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Sicurezza - soluzioni Oracle
 

 

     
 

Il Governo Italiano ha recentemente emanato il codice in materia di protezione dei dati personali, più comunemente chiamato codice della privacy.

Il problema del diritto dei singoli alla riservatezza appare direttamente collegato con il processo d'informatizzazione della Pubblica amministrazione. Tale problematica si pone in maniera evidente rispetto, ma non solo, alle banche dati disponibili in rete. La loro esistenza, infatti, consentendo di accedere e disporre in modo rapido e funzionale alle informazioni, può comportare, in assenza di una disciplina ad-hoc, gravi lesioni del diritto alla privacy. Proprio per questo motivo il diritto alla privacy, si caratterizza come uno strumento fondamentale volto a garantire una protezione della persona a partire dalle informazioni e dati che lo riguardano.

Nella pratica, chi (soggetto pubblico o privato) intenda procedere al trattamento di dati personali, disponendo già o procedendo alla costituzione di una banca dati, deve adempiere le prescrizioni della legge che fissa una pluralità di adempimenti, la cui inosservanza in alcuni casi è sanzionata penalmente o in via amministrativa. Tra gli adempimenti urgenti, oltre a quelli di carattere organizzativo-procedurale (per esempio, identificazione e nomina degli addetti al trattamento dei dati, la tenuta degli elenchi - periodicamente aggiornati - delle autorizzazioni, delle procedure di conservazione dei dati e delle modalità di accesso, ecc.) vanno ricordati quelli riguardanti l'adozione di idonee misure di sicurezza volte a ridurre al minimo, attraverso un'attività di controllo e custodia una serie di eventi che possono sintetizzarsi in tre punti:

distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati,
accesso non autorizzato,
trattamento non consentito o non conforme alla finalità della raccolta.
Tra le misure tecniche nel caso di trattamenti elettronici si richiedono:
l'adozione di sistemi d'autenticazione nonché di autorizzazione quando per gli incaricati siano individuati profili di autorizzazione diversi,
l'adozione di procedure non solo per il backup dei dati ma anche per la corretta conservazione degli stessi e per il loro ripristino in seguito ad incidente o disastro,
l'adozione di sistemi di protezione degli strumenti di elaborazione nei confronti di accessi illeciti o tentativi di intrusione,
l'adozione di tecniche di cifratura o di codici identificativi per determinati trattamenti di dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale effettuati da organismi sanitari.
In estrema sintesi, sia le misure minime sia quelle considerate "adeguate" allo stato di avanzamento della tecnologia dovranno essere in grado di garantire che:
l'accesso ai dati e le operazioni di elaborazione, diffusione e distruzione degli stessi siano effettuate solo da personale autorizzato;
i soggetti autorizzati agiscano solo entro i limiti delle rispettive autorizzazioni e competenze;
i dati accidentalmente distrutti o persi possano essere ricostruiti;
l'elaborazione dei dati sia progettata affinchè si possano mantenere separate categorie di dati personali con diverso livello di sensibilità (ad esempio, gli elementi identificativi dai dati amministrativi, da quelli sociali, dalle informazioni sulla salute, ecc.)

In uno scenario così ampio Oracle gioca certamente un ruolo molto importante. Per aiutare i propri Clienti ad essere fra le aziende più sicure al mondo, Oracle ha infatti sempre supportato i processi di cambiamento e continua nel proprio impegno, da oltre 25 anni, per lo sviluppo delle tecnologie di security tra le più rigorose; tecnologie che sono sottoposte alle certificazioni di Enti indipendenti che svolgono attività di certificazione riconosciute a livello internazionale.

Per fare solo alcuni esempi, in ambito Oracle, ci sono modalità di autenticazione che si basano non solo su dati noti all'utente, come la sua password, ma anche su chiavi d'accesso quali smart-card o certificati X.509, o elementi personali (biometrici), come l'impronta digitale. In termini di crittazione Oracle offre la tecnologia per crittare le informazioni da un client Internet, utilizzando Secure Socket Layer (SSL), e da un server middle-tier a un database utilizzando algoritmi DES, triple DES o RC4. Un'altra forma di crittazione - selective database encryption - permette di crittare anche i dati all'interno del database. L'integrità dei dati deve essere una delle priorità maggiori: nel database Oracle sono utilizzati gli sperimentati algoritmi MD5 o SHA-1. E infine, nell'ambito della tecnologia Oracle, le caratteristiche a supporto dell'alta disponibilità sono svariate e innovative (Grid Computing, Real Application Cluster e Oracle Data Guard).

L'evoluzione tecnologica, infatti, se da un lato ha reso sempre più semplici ed accessibili i meccanismi attraverso i quali la riservatezza (right to privacy) dell'individuo tende ad essere invasa, dall'altro ha offerto forme di protezione e di prevenzione dalle intrusioni indesiderate che consentono di risolvere o, quanto meno, di attenuare alla radice questo fenomeno.

Portali al cittadino, protocollo informatico, gestioni documentali, soluzioni per la Sanità, sistemi per la continuità del servizio, privacy e integrità delle informazioni, cooperazione applicativa, Carta Nazionale dei Servizi, Carta di Identità Elettronica: ciascuna di queste soluzioni vede in sé una parte molto importante di prestazioni legate alla sicurezza. E' quindi importante che il fornitore offra un valido e sicuro supporto per tutte queste necessità. La sicurezza è parte del DNA evolutivo di Oracle ed il nostro impegno è chiaramente dimostrato dai risultati di 15 valutazioni di terze parti indipendenti.

Ulteriori informazioni sulle soluzioni Oracle per la security a questo link http://www.oracle.com/lang/it/solutions/security

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
   
   
   
       
 
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