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ne parliamo
con
Gianni
Fontana (cooperativa sociale Capodarco), direttore del servizio
di call center del Re-Cup
Il RECUP nasce
per semplificare la vita ai cittadini, evitando loro gli inutili e spesso
problematici spostamenti e le lunghe attese davanti agli sportelli. Quali
sono i presupposti di un servizio di call center che funzioni a pieno
regime?
Le condizioni da soddisfare sono tre.
La prima è
che ciascuna azienda sanitaria e ospedaliera disponga di un sistema di
prenotazione informatizzato (CUP), sul quale mettere tutte le loro prestazioni
e agende. Spesso le aziende hanno il CUP informatizzato ma molti ambulatori
sono gestiti con agende cartacee.
In secondo luogo
va creata una interfaccia completa tra il CUP e il Re-CUP (Centro unificato
di prenotazione regionale) e va realizzato il collegamento tra i due sistemi
informatizzati: quello che si ottiene è un sistema di rete che
vede al centro RE-CUP a cui sono collegati tutti i CUP aziendali.
La terza ed ultima condizione è la messa a disposizione
di RE-CUP delle prestazioni e relative agende da parte delle strutture
sanitarie e ospedaliere: in pratica il CUP collegato deve far "vedere"
i posti liberi anche a RE-CUP.
Quanto più alto è il numero di prestazioni messe a disposizione
del RE-CUP, tanto migliore è il servizio di prenotazione telefonico
offerto.
Allo stato attuale, quali
di queste tre condizioni fondamentali vengono soddisfatte?
Per quanto riguarda il primo
presupposto (l'informatizzazione dei CUP) mancano all'appello l'ospedale
Umberto I di Roma, l'Azienda Sanitaria Locale di Frosinone, anche se abbiamo
notizia che il problema è allo studio.
Sul collegamento al sistema
RE-CUP le realtà che al momento non hanno provveduto sono le due
citate, che non hanno il CUP, e l'ASL di Viterbo.
Ma il vero ostacolo al progetto
nasce dalla terza condizione: mettere a disposizione del Re-Cup le prestazioni
da parte delle strutture sanitarie. Alcuni ospedali, come il San Giovanni
di Roma, hanno messo in comune con RE-CUP solo il 2 per cento sul totale
delle loro agende. Altri non ne riservano affatto, sostenendo di esserne
sprovvisti. Per contro il fatto che altre ASL o Ospedali offrano la totale
disponibilità delle loro prestazioni conferma che il sistema funziona
ed è in grado di offrire un buon servizio. Ma va da se che chi
non mette a disposizione le prestazioni crea difficoltà alle altre
Aziende, che devono coprire le richieste di prestazioni. Il tutto a discapito
dei cittadini che non trovano tutte le disponibilità che il sistema
sanitario regionale è in grado di offrire loro.
Sta sostenendo che c'è
competizione tra i vari centri di prenotazione locali e RE-CUP?
La gestione di un CUP in
Azienda vede coinvolte varie direzioni: quella Sanitaria, quella Amministrativa,
quella Informatica e in più c'è il Responsabile del servizio.
È possibile che alcuni dirigenti abbiano più presente le
esigenze della propria Azienda che quelle del sistema regionale.
Noi facciamo quanto possibile per offrire un servizio migliore, ma gli
input devono venire dalle istituzioni. Per esempio la Regione Lazio ha
diffuso una circolare interna che dà alle Aziende Sanitarie e Ospedaliere
l'indicazione di mettere a disposizione del Re-Cup almeno il 70 per cento
delle prestazioni offerte da ciascuna agenda. Se venisse soddisfatta questa
condizione ci sarebbe un salto di qualità nel livello di offerta
di servizio.
Il concetto di Cup integrato
è esportabile?
Il sistema del centro di
prenotazione unico integrato (Sovracup) con i Cup periferici ha già
preso piede in molte regioni italiane. In Lombardia, in Piemonte, in Liguria,
in Emilia Romagna, in Abruzzo, in Friuli Venezia Giulia e in Toscana:
i software utilizzati sono diversi ma la struttura organizzativa è
la stessa. Il principio esportabile è quello del Sovra-Cup, che
da noi si chiama RE-CUP, come unità logica e non fisica. Il Centro,
infatti, funziona come un motore di ricerca nei confronti delle agende
di prenotazione dei rispettivi Cup decentrati delle strutture sanitarie.
