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Istantanea
sui Call Center di Roma e Torino
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Come
viene utilizzato il call center dell'amministrazione comunale? Chi chiama?
Perché? Con quale frequenza? E che importanza ha il monitoraggio
del servizio?
Dopo aver dato ampio spazio ai progetti più interessanti di call
e contact center è ora di tirare le somme dei risultati.
Iniziamo con due città: Torino
e Roma. Due amministrazioni comunali
che investono molto nel servizio, ma procedendo in modo diverso l'una
dall'altra.
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Roma
e Torino a confronto
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Torino
è partita da un centralino già evoluto. Ora deve far migrare
progressivamente i sedici numeri verdi dei settori comunali specifici
verso il contact center. Torino fa tutto in casa, sfruttando al massimo
le risorse interne. Procede a piccoli passi verso l'integrazione e la
pro-attività del servizio. E punta alla convergenza dell'informazione
sul web.
Roma
ha iniziato sperimentando un call center già strutturato, basato
su una piattaforma tecnologica delle più avanzate. Per realizzare
il progetto ha esternalizzato il servizio di primo livello.
Il prossimo passo è la segmentazione dell'utenza.
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Il
monitoraggio
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Le
funzioni principali del monitoraggio del call center sono due. Entrambe
di fondamentale importanza.
fotografare il servizio offerto al cittadino, al fine di migliorarlo e
arricchirlo sempre di più.
rilevare le abitudini dell'utenza. Questo monitoraggio permette di capire
cosa si può offrire pro-attivamente al singolo cittadino, senza
che egli lo richieda espressamente. Per esempio, incrociando i dati di
una famiglia, si evince il bisogno di informazione circa le date delle
vaccinazioni dei bambini. Il comune avverte la famiglia della scadenza:
con una e-mail, un messaggio sms, un fax, una telefonata, e via dicendo.
Per cimentarsi con questo genere di monitoraggio è necessaria una
struttura evoluta.
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Il
comune di Torino
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L'amministrazione
comunale piemontese è in grado di svolgere entrambe le funzioni
di monitoraggio sopra descritte. E si sta cimentando ora con la seconda,
quella che riguarda la profilazione dell'utenza.
Il
monitoraggio delle chiamate avviene ad hoc su specifici settori e su due
livelli:
sui
numeri verdi dei settori comunali, specializzati su un singolo servizio
sul contact center/centralino
Il
comune di Torino ha necessità di monitorare in parallelo l'attività
dei numeri verdi e del centralino per una ragione precisa: vuole procedere
al progressiva migrazione passaggio degli uni nell'altro. Sia per garantire
una risposta certa ed efficace alla chiamata. Sia per specializzare il
II livello nella risposta più complessa. Il processo sarà
graduale e avrà inizio con un settore strategico: quello dei tributi,
al cui numero verde giungono molte chiamate.
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Numeri
Verdi
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Sono
16 in tutto e dipendono dalle singole direzioni dell'amministrazione comunale.
Il numero delle telefonate che vi arrivano è stagionale, in relazione
al singolo servizio.
La
media giornaliera è di 2000 chiamate.
di cui:
Settore
istruzione: fino a 700 chiamate giornaliere (media giornaliera 200)
Settore anagrafe: media giornaliera: 1400
Settore
cultura: dalle 1000 alle 600 chiamate al mese
Chiamate
senza risposta: 40% (il personale addetto alla risposta è impegnato
nelle attività di sportello: spesso non può rispondere)
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Centralino
23
postazioni
30 operatori di cui 8 disabili
Orario del servizio: dal lunedì
al venerdì: 8.00-20.00. Sabato: 8.00-14.00
Tempo medio di risposta: meno
di 15 secondi
Chiamate senza risposta: al
di sotto del 10%
1700 chiamate in media al giorno di cui:
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| 60%
per richieste di informazioni |
| 40%
per smistamento telefonate agli interni richiesti |
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La
sperimentazione
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Sul
60% delle chiamate inerenti le richieste di informazioni è in partenza
una sperimentazione nell'area dei tributi. Obiettivo: definire un primo
livello di risposta, che è il centralino, e un secondo livello
di risposta, quello specializzato nei tributi.
Per
la sperimentazione viene utilizzato un software che da una parte registra
l'esigenza informativa dell'utente, e dall'altra la richiesta specializzata.
Lo
strumento serve a capire cosa chiede il cittadino, area per area. La risposta
a questa domanda consente all'amministrazione di classificare le richieste
e modellizzare le risposte in modo tale da:
formare gli operatori del I livello, affinché diano immediatamente
la risposta online (per esempio una richiesta sulla modulistica)
capire
la tipologia di domanda che giunge al II livello
formare
un I livello più efficiente, sgravando il II livello dalle domande
più semplici
arricchire l'informazione sul sito Internet con un elenco di domande medie
frequenti (FAQ), mirate ai singoli settori (FAQ sui tributi; FAQ sull'educazione,
ecc.)
