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Benesperi - Reti
   

RETEL: IL MONDO DEL LAVORO SENZA ESCLUSI

ne parliamo con

Paolo Benesperi, Assessore all'istruzione, formazione professionale, politiche del lavoro e concertazione della Regione Toscana

 
 
 
  Che cosa ha spinto quattro Regioni ad unire le proprie forze nel progetto RETEL?
"Le nuove tecnologie offrono molte opportunità per un pieno e libero accesso dei disabili al mondo del lavoro. In Toscana, così come in altre Regioni, si stanno realizzando da tempo numerosi progetti per l'integrazione sociale e lavorativa che, però, nonostante l'esito positivo non sono mai stati messi a sistema e trasferiti in altre realtà. Con RETEL vogliamo fare proprio questo: definire regole condivise ed esportabili. E non solo dal punto di vista tecnico ma anche, per esempio, riguardo le qualifiche e gli altri problemi che emergono durante l'inserimento dei disabili in azienda. Inizialmente collaboreremo con Calabria, Piemonte e Veneto ma, naturalmente, il progetto è aperto a tutte le Regioni".
  Come mai il ruolo guida è stato affidato alla Regione Toscana?

"Perché abbiamo molta esperienza in questo settore: è già a regime, ad esempio, il sistema di teleformazione regionale così come il primo dei tre centri per il telelavoro destinati alle comunità montane. Ma sono molti i progetti per promuovere il lavoro delle persone disabili che hanno avuto esiti positivi. Per la nostra amministrazione si tratta di un tema prioritario, a cui vogliamo prestare sempre maggiore attenzione e risorse".

  Quanti investimenti sono stati destinati a questo progetto?

"L'importo complessivo di spesa è di 240 mila euro. Utilizziamo un finanziamento dal Fondo sociale europeo per il lavoro che coinvolge le cooperative sociali di tipo B".

  Quali sono le cooperative sociali di tipo B ?

"Le cooperative sociali sono di due specie: quelle di tipo A sono miste, cioè composte sia da disabili che da lavoratori normodotati; in quelle di tipo B, invece, lavorano esclusivamente o prevalentemente disabili, anche gravi. Le tecnologie hanno dimostrato di essere efficaci e permettere un lavoro anche ai soggetti più deboli: adesso spetta a noi creare le condizioni perché siano realmente, e non solo potenzialmente, uno strumento d'integrazione e di supporto".

  Quale orizzonte temporale vi siete dati per realizzare RETEL?

"Il progetto deve essere completato nell'arco di due anni. Non sarà facile, perché non si tratta di realizzare semplicemente una rete ma di mettere a sistema e replicare le esperienze di successo ottenute in un settore molto difficile".

  Avete già scelto i partner tecnologici che vi aiuteranno in questo progetto?

"No, sarà una gara a stabilirlo. Lanceremo il bando non appena tutte le Regioni partecipanti avranno firmato la convenzione".

  Qual è la situazione dell'occupazione nel vostro territorio?
"Il quadro complessivo è positivo: la percentuale di disoccupazione è bassa, intorno al 4,7%, con un tasso di occupazione in crescita anche se, a causa della popolazione anziana, siamo ancora un po' indietro rispetto agli obiettivi fissati a Lisbona dall'Unione Europea. Nonostante ciò il problema dei disabili rimane e intendiamo farcene carico, stabilendo un rapporto diretto con i soggetti interessati e cercando di abbattere le barriere non solo architettoniche e tecniche ma anche burocratiche che si frappongono al loro accesso al mercato del lavoro. La legge nazionale 68 del 1999 funziona ma occorre un impegno ulteriore per migliorare realmente l'integrazione e la qualità della vita dei diversamente abili".
  A parte le azioni specifiche per i disabili, come si sta attrezzando la Toscana riguardo ai servizi per l'occupazione? Ha già avviato progetti per realizzare il SIL o la Borsa continua del lavoro?
"Anche se a livello nazionale il SIL non è ancora partito, la Toscana è già pronta. Due anni fa abbiamo deciso di procedere da soli, indipendentemente dal sistema centrale, sia pure nel rispetto degli standard comuni stabiliti. E' stato così realizzato IDOL (Incontro Domanda Offerta di Lavoro), il sistema informativo regionale per il lavoro che entro un anno coprirà tutto il territorio. Mancano infatti ancora due province, ma entro il 2004 sarà completo e andremo a regime sull'intera regione. Oltre ad essere integrabile al 100% con il SIL nazionale, IDOL è compatibile e collegato anche con EURES (European Employment Service), la rete di cooperazione formata dai servizi pubblici per l'impiego che ha l'obiettivo di stimolare la mobilità territoriale e la libera circolazione dei lavoratori all'interno dei paesi UE".
  Quindi entro un anno sarete pronti ad entrare nella rete nazionale?

"Il nostro sistema funziona già adesso. Quando si sbloccherà quello nazionale, l'integrazione sarà solo una questione tecnica di connessione che si risolverà in un'ora o anche meno. E come noi anche la Puglia, il Trentino Alto Adige e le altre amministrazioni con le quali stiamo collaborando per trasferire l'esperienza positiva di IDOL".

 
 
 

 

 
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