In sintesi il sistema non prevede le agende sulla banca dati centrale,
ma il collegamento in rete con le agende presenti sulle banche dati periferiche.
Ci sono state altre difficoltà
nella gestione del servizio di call center?
Come cooperativa sociale
Capodarco abbiamo proposto e promosso il servizio già nel 1995
e poiché avevamo la competenza, le risorse umane, la struttura
e il progetto adeguato abbiamo vinto la gara pubblica per la sua gestione
nel 2000. Da allora, come pionieri ci siamo spesso trovati in situazioni
di difficoltà: per esempio a settembre del 2003 c'è stato
un forte aumento del numero di telefonate al servizio e ci sono voluti
diversi giorni prima che il server della Regione venisse adeguatamente
potenziato, pertanto il servizio era garantito a intermittenza. I cittadini
non riuscivano a raggiungerci e noi, che siamo pagati a prestazione effettuata,
impiegavamo troppo tempo per ogni prenotazione con un conseguente aumento
dei nostri costi. È stato un problema per tutti, con la conseguente
caduta di immagine del servizio. Va però ricordato che il Sovra-CUP
è un sistema complesso e RE-CUP è il centro di prenotazione
più grande d'Italia con oltre il doppio delle prenotazioni che
vengono fatte a Milano.
I vantaggi del servizio
per i cittadini sono evidenti: con una semplice telefonata si prenotano
più visite e più esami diagnostici, senza fare code agli
sportelli. Ma quali sono i vantaggi per l'amministrazione?
Innanzitutto RE-CUP consente
di razionalizzare le prenotazioni, le disdette e gli spostamenti, ottimizzando
l'offerta delle prestazioni stesse. Ciò significa, per esempio,
che se un cittadino prenota un'ecografia e poi, non convinto del tempo
di attesa, richiama per provare presso un'altra struttura il sistema lo
sa e mette a posto le cose, chiedendo all'assistito di scegliere. Risultato:
si liberano posti preziosi inutilmente occupati. Prenotando agli sportelli
o ai call center dei singoli CUP si rischia di moltiplicare il numero
dei posti occupati.
Un altro vantaggio viene
dalla possibilità di misurare e analizzare, giorno per giorno,
i dati relativi alle richieste: perché alcune strutture hanno 2
giorni di attesa ed altre 90? Con il sistema è infatti possibile
registrare le preferenze dei cittadini nei confronti di alcune strutture,
piuttosto che di altre. Analizzare le preferenze significa capirne la
natura, per poi agire di conseguenza. Sicuramente alcune strutture vanno
migliorate, ma altre sono ottime e hanno gli stessi medici degli ambulatori
più richiesti. Si tratta quindi solo di fare una campagna mirata
di comunicazione per informare i cittadini della medesima qualità
dell'offerta degli altri ambulatori.
L'analisi dei dati relativi
alle prenotazioni è utile anche a studiare il sistema al fine di
calibrare la domanda. È noto infatti che le richieste di molti
esami diagnostici sono inutili o ridondanti. E ciò costituisce
sia un grosso spreco per la sanità pubblica, sia una sottrazione
di disponibilità delle prestazioni nei confronti di chi ne ha davvero
bisogno. Con il sistema integrato RE-CUP e lavorando in sinergia con i
medici di medicina generale si potrebbero, per l'appunto, calibrare le
richieste.
Vorrei però aggiungere
che RE-CUP non è un sistema pensato per essere utilizzato solo
come call center: anche gli sportelli delle Aziende possono utilizzare
RE-CUP e consentire ai cittadini di prenotare su tutta la Regione con
i vantaggi di RE-CUP; anche i medici di famiglia potrebbero farlo, e così
le farmacie; anche internet può rappresentare una valida porta
di accesso al sistema.
Queste considerazioni
scaturiscono dai risultati delle analisi di Customer Relationship Management?
