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Pilisweb: la cultura digitale nelle aule giudiziarie

del 11/09/2003

Molti processi, lungaggini burocratiche, tempi eccessivi: a dispetto delle riforme volute per garantire l'efficienza della Pubblica Amministrazione, la giustizia italiana stenta a trovare la sua dimensione digitale e rileva, molto più di altri settori, delle forti resistenze a quel processo telematico utile a velocizzare le procedure e migliorare la qualità dell'attività giurisdizionale.

Un problema di risorse o di volontà?

Questo nonostante una disciplina normativa gia in vigore dal 2001 - il DPR 123 del 2001 ha introdotto in Italia, anche per il processo civile, il così detto "processo telematico" - che rappresenta una svolta importante nel tentativo di cambiare la cultura e il modo di operare delle aule giudiziarie.

I fatti parlano chiaro: un'indagine del Sole24Ore parla di un carico "arretrato" sconfortante - quasi 4 milioni di procedimenti civili pendenti - e di una strana reticenza emersa in molti uffici giudiziari a trasferire i dati dalla carta al computer, premessa indispensabile per avviare un serio progetto di processo telematico. Un problema di volontà, più che di risorse.

Progetto PolisWeb: la giustizia "virtuale"

In realtà non è tutto fermo: in una delle sedi più autorevoli di valutazione e riconoscimento di best practices nel campo dell'e-government, gli eEurope Awards, è stato selezionato PolisWeb, un progetto realizzato per conto del Ministero della Giustizia e pensato per consentire la cooperazione telematica "via Internet" tra gli Uffici Giudiziari e gli Avvocati.
In sostanza PolisWeb è un Sito Internet che rende disponibili, in tempo reale, sentenze, decisioni e tutte le informazioni di registro riguardanti i procedimenti che vengono raccolti, sintetizzati e gestiti da due sistemi interni. Questo consente agli avvocati l'accesso completo e assolutamente sicuro ai dati che riguardano i procedimenti di rispettiva pertinenza e, nel contempo, ricerche dettagliate su processi o provvedimenti prodotti dal locale ufficio giudiziario.
Ci sono, quindi, tutta una serie di vantaggi collegati all'automazione delle attività della cancelleria - stampa degli avvisi, conservazione dei documenti, formazione delle copie degli atti, rilevazioni statistiche, ecc - e di quelli più strettamente processuali. Questo, già di per sé, consentirà una maggiore efficienza dell'amministrazione nel fornire un servizio in tempi accettabili, di qualità e in linea con le disposizioni Europee in materia. Ma c'è di più. In una prospettiva più di lungo periodo questo consentirà un interscambio bidirezionale tra gli uffici giudiziari e tutti gli utenti esterni - avvocati, consulenti, tecnici - e con altre amministrazioni a vario titolo interessate o interessanti per i casi in esame.

Il problema di baseo

Lo scenario pregresso rispetto all'introduzione del un processo telematico creava due tipi di problema:

1. Gli avvocati trovavano difficoltà a rintracciare informazioni ampie e tempestive delle norme, degli indirizzi giurisprudenziali e delle interpretazioni dottrinarie precedenti. Questo li portava ad aprire cause che avrebbero potuto essere trattate differentemente se a conoscenza dell'orientamento della corte su determinate tematiche, con la conseguenza di un incremento esponenziale delle cause da discutere;

2. Non c'era la possibilità di un monitoraggio corretto sui procedimenti seguiti: non avendo a disposizioni dati aggiornati sulle cause seguite, avvocati e uffici giudiziari difficilmente potevano contare su statistiche gestionali corrette e realistiche.

Un primo passo

Il nuovo sistema dovrebbe potere rispondere a questo problema di "conoscenza", ma siamo ancora nella fase sperimentale. Il Ministero della Giustizia ha selezionato il Tribunale di Bologna come sede pilota con l'intento di riscontrare l'efficacia del sistema e farne un modello diffondibile su tutto il territorio italiano.
Diamo un'occhiata al meccanismo di funzionamento.

Due sistemi interni al tribunale raccolgono, sintetizzano e gestiscono dati e informazioni relative a :
contenzioso civile
diritto del lavoro
volontaria giurisdizione
produzione provvedimenti.
Questi dati vengono organizzati e resi disponibili sul sito internet riservato agli avvocati del Foro di Bologna attraverso meccanismi di autenticazione e sicurezza sotto forma di:
Agenda Avvocati per ricerche temporali sugli eventi dei propri fascicoli
fascicoli personali per ricerche multicriterio sui propri fascicoli, dettaglio dati e storico
consultazione full-text e multicriterio di sentenze - provvedimenti
inserimento nota di iscrizione al ruolo
prenotazione copie autentiche.

Qualche dato di riscontro

Il sito è attivo dal maggio 2001 sia come Internet che come rete Intranet per le postazioni interne al Tribunale:
al momento si contano 1.600 utenti accreditati, per cinque postazioni interne al Tribunale;
30.000 sentenze e tutti i provvedimenti emessi dal 1995 in poi sono a disposizione degli avvocati che passano per l'Ufficio Giudiziario, ma anche di quelli che non dispongono di mezzi adeguati presso i propri uffici. In definitiva il 70% degli avvocati a Bologna che hanno a che fare con procedimenti civili possono utilizzare (e utilizzano) il sistema;
oltre 43.000 accessi registrati nel 2002 e i dati di riscontro dei primi tre mesi del 2003 mostrano questa tendenza in forte crescita.

Per il futuro

Un esperimento di questo tipo, per quanto ancora limitato, è auspicabile che si allarghi su scala nazionale, che venga adottato anche nel settore penale, oltre che in quello civile e che sfrutti a pieno tutte le potenzialità consentite da una corretta e oculata applicazione della tecnologia al sistema giudiziario. Per il futuro potrebbero non esserci più soltanto comunicazioni più agevoli e notificazioni più celeri, ma anche, per esempio, videoconferenze per le udienze, per l'acquisizione di prove testimoniali e per la sostituzione di ogni presenza fisica nei tribunali.

Approfondimenti

Presentazione ppt di Giulio Borsari, Esperto Informatico C.I.S.I.A. di Bologna

 
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