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C'è, e deve esserci, un discrimine rispetto a quello che la Rete rende disponibile: non si tratta di porre limiti alla possibilità di comunicare, semplicemente di favorire un uso consapevole della rete e porre dei filtri a quel tipo di comunicazione inadeguata che, se pur percentualmente trascurabile, è fortemente diffusa.

A queste conclusioni arriva il Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie in uno studio pubblicato di recente che, pur riconoscendo il forte contributo di Internet nel consentire l'accesso a risorse educative e nel promuovere forme collaborative di apprendimento, mette sull'avviso bambini ed educatori rispetto ad uno strumento che, protetto dall'anonimato e caratterizzato da una grande facilità di accesso ai contenuti, può veicolare messaggi pericolosi e deleteri per utenti vulnerabili come loro.save the children

Lo studio si collega ad un'indagine conoscitiva condotta dalla ONLUS Save the Children Italia che ha portato a conoscenza dati sconcertanti sull'abuso dei minori perpetrato attraverso i canali Internet: la rilevazione effettuata da Stop-It parla chiaramente di un fenomeno a carattere transnazionale che conta 85.699 siti illegali, di cui più di 100 residenti in Italia. Più sconcertante ancora degli strumenti che veicolano questi abusi sono le tecniche di forte condizionamento inconscio attraverso cui i bambini vengono letteralmente manipolati.

Senza dover arrivare a questi estremi, sta di fatto che si rileva una generale carenza di contenuti positivi, di valore e di qualità nelle comunicazioni destinate al mondo dell'infanzia e dell'adolescenza e questo va a discapito di una corretta formazione dei giovani oltre ad ostacolare fortemente il processo di alfabetizzazione informatica.

Questo è tanto più rilevante se si considera la forte percentuale di giovani che si interfacciano quotidianamente con la Rete: secondo la ricerca condotta da Nielsen/NetRatings i bambini on line in Europa sono circa 13 milioni con un tasso di crescita annuo del 27%. Di questi la maggior parte sono di età compresa tra i 12 e i 17 anni, ma c'è una fortissima percentuale di bambini al di sotto dei 9 anni che, come si sa, rappresentano la fascia più esposta e vulnerabile dell'utenza.

Questa riflessione indirizza chiaramente sulle politiche da adottare: il 19 novembre scorso è stato firmato dal Ministro Stanca e dal Ministro Gasparri il codice di autoregolamentazione per gli operatori del web. Oltre questo è stata lanciata una forte campagna per migliorare i contenuti nel web ed è stato predisposto un Manuale per l'uso consapevole di Internet nelle Pubbliche Amministrazioni.


Per approfondire:>>______________> > il rapporto completo del MIT

 

 
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