Niente affatto. Purtroppo
non possiamo fare il CRM analitico, in quanto come call center gestiamo
esclusivamente i dati della fonia (numero di chiamate, durata, ecc) con
controlli a campione sulla qualità della risposte dei nostri operatori.
I dati utili per applicare il CRM sono infatti sul server della Regione
Lazio, a cui non abbiamo completamente accesso.
Torniamo alla sinergie
ipotizzate: i medici di base sono disponibili a lavorare insieme?
Certamente. Tanto è
vero che abbiamo recentemente firmato un protocollo: la cooperativa sociale
Capodarco, che gestisce il call center del RE-CUP e la direzione regionale
della Federazione Italiana Medici di Medicina
Generale (FIMMG). Il protocollo d'intesa è al vaglio degli
Assessorati alla Sanità e all'Informatica della Regione Lazio.
In sintesi l'accordo prevede che i medici di famiglia si prendano carico
di inoltrare online le richieste delle prestazioni mediche al Re-Cup direttamente
dai loro studi medici, attraverso un canale riservato. Il cittadino deve
solo prendere l'appuntamento: tramite il call center o attraverso internet.
Ma la ricetta medica è già nelle banca dati del Re-Cup.
Questo sistema, che potrebbe essere esteso anche alle farmacie comunali
e private, presenta molti vantaggi: primo tra tutti la razionalizzazione
e l'ottimizzazione dell'offerta delle prestazioni.
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ne parliamo con
Maria Lorenzoni, Area
Pianificazione Sanitaria della Regione Lazio, responsabile organizzativa
del monitoraggio delle lista di attesa
Qual è la
filosofia del Re-Cup?
Un Centro unico di prenotazione
centralizzato, in cui convergano le prenotazioni di tutti i cittadini
della Regione Lazio. Con la possibilità di richiedere o disdire
le prestazioni in più strutture sanitarie, con un unico contatto
(online o telefonico). Questo è l'obiettivo principale del RE@CUP.
A cui se ne aggiungono altri. Dare visibilità al sistema, per fare
intervenire la Regione laddove si presentino alcune criticità,
come l'inadeguatezza delle risorse. Massimizzare l'utilizzo delle risorse.
Creare sinergie tra le aziende. Dare visibilità al sistema di erogatori
di prestazioni di medicina specialistica per i cittadini della Regione
Lazio.
La filosofia di Re@Cup è ambiziosa e tale da comportare "aggiustamenti
di tiro" in corso di realizzazione.
Quali condizioni vanno
soddisfatte perché il Re-Cup funzioni?
La situazione ottimale è
quella che vede tutte le aziende utilizzare lo stesso sistema informatico.
Negli altri casi è necessario che vengano adottate adeguate misure
di collegamento per le quali la Società regionale Laziomatica SPA,
che gestisce anche il Re@Cup, ha definito le modalità tecniche
da seguire.
Come nasce il Re-Cup?
Nel 2000 è stata
costituita la Società regionale Laziomatica, che ha la responsabilità
del progetto Re@Cup
E' da precisare però che la prima fase è consistita nell'ereditare
l'esperienza del CUP centralizzato soltanto per l'area romana. A gestire
il servizio era allora FARMACAP, azienda comunale di gestione delle farmacie.
Il Re@Cup invece è nato dopo, nel 2001. Il progetto coinvolge un
elevato numero di attori: le ASL, gli ospedali, gli assistiti, i medici
di famiglia, il dipartimento Sanità della Regione Lazio, le aziende
pubbliche e private coinvolte nell'impresa. Pertanto la realizzazione
degli obiettivi fissati implica una sinergia tra le parti e comporta uno
sforzo notevole. A garanzia dell'uniformità del progetto c'è
la struttura di coordinamento, a cui fanno capo i responsabili dei vari
settori coinvolti nel Re@Cup.
Perché il servizio
non è stato mai pubblicizzato con una campagna mirata?
E stata una scelta strategica.
Pubblicizzare il Re@Cup avrebbe provocato un'affluenza al servizio troppo
elevata da gestire. Quindi abbiamo preferito delegare la sua promozione
alle varie aziende, in base alle scelte locali. Il tutto in attesa di
raggiungere il livello di servizio atteso. D'altronde non potevamo fare
altro. Il Re@Cup è un sistema complesso, in via di implementazione.
