| | | PolisWeb,
la giustizia digitale ne
parliamo con Giulio
Borsari Esperto Informatico C.I.S.I.A. di Bologna |
| |
| |
| Di
recente si è parlato dei giuristi come della classe di professionisti con il più
basso grado di alfabetizzazione informatica. A cosa è dovuto, secondo Lei, questo
atteggiamento profondamente refrattario degli operatori del diritto rispetto al
progresso tecnologico? |
| Non
sono in grado di fare paragoni con altre categorie professionali, ma per quanto
riguarda gli utenti “interni” agli uffici giudiziari, mi risulta invece un più
che accettabile livello di “alfabetizzazione informatica”: molto è stato fatto
in questo senso, sia per i magistrati che per il personale di cancelleria, e sicuramente
bisogna continuare, ma ci tengo a dire che, perlomeno per gli uffici con cui ho
a che fare, pressoché tutti gli utenti sono in grado di utilizzare i sistemi che
il Ministero ha predisposto e diffuso. Vorrei anche aggiungere che sono
stati realizzati numerosi progetti di e.learning, uno dei quali è propedeutico
al conseguimento del patentino europeo di informatizzazione, progetto nel quale
si vogliono coinvolgere anche gli avvocati. A mio avviso, infine, la refrattarietà
è un fenomeno del tutto limitato, mentre ho sempre potuto constatare dappertutto
un elevato interesse all’introduzione di sistemi informatizzati che allevino il
lavoro, specialmente delle cancellerie. |
| Molti
processi, lungaggini burocratiche, tempi eccessivi: anche da questo dipende la
profonda crisi che la giustizia italiana sta attraversando. È possibile già trarre
un primo bilancio sul contributo che la telematica ha dato nell’ottimizzazione
di questi processi, nel caso specifico del Tribunale di Bologna? |
| Il
60-70% degli avvocati a Bologna, coinvolto in procedimenti civili, possiede l’accesso
a PolisWeb e utilizza correntemente il sistema; la media giornaliera di accessi
alle funzioni più utilizzate è di circa 300, con punte di 500. Le sentenze consultabili
on-line sono oltre 30.000. Con la sola introduzione di PolisWeb si è inoltre
ottenuto un risparmio del 20-25% sul numero di operatori in cancelleria.
|
| Secondo
la Sua esperienza, avendo avuto modo di sondare lo scenario “digitale” della giustizia
in Italia, che tempi occorrono per informatizzare in modo funzionale le attività
giudiziarie? |
| Nell’area
civile, per quanto attiene agli applicativi interni già disponibili per le cancellerie,
abbiamo impiegato in media un paio d’anni ciascuno, così come per messa in funzione
a regime di PolisWeb. L’informatizzazione legata al Processo Telematico prevede
un percorso di sperimentazione, che coinvolgerà 57 sedi, nei prossimi due/tre
anni; la completa e funzionale informatizzazione è però strettamente legata alla
ridefinizione dei processi dal punto di vista organizzativo. |
L’esperimento
fatto attraverso il progetto PolisWeb è un decisivo primo passo, ma il 2004 è
alle porte e ancora troppo pochi sono i tribunali che possono contare su una valida
struttura digitalizzata. Non c’è il rischio che qualcuno resti indietro? |
| Le
cancellerie civili, per quanto attiene al contenzioso, sono informatizzate per
circa l’80 % sul territorio nazionale. PolisWeb è attivo sul Tribunale di
Milano e su un’altra decina di tribunali medio-piccoli; a breve lo sarà anche
sul Tribunale di Roma; ulteriori diffusioni di questo sistema non sono state
previste in quanto subentrerà la revisione complessiva dei software e dell’infrastruttura
nell’ambito del Processo Telematico. |
I
problemi di sicurezza dei dati e degli accessi incide (ha inciso, nel caso specifico
del progetto del Tribunale di Bologna) nel processo di digitalizzazione delle
materie giudiziarie più che in altri contesti? |
| Ha
inciso in maniera determinante e fin dalla progettazione è stato considerato un
tema fondamentale: si è infatti Implementato un sistema ad elevata sicurezza con
autenticazione forte del client; inoltre il canale Tribunale – avvocato, una volta
attivato, è criptato, per consentire la massima riservatezza |
Esistono
obiettive carenze sul piano delle risorse necessarie allo sviluppo dell’automazione
e alla gestione ordinaria di un “processo digitale” o è, piuttosto, un problema
di volontà? |
| Più
che un problema di carenze, a mio avviso, è un problema di ruoli e conoscenze,
dunque di formazione adeguata all’utilizzo dei sistemi che andremo ad implementare.
