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ATTENZIONE: gli articoli privi di data in queste pagine, fanno riferimento a documenti precedenti al 2007
Fiorenza
Campelli, responsabile del call center dell'Università di
Padova
Perché
un Ateneo ha bisogno di un call center?
Le
richieste di informazione telefonica nelle università, da parte degli studenti,
sono da sempre numerosissime. Nel nostro Ateneo, prima di attivare il servizio
di call center, le segreterie studenti erano letteralmente oberate di richieste
telefoniche, a cui naturalmente non si poteva dare una risposta adeguata.
Attivare
un call center significa, quindi, prima di tutto erogare un servizio informativo
efficiente, alleggerendo i compiti degli altri servizi preposti già al
front office; non solo ma un call center è anche uno dei più efficaci
strumenti di marketing e di comunicazione.
A
breve a medio e a lungo termine: quali sono i vantaggi del call center?
A
breve e medio termine i vantaggi si riassumono nella risposta immediata ed efficace
su cui gli studenti possono contare chiamando il call center. Per l'Università
questo si traduce nell'ampliamento della rosa dei servizi offerti alla componente
studentesca. Le statistiche delle telefonate ci dicono infatti quanto sia alto
il loro fabbisogno in termini di richieste di informazioni (vedi
i numeri sull'utenza).
A lungo termine
la convenienza del servizio si vede negli sviluppi stessi del call center. Per
esempio, le indagini di mercato e la somministrazione di questionari possono essere
effettuate direttamente dal call center, anche per conto di clienti esterni. Ciò
determina non solo un risparmio, ma anche un guadagno per l'amministrazione. Come
Ateneo di Padova noi, infatti, ci siamo mossi in questa direzione. In passato
questo genere di attività veniva affidato a società esterne: ora,
per l'appunto, se ne occupa il nostro call center.
Questo
tipo di sviluppo è giustificato anche dai tempi morti a cui il servizio
è soggetto. Le chiamate hanno infatti un picco alto nei mesi da luglio
ad ottobre, ma diminuiscono sensibilmente nella stagione invernale. E' in questo
periodo, di fatto, che il call center può concentrarsi sulle indagini di
mercato, senza togliere risorse alle attività di risposta del call center
stesso. Inoltre il nostro call center è diventato, nel tempo, uno strumento
assai flessibile perché, oltre alle attività di cui si è
parlato prima, vi sono alcuni momenti in cui il personale viene adibito ad altri
compiti.
E'
necessario un grosso investimento economico per la realizzazione dei un call center
universitario?
L'ammontare
dell'investimento dipende dal numero di unità di cui l'università
decide di dotarsi per il servizio. Per esempio per i nostri tredici operatori,
attualmente spendiamo circa 300mila euro l'anno. Tutto sommato non è neppure
una spesa eccessiva. Soprattutto se la si paragona con i costi di una gestione
esterna. Per esempio, il servizio fornitoci dalla cooperativa a cui ci siano affidati
inizialmente, a pari unità, ci è costato circa 180mila euro in sei
mesi. Per la strumentazione standard e per la formazione, effettuata da una
società esterna, l'Università di Padova ha speso circa 80mila euro.
Quali
difficoltà presenta la realizzazione di un call center?
Innanzitutto
occorre convincere il vertice politico circa due ordini di idee. Primo: che l'investimento
ha un ritorno in termini di soddisfazione degli studenti e quindi di immagine,
secondo: che l'investimento stesso è importante anche per sostenere la
competitività tra atenei.
In
secondo luogo, si devono fare i conti con le resistenze interne all'Ateneo stesso.
Purtroppo anche all'università sopravvive la predisposizione a conservare
per sé l'informazione, a non condividerla con gli altri. Questo, purtroppo,
ancora oggi rappresenta il problema maggiore che si affronta quotidianamente.
Come si superano queste difficoltà?
Il
vertice politico, convinto dell'operazione, ci ha aiutato a superarle firmando
una lettera d'intendi insieme a tutte le parti coinvolte. In pratica i delegati
del rettore e i pro-rettori, responsabili su determinate aree, si sono impegnati
affinché gli uffici offrissero la massima collaborazione. Naturalmente,
la sottoscrizione del documento da parte dei vertici ha rafforzato considerevolmente
la parte organizzativa.
Vincere le
resistenze interne da parte degli uffici è molto più difficile.
Si deve agire con costanza. Ci vuole molto tempo. Dal punto di vista dell'azione,
occorre poi procedere per passi formali. Per esempio, sono indispensabili gli
scambi di corrispondenza, che esortano i servizi e gli uffici alla diffusione
delle informazioni. Sono inoltre necessari i contatti quotidiani del supervisor
del call center con i referenti dei vari uffici che rispondono dell'informazione.
Il superamento delle difficoltà
enunciate viene facilitato dalle sinergie tra gli uffici. Essendo io stessa responsabile,
sia del call center che del sito web, è naturale che ci sia uno scambio
continuo di informazioni tra i due uffici. Ma si tratta di un caso: la sinergia
nasce perché i due servizi sono molto vicini. Con gli altri uffici sopravvivono
ancora alcune resistenze.
Come regola
generale, per superare le difficoltà è fondamentale che tutta l'organizzazione
interna concepisca il servizio come importante. Tutti devono capire che elargire
le informazioni non significa perdita di potere. Al contrario agevola i compiti
istituzionali di tutti i vari settori.
L'insourcing
conviene? Perché e come ci si arriva?
L'università
di Padova ha scelto l'insourcing, perché punta alla qualità dell'informazione,
che è doverosa nei confronti della nostra utenza. Un società esterna,
occupandosi al contempo di varie aziende, non può offrire un servizio tarato
sull'utenza universitaria.
In un primo
momento, a livello sperimentale, abbiamo appaltato il servizio ad una cooperativa
specializzata nel settore. Nei sei mesi di appalto si sono presentati vari problemi.
Prima di tutto il costo, sicuramente
eccessivo (circa 360.000.000 di vecchie lire per sei mesi di gestione). Ma il
problema non è solo di costi. La presenza di operatori telefonici esterni
all'ateneo irrigidiva i vari servizi, già restii, come già detto,
a fornire le informazioni. La resistenza interna costringeva a sostituirci continuamente
agli operatori telefonici, con un grande dispendio di energie e risorse.
In
sintesi in un ateneo la gestione interna del call center conviene per tre fattori
determinanti: la qualità; i costi; la comunicazione interna.
A
livello di organigramma qual è la posizione ideale del call center?
La
collocazione ideale del call center è senza dubbio in una struttura di
staff di vertice (sia al rettorato, sia alla direzione amministrativa).
La
vicinanza ai vertici è strategica nelle linee guida, nell'acquisizione
delle informazione di prima mano, ma è soprattutto un forte appoggio. In
sintesi si ha un ritorno in termini sia economici che di qualità.
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