Quali criticità
sono emerse nel corso della realizzazione del Re-Cup?
Far convergere in un'unica
sede tutte le modalità di prenotazione (telefonica, online, front
office) comporta molte difficoltà. Per fortuna, tutte superabili.
Salvo il fatto che tutti i cambiamenti creano resistenza.
" La prima difficoltà
è di ordine tecnologico. I sistemi di prenotazione CUP delle Aziende
sono molto diversificati e risentono anche dell'evoluzione tecnologica
del periodo in cui sono state realizzate. Non a caso, sono proprio le
aziende che hanno informatizzato per prime il Cup ad avere oggi difficoltà
a collegarsi. E ciò per la scarsa flessibilità degli strumenti
adottati. Un'altra difficoltà sorge dai costi rilevanti che le
aziende con un sistema non compatibile con il nostro hanno dovuto inevitabilmente
affrontare. Chi aveva affidato la gestione del sistema a ditte esterne
all'amministrazione ha avuto problemi ad allinearsi, la Regione comunque
ha deciso di intervenire anche con finanziamenti aggiuntivi ove necessario
" Ha creato difficoltà
anche la reticenza di alcuni attori. Le aziende con Cup più efficienti
e sofisticati sono stati riottose: ritenevano che condividere il sistema
regionale producesse squilibri nel sistema. La maggior parte di esse ora
si è ricreduta. Ma c'è voluto del tempo. Per esempio Viterbo
ha il prezioso collegamento con l'anagrafe dei comuni. Ma ha delle difficoltà
a collegarsi con il sistema regionale e solo ora il problema si sta risolvendo.
" Troppe richieste
a cui far fronte. Le aziende che hanno dato la maggiore disponibilità,
mettendo a disposizione del Re@Cup fino al 100 per cento delle prestazioni,
hanno vissuto questo inconveniente. Il problema sarà superato quando
tutte le ASL e gli ospedali metteranno a disposizione del Re@Cup almeno
il 70 per cento delle loro prestazioni
Quando si risolverà
il problema delle prestazioni messe a disposizione del Re-Cup?
Ora la situazione è
in via di miglioramento, alcune Aziende hanno effettivamente dimostrato
resistenza ed attaccamento al proprio sistema CUP, ma l'esperienza positiva
di chi utilizza il sistema Re@Cup per tutte le prestazioni sta dando i
suoi frutti. Non a caso la Regione ha inserito nei nuovi contratti dei
Direttori Generali l'impegno a dare, entro i prossimi mesi, la disponibilità
di almeno il 70 per cento delle agende di prenotazione. A Roma, l'ospedale
Sant'Andrea, il Policlinico universitario Tor Vergata e l'ASL Roma C hanno
messo a disposizione il 100 per cento delle prestazioni. Se questa disponibilità
venisse da tutte le aziende il RE@CUP offrirebbe al pubblico un servizio
davvero efficiente.
Cosa offrirà il
Re-Cup in futuro?
Il sistema Re@Cup prevede
di allargare la possibilità di prenotazione di prestazioni di medicina
specialistica (online e telefonica) alle farmacie. Inoltre, i medici di
famiglia saranno coinvolti in prima linea nel sistema di prenotazione.
Saranno loro, attraverso il Re@Cup a inoltrare le richieste mediche, scegliendo
le sedi delle prestazione per i loro pazienti. Individuare la sede della
prestazione è infatti una garanzia per il cittadino.
La caduta del server
della Regione Lazio provoca un disservizio nel Re@Cup. È successo
più volte, l'anno scorso. Può commentare il problema?
Anche recentemente c'è
stato un intasamento imprevisto. Ora il server è stato raddoppiato
e questo genere di problemi non dovrebbero più ripresentarsi. Ma
il problema è sempre lo stesso: il sistema è in via di implementazione.
Ha visto il potenziamento delle strutture tecnologiche di sostegno e al
momento ha superato una inevitabile prima fase di rodaggio.
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