In ogni caso le situazioni che conosco, tra cui quella bolognese, è più che accettabile,
rispetto ai sistemi attualmente in funzione, sia per quanto attiene agli operatori
di cancelleria, che ai magistrati. |
Allora
diciamo buona volontà, fondi sufficienti, ma c’è dell’altro: parliamo dell’aspetto
organizzativo. Il Ministero è pronto a fornire, dal punto di vista della tecnologia
ma anche della necessaria assistenza tecnica, tutto il supporto necessario affinché
l’introduzione della tecnologia si risolva in una reale ottimizzazione del servizio
giudiziario? |
| Il
Ministero della Giustizia, attraverso la nostra Direzione Generale dei Sistemi
Informativi Automatizzati e grazie al lavoro dei coordinamenti interdistrettuali,
dislocati in quasi tutte le regioni italiane, sono sicuramente pronti ed in grado
di fornire quanto richiesto, come hanno fatto nel passato e come è previsto nei
vari piani di intervento, a cominciare da quello del Processo Telematico. |
In-sourcing
o out-sourcing: qual è stata la scelta del Tribunale di Bologna e quali valutazioni
di opportunità sono state decisive in questo senso? |
| Il
solo servizio di out-sourcing che è stato attivato riguarda l’assistenza tecnica
sistemistica, in quanto il personale tecnico dell’Amministrazione non è numericamente
sufficiente; per il resto non vi è alcuna attività di inserimento dati in out-sourcing:
queste ultime attività sono infatti svolte regolarmente e con adeguata rapidità
dallo stesso personale di cancelleria. |
| Non
tralasciamo l’aspetto della formazione: l’esperienza pregressa e ormai conosciuta
di altre amministrazioni dovrebbe aver sollecitato ampie misure in questo senso.
Dipendenti, tecnici, operatori di front e back office (senza tralasciare la categoria
dei giudici, cancellieri, avvocati, ecc) sono pronti? Se no, esiste un piano in
questo senso? |
| Come
detto prima, la preparazione di base all’uso del personal computer è più che sufficiente
per tutti gli operatori “interni”, ed è comunque tenuta sotto costante controllo;
inoltre la sperimentazione del Processo Telematico prevede sessioni di formazione
specifica ai nuovi strumenti; gli avvocati e i loro assistenti che accedono a
PolisWeb sono molti, ma è impossibile per noi conoscere il loro livello di conoscenza
di questi utenti “esterni”. In ogni caso, come accennato sopra, siamo impegnati
nella predisposizione di corsi a distanza (e-learning), che in futuro coinvolgeranno
anche gli avvocati. |
| PolisWeb
per il tribunale di Bologna: un caso innovativo limitato, per il momento, al processo
civile. Secondo il Suo parere il progetto è mutuabile, del tutto o in parte, per
l’area penale oppure occorrerà progettare ex novo processi e modelli di gestione? |
| Nell’area
penale è in corso la migrazione degli applicativi interni di gestione dei registri,
quindi si dovrà attendere questa operazione; in ogni caso il “modello” è sicuramente
mutuabile, salvo ovviamente un’attenta revisione di alcuni processi organizzativi
interni, come è stato necessario fare per il Tribunale di Bologna e per gli altri
uffici interessati, soprattutto in termini di puntualità e precisione nell’inserimento
dei dati. |