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ne parliamo
con
Antonio Venditti,
responsabile della Cartografia, Ministero dell'Ambiente e della Tutela
del Territorio
Come e quando nasce il portale
del Sistema Cartografico Federato?
La prima idea di organizzazione
e di coordinamento di attività tra Stato, Regioni, Province e Comuni,
nasce nel 1996, con la prima Intesa
Stato - Regioni.
Si tratta di un documento
di intenti per svolgere un insieme di attività coordinate in materia
di informazione geografica. La prima attuazione di questa Intesa giunge
nel 2000, con l'Accordo Integrativo sul Sistema
Cartografico di Riferimento. Grazie all'accordo, e al finanziamento
del Ministero dell'Ambiente, è stato possibile realizzare una cartografia
congruente per tutto il territorio nazionale, costituita da ortofoto in
b/n, da ortofoto a colori e da tutta la cartografia a piccola, media e
grande scala disponibile da utilizzarsi quale riferimento geotopocartografico
per la raccolta, l'archiviazione, la visualizzazione e pubblicazione dei
dati di base e tematici, di interesse ambientale e territoriale.
Inoltre sono state create le specifiche tecniche comuni, da utilizzare
quando si realizzano ex novo o si convertono le informazioni geografiche.
Da allora è iniziata la volontà di creare un Sistema che
coinvolgesse tutte le amministrazioni. E così è nato il
Sistema Cartografico Federato, che ha seguito la sua evoluzione fino a
oggi.
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Qual è la relazione
tra Sistema e Portale?
Il Portale è il punto
di accesso e di raccordo del Sistema Cartografico Federato. Quest'ultimo
è un network di soggetti, per lo più Enti Pubblici, produttori
e manutentori di informazione geospaziale ed ambientale che condividono
le loro banche dati mediante la pubblicazione in Internet.
Il Sistema, dunque, è ciò che "contiene" sia le
specifiche su come creare le informazioni, che si vanno a consultare sul
Portale, sia gli applicativi per la creazione di dati, di metadati.
Per usare una metafora il Portale è il front end e il Sistema il
back office.
Quali sono al momento gli
Enti Federati al Sistema?
E cosa si fa per coinvolgerli?
Noi siamo interessati innanzitutto
a coinvolgere le amministrazioni pubbliche. Tutte le Regioni d'Italia
sono state invitate a partecipare al progetto. Alcune Regioni hanno già
aderito formalmente con la sottoscrizione di atti. Altre regioni stanno
per aderire. Inoltre stiamo dialogando e facendo accordi di programma
con ANCI l'Associazione Nazionale Comuni
Italiani, con UPI l'Unione delle Province
d'Italia e con l'UNCEM l'Associazione
delle Comunità Montane.
Rispetto al coinvolgimento
dei vari soggetti non abbiamo avuto nessuna difficoltà. Le amministrazioni
hanno infatti capito l'importanza strategica del progetto in cui sono
state coinvolte. Ciascun Sistema Informativo Territoriale ha una sua tecnologia
e un suo progetto che ne individua funzioni e finalità. Ciò
implica purtroppo una proliferazione di sistemi eterogenei e, soprattutto,
non coordinati. Pertanto chi deve, per le sue necessità istituzionali,
raccogliere informazioni afferenti a due regioni diverse, ha la necessità
di apprendere due metodi diversi per trovarle. Tutti insieme abbiano creato
un Portale con un linguaggio comune, mantenendo ciascuno la propria autonomia.
Questo importante obiettivo è condiviso da tutti.
Entrare a far parte del
Sistema Informativo Territoriale Federato è
importante: a livello nazionale ed europeo. Quali sono i vantaggi?
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I criteri generali adottati
dal Sistema Cartografico Federato non sono altro che i criteri di fondo
che guidano il progetto europeo INSPIRE.
(INfrastructure for SPatial InfoRmation in Europe). Le linee guida di
INSPIRE prevedono il concetto di sistema informativo federato, che è
alla base dell'iniziativa italiana. Condividere questa logica significa
anche condividere gli standard tecnici che saranno adottati in Europa.
