ECDL) e siamo impegnati per la cittadinanza elettronica. Vogliamo invece prestare più attenzione alla formazione e alle PMI. Per queste ultime stiamo per uscire con un bando finalizzato a favorire l’adozione di sistemi di contabilità integrati. Infine la sanità, che però sta procedendo speditamente da sola e che aiuteremo con progetti di telemedicina”.
    Che cosa sono gli Internet social point?
       

“Sono luoghi attrezzati per l’accesso dei cittadini ai servizi web della pubblica amministrazione. Rientrano nella politica della Basilicata per una più capillare diffusione degli strumenti di accesso ad internet. A breve firmeremo l’accordo di programma quadro (APQ) con il Mit e non solo per gli Internet social point, ma anche per il progetto “E.C. – Cittadinanza elettronica” che prevede la distribuzione della CNS, della firma digitale e di tutti i servizi della P.A. basati sul riconoscimento certo dell’utente”.

    Parteciperete a qualche bando della seconda fase di e-government?
       

“Certo. Ad esempio per quanto riguarda la linea 1, ci stiamo coordinando con le altre regioni per progetti finalizzati alla cooperazione applicativa. Parteciperemo alla presentazione , tra gli altri, di tre interventi: il primo ha come obiettivo la realizzazione dell’infrastruttura fisica e logica necessaria, il secondo è denominato “Gestione di strumenti interregionali di Service level agreement” e consente il monitoraggio efficiente e costante dei livelli di servizio offerti. Il terzo, infine, si propone di implementare un sistema federato di autenticazione interregionale e di definire le specifiche del servizio”.

         
         
   
   

 

 


 
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