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ne parliamo con Tagliaferri - Reti
 

SIM - Sistema Informativo della Montagna

Un modello unico di interoperabilità e cooperazione  tra amministrazioni

 

ne parliamo con

Fabio Tagliaferri 
Responsabile SIM per Finsiel

 

Parliamo del “Sistema Informativo della Montagna”:  qual è la sua mission?

Il SIM fa parte delle azioni previste dalla nostra normativa nazionale per la salvaguardia e la valorizzazione della zone montane. In particolare il progetto vuole offrire un contributo al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni montane promuovendo lo sviluppo dei servizi pubblici in zone disagiate, isolate e soggette a un progressivo spopolamento.

L'obiettivo è quello di offrire ai cittadini, alle imprese e agli enti locali uno strumento per migliorare la comunicazione e superare il naturale isolamento delle zone montane.

L’accesso facilitato alle informazioni della Pubblica Amministrazione (Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzia Generale per l’Erogazione in Agricoltura,  Ministero delle Politiche Agricole, ecc…) rappresenta una nuova strategia nei confronti della montagna, che si basa sulla capacità di portare i servizi pubblici direttamente verso i cittadini, i comuni e le piccole imprese, attraverso lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione da una parte e la concreta attuazione delle direttive sull’e-government dall’altra.

Quante Comunità Montane hanno aderito fino ad oggi e secondo quali modalità? E quali sono le prospettive di ulteriore allargamento ad altri contesti territoriali?

Va precisato che, così come previsto dalla legge dello Stato 97/94 (la cosiddetta “Legge sulla Montagna”) gli utenti primari del sistema sono le Comunità Montane. Tuttavia nel SIM, sin dalle prime fasi di progettazione, sono stati coinvolti diversi enti/organismi,che operano nel territorio montano.

In particolare il Corpo Forestale dello Stato e il Ministero dell’Ambiente, gli Enti Parco Nazionali e alcuni comuni montani.

Un ruolo importante è stato svolto anche dalle Regioni nel coordinamento e nell’attuazione del SIM con la creazione dei poli regionali e l’integrazione con i servizi telematici e applicativi dei sistemi informativi regionali.

Oggi le amministrazioni collegate al SIM sono oltre 1.500 e comprendono:

· · Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

· · Corpo Forestale dello Stato

· · Unione Nazionale dei Comuni, Comunità ed Enti Montani (UNCEM)

· · Ministero dell’Ambiente

· · tutte le Comunità montane

· · tutti gli Enti Parco Nazionali con territorio montano

· · alcuni Comuni montani, ricadenti nel territorio dei Parchi Nazionali

· · i Coordinamenti regionali, provinciali e distrettuali del Corpo Forestale dello Stato

· · i Comandi stazione del Corpo forestale dello Stato

· · gli Assessorati Agricoltura/Foreste  delle Regioni o Province autonome

· · gli Uffici forestali delle Regioni e province autonome

· · alcune Pubbliche Amministrazioni Centrali (Ministero dell’Economia, AGEA, ISTAT, INPS, ecc…)

· · alcuni Istituti di ricerca e Università (ISAFA, INRM, Università di Viterbo, Università di Palermo, ecc…).

Un possibile sviluppo del Sistema potrebbe essere l’apertura verso zone geografiche non montane, con adesione di nuovi Comuni e Province, e una diffusione più capillare degli sportelli, arrivando a integrare tutti gli sportelli in un’unica rete nazionale a quattro livelli: P.A. Centrali (Ministeri, Agenzie, Istituti,…), Regioni, Province, Comunità montane, Comuni e utenza diffusa.

A che punto è lo sviluppo del progetto e in particolare l’integrazione tra le reti dei diversi sistemi informativi ?

 

Le attività per la realizzazione del SIM sono state avviate a partire dal 1998, con la progressiva attivazione degli sportelli al cittadino presso le Comunità montane e dei loro servizi previsti.

Attualmente sono disponibili servizi:  

· · informativi e promozionali (sito internet www.simontagna.it)

· · amministrativi (accesso a banche dati della PA, sportelli unici per le attività produttive, sportelli autorizzativi, ecc…)

· · territoriali (disponibilità per gli enti locali di un sistema territoriale –GIS- con le ortofoto digitali e la cartografia catastale dell’AGEA e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali)

E’ previsto, inoltre, un percorso formativo online (e-learning) riservato agli utenti del sistema.

Al sistema si accede:

· · attraverso la connessione al sito internet (accesso ai servizi:  libero)

· attraverso lo sportello al cittadino presso le Comunità montane (accesso ai servizi: personale di sportello)

· · attraverso la connessione alla intranet del SIM (accesso ai servizi: account rilasciata agli utenti delle amministrazioni locali)

L’infrastruttura di trasporto dei servizi del SIM consente sia la realizzazione di appositi collegamenti telematici presso i singoli sportelli al cittadino che la possibilità di integrazione con le reti telematiche regionali (RUPAR).

In ben 6 regioni i servizi del SIM vengono erogati attraverso l’utilizzo dell’infrastruttura di trasporto regionale e sono in cantiere ulteriori progetti di integrazione.