Il vantaggio dunque per le amministrazioni è quello di stare in
Europa, preparandosi all'adozione di un protocollo di comunicazione comune
a tutti gli Stati membri. Vi sono, poi, le economie e le ottimizzazioni
di processo che diventano possibili quando si ha una base di conoscenza
solida e accessibile sulla reale disponibilità di cartografie numeriche
- troppo spesso, infatti, l'informazione geospaziale viene duplicata.
infine la disponibilità di un'infrastruttura di dati geospaziali
rende possibile il sorgere di nuove professionalità e di nuove
occasioni imprenditoriali (data enhancing, CRM, geomarketing, ecc).
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Il Portale prevede due tipi
di accesso ai servizi: uno libero, per cittadini
e un altro riservato (per amministrazioni, enti e altri soggetti).
Che utilità ci sono, per gli uni e per gli altri?
I cittadini possono entrare
nel mondo della cartografia in modo semplice, con il linguaggio dell'informazione
geografica. Possono visionare le stesse immagini destinate all'utenza
riservata, contando sull'accesso facilitato, studiato appositamente per
loro. Per esempio direttamente dalla home page del portale è possibile
accedere al servizio di ricerca del rischio idrogeologico della propria
casa. I cittadini potranno presto contare su altri progetti di questo
tipo, ai quali potranno accedere in modo altrettanto semplice e intuitivo.
Per quanto riguarda l'accesso
riservato il vantaggio principale per gli addetti ai lavori consiste nel
poter cercare le informazioni, individuare e chi ne è in possesso
e in che forma.
Un altro vantaggio è costituito dalla possibilità di salvare,
di volta in volta, l'URL (Uniforme Resource Locator) delle immagini cartografiche
a cui si è interessati (possibilità non prevista per l'accesso
libero). Salvato il puntatore della pagina, lo si può lanciare,
via Internet, quando è necessario visualizzare la pagina. Questo
sistema permette di lavorare come se si avessero le immagini in locale,
mentre in realtà è un server remoto a servirle. Conservarne
le copie sarebbe infatti impossibile per via delle dimensioni dei file:
ci vorrebbe un enorme hard disk da 3 terabyte!
Quello stesso dato può
invece essere utilizzato dai soggetti autorizzati come se fosse in locale,
senza doverne sostenere neppure le spese di gestione.
La soluzione di fornire informazione geospaziale da uno storage centralizzato
via internet è così valida che lo stesso Ministero dell'Ambiente
utilizza questo approccio all'interno del suo sistema informativo aziendale.
Perché è stato
previsto un accesso riservato?
Le varie informazioni che
le amministrazioni pubbliche intendono pubblicare non è detto che
possano o debbano essere accessibili a tutti. Ciò accade per due
ordini di motivi: 1) il dato può essere riservato solo al alcune
categorie di utenti, perché alcune informazioni sono tutelate da
Copyright che ne limita la diffusione. 2) Qualche amministrazione può
mettere dei limiti alla consultazione di un particolare database, perché
ritiene che non possa essere divulgato a tutti. E ciò per vari
motivi, primo tra tutti quello della sicurezza.
Quali sono stati i criteri
alla base della progettazione dell'interfaccia
di navigazione del Portale? Non si poteva studiare un sistema di
consultazione più flessibile?
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Il Portale è un sistema
di consultazione di cartografie e dati territoriali e ambientali. Dunque
l'interfaccia di ricerca parte da criteri di selezione geografica (gerarchia
dei livelli amministrativi e toponimi) e successivamente consente una
ricerca per argomento. Si tratta di una soluzione ottimizzata per grosse
moli di dati quale è il caso del Sistema Cartografico Federato.
Questo tipo di interfaccia è intuitiva per un utente "addetto
ai lavori", ma richiede, di certo, un utente non del tutto sprovveduto
e cioè almeno dotato di dimestichezza con il mezzo elettronico
e con Internet. Inoltre l'utente deve sapere cosa cercare e in quale area
geografica cercare.