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Profilare
l'utenza
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Un
altro obiettivo della sperimentazione è definire il profilo dell'utenza.
Ovvero definire il chi è di chi chiama; un professionista? un operatore
economico? un cittadino generico? e così via.
Profilata l'utenza si possono calibrare gli strumenti di comunicazione
per raggiungerla. L'obiettivo è diventare pro-attivi nei suoi confronti.
Per esempio aggiornandola a seconda delle sue specifiche necessità,
con e-mail, fax, sms, e via dicendo.
Per profilare l'utenza l'operatore di I livello pone una serie di domande
strategiche al cittadino che chiama (per esempio: la sua professione,
l'e-mail, il fax ...) Di ogni chiamata viene tenuta la traccia sotto forma
di una scheda, arricchita di volta in volta delle informazioni necessarie.
Il sistema, una volta verificato sui tributi, verrà esteso agli
altri settori.
(Fonte: informazioni e dati sul contact center e sui numeri verdi del
comune di Torino sono state forniti da Roberto Soj, direzione enti locali
del CSI Piemonte)
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Il
comune di Roma
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2.723.327
abitanti. 20 municipi. Territorio esteso. Rete di trasporti pubblici inadeguata.
In una città dove gli spostamenti costituiscono il problema principale
dei cittadini il call center era proprio necessario. E il suo successo
è scontato.
Il comune di Roma effettua la rilevazione dei dati sul call center periodicamente,
in relazione a macro aree e per motivi specifici.
Per esempio sono stati studiati i dati sulle chiamate al call center dell'estate
scorsa relativamente al passaggio da tassa a tariffa dello smaltimento
rifiuti. Il monitoraggio rileva:
le
telefonate complessive
le chiamate al primo livello
le chiamate al secondo livello
le
e-mail ricevute
le
telefonate di chi non è soddisfatto del servizio
Tutte le telefonate (I e II livello) sono divise per macrostrutture
I dati pubblicati sono stati forniti dal Comune di Roma e si riferiscono
al periodo che va da giugno 2002 a luglio 2003
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Dati
sul call center
24 ore su 24 in
funzione, tutti i giorni dell'anno
200 operatori del
call center di 1^ livello
70 dei quali
presidiano il turno 8.00/13.00
200 operatori comunali,
tra personale URP e punti di II livello
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Chiamate
ricevute
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1.000.000 circa di telefonate
da novembre 2002 (inizio effettivo del servizio) a luglio 2003
407.000 di telefonate nel trimestre
maggio/luglio così distribuite:
109.827 a maggio
128.074 a giugno
168.592 a luglio
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| `Motivi
delle chiamate |
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97,4 % richiesta di informazioni
1,0 % segnalazioni e suggerimenti
0,9 % reclami
0,8 % lamentele
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| Gestione
delle chiamate |
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82 % gestite dal 1^ livello
18 % assegnate e/o trasferite
al 2^ livello
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| Ripartizione
delle chiamate (dall'inizio del
servizio a luglio 2003) |
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34 % verso i Dipartimenti
19 % verso i Municipi
23 % verso gli uffici extradipartimentali
24 % verso le Aziende partecipate
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| Ripartizione
delle chiamate a luglio 2003 |
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23 % verso i Dipartimenti
12 % verso i Municipi
13 % verso gli Extradipartimenti
52 % verso le Aziende partecipate.
(L'incremento delle chiamate verso
le Azienda è dovuto anche alla richiesta di informazioni
da parte dei cittadini sul passaggio da tassa a tariffa sulla Nettezza
Urbana)
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| Frequenza
delle richieste a luglio 2003 |
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38,4 %: informazioni sulla
TaRi, la nuova tariffa rifiuti
9,7 %: chiarimenti sui tributi
(ICI, contravvenzioni, ecc.)
3,1 %: chiamate alla Polizia
municipale
4,2 %: richieste sull'Anagrafe
1,9 %: informazioni sul turismo
1,9 %: domande inerenti le
politiche sociali e la salute
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| Contatti
in lingua straniera |
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745 contatti in lingue straniere
da agosto 2002 a luglio 2003
di cui circa:
37 % in inglese
22,2 % in spagnolo
17, 3 % in cinese
12,8 % in arabo
7,3 % in francese
2,4 % in tedesco
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Il
servizio e-mail 060606
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Dal
15 giugno 2003 il call center del comune di Roma si avvale anche del canale
della posta elettronica.
1200 sono le e-mail ricevute dal call center, di cui:
349 a giugno
884 a luglio
Gli
oggetti delle e-mail sono:
40,3%: reclami
34,1%:
richieste di informazioni
19,5%:
lamentele
6,2%:
suggerimenti e/o segnalazioni
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| Approfondimenti
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"Il successo di un call center" un'intervista con Sandro Golzio,
del comune di Torino
Il call center del Comune
di Roma oi eventuali altri dossier altra PA citati, o collegati al
presente articolo
I numeri del comparto call
center
Il sito del Custromer Management Multimedia
CallCenter
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| appuntamenti |
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| news |
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