Come si sviluppa tecnicamente il SIM e quali sono le soluzioni tecnologiche adottate?Il progetto SIM è basato su un modello organizzativo orientato al decentramento e su un’architettura di servizi distribuiti.

Il SIM può considerarsi come un “broker” di servizi e di informazioni, basato sul modello di interscambio e cooperazione, e rappresenta un modello tecnico e organizzativo orientato alla “devolution” e alla erogazione di servizi su rete.

Il modello di riferimento del SIM è costituito dal “modello di interscambio”, e  rappresenta una soluzione coerente ed efficace per la gestione della intermediazione tra organizzazioni diverse che si debbano rapportare per gestire procedimenti amministrativi tra loro correlati o per erogare servizi integrati verso il cittadino.

Il modello di interscambio deve garantire sia l’erogazione decentrata, verso sportelli distribuiti sul territorio, dei servizi specifici del dominio applicativo di un’organizzazione (ad esempio, nel caso del SIM, i servizi di competenza del Corpo Forestale dello Stato) sia l'interazione, il colloquio e l'interoperabilità con altri sistemi informativi.

Il modello tecnologico di riferimento scelto per l’implementazione dell’architettura del SIM è quello della tecnologia WEB su intranet/Internet.

Il SIM è quindi costituito dalle seguenti componenti fondamentali ognuna delle quali risolve un aspetto specifico di vitale importanza per garantire la possibilità di funzionamento del SIM:

· ·un'infrastruttura di comunicazioni per il trasporto dei flussi informativi di servizio

· ·un insieme di servizi di base (orizzontali), che costituisce un'infrastruttura di servizio per il controllo, la documentazione e la certificazione di servizi applicativi telematici

· · un insieme di servizi applicativi.  

Quali sono le criticità che avete ad oggi riscontrato e, se ci sono state, in che modo prevedete di affrontarle?

 

Il SIM è un sistema informativo capillare ma che proprio per questa specificità presenta alcuni  elementi critici che ne hanno condizionato la realizzazione e l’evoluzione:

· ·elevata distribuzione territoriale degli utenti e degli accessi

· ·eterogeneità dei servizi applicativi da erogare

· ·rilevante numero di servizi ‘esterni al SIM da rendere disponibili.

La risposta a queste criticità è rappresentata dall’infrastruttura tecnologica scelta, che garantisce l’erogazione decentrata presso sportelli distribuiti sul territorio e un’offerta variegata di servizi.

Inoltre il SIM, rivolgendosi a utenti che operano in territori e contesti amministrativi diversi, con competenze e conoscenze informatiche di diverso livello, ha previsto un servizio di formazione e-learning capace di raggiungere un numero elevato di utenti.

Questo modello può essere applicato anche ad altre funzioni, per esempio, alla   gestione degli Sportelli Unici  presso le comunità montane?

 

Lo Sportello Unico per le Attività Produttive è ormai una realtà nel SIM.

Successivamente all’entrata in funzione del sistema sono intervenute alcune novità legislative relative alla creazione di sportelli che costituiscono un unico punto di accesso sul territorio per la presentazione di domande di autorizzazione, operando una razionalizzazione dei procedimenti amministrativi.

Il SIM, proprio per le sue caratteristiche tecnologiche, è riuscito a recepire le disposizioni di legge, proponendo alle Comunità Montane lo Sportello Unico per le Attività Produttive.

In pratica uno sportello al cittadino per la ricezione di pratiche amministrative e la diffusione di informative sulle modalità di attivazione della stessa pratica (es. documenti necessari, requisiti richiesti ecc.), che offre contemporaneamente un pieno controllo sullo stato di avanzamento del procedimento, sulle fasi espletate e sulla registrazione della pratica amministrativa.

Quali sono state le modalità di contatto con Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, e in che modo sono stati ripartiti i compiti per la realizzazione del Sistema Informativo della Montagna? Nel corso del 1998 è stato istituto, presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali il Comitato di Coordinamento del Sistema Informativo della Montagna, con funzioni di orientamento e supervisione sulle attività di realizzazione.

Il Comitato, composto da rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, dell’ UNCEM, del Ministero dell’Ambiente, dell’AIPA, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, delle Regioni, è stato l’interlocutore della Finsiel nell’intero processo di realizzazione del sistema.

In che modo il SIM potrà migliorare la comunicazione istituzionale tra le diverse comunità montane ? Soprattutto  attraverso il sito web www.simontagna.it, che offre servizi promozionali e informativi, quali la pubblicazione di norme, circolari, bandi di gara, la promozione di prodotti agroalimentari, il collegamento ai siti istituzionali delle Comunità Montane. Un sito che potrà evolvere nel prossimo futuro verso un vero e proprio portale della montagna
Quali sono gli sviluppi futuri che prevedete per il SIM? E’ auspicabile l’apertura verso nuove zone geografiche e ulteriori amministrazioni locali,  per una diffusione più capillare degli sportelli, e il miglioramento della cooperazione amministrativa degli enti locali.

Tra gli obiettivi da perseguire a breve termine si prevede il potenziamento dell’infrastruttura del SIM e dei suoi servizi di certificazione e sicurezza, per supportare i Comuni montani nella emissione della CIE (Carta d’Identità Elettronica) e della CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

 
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