Con un sistema più aperto otterremmo una lista disomogenea e lunga
di risposte. Consideriamo, infatti, che i temi che hanno a che fare con
l'ambiente sono infiniti (vanno dalle frane alle alluvioni, dall'inquinamento
atmosferico, alle procedure di valutazione dell'impatto ambientale, e
via dicendo). Gli argomenti sono così vasti che, senza restringere
il campo di ricerca, il Sistema offrirebbe troppe risposte.
L'interfaccia del Portale è sicuramente meno intuitiva di quelle
di molti siti web di SIT della pubblica amministrazione locale, tuttavia,
lo ribadiamo, si tratta del punto di accesso verso un database di cartografie
e di dati di dimensioni imponenti.
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Alcuni portali di SIT locali
permettono di salvare le cartografie consultate:
perché non è così anche nel Portale?
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I siti web dei SIT che permettono
il download delle cartografie sono di amministrazioni proprietarie delle
stesse. Non dare la possibilità di salvare le immagini non è
una volontà del Ministero o degli altri enti. Alcune azioni non
sono possibili per legge: un dato o una cartografia è divulgabile
solo se prodotto dall'amministrazione pubblica. Un dato acquistato è
invece un dato in licenza d'uso e come tale è sottoposto a precisi
vincoli. Per esempio se un'amministrazione compra il reticolo stradale
da una società privata, ha in concessione la possibilità
di mostrarlo via Internet, ma non può "regalarlo", altrimenti
viola la legge sul
diritto d'autore. Le ortofoto consultabili tramite il Portale sono
state acquistate da una società privata: la licenza d'uso non prevede
la cessione delle stesse.
In effetti, la politica di diffusione dei dati di proprietà delle
amministrazioni pubbliche nei confronti dei cittadini è un argomento
molto importante e delicato e richiede argomentazioni ed analisi approfondite
difficili da affrontare in questa sede.
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Il Portale consente ad ogni
cittadino di controllare se la propria casa
è a rischio di frana o alluvione. È un servizio online semplice
e utile.
Sono previsti altri progetti di questo genere?
Abbiamo intenzione di creare
una serie di "progetti tematici". È previsto un servizio
analogo sulle aree protette, ma ci vuole del tempo per realizzare progetti
di cartografia a copertura nazionale. Un esempio: per mettere insieme
e uniformare la banca dati necessaria a realizzare il progetto sulle frane
e le alluvioni ci siamo dovuti coordinare con più di 40 Autorità
di Bacino che sono gli Enti Pubblici designati per legge a produrre quel
genere di dati.
Il Portale è in via
di implementazione. Cosa è previsto negli sviluppi?
Una delle evoluzioni del
Portale è quella di renderlo compatibile con più piattaforme
software. Oggi il Portale è pienamente compatibile solo con la
piattaforma Windows (con Internet Explorer) e, dunque, l'utente che si
collega al Portale con un Macintosh o con un browser diverso da Internet
Explorer, si scontra con problemi di compatibilità e non riesce
a consultare alcune aree. Entro aprile/maggio del 2004 ci apriremo alle
altre piattaforme (Macintosh, Unix, Linux, ecc) e più browser (Internet
Explorer, Netscape etc..).
È prevista, poi,
l'evoluzione continua del Portale dal punto di vista della quantità
di dati che consente di visualizzare. L'incremento ci sarà man
mano che si verranno a formare i centri federati. Al momento ne abbiamo
realizzati 15, che sono situati soprattutto nel Centro-Sud, nelle Regioni
Obiettivo 1 del Quadro Comunitario di Sostegno. Il processo di pubblicazione
di un dato è molto complesso e lungo: quindi ci vorrà tempo
prima di avere a disposizione tutti i dati.
Quando avremo il Sistema
cartografico europeo?
Il progetto INSPIRE è
a lunga scadenza e prevede delle tappe intermedie. L'argomento è
complesso non tanto per gli aspetti tecnici, quanto per l'impatto sui
"modelli" di produzione delle informazioni. A ogni modo, il
primo obiettivo del progetto INSPIRE è quello di produrre una direttiva
europea sulla materia: ci vorranno almeno due anni prima di averla.
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