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Pietro Bedogni - Processi
 
 
 
 
 
 
 
 

ne parliamo con

Pietro Bedogni, Direttore dei sistemi informativi del Comune di Rimini

 

Quali motivi hanno spinto il Comune di Rimini a puntare su una
soluzione middleware?

"Sentivamo la necessità di uno strumento in grado di gestire la complessità derivante da un mercato eterogeneo. Mi spiego: la competizione tra fornitori è sicuramente un bene ma ha portato una diversificazione non coordinata dell'offerta. Anche gli standard di comunicazione che dovrebbero servire a far dialogare protocolli e programmi sono molto più "dichiarati" che reali. In questo contesto uno strato intermedio di software è utile perché consente di integrare qualunque applicativo di qualsiasi produttore, migliorando l'efficienza dell'intero sistema".

Quali problemi crea la non perfetta compatibilità tra le varie applicazioni?

"Da diversi anni utilizziamo software di differenti produttori con i quali gestiamo numerose attività: protocollo, delibere, stipendi, presenze-assenze, SIT, sportello unico, pubblicità, rette scolastiche, stato civile, biblioteche, infortunistica stradale, ecc. Abbiamo quindi sperimentato sul campo come questi conflitti portino frequentemente a blocchi reciproci del funzionamento dei programmi, con le conseguenze immaginabili sulla produttività e l'efficienza dell'amministrazione. I problemi sono attribuibili alle diverse scelte tecnologiche e progettuali dei produttori che decidono a loro totale discrezione, ad esempio, quali librerie di sistema utilizzare per ottimizzare il software. Ma questo ne impedisce l'installazione contemporanea su una singola macchina con la conseguenza che servirebbero hardware dedicati per ogni gruppo di applicazioni. Inoltre l'esigenza di separare i prodotti dei diversi fornitori contrasta con quella di garantire al personale l'accesso agli applicativi in modo uniforme, facilitato e controllato da password individuali, indipendentemente dalla postazione di lavoro utilizzata".

Come avete risolto il problema?

"La soluzione che abbiamo sperimentato con successo consiste nel far eseguire in un unico ambiente sia il lato "server" sia il lato "client" di ciascun software, creando una serie di isole applicative cui accedere attraverso server intermedi che ritrasmettono i risultati ai pc interessati, secondo un'architettura a tre livelli. In questo modo si ottengono sia la necessaria separazione tra le tecnologie adottate da ciascun produttore, sia la demarcazione delle reciproche competenze e responsabilità. Per implementare questo sistema abbiamo scelto il software di TARANTELLA e sistemi operativi open".

Quali vantaggi avete ricavato dall'utilizzo di questa soluzione?

"Grazie al middleware ora siamo liberi di scegliere sempre la soluzione migliore presente sul mercato, senza vincoli tecnologici dovuti a incompatibilità con altri applicativi: nessuna azienda, infatti, ha un'offerta che eccelle in tutte le applicazioni verticali che servono ad una città di 140 mila abitanti come Rimini. Inoltre implementando questo strato di software abbiamo anche garantito una maggiore sicurezza mediante un log-in controllato del personale che risponde ad esigenze di privacy e trasparenza. Infatti ogni utente interno, qualunque postazione di lavoro possa occupare, accede al sistema con una password individuale che lo identifica e che permette di visualizzare il suo menù personale, consentendogli di svolgere solo le funzioni a cui è preposto".

Quanto è costato il progetto?

"L'investimento è stato significativo, nell'ordine di alcune decine di migliaia di euro. E' per questo che, prima di acquistare le 600 licenze necessarie, abbiamo verificato attentamente per alcuni mesi le funzionalità offerte su un campione di 100 postazioni. Visti gli esiti molto positivi delle prove operative abbiamo deciso di estendere il sistema".

Prevedete anche ritorni economici da questo investimento?

"Non saprei quantificare il risparmio concretamente ottenibile dall'amministrazione con l'adozione dell'infrastruttura middleware. Non c'è dubbio, però, che anche sotto l'aspetto economico è un grande vantaggio poter scegliere liberamente un software invece di essere vincolati ad acquistarne uno specifico prodotto da una sola azienda. Riguardo ai costi interni, l'architettura utilizzata consente di tagliare le spese di gestione: non è più necessario, ad esempio, il continuo aggiornamento dei software "lato client" su tutti i pc da parte del personale tecnico".

Come è stato accolto il nuovo sistema dai dipendenti?

"Gli utenti interni non si sono accorti di nulla, a parte il cambiamento del colore della maschera e le icone, perché avevamo un prodotto simile in ambiente mainframe e già da 20 anni tutto il personale era abituato a lavorare presentando matricola e password per visualizzare le attività da svolgere".

Quindi non è stata svolta nessuna attività di formazione?

"Non è stato necessario perché il middleware Tarantella si presenta agli operatori come un menù: qualsiasi tipo di addestramento sarebbe stato del tutto inutile".

Avete realizzato personalizzazioni o adattamenti del software?

"Solo qualche operazione di taratura del prodotto, piccoli perfezionamenti che abbiamo svolto con le nostre risorse interne e l'aiuto di un consulente. Ad esempio abbiamo realizzato delle routine che permettono di associare una stampante nonostante l'operatore cambi postazione. Siamo soddisfatti e lo dico a ragion veduta: quando gli utenti non si lamentano, come nel nostro caso, vuol dire che tutto è andato veramente bene".

Quanto tempo avete impiegato per implementare il sistema?

"Siamo partiti a gennaio 2003 con la prima tranche di 100 licenze di campionatura. Dopo averne verificato l'utilità e l'efficienza operativa, a giugno abbiamo acquistato le altre 500 e in poco tempo ne abbiamo esteso l'operatività. Attualmente è in produzione nelle aree relative a personale (stipendi, presenze-assenze), protocollo e iter amministrativo, mentre sta per essere rilasciato per il settore della vigilanza urbana".

 